Donne nel Seicento a Napoli, alle Gallerie d’Italia si celebra il talento femminile

Napoli. Iniziato nel 2023 con Artemisia Gentileschi, il filone dedicato alle artiste prosegue: dal 20 novembre 2025 e fino al prossimo 22 marzo, infatti, alle Gallerie d’Italia partenopee è possibile visitare la mostra intitolata “Donne nella Napoli spagnola: un altro Seicento”.
L’esposizione, curata da Antonio Ernesto Denunzio, Raffaella Morselli, Giuseppe Porzio e Eve Straussman Pflanzer, ha ottenuto il patrocinio istituzionale dell’Ambasciata di Spagna in Italia ed il patrocinio del Comune di Napoli.
Le opere contribuiscono a realizzare un percorso itinerante che si concentra sulla creatività ed il talento di artiste come Artemisia senza dimenticare nomi meno noti, ma ugualmente di rilievo, che “conversano” con i maestri Ribeira e Velázquez.
Le 69 opere si configurano come un racconto per immagini che illustra ai visitatori le suggestioni dell’epoca ed i protagonisti salienti. Dipinti, disegni ma anche sculture e manoscritti – spesso vergati proprio da queste donne – in un’epoca in cui affermare se stesse era possibile in casi rarissimi e solo quando si aveva la fortuna di incontrare un uomo sufficientemente illuminato da riconoscere il valore femminile senza sentirsi minacciato da esso.
La mostra parte dall’arte barocca napoletana ma, grazie ai lavori presenti, dà vita ad un progetto di più ampio respiro che dona rilievo al contributo di queste donne nella vita culturale di quei decenni, ponendosi come una riflessione in divenire sul ruolo femminile nel corso del XVII secolo.
L’esito finale è, quindi, non una mera celebrazione della bravura delle artiste bensì un momento di studio e analisi profonda sul contesto dell’epoca: ciò cambia anche l’obsoleta prospettiva secondo cui il ruolo delle strutture museali non mira alla ricerca scientifica ma alla semplice esposizione delle opere.
I dipinti e non solo provengono da pregevoli collezioni come il Museo del Prado di Madrid, la National Gallery di Washington, la Fundaciòn Casa Ducal de Medinaceli di Siviglia e le Collezioni Reali di Spagna e le diverse sezioni – suddivise per aree tematiche – realizzano un quadro sufficientemente esaustivo della condizione femminile in ambito artistico, finora giunta a noi in modo alquanto frammentario.
Lavinia Fontana e Fede Galizia, ad esempio, giunsero da altre città e lavorarono per committenti napoletani e le loro opere offrono uno spaccato dei traffici commerciali di quegli anni. Artemisia Gentileschi è presente con alcune opere mai esposte in Italia mentre il focus su Giovanna Garzoni è dedicato al suo soggiorno partenopeo.
A Diana Di Rosa e Annella Massimo, quest’ultima artista locale, è destinata una specifica sezione mentre Adriana Basile e Giulia De Caro rientravano nella categoria delle star ed erano donne che si erano affrancate da un contesto difficoltoso. Attenzione anche per Teresa Del Po e Caterina De Iulianis, rispettivamente pittrice e ceroplasta, oltre alla scultrice Luisa Roldán.
Quel che emerge, insieme all’innegabile bellezza della raccolta in mostra, è la varietà degli interessi di queste donne che riuscirono ad eccellere in ogni ambito spaziando dalla pittura al teatro, dalla letteratura alla scultura, configurandosi come antesignane del femminismo.
L’esposizione di Palazzo Piacentini è quindi un omaggio ad alcuni simboli che hanno gettato le basi per l’affermazione delle quote rosa ma anche un invito alla riflessione, affinché il femminismo non sia una battaglia da combattere in solitaria ma una consapevolezza ed una conquista che riguarda tutti, senza distinzione di sesso o di etnia.

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