Category Archive Letteratura

La Venaria Reale presenta la rassegna letteraria “Ad alta voce”

Torino. Nell’ambito della rassegna Palchi Reali, La Venaria Reale presenta “Ad alta voce”, ciclo di passeggiate letterarie nelle Residenze Reali Sabaude.
Un personaggio da incontrare, un libro da ascoltare, un luogo da scoprire, un percorso da condividere. Ogni libro è un viaggio solitario, l’incontro impossibile tra la solitudine dello scrittore e quella del lettore.
Ma cosa può accadere quando questo incontro diventa corale, si anima attraverso la mediazione di un interprete, si nutre di percezioni fisiche? Quali emozioni ne possono scaturire?
Ascoltare le pagine di un libro, ogni volta diverso, selezionato tra la narrativa nazionale e internazionale, attraverso la voce, l’interpretazione e il racconto di un nome significativo della letteratura, del giornalismo, della televisione, della radio, del cinema; un piccolo, intenso viaggio da fare insieme, a piedi, tra le stanze e i giardini di una residenza storica. Parole, immagini e profumi da conservare e alla fine, per sollecitare tutti i sensi anche qualcosa da mangiare e da bere, ancora una volta insieme.
La ricerca di un’emozione diversa che nasce dall’equilibrio di tante percezioni per scoprire, o riscoprire da una prospettiva diversa, un libro, un autore, un interprete, un luogo.
Un progetto di Piemonte dal Vivo – Produzioni Fuorivia – IL Idee al Lavoro.

Domenica 7 luglio, ore 18.30, Vladimir Luxuria legge “Le relazioni pericolose” di Choderlos de Laclos ai Giardini della Reggia.

Domenica 14 luglio, ore 18.30, Piergiorgio Odifreddi legge il “De Rerum Natura” di Lucrezio Caro ai Giardini della Reggia.
Tutto compreso nel biglietto di ingresso speciale a 10 euro.
Prenotazione obbligatoria su eventbrite.it o alla mail altavoce19@gmail.com.

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Franca Leosini tra i protagonisti del Premio Hemingway a Lignano Sabbiadoro

Lignano Sabbiadoro. Sabato 22 giugno dalle 18.30, al Cinemacity di Lignano Sabbiadoro, è in programma la cerimonia di Premiazione della 35^ edizione del Premio Hemingway, che celebra il legame fra Ernest Hemingway e la sua piccola “Florida italiana”, la città di Lignano Sabbiadoro. A condurla sarà la giornalista Elsa Di Gati che, insieme alla Giuria del Premio composta da Alberto Garlini (presidente), Gian Mario Villalta e Italo Zannier, converserà con i cinque vincitori 2019: l’autore francese Emmanuel Carrère per la Letteratura, la storica Eva Cantarella per l’Avventura del pensiero, il giornalista Federico Rampini nella sezione Testimone del nostro tempo, il foto-artista Riccardo Zipoli per la Fotografia e la giornalista Franca Leosini, Premio Speciale Hemingway 2019 “Dentro la cronaca, dentro la vita”, assegnato dalla Giuria dell’Hemingway con la Città di Lignano Sabbiadoro, nel 60° anno dall’istituzione del Comune.

Attraverso i suoi vincitori la 35^ edizione del Premio dedicato ad Ernest Hemingway celebra, ancora una volta, la straordinaria capacità del grande autore americano di guardare nel profondo dell’animo umano. La premiazione sarà preceduta dagli “Incontri del Premio Hemingway” 2019, tutti al Centro Kursaal di Lignano Sabbiadoro: un cartellone culturale di raro fascino, grazie alla luminosa location che si affaccia sulla spiaggia dorata e sul golfo del Nord Adriatico. Si parte giovedì 20 giugno, alle 18, con l’artista Riccardo Zipoli, in dialogo con Italo Zannier e con Alberto Garlini. Autore del volume In domo Foscari (Marsilio). Riccardo Zipoli ha saputo illustrare con appassionata eleganza un luogo e una attività culturale di rilievo mondiale qual è l’Università Cà Foscari di Venezia. L’appuntamento è organizzato in collaborazione con gli “Incontri con l’autore e con il vino” 2019 di Lignano Sabbiadoro. Due appuntamenti di cartello, venerdì 21 giugno: alle 18.30 Federico Rampini converserà con Gian Mario Villalta del suo recente saggio “La notte della sinistra” (Mondadori), e alle 21.30 riflettori sullo scrittore francese Emmanel Carrère, di cui Adelphi riedita, proprio in occasione del Premio Hemingway, il romanzo “Vite che non sono la mia”, una delle sue prove letterarie più intense e toccanti. L’autore dialogherà con Alberto Garlini del suo stile così personale e così profondamente “intriso” di umanità. Sabato 22 giugno, alle 11, il testimone passerà alla storica Eva Cantarella: la conversazione con Gian Mario Villalta ci riporterà alla sua suggestiva indagine sulla quotidianità del passato, per conoscere uomini e donne che scopriremo vicini a noi, quasi confusi alle nostre passioni, ai nostri sogni e alle nostre debolezze. Il “faccia a faccia” con Franca Leosini si dipanerà nel corso della premiazione, sabato 22 giugno al Cinemacity dalle 18.30: ritroveremo, dal vivo, la sua sottile ironia, lo sguardo disincantato nel confronto con casi di cronaca spesso perturbanti. Lo stile intelligente, acuto e misurato che ci ha conquistato conoscendola sul piccolo schermo, e ci ha guidato nella comprensione della imprevedibile natura umana.

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Eva Cantarella racconta l’amore classico al Festival di “Salerno Letteratura”

Salerno. È un gradito ritorno quello di Eva Cantarella al Festival di “Salerno Letteratura”, la kermesse che ormai da sette anni vivacizza la già movimentata offerta culturale estiva della città di San Matteo.
Un’occasione per intrecciare i luoghi più belli del centro storico salernitano con le opere e le riflessioni degli autori che si alternano nei giorni del festival: un’offerta variegata che spazia dai gialli alla letteratura classica senza trascurare appuntamenti dedicati ai più piccoli.

E l’incontro con Eva Cantarella si inserisce proprio nel filone della letteratura che strizza l’occhio alla classicità. Storica e giurista, docente in prestigiosi atenei non solo in Italia ma anche all’estero, Eva Cantarella ha al suo attivo decine di pubblicazioni concernenti il mondo greco e romano e il suo recente volume, “Gli amori degli altri” pubblicato da La nave di Teseo, è stato oggetto della bellissima conversazione che l’ha vista protagonista all’interno della Chiesa dell’Addolorata. A condurre l’incontro è stato Angelo Meriani, docente presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Salerno. Si parte da un assunto basilare, ovvero l’alterità del mondo greco e romano rispetto al nostro. È vero che la nostra società, per molti aspetti, è indissolubilmente legata alla Grecia e a Roma ma non tutto è come appare. Il volume è suddiviso in due parti, la prima dedicata agli amori greci e la seconda agli amori latini. Ed è proprio l’amore e le emozioni ad esso legate che offrono terreno fertile per un lungo ed affascinante excursus. I greci non conoscevano una sola parola per identificare l’amore, è il caso della differenza – sostanziale – tra “eros” (ἔρως) e “filia” (ϕιλία): “Ho scelto di affrontare questo argomento – spiega Cantarella – perché attorno ad esso esiste una grande retorica. Crediamo che la concezione dell’amore sia uguale in tutti i popoli ma non è affatto così perché la percezione stessa del sentimento è influenzata dalla cultura di cui quel popolo è figlio. Se il termine eros identifica l’amore illecito e passionale, la parola filia indica l’amore e l’amicizia, non necessariamente in ambito coniugale. La filia – prosegue l’autrice – cresce e si consolida nel tempo, soprattutto in ambito matrimoniale, dato che all’epoca le nozze erano combinate”. “Mentre l’eros – aggiunge Meriani – è per i greci qualcosa di sconfinato, che oltrepassa persino i limiti umani, basti pensare all’amore per il vento o per una fonte”. “L’amore greco – spiega la storica – porta un essere umano anche ad innamorarsi perdutamente di un elemento naturale. Cito a titolo esemplificativo la storia di Aretusa o quella della Luna e di Endimione, ma esso può assumere anche aspetti distruttivi come nel caso di Medea che, per vendicarsi di Giasone, arrivò persino ad uccidere i loro figli. La sua è una tragedia segnata dalla gelosia e dalla vendetta ma ci ricorda pure il livore nutrito da questa donna, mai accettata del tutto dai greci perché straniera e, quindi, considerata barbara”.

“Altro tema scottante – ricorda Meriani – è l’amore mercenario, la consuetudine di unirsi con meretrici o con prostituti di sesso maschile, atteggiamenti molto distanti dai nostri”. “Quando sosteniamo che i greci erano monogami – aggiunge Cantarella – dobbiamo specificare che potevano avere una sola moglie ma, in realtà, avevano numerose concubine e amanti che in molti casi vivevano in famiglia. Non dimentichiamo, inoltre, che i giovinetti di età compresa tra i 12 ed i 17 anni vivevano relazioni con maschi adulti e ciò rientrava nella normalità in quanto facente parte della “paidéia” (παιδεία), ovvero l’educazione impartita agli adolescenti e che consentiva loro di diventare cittadini virtuosi. A 17 anni, però, il rapporto si interrompeva perché il giovane raggiungeva l’età virile e, pertanto, il ruolo passivo diventava attivo. A distanza di pochi anni avrebbe scelto a sua volta un adolescente da amare e da educare, così come richiesto dalla società”.
Non va trascurato il mondo romano, ovviamente, del quale il libro della Cantarella ha analizzato gli aspetti più interessanti. “La cessione delle consorti – illustra l’autrice – non era affatto anomala nella società romana. Di questa pratica c’è traccia in molti autori, come ad esempio in Lucano. All’interno di un matrimonio in cui già vi erano figli un marito poteva decidere di cedere la propria moglie in età fertile, affinché “servisse” per il prosieguo della specie. Una pratica disumana secondo il nostro modo di pensare ma tacitamente accettata e condivisa all’epoca”.
Nel corso della piacevolissima chiacchierata con Eva Cantarella sono stati affrontati i punti salienti del suo volume e tale scelta ha avuto il merito di solleticare in modo efficace la curiosità del pubblico. Il libro – come ha sottolineato Meriani – è scritto in un linguaggio godibile e la lettura di esso scorre veloce, infondendo un piacere estremo nel fruitore. 
La cultura classica è nostra innegabile maestra, a lei dobbiamo la struttura della nostra società, la nostra impostazione politica, il nostro vocabolario, solo per menzionare gli aspetti principali del nostro vivere quotidiano. Ma la complessità del mondo greco – romano, la sua distanza non solo temporale ma anche concettuale rispetto alla società odierna rende i nostri precursori ricchi di fascino, stimolando la sete di conoscenza dei contemporanei e arricchendoli a distanza di secoli.

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Riccardo Zipoli vince il Premio Hemingway per il suo “In Domo Foscari”

Lignano Sabbiadoro. Che fine fanno i fogli macchina scartati perché la loro definizione cromatica era inadeguata alla pubblicazione, o per altro tipo di imperfezioni? Niente paura, a volte anche l’arte è a prova di spreco: quegli scarti possono alimentare una nuova ispirazione ed essere ricomposti per un nuovo libro che approfondisce la sfida artistica di quello precedente. L’idea è del Premio Hemingway Riccardo Zipoli, il foto artista che riceverà l’ambito riconoscimento sabato 22 giugno a Lignano Sabbiadoro insieme ad Emmanuel Carrère, Franca Leosini, Federico Rampini, Eva Cantarella. Riccardo Zipoli, autore del volume “In Domo Foscari” (Marsilio), con grande eleganza e qualità tecnica ha celebrato l’anniversario di 150 anni dell’Università di Venezia: un suggestivo esempio di come i fotografi possono raccontare con poetica sensibilità, e non solo banalmente elencare e illustrare il soggetto. Nel Fotolibro “In Domo Foscari” il paesaggio è l’architettura dello storico Palazzo sul Canal Grande di Venezia, esaminato e filtrato anche nei dettagli, cogliendone i silenzi e le atmosfere, facendo infine emergere in questo saggio visivo la storia di un luogo e di una attività culturale di rilievo mondiale qual è l’Università Cà Foscari di Venezia, nella sua complessità sociologica ed estetica, che traspare attraverso il muto ma energico linguaggio della fotografia”. Giovedi’ 20 giugno Riccardo Zipoli sarà protagonista dell’incontro in programma al Centro Kursaal alle 18.30, in dialogo con Italo Zannier e con Alberto Garlini, e sabato 22 giugno alle 18.30 riceverà il Premio Hemingway. Ma attenzione: questo libro è stato anche l’occasione per una innovativa ispirazione, un nuovo libro che sarà editato sempre da Marsilio: “Nel giugno 2018- spiega Zipoli – ero alle Grafiche Veneziane per seguire la stampa di In Domo Foscari, il volume che mi era stato commissionato per celebrare i 150 anni del mio ateneo, l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Controllavo, in particolare, la resa cromatica delle immagini sui fogli macchina, quei fogli che, una volta stampati, piegati, tagliati e rilegati, avrebbero composto le pagine del volume. Prima di operare la vera e propria calibrazione dei colori, si procedeva però, per ogni foglio macchina, alla fase di avviamento, stampandone varie copie per far giungere gli inchiostri alla giusta densità. Per ridurre gli sprechi, in questa fase non si utilizzavano fogli macchina nuovi ma i fogli macchina già stampati e, per qualche motivo, scartati di In Domo Foscari. Le immagini sui fogli macchina in lavorazione si sovrapponevano così alle immagini su quei fogli macchina scartati e prendevano vita singolari combinazioni che attiravano la mia curiosità. Con il passare delle ore e con il procedere del lavoro, il controllo di In Domo Foscari si accompagnò, in modo sempre più continuo, alla contemporanea scoperta di un nuovo mondo di immagini sovrapposte e la curiosità iniziale si mutò, pian piano, in un crescente interesse. Da un libro stava nascendo un altro libro, anzi stavamo stampando due libri assieme ma al momento lo sapevo solo io. Fra centinaia di fogli macchina sovrapposti, ho scelto quelli che mi sono parsi i meglio ‘riusciti’. Poi ha prevalso la bellezza e il valore rappresentativo. Per dare maggiore evidenza e importanza al processo di sovrapposizione, mi sono quindi imposto alcuni vincoli metodologici che mi hanno portato alla scelta di venticinque coppie di immagini sovrapposte. Queste coppie, assieme a tre fogli macchina che testimoniano l’origine del lavoro, saranno esposti nei locali di Ca’ Foscari Zattere (CFZ) tra la fine di novembre e i primi di dicembre 2019 e il nuovo volume ne sarà il catalogo”.

Il Premio Hemingway trova il sostegno degli Assessorati alla Cultura e alle Attività Produttive e Turismo della Regione Friuli Venezia Giulia, e la consolidata collaborazione con la Fondazione Pordenonelegge.

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“Silicio” racconta la straordinaria vita di Federico Faggin

Firenze. Al Teatro della Pergola, martedì 18 giugno dalle ore 19, la Fondazione Premio Galileo 2000 e il Teatro della Toscana dedicano una serata evento a Federico Faggin, Premio Galileo 2000 nel 2013, e alla sua recente autobiografia, “Silicio”, edita da Mondadori.

Faggin è lo Steve Jobs italiano, idolo di scienziati e appassionati di tecnologia di tutto il mondo. Nato a Vicenza e poi trasferitosi in America nella Silicon Valley, con le sue invenzioni, dal microprocessore al touchscreen, ha contribuito a plasmare il presente come noi lo conosciamo. Oggi è l’alfiere di una nuova scienza della consapevolezza.

Insieme al celebre fisico, inventore e imprenditore, prenderanno parte alla serata del 18 giugno Luigi Dei, Magnifico Rettore dell’Università di Firenze, Stefano Mancuso, neurobiologo, Padre Luigi Pellegrini, Professore di Storia Medievale e già preside della Facoltà di Lettere e Filosofia all’Università ‘Gabriele D’Annunzio’ di Chieti, docente all’Università ‘Otto Friedrich’ di Bamberga, Baviera.

Introduce la giornalista Annamaria Barbato Ricci, modera Marco Giorgetti, Direttore Generale della Fondazione Teatro della Toscana.

Il coro della Cappella Musicale Fiorentina, diretta dal Maestro Bruno Sorelli, eseguirà il brano “Religo” di Francesco Oliveto.

“Silicio” di Federico Faggin è l’autobiografia dell’uomo che ha inventato il presente. Il fisico e imprenditore italiano, nato a Vicenza nel 1941 e dal 1968 residente negli Stati Uniti, racconta nel volume edito da Mondadori le sue quattro vite, dall’infanzia ai primi lavori, dalla controversia con Intel per l’attribuzione della paternità del microprocessore, fino al suo appassionato impegno nello studio scientifico della consapevolezza.

“Scrivere la mia autobiografia – racconta l’autore – mi ha fatto rivivere le esperienze più significative della mia vita e riflettere su molte persone che hanno avuto un impatto importante nel mio percorso. Mi sono così reso conto che ho imparato non solo da coloro che mi hanno voluto bene, ma anche dalle persone che mi hanno osteggiato”.

Quattro vite dense di successi e battute d’arresto, di scoperte e cambiamenti, di amici e nemici, che Faggin ripercorre, passo dopo passo, e arricchisce di aneddoti riguardanti la sua vita privata e di approfondimenti sulle tecnologie inventate.

“Sono nato a una nuova vita ogni volta che, osservando il mondo da insospettati punti di vista, la mia mente si è allargata a nuove comprensioni. Sono nato – prosegue – a nuove vite quando ho smesso di razionalizzare, ho ascoltato la mia intuizione e mi sono aperto al mistero”.

Oggi ha aperto nuovamente gli occhi. Insieme alla moglie ho creato la Federico and Elvia Faggin Foundation, che si occupa di dimostrare l’esistenza della consapevolezza, ossia “il mondo che osserva se stesso”.

“È qualcosa di straordinario – conclude Federico Faggin – ne hanno capito di più i mistici degli scienziati, ma solo perché questi ultimi hanno cominciato a pensare come macchine, e il mondo interiore controlla il comportamento esteriore. Ecco il dramma del nostro tempo: se ci convinciamo di essere macchine finiremo per diventare macchine, riducendo l’universo a formule matematiche senza senso”.

Nota biografica: Federico Faggin è stato capo progetto e designer dell’Intel 4004, il primo microprocessore al mondo, e lo sviluppatore della tecnologia MOS con porta di silicio, che ha permesso la fabbricazione dei primi microprocessori, delle memorie EPROM e RAM dinamiche e dei sensori CCD, gli elementi essenziali per la digitalizzazione dell’informazione. Nel 1974 ha fondato la Zilog, con cui ha dato vita al famoso microprocessore Z80, tuttora in produzione. Nel 1986 ha co-fondato la Synaptics, ditta con cui ha sviluppato i primi touchpad e touchscreen. Il 19 ottobre 2010 ha ricevuto la Medaglia Nazionale per la Tecnologia e l’Innovazione dal presidente Obama, per l’invenzione del microprocessore. Nel 2011 ha fondato la Federico and Elvia Faggin Foundation, una organizzazione no-profit dedicata allo studio scientifico della coscienza, con cui sponsorizza programmi di ricerca teorica e sperimentale presso università e istituti di ricerca statunitensi.

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Saverio Costanzo riceve il premio Placito Capuano per la fiction “L’amica geniale”

Capua. Un cartellone ricco di nomi, eventi e sorprese dal 29 maggio al 2 giugno per celebrare la XIV edizione di ‘Capua il Luogo della Lingua Festival’ con la direzione artistica di Giuseppe Bellone e il patrocinio del Comune di Capua. Monumenti, chiese, teatri e musei della città apriranno le porte a registi, attori, scrittori, drammaturghi, speaker radiofonici, autori televisivi e teatrali, musicisti, giornalisti, studiosi e tantissimi artisti. Si parte mercoledì 29 maggio alle ore 14,30 con il convegno di studi ‘Città di Fondazione e (Ri)Fondazioni di città fra antichità, medioevo ed età moderna’ in programma al Museo Campano di Capua. Il convegno – organizzato dal Comune, dall’Arcidiocesi, dal Dipartimento di Lettere e Beni culturali dell’Università degli Studi della Campania ‘Luigi Vanvitelli’ e dal Museo Campano – proseguirà anche giovedì 30 maggio con sessioni a partire dalle ore 9.30. Sempre mercoledì verrà inaugurata alle ore 19,00 negli spazi di ‘Cose d’Interni – Circolo dei Lettori’, la mostra dell’artista Mario Giacobone ‘Transizioni’. Presenta Luigi Fusco. Giovedì 30 maggio alle ore 17.00 nella Chiesa di San Salvatore a Corte si entrerà nel vivo con la presentazione – a cura dell’antropologo Augusto Ferraiuolo – del libro ‘Agata la Palermitana. Un processo di stregoneria nella Capua del XVII secolo’. Alle 18,30 a Palazzo Fazio la casa editrice Artetetra presenterà il concorso ‘Terre di Lavoro. Racconti dal Presente’, a seguire il reading ‘Coriandoli. Dal corpo alla parola’, a cura del laboratorio di scrittura condotto da Marilena Lucente e del Laboratorio di teatro/terapia guidato da Teresa Perretta. Alle ore 20,00 uno degli incontri più attesi di questa edizione: ‘Splendori e miserie della cultura meridionale’ che vedrà il sociologo Domenico De Masi e il drammaturgo Mimmo Borrelli impegnati in una conversazione sui temi del Mezzogiorno moderata dallo scrittore Piero Sorrentino, conduttore del programma ‘Zaza’ in onda su Radio 3. Gran finale alle 21,30 con il recital di Margherita Di Rauso tratto dallo spettacolo ‘Week-end’ di Annibale Ruccello, regia di Luca De Bei. Venerdì 31 maggio alle ore 18 nella Chiesa di San Salvatore a Corte spazio agli scrittori Luigi Ferraiuolo, Mariastella Eisenberg e Luca Mercadante. Seguirà alle ore 19 l’incontro, moderato da Marilena Lucente e Nicola Purgato, con il romanziere, saggista, critico e fotografo, Roberto Cotroneo, per oltre dieci anni responsabile delle pagine culturali de L’Espresso, che a Capua presenterà il suo ultimo lavoro ‘Niente di personale’. Letture a cura di Marina Cioppa. Ultimo appuntamento di questa terza giornata sarà lo spettacolo della giornalista e conduttrice tv, Daria Bignardi, che alle ore 21,30 al Quadriportico della Cattedrale si esibirà nello spettacolo ‘La coscienza dell’ansia’. Al suo fianco la cantautrice e attrice di teatro Flo Cangiano e il polistrumentista Michele Maione. Sabato 1 giugno dalle 9 alle 13 in piazza San Tommaso d’Aquino i riflettori saranno puntati sulle scuole del territorio che celebreranno il Placito Capuano, il primo documento scritto del volgare italiano, che risale al 960 d.C. In programma anche una teatralizzazione realizzata dalla compagnia La Mansarda Teatro dell’Orco. Drammaturgia di Roberta Sandias. Regia di Maurizio Azzurro. Alle ore 15,30 nella Chiesa di San Salvatore a Corte poi le scuole incontreranno il giornalista e scrittore Giuseppe Montesano che presenterà il suo ultimo volume ‘Come diventare vivi. Vademecum per Lettori selvaggi’. Dalle 17 alle 20 in piazza dei Giudici al Caffè Giacomino, la speaker di Radio Italia, Paoletta, incontra l’attrice e scrittrice Giorgia Wurth, il giornalista e conduttore radiofonico di Radio 3, Piero Sorrentino, lo scrittore Diego De Silva e i conduttori del programma ‘Parole Note’ in onda su Radio Capital, Giancarlo Cattaneo e Maurizio Rossato. I due si esibiranno nello spettacolo ‘Parole note live’ alle ore 21,30 nel Quadriportico della Cattedrale. Momento clou di questa giornata sarà la consegna del premio Placito Capuano a Saverio Costanzo, regista della fortunata serie tv ‘L’amica geniale’ tratta dalla quadrilogia di Elena Ferrante. Autore di film di successo come ‘In memoria di me’, ‘La solitudine dei numeri primi’, ‘Hungry hearts’, il regista riceverà a Capua il Placito Capuano per aver contributo, attraverso il suo lavoro, alla diffusione della lettura in Italia. Particolarmente ricca di eventi la giornata di domenica 2 giugno. Si parte alle ore 12 nella chiesa del Gesù Gonfalone con lo spettacolo ‘Che questo tempo sia per noi lento’, scritto appositamente per ‘Capua il Luogo della Lingua festival’ da Angelo Callipo con l’attrice Leda Conti, il contralto Antonella Bellone, il pianista Vincenzo Caruso. Per l’intera mattinata sarà possibile effettuare visite guidate nel centro storico di Capua, al Museo diocesano, al Museo Campano. Due le mostre in programma, quella del Maestro Enzo Marino nella chiesa di San Michele a Corte e dell’artista Angelo Maisto al Museo Provinciale. Il pomeriggio proseguirà all’insegna della letteratura con una serie di incontri a Palazzo Fieramosca. Dalle 17,00 alle 21,30 sarà possibile partecipare agli incontri con gli scrittori Lorenzo Marone (autore che ha già venduto 300mila copie e i cui lavori sono stati tradotti in 16 Paesi nel mondo), Pino Imperatore, Pietro Traccagnoli, Delia Morea, Davide Morganti, Antimo Cesaro, Luigi Giampetraglia e Salvatore Mauro. Coordineranno gli incontri Ottavio Mirra e Marilena Lucente. Letture a cura di Annamaria Cembalo e Antonella Morea. Gran finale alle 21,30 con i protagonisti del progetto ‘Ri-Volti al mare’ di cui è art director Francesco Massarelli. Una riflessione sui temi delle migrazioni e dell’integrazione alla quale hanno preso parte artisti del calibro di Toni Servillo, Marco D’Amore, Enrico Ianniello, Tony Laudadio, Antonio Pascale e tantissimi altri. L’evento è promosso in collaborazione con Città Irene Cooperativa che presenterà la mostra ‘Voltiamo Pagina’.

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Al via la settima edizione del Premio letterario “Leggi in salute – Angelo Zanibelli”

Milano. Giunge alla sua settima edizione il Premio Letterario “Leggi in salute – Angelo Zanibelli”, il Premio istituito da Sanofi nel 2013 in memoria del Direttore Comunicazione e Relazioni Istituzionali Angelo Zanibelli, per sostenere l’importanza e il valore della narrazione come strumento sociale e terapeutico.
Anche quest’anno le categorie sono due. La categoria “opere edite” con una specifica sezione riservata alle opere di saggistica e la categoria “inediti” che offre al vincitore l’opportunità di pubblicazione grazie alla collaborazione con Cairo editore.
Per partecipare al Premio è sufficiente inviare la propria opera entro e non oltre il 30 maggio per la categoria editi ed entro e non oltre il 30 luglio per la categoria inediti. I finalisti parteciperanno alla cerimonia di premiazione il 8 ottobre 2019 presso l’Ambasciata di Francia a Roma. Durante la serata saranno annunciati i vincitori di entrambe le sezioni. La giuria è presieduta anche quest’anno da Gianni Letta e da rappresentanti del mondo delle Istituzioni e specialisti dell’informazione sanitaria, tra gli altri: Barbara Stefanelli, giornalista del Corriere della Sera, Paola Binetti, Senatrice XVIII Legislatura, Eugenio Gaudio, Rettore dell’Università La Sapienza, e Walter Ricciardi, Professore dell’Università Cattolica, che assegneranno il premio all’opera che si distingue per il proprio contributo a una corretta e utile informazione sui temi sanitari.
Nella stessa serata, la giuria attribuirà anche il premio Personaggio dell’anno in ambito sanitario, destinato alla persona ritenuta meritevole per aver contribuito, con il proprio lavoro, a una migliore comprensione delle dinamiche in ambito sanitario o clinico, e il premio Il valore della ricerca clinica, attribuito a un giovane di massimo 27 anni che abbia elaborato il progetto ritenuto più innovativo, in grado di tracciare il futuro della ricerca clinica, facendo riferimento alle dinamiche e alle tecnologie in atto nel settore sanitario.
Il vincitore avrà l’opportunità di svolgere uno stage presso l’Unità di ricerca clinica di Sanofi Italia.
I moduli di iscrizione e il bando che descrive le modalità di partecipazione sono disponibili su www.sanofi.it.

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“Elisabetta II. Ritratto di Regina” è il nuovo libro di Paola Calvetti

Milano. Lunedì 27 maggio alle ore 18, al Chiostro Nina Vinchi di Milano, Paola Calvetti presenta il suo nuovo libro “Elisabetta II. Ritratto di Regina”, edito da Mondadori.
Con l’autrice intervengono Livia Corbò e Giuseppe Fantasia.

Filo conduttore del racconto sono le fotografie, che aprono ogni capitolo del libro: dalla prima che la immortala in braccio alla mamma a 8 mesi, fino all’ultima, datata 2013, con il figlio Carlo, il nipote William e il bisnipote George. In mezzo 93 anni di vita, 66 dei quali passati sul trono inglese.
Una biografia che parla della regina Elisabetta e del suo lunghissimo regno ma delinea anche un profilo personale, quasi intimo, di una donna che oltre ad essere sovrana è anche moglie, madre e nonna. Un ritratto rigoroso e incalzante che per la prima volta riavvicina donna e simbolo, tra i mille irresistibili dettagli di un’esistenza e di una Royal Family senza pari al mondo, in cui l’autrice rende ancora più amabile una protagonista della Storia, con noi da quasi un secolo e finora sconosciuta.

L’ingresso all’incontro è gratuito, fino a esaurimento dei posti disponibili, con prenotazione sul sito www.piccoloteatro.org.

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Le suggestioni degli anni Venti raccontate da “Hollywoodland”

Milano. Anni Venti. Le luci dello Star System, le ombre dei traffici notturni. Siamo a Hollywoodland.

Sì, perché è questa era la scritta che, cent’anni fa, campeggiava sopra le colline che dominano Los Angeles. Prima che scomparisse il suffisso “land”, quegli anni videro la trasformazione di una città nata in mezzo al deserto nella Mecca del cinema. In questa Babilonia di cartapesta -fondali sfarzosi sul davanti e tutta la meschinità di cui l’uomo è capace sul retro- ci condurrà “Hollywoodland”, il nuovo inedito volume che sbarca in libreria e in fumetteria per Sergio Bonelli Editore dal 25 maggio. Con soggetto e sceneggiatura di Michele Masiero e disegni e copertina di Roberto Baldazzini, “Hollywoodland” ci accompagna in un’America appena uscita dalla Prima guerra mondiale: solitudine, alcol, droga, tradimenti coniugali e artistici, scandali sessuali, spionaggio, politica, crimine e omicidio. Il grande schermo statunitense ha accolto tutto questo, tanto sulla sua superficie iridescente quanto dietro di essa. È in queste atmosfere cupe e allo stesso tempo attraenti che si insinua la storia di fratelli Winter, delle loro passioni e delle loro disillusioni. Opposti per indole e vocazione, Danny e Monty non lo sanno ancora, ma sono attesi da un destino fatto di sfarzo e miseria, euforia e disperazione. A chiusura di “Hollywoodland”, una postfazione di Gianmaria Contro e l’intervista a Roberto Baldazzini a cura di Marco Nucci.

Michele Masiero: nato nel 1967 a Castelmassa (Rovigo), diventa redattore della Sergio Bonelli Editore nel 1991. Tre anni più tardi è nominato curatore del personaggio di Mister No, per cui scrive numerose storie. In veste di sceneggiatore, collabora anche con Dylan Dog, Dampyr, Il Comandante Mark, con la collana “I Romanzi a Fumetti” e l’etichetta Audace. Dopo aver ricoperto il ruolo di redattore capo centrale, nel 2015 Masiero diventa il Direttore editoriale della Sergio Bonelli Editore.

Roberto Baldazzini: nato a Vignola (Modena) nel 1958, pubblica la sua prima storia come professionista nel 1982, su “Orient Express”. Da allora crea graficamente una galleria di personaggi femminili indimenticabili, primo fra tutti la diva Stella Noris. Maestro del fumetto erotico e della linea chiara, negli anni collabora con innumerevoli case editrici italiane ed estere. Con “Hollywoodland” riprende la sua collaborazione con Michele Masiero, iniziata nel 1991 sulle pagine della rivista “Cyborg”.

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Sala Ichòs dedica una serata a Goethe e a Filangieri

San Giovanni a Teduccio. Nell’ambito del Maggio dei Monumenti 2019, promosso dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli e che per questa edizione ha come tema “Il diritto alla felicità. Filangieri e il ‘700 dei lumi”, giovedì 16 maggio, alle ore 21, Sala Ichòs ospita una serata speciale all’insegna di parole, musica e immagini.
Andrà in scena “La felicità a Napoli: Goethe incontra Filangieri” con letture di Enzo Salomone e l’accompagnamento musicale del Piccolo Ensamble Barocco formato da Manuela Albano al violoncello, Roberta Andalò voce, Tina Soldi al clavicembalo.
Al centro dello spettacolo ci sarà la riflessione del grande filosofo napoletano Gaetano Filangieri sul tema della felicità, inserita nella splendida cornice della città partenopea, tappa obbligata del gran tour che portava a Napoli i più grandi intellettuali europei del tempo. Tra questi il grande scrittore e poeta tedesco Wolfang Goethe che incontrò il filosofo napoletano in occasione della sua permanenza nella nostra città. Ingresso libero.

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