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Prorogate le iscrizioni del contest “I poeti di vent’anni. Premio Pordenonelegge Poesia”

Pordenone. Fondazione Pordenonelegge comunica che, in considerazione dell’attuale situazione di emergenza, è stato prorogata al 30 aprile la partecipazione alla seconda edizione de “I poeti di vent’anni. Premio Pordenonelegge Poesia”, il contest rivolto ad autori nati dal primo gennaio 1990 al 31 dicembre 1999, che abbiano firmato e pubblicato un libro di poesia nel corso del 2019. La Fondazione Pordenonelegge rinnova così un’attenzione già consolidata per il “fare poetico”, declinata in direzione della generazione Z. Una vetrina ideata per individuare le voci più giovani, indagando i modi, gli stimoli, la creatività con cui si rinnova la poesia del nostro tempo. Il bando è online al link https://www.pordenonelegge.it/tuttolanno/premio-pordenonelegge-poesia-2020. È possibile inviare le opere solo in formato pdf o word.

Entro il mese di giugno verrà pubblicata sul sito www.pordenonelegge.it. l’elenco dei 10 libri selezionati, entro il 31 luglio verrà pubblicata l’elenco dei 3 libri finalisti e nel corso di pordenonelegge 2020 (16/20 settembre) è prevista la proclamazione del vincitore. La giuria del Premio Pordenonelegge Poesia è composta da Roberto Cescon, Azzurra D’Agostino, Tommaso Di Dio, Massimo Gezzi e Franca Mancinelli. Il Premio è promosso da Fondazione Pordenonelegge.it in collaborazione con Camera di Commercio di Pordenone – Udine, Crédit Agricole FriulAdria, Teatro Comunale Giuseppe Verdi Pordenone e Best Western Plus Park Hotel Pordenone. Vincitrice della prima edizione del Premio era stata Eleonora Rimolo con la raccolta “La terra originale” (LietoColle-Pordenonelegge, 2018); finaliste Emanuela Rizzuto, con “Porta libeccio” (CartaCanta editore, 2018) e Giovanna Cristina Vivinetto, con “Dolore minimo” (Interlinea, 2018).

Dedicarsi a “fare poesia” in queste settimane è certamente un modo suggestivo per testimoniare la propria “resilienza” e condividere pensieri, sensazioni, emozioni. D’altra parte in queste settimane Fondazione Pordenonelegge non si ferma e propone molti modi per custodire insieme il filo rosso utile ad affrontare le settimane di residenza obbligata nelle case. Per esempio, l’hashtag #iorestoacasaeleggo lanciato il mese scorso offre un modo per sentirsi più vicini nella lettura attraverso i consigli d’autore di tante autrici e autori italiani, come Gianrico Carofiglio, Silvia Avallone, Mauro Corona, Massimo Recalcati, Rosella Postorino, Andrea Tarabbia, Paolo Di Paolo, Massimo Cirri, Michela Marzano, Mariapia Veladiano, Chiara Valerio, Federica Manzon, Massimo Carlotto, Fulvio Ervas, Ilaria Tuti, Annalena Benini, Andrea Segrè e molti altri.

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#Dantedì, anche pordenonelegge aderisce alla giornata dedicata al Sommo Poeta

Pordenone. L’auspicio condiviso, in queste settimane, è certamente quello di uscire prima possibile “a riveder le stelle”: nell’attesa che gli eventi culturali possano ritrovare la loro normalità di fruizione, Fondazione Pordenonelegge annuncia per oggi la sua adesione al primo Dantedì. Il 25 marzo, infatti, è la giornata dedicata a Dante Alighieri per iniziativa del Governo italiano, nella data istituita come l’inizio del viaggio ultraterreno della Divina Commedia.

Proprio in questa occasione il MiBACT ha invitato tutti, dalle 12.30, a leggere Dante e a riscoprire i versi della Commedia, alimentando letture in streaming, performance e condivisioni dedicate a Dante attraverso gli hashtag ufficiali #Dantedì e #IoleggoDante. In collaborazione con l’Associazione Italianisti e il Gruppo Dante Adi, Fondazione Pordenonelegge partecipa alla celebrazione del sommo Poeta, simbolo della cultura e della lingua italiana, prezioso valore di riferimento in un contesto che impegna strenuamente il nostro Paese.

Alle 12.30, alle 15 e alle 17 sui social di Fondazione Pordenonelegge (facebook, instragram, twitter) sono state messe online tre video lezioni inedite affidate a due dantisti di fama, Alberto Casadei e Giuseppe Ledda, e a una scrittrice e poetessa, Laura Pugno. Ogni lezione è stata dedicata a una Terzina della Divina Commedia, una per cantica: seguendo il filo rosso dell’opera e della vita travagliata del Poeta, si è trovata una ragione in più per sentirci uniti, e affrontare con solidarietà reciproca una situazione così difficile.

“La passione per i libri è più viva che mai – sottolinea il presidente di Fondazione Pordenonelegge Giovanni Pavan. – Covid-19 ha modificato le nostre abitudini e modalità di lavoro, ma ha acceso la nostra fantasia nell’inventare ogni giorno nuove proposte per incontrare il pubblico laddove è possibile, nelle agorà virtuali che ci mette a disposizione la rete. Gli eventi culturali favoriscono, anche in situazioni critiche, un clima di condivisione e di crescita sociale ed economica: per questo pordenonelegge non si ferma, così come non si era fermato nel 2001, poche ore dopo l’episodio delle Torri Gemelle, e col default economico del 2008. È noto a operatori e istituzioni l’indotto che manifestazioni e festival producono sul territorio, sapremo tutti essere un volano prezioso per la ripresa dalle crisi pandemica”.

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“Storia di chi fugge e di chi resta”, le luci e le ombre di Lila e Lenù

Roma. Si è conclusa da poche settimane “Storia del nuovo cognome”, la seconda stagione appartenente alla saga de “L’Amica Geniale”, e l’incredibile consenso mediatico ha condotto gran parte del pubblico ad interrogarsi sulle sorti future di Lenù e Lila e sulle sfide che le attenderanno. Chi scrive ammette di non aver letto i primi due volumi nati dalla penna di Elena Ferrante ma, con la medesima schiettezza, ammette che il giorno dopo aver visto l’ultima puntata della fiction ha fatto i salti mortali per procurarsi “Storia di chi fugge e di chi resta”, pubblicato dalla casa editrice E/O, ovvero il terzo libro della saga letteraria.
Il primo approccio con l’autrice non è stato dei migliori e risale a pochi mesi or sono. Da lettrice accanita e spinta dalla curiosità, per conoscere la Ferrante la mia scelta è ricaduta su “L’amore molesto”, altro bestseller da cui è stato tratto l’omonimo film per la regia di Mario Martone. Se dovessi descrivere il libro con un solo termine userei il termine “disturbante”. Insomma, l’incontro iniziale non è stato dei migliori ma una seconda possibilità non si nega a nessuno e, innamorata profondamente delle fiction dirette da Saverio Costanzo, ho ceduto ancora alle lusinghe dell’autrice.
Sono stata ben felice di aver accantonato le perplessità iniziali perché la lettura, stavolta, è stata travolgente dalla prima all’ultima riga.
Non intendo svelare dettagli che potrebbero anticipare cosa accadrà nel corso della prossima stagione ma alcune considerazioni credo sia doveroso farle. Il libro non deve essere ridotto alla mera storia di due donne, dall’infanzia fino all’età adulta, perché è molto, molto altro. È uno spaccato dell’Italia degli anni Settanta, un decennio che chiunque abbia studiato la storia sa bene quanto sia stato denso di cambiamenti epocali per il nostro Paese. E questo aspetto potrebbe, a tratti, distogliere il lettore dal prosieguo ma le incursioni politiche e l’attualità di cui le pagine sono pregne influenzano direttamente anche le protagoniste e le loro decisioni. Il rapporto quasi simbiotico che aveva accomunato Lila e Lenù in questo terzo volume cambia più e più volte. Apparentemente il futuro di Elena Greco è già delineato, ci sono una vita professionale e privata che si configurano come perfette sotto ogni punto di vista: dopo la laurea l’attende il matrimonio con Pietro Airota, la sicurezza di una vita agiata, il successo letterario donatole dal suo primo romanzo, l’arrivo di due bambine a distanza di pochi anni l’una dall’altra. Ma Elena ha un morbo che la divora dall’interno e quel morbo ha le sembianze di Nino. Ammettiamolo, il fascino del giovane Sarratore ha fatto capitolare, anche solo per qualche pagina, qualsiasi donna colpita dalla sua profonda cultura, dalla sua capacità di affabulare, dalla sua maestria nell’utilizzo delle parole. Nino è il prototipo dell’intellettuale di cui ti cattura la mente prima ancora che il corpo, ma questa patina lucente si sgretola quando a parlare per lui sono le sue azioni, i gesti e le decisioni che lo accomunano pericolosamente allo spregevole padre da cui lui dichiara di volersi affrancare sebbene le somiglianze tra i due aumentino con il trascorrere degli anni. Ed Elena, la pacata, studiosa, coscienziosa Elena, pur avendo lottato per tutta la sua vita contro un amore impossibile, e pur essendosi autoconvinta che Nino fosse da catalogare come una fantasia prima infantile e poi adolescenziale, alla fine compirà il passo falso di cui, ovviamente, non intendo anticipare nulla.
E Lila? Avevamo lasciato l’inquieta Raffaella Cerullo come operaia dell’azienda Soccavo. L’intelligenza vivace che l’aveva accompagnata sin da bambina sembra essersi spenta con il trascorrere degli anni: prima il matrimonio con il rude Stefano, poi l’insana passione per Nino, il ritorno nella casa coniugale e la fuga con Enzo sembravano aver gettato un’ombra sulla sua figura. A tratti si ha l’impressione che Lila si sia sabotata volontariamente e che il suo riscatto intellettivo e morale fosse totalmente demandato ad Elena. In questo terzo volume Lila sarà una figura meno predominante, comparirà a sprazzi, e solo per gettare scompiglio nella vita di Elena. Il suo personaggio sarà in prima linea nelle lotte contro il padrone, la sua mente eclettica ed il suo corpo nervoso sapranno offendere quei pochi uomini che ancora non hanno capito di quale pasta sia fatta, come Bruno Soccavo, il figlio di papà che ha ereditato una fortuna senza minimamente meritarla, e Michele Solara, boss del rione che nutre da sempre un’idolatria malata per Lila.
Raffaella è la donna delle contraddizioni, è colei che cerca di sfruttare a proprio vantaggio qualsiasi situazione le si presenti davanti, è colei che non esita nell’agguantare sfide incredibili perché certa di poter trasformare qualsiasi cosa accada a suo esclusivo vantaggio. Sembra non avere scrupoli, si spinge ai limiti della legalità anche se questo significa minare il suo corpo e la sua mente. Calpesta cose e persone come un carro armato, il suo unico pensiero positivo è per Gennarino, suo figlio. Mentre Lenù costruisce la propria vita a Firenze affrancandosi sempre di più dal rione, da quella realtà violenta che aveva cercato di sommergerla negli anni e che solo lo studio “matto e disperatissimo” le aveva consentito di allontanare, Lila, al contrario, sembra compiacersi dell’abbrutimento inesorabile del quartiere in cui sono cresciute, tanto da ritornarci volontariamente dopo anni. È una dicotomia costante quella a cui si assiste perché Elena e Raffaella, pur essendo diverse nel fisico e nella mente, sono in realtà due facce della medesima moneta ed entrambe sono incomplete senza l’altra. Il rapporto tra le due, infatti, sembra deteriorarsi di frequente, si interrompe anche per anni, ma poi accade sempre qualcosa che fa ripartire il nastro dal punto esatto in cui la pellicola si era interrotta. E la storia è magistralmente narrata dalla Ferrante: l’autrice padroneggia in modo eccellente l’italiano, scade nella volgarità se necessario, ma tocca soprattutto vette elevatissime della lingua costruendo frasi che sono piccoli capolavori e che, pur analizzando apparentemente la psiche delle protagoniste, in realtà gettano una luce sulle nostre miserie, sulle nostre inadeguatezze, sui nostri pensieri più reconditi.
La lettura di “Storia di chi fugge e di chi resta” mi è parsa “illuminante”. Ecco, stavolta destino un altro termine al lavoro Ferrante, ben diverso da quello iniziale.
Leggendo ho compreso due cose: la notizia negativa è che i fantasmi del passato possono divorarci dall’interno, anche se lottiamo quotidianamente per allontanarli dalla nostra mente, e nessuno può fuggire da chi è stato e da cosa ha vissuto.
Quella positiva è che la cultura ci salva, sempre. Come la forza di volontà.

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Giornata Mondiale della Poesia, Gabriele Tinti presenta l’audioguida “Ruines”

Roma. In occasione della Giornata Mondiale della Poesia, sabato 21 marzo, il poeta Gabriele Tinti presenta “Ruines”, l’audioguida poetica che racconta i capolavori del Museo Nazionale Romano.

A recitare le parole di Tinti, gli attori Marton Csokas, Alessandro Haber e Kevin Spacey che dà la voce al Pugile di Palazzo Massimo. L’audioguida sarà fruibile, tramite QRcode, per un mese a partire dalla riapertura del museo che speriamo tutti avvenga presto.

Il link alla pagina Facebook del Museo è il seguente: https://www.facebook.com/MNRomano/.

Il progetto, reso possibile grazie al contributo della Fondazione Fondazione Cultura e Arte, ente strumentale della Fondazione Terzo Pilastro –Internazionale presieduta dal Prof. Avv. Emmanuele Francesco Maria Emanuele, è stato realizzato in collaborazione con Treccani – Enciclopedia di scienze e lettere e Palazzo Naiadi.

I capolavori che hanno ispirato le poesie di Gabriele Tinti sono: a Palazzo Altemps il Galata suicida, le Erinni, l’Ermes Ludovisi e l’Ares e a Palazzo Massimo il Pugile, il Sarcofago Mattei, l’Apollo del Tevere e Dioniso.

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Fondazione Pordenonelegge lancia la staffetta di poesia on line

Pordenone. Fondazione Pordenonelegge lancia una nuova iniziativa in attesa della Giornata mondiale della Poesia in programma per il 21 marzo: una staffetta_poesia di pordenonelegge che ogni giorno proporrà online nuovi versi di bellezza e resilienza di tanti autori e tante voci poetiche del nostro tempo.

C’è la visione di “un posto libero nel prato, di fronte al mare, non lontano dalla stanza dove tutto è raccontato”: breve parabola di resilienza e speranza in queste settimane difficili, mentre l’Italia si stringe in un abbraccio domestico. Sono versi di Stefano Dal Bianco, e poche ore fa, nella notte bianca di Twitter, hanno idealmente inaugurato la staffetta poetica che pordenonelegge lancia quest’anno in vista di sabato 21 marzo, Giornata Mondiale della Poesia. Ogni giorno sui social di pordenonelegge (facebook, instagram, twitter) si accenderanno nuovi versi di bellezza e resilienza per accompagnarci fino a sabato 21 marzo, il D-day della poesia, primo giorno di primavera e come sempre Giornata Mondiale della Poesia. Sarà un countdown complice per le nostre giornate, asseconderà il nostro piacere di guardare un po’ più avanti, rispetto a questi giorni complessi: ci sarà “il sole che nel nuovo parco cittadino si rifrange sulle ciglia dei bambini addormentati (…)”, e poi ancora un “Aprile di là” con “quei tratti di violetta nel muro slabbrato, quello sbagliarsi limpido del vento che non distingue il cappello dalla polvere (…)”.

La staffetta di pordenonelegge porterà in dono #unapoesialgiorno per tutti noi che #iorestoacasa: Stefano dal Bianco, Francesca Serragnoli, Azzurra D’Agostino, Clery Celeste, Maddalena Lotter, Giulia Rusconi e Tommaso Di Dio sono le poetesse e poeti chiamati a scandire con i loro versi l’ultima settimana dell’inverno in attesa del 21 marzo #giornatamondialedellapoesia. Probabilmente, come spiega Azzurra D’Agostino, “(…) avevamo un’altra idea degli eroi che non queste tiepide case. Dai vetri spiamo i passanti. Un forestiero che ama la città, i bui tra l’uno e l’altro lampione. È questo quello che siamo? Perdersi, stupire, essere come possiamo”.

Ma sabato prossimo arriverà un 21 marzo da festeggiare insieme, ancora una volta, nelle nostre case: come un auspicio di primavera la poesia ci raggiungerà di nuovo, attraverso tablet e pc. Fondazione Pordenonelegge diffonderà un piccolo evento corale (e virtuale) con tanti autori e tante voci poetiche, molte dedicate alle collane da tempo avviate insieme a LietoColle, la Gialla e la Gialla Oro. Sarà il modo per festeggiare comunque la poesia, consapevoli che – dice Maddalena Lotter – “c’è un rispetto fra i tronchi, si può fiorire l’uno accanto all’altro ma piano, a dovuta distanza, lasciare spazio al respiro dei rami”.

E per tutti, scaricabile gratuitamente dal sito di pordenonelegge, resta disponibile l’ebook dell’Antologia della Giovane Poesia Italiana, una finestra sul talento delle nuove voci poetiche italiane under 40, edita in cinque lingue (l’originale italiano è infatti tradotto in inglese, francese, spagnolo e tedesco) e pubblicata in sinergia con MIBACT, Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo e con la SIAE. Ai lettori questi versi schiuderanno un’articolata panoramica intorno all’esperienza del mondo, fra esordi assoluti e nuove prove di autori.

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#iorestoacasaeleggo, ecco l’hashtag culturale per combattere la reclusione forzata

Pordenone. L’Italia è in pausa. Per responsabilità verso di noi e verso gli altri dobbiamo il più possibile evitare gli spostamenti: è un sacrificio, ma può anche diventare un momento di crescita. Per questo pordenonelegge ha invitato alcuni amici scrittori e scrittrici a riconoscersi ed unirsi nell’hashtag #iorestoacasaeleggo con #pordenonelegge, che si collega ovviamente a quello più noto in rete questi giorni, donando i propri consigli di lettura attraverso brevi video pillole della durata di un minuto. Sessanta secondi per raccontare a tante amiche e amici i libri che suggeriscono di sfogliare in queste settimane di attesa, dai social di pordenonelegge su facebook, instagram e twitter. Libri per passare il tempo, libri per ridere o pensare, libri per conoscere altri mondi, libri come antidoti per l’ansia. Perché le storie ci sostengono, anche nei periodi difficili. #iorestoacasaeleggo con #pordenonelegge ha avuto inizio lo scorso 10 marzo con i primi quattro interventi di Simone Marcuzzi, Andrea Maggi, Lorenza Stroppa, Enrico Galiano: tante le suggestioni dei primi video, che hanno invitato a sfogliare pubblicazioni affascinanti come “Quando ero piccola leggevo libri” di Marylinne Robinson (Simone Marcuzzi), “Il libro di tutti i libri” di Roberto Calasso (Andrea Maggi), “Il silenzio dell’onda” di Gianrico Carofiglio (Lorenza Stroppa) e “De profundis” di Oscar Wilde (Enrico Galiano). L’appuntamento si rinnova ogni giorno con nuovi video che verranno ripresi dai social di pordenonelegge: l’auspicio è che l’hashtag #iorestoacasaeleggo con #pordenonelegge abbia vita brevissima, naturalmente. Ma nel frattempo pordenonelegge lancia il suo invito a tante altre scrittrici, e scrittori, perché i video consigli di lettura si moltiplichino in questo lungo momento di resilienza del nostro Paese, e attende nuove adesioni e video consigli. Per maggiori informazioni è possibile visitare www.pordenonelegge.it.

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A Caserta il terzo appuntamento con la rassegna letteraria #discorsiindivenire

Caserta. Grande successo nel cuore del centro storico di Caserta per il terzo appuntamento nell’ambito della rassegna letteraria itinerante #discorsiindivenire che prosegue la collaborazione con lo store Andrea De Lucia. Protagoniste dell’evento sono state, questa volta, le fotografie di Francesco d’Alessandro, accompagnate dai liberi versi di Paolo Miggiano e miei. Un appuntamento speciale, si è detto, poiché il vero incontro è stato quello tra la sensibilità degli autori che vi hanno preso parte, nel pieno spirito del progetto che intende portare non solo la cultura ma anche l’arte in luoghi altri, in luoghi non convenzionali. Così, lo scorso 28 febbraio, in un freddo pomeriggio invernale, l’arte e l’eco di tutte quante le parole hanno riecheggiato lungo le vie del centro in accordo con il tratto caratterizzante la rassegna, il suo essere in divenire in una dimensione dinamica di sperimentazione di linguaggi artistici diversi.

La strada, via Sant’Agostino, s’è fatta teatro a cielo aperto dando accoglienza ai paesaggi urbani, ritratti in un bianco e nero brillante la cui cifra stilistica è possibile riconoscere dall’inerte bellezza che questi scatti mostrano. Un modo diverso di fare arte, la quale è chiamata ad uscire fuori, a trasbordare dai percorsi canonici per essa tracciati dalle cerchie esclusive dei cosiddetti “intenditori”.

In qualità di ideatrice della rassegna, credo fortemente nelle potenzialità che la cultura e l’arte siano capaci di offrire attualmente, sopratutto se messe alla portata di tutti come prevede la nostra bellissima Carta Costituzionale. In quanto valore costituzionalmente garantito, la cultura, all’art. 9, è intesa come radice di un possibile sviluppo della conoscenza e, dunque, della valorizzazione e della tutela dell’intero patrimonio ambientale, storico e artistico, che rappresenta la vera essenza culturale sedimentata per secoli nella Nazione.

Non solo l’arte ma anche i liberi versi sono stati sulla scena, o meglio, come sono stati definiti da Enzo Battarra che di arte se ne intende, “brividi lessicali, parole che si rincorrono come contrappunti musicali tra gli scatti di vita, suoni che attraversano le immagini”. E, partendo dalla sua analisi appassionata e precisa, il pubblico è stato letteralmente preso per mano e accompagnato nel vivo delle fotografie, condotto verso molteplici angolazioni visuali e di significato. Divisi in tre grandi blocchi tematici, i liberi versi hanno ripercorso la dinamica emotiva e sensoriale dell’immagine grazie alle loro sentite interpretazioni. Il risultato è stato quello di uno stupore inatteso: la musicalità del verso scopriva l’immagine che di volta in volta veniva presentata come in una galleria d’arte. Un esercizio di stile, un gioco, anche perché Paolo Miggiano, scrittore di lungo corso, ed io, ci siamo voluti confrontare con la fotografia lasciandoci ispirare da essa. Taluni versi sono stati creati ad hoc, altri sono stati adattati in quanto fanno parte di un progetto poetico più ampio che troverà la luce in estate e sarà pubblicato dalla casa editrice indipendente Terra Somnia Editore.

Un evento ricco di suggestioni emotive e visive, di interventi appassionati e precisi, come quello dell’Assessore alla cultura Lucia Monaco che sin dall’inizio ha sostenuto il progetto e ha sottolineato l’importanza di eventi del genere, non convenzionali e che, pertanto, necessitano di ascolto e di supporto da parte delle istituzioni; quello del Prof. Emilio Tucci, in qualità di Vicepresidente SIEDAS, che ha ripercorso la mission della Società Italiana Esperti di Diritto delle Arti e dello Spettacolo, che si propone di dare sempre più attenzione e dignità scientifica a questi campi del diritto per una cultura giuridica della creatività.

Infine, al termine dell’evento, sull’onda emozionale dei versi e delle foto, ha avuto luogo una raffinata degustazione con le delizie de Il Giardino di Ginevra e i vini delle cantine Alepa, partner dell’evento insieme a OndaWebTv, in linea con il senso di creare sinergie, incontri ed opportunità per contribuire alla rinascita culturale e artistica della città di Caserta.

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100 anni di Gianni Rodari, il maestro della fantasia

Roma. Abbiamo perso la nostra capacità di fare capriole. Vedere il mondo sotto sopra. Cosa che richiede una certa fatica. Per lo meno nel contesto in cui viviamo, dove tutto ci viene dato, tutto ci viene spiegato. Alle volte non abbiamo neanche la libertà di immaginare quello che vogliamo perché la televisione o internet lo ha già deciso per noi. Una certa fatica perché abbiamo perso l’abitudine alla fantasia.
Da questa riflessione nasce il progetto “Se il nonno diventa un gatto – raccontami una storia”. Nel suo libro “La grammatica della fantasia” Gianni Rodari ci spiega come far ripartire questo meccanismo nei bambini (a me piace vedere la fantasia e l’immaginazione come dei muscoli che vanno esercitati se non vogliono diventare solo una zavorra), basta dare semplici regole di base e il bambino farà tutto da solo.
Abbiamo scelto le storie di Rodari e le vogliamo regalare ai bambini così come sono. Senza scenografie, costumi e immagini. Solo la parola e qualche suono.
Ai bambini chiediamo di mettere in moto il loro muscolo dell’immaginazione e disegnare quello che hanno sentito. Si darebbero loro fogli, pennarelli, matite, pennelli e tempere (e chi più ne ha più ne metta!) e si chiederebbe loro di tradurre in immagine quello che hanno sentito, lasciando libero sfogo all’immaginazione, senza giudizio. Sono certa che saranno dei maestri nel creare nuove e mai immaginate scenografie alle mie parole.

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“Le tue parole sien le nostre scorte”, un contributo su Dante di Domenico Cofano

Bari. Venerdi 31 gennaio alle ore 16.30 presso l’Aula Magna dell’Università degli Studi di Bari “A. Moro” verrà presentato il nuovo libro del professore Domenico Cofano, già ordinario di Letteratura Italiana presso l’Università degli Studi di Foggia. Il nuovo libro, pubblicato dalla casa editrice foggiana Edizioni del Rosone, fa parte di una collana di studi che raccoglie i maggiori contributi sugli studi danteschi.

Il volume intitolato “Tue parole sien le nostre scorte” sulla Divina Commedia e la sua “fortuna” presenta vari contributi danteschi di cui uno tuttora inedito dell’autore, che da un lato propone originali letture di alcuni canti della “Divina Commedia”, dall’altro recupera e illumina momenti interessanti e voci significative, anche se talvolta minori, della secolare e ininterrotta “fortuna”del poema.

L’autore, già stimato nel suo ambiente accademico e noto per le sue molteplici pubblicazioni su Dante, ha saputo dar luce e illustrare passaggi davvero originali. Il libro presenta degli argomenti noti ma sottoposti a punti di vista originali. Infatti, si apre con un incipit sul Purgatorio per poi passare alla lettura del Paradiso XVIII. Verrà approfondito il tanto amato personaggio di Francesca nella letteratura italiana dell’Ottocento e il personaggio di Celestino V per poi passare agli studi di Aldo Vallone sul dantismo pugliese.

Durante la giornata di presentazione del volume saranno presenti il Magnifico Rettore dell’Università di Bari, il professore Stefano Bronzini, il professore Francesco Tateo dell’Università di Bari, il professore Daniele Maria Pegorari del Dipartimento degli Studi Umanistici dell’Università di Bari. Il tutto sarà moderato dal professore Sebastiano Valerio dell’Università degli Studi di Foggia.

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#discorsiindivenire, bagno di folla per il terzo appuntamento della rassegna letteraria

Caserta. #discorsiindivenire è il nome del progetto culturale che ho ideato. Più precisamente, si tratta di una rassegna letteraria itinerante che si prefigge l’obiettivo ambizioso di portare la cultura in luoghi altri, in luoghi non convenzionali, in luoghi non deputati all’accoglimento di proposte culturali e artistiche. Una rassegna che è giunta al suo terzo appuntamento, realizzato con passione e impegno nel concept store Andrea De Lucia, in pieno centro storico a Caserta, in via Sant’Agostino.

La scelta di campo è stata ben precisa: la presentazione del libro di Paolo Miggiano, ex elicotterista della Polizia di Stato e, da molti anni, scrittore che narra altre storie. Le storie dei vinti, delle persone che non hanno voce come le vittime innocenti delle mafie e della criminalità. “L’Altro Casalese, il dovere della denuncia” è una di queste in quanto narra, a tratti liricamente, l’atto di resistenza di un imprenditore onesto, Domenico Noviello, che scelse “di non pagare, di non sottostare alle imposizioni del clan della zona di Castelvolturno” e ciò gli costò la vita.

Domenico Noviello era un cittadino perbene che è divenuto un eroe inconsapevole perché lasciato solo; per i suoi ragazzi, ma anche un po’ per la sua gente, voleva rappresentare un cambiamento spezzando le logiche criminali di un territorio piegato dalla violenza, dalla sopraffazione e dalla camorra.

Un gesto che a distanza di undici anni da quel terribile maggio del 2008 non è stato dimenticato, grazie ad iniziative come questa ma soprattutto grazie alla sensibilità dell’ Autore che i suoi libri, le sue storie, li ha donati a centinaia di persone in giro per l’Italia e, tra coloro che hanno adottato questa storia, ci sono anche io, alla quale, per l’occasione, ho dato voce nella formula del reading, musica e parole. Ad accompagnare le mie letture sono stati, infatti, i suoni appositamente composti da Rosario Di Lullo, alla chitarra classica. Tutto ciò, dicevo, si è svolto in un’attività commerciale che, magicamente si è trasformata in un piccolo teatro, riunendo a sé persone che hanno partecipato con grande emozione alla manifestazione. Se tutto ciò è stato possibile il merito è stato di tutti coloro che attivamente hanno contribuito: la giornalista e direttrice di OndaWebTv, Maria Beatrice Crisci; l’avvocato Nicola Russo che, con dovizia di particolari tecnici, ha ricostruito la vicenda giudiziaria e processuale; il figlio di Domenico, Massimiliano Noviello, in qualità di esponente antiracket collegato in via Skype con noi; le sorelle, Mimma e Matilde Noviello, che hanno emozionato in particolar modo tutti i presenti con il ricordo commosso del loro padre, un uomo protettivo, dolce, ma soprattutto fermo nelle sue intenzioni.

È stata dunque questa sinergia il successo del nostro tanto atteso appuntamento, organizzato in ogni dettaglio dal padrone di casa, l’imprenditore Luigi De Lucia. Imprenditore da ben tre generazioni, figlio di un’antica tradizione di artigianalità nella quale era l’amore e la fatica di ogni giorno a costruire il futuro e l’eredità che lui, oggi, porta in serbo e ce la restituisce, con altrettanta cura. Luigi De Lucia ci ha messo la faccia, non limitandosi ad esporre un adesivo che richiama una famosa campagna antiracket dell’Associazione “Addiopizzo” di Palermo, il cui senso è quello di esporre sulla vetrina della propria attività un monito recante il messaggio: “pago chi non paga”. Un messaggio di legalità che richiama alla mente l’omicidio di un altro imprenditore, Libero Grassi, il quale diceva che: “un intero popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità”. Libero Grassi come Domenico Noviello ha detto no a chi voleva togliere loro l’impegno di una vita.

C’era, dunque, aspettativa in città intorno ad un evento di per sé stesso inusuale, per le tradizionali forme di diffusione dei libri e della cultura. Aspettative che non sono state deluse, richiamando in questo piccolo, elegante e ben curato negozio di via Sant’Agostino tantissime persone. Tra le prime ad arrivare è stata la neo Assessore alla cultura del Comune di Caserta, la professoressa Lucia Monaco, che ad appena due giorni dal suo insediamento non ha voluto far mancare la sua vicinanza ed adesione alla rassegna letteraria, dichiarando la sua disponibilità a collaborare affinché il progetto assuma un più ampio sviluppo.

Poi, come un fiume in piena, a partire dalle ore 18:00 le persone hanno affollato il negozio e, mentre il dibattito prendeva forma, molti erano coloro che si accalcavano davanti alle vetrine per poter entrare richiamati dalla voce narrante che si espandeva ben oltre il contesto e le note che ad essa si intrecciavano per giungere al cuore di tutti.

Per non dimenticare storie come questa nel segno di una rivoluzione culturale necessaria, ripercorrendo gli insegnamenti lasciatici da Paolo Borsellino allorquando diceva che: “la lotta alla mafia non doveva essere una distaccata opera di repressione ma un movimento culturale e morale che coinvolgesse tutti e soprattutto le giovani generazioni, le più adatte a sentire subito il fresco profumo di libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, della complicità e, quindi, della contiguità”.

Non solo la cultura, ma anche l’arte è giunta ad essere veicolo di riflessione per questa occasione attraverso le opere dell’artista e ingegnere di professione Gustavo Delugan. Quest’ultimo, infatti, ha esposto tra le borse e i pellami di De Lucia due sue sculture tematiche: “Terra” e “Morsa”, nell’ottica di un’arte che affonda le sue radici nel riciclo di materia che si fa idea e senso, denuncia e rappresentazione anche concettuale per fornire un ponte tra il passato e il futuro del genere umano.

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