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“Pierino… e il lupo?!” di Prokof’ev secondo la banda Osiris

Milano. Prende il via “Crescendo in musica”, la rassegna di concerti che laVerdi dedica ai più piccoli e alle loro famiglie per invitarli a scoprire, attraverso il meraviglioso linguaggio della musica, i grandi capolavori della letteratura e della musica. Il primo appuntamento della Stagione 2019-20, sabato 12 ottobre alle ore 16.00 vede il graditissimo ritorno sul palco dell’Auditorium di largo Mahler della Banda Osiris, che trascinerà ancora una volta il pubblico nel suo mondo surreale e comico.
Insieme all’Orchestra sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, diretta per l’occasione dal Maestro Andrea Oddone, i quattro musicisti, pionieri della contaminazione sonora, maestri dell’azzardo musicale, racconteranno a modo loro la celebre fiaba musicale di Sergej Prokof’ev, “Pierino e il lupo”, la storia di un ragazzo che, con l’aiuto dei suoi inseparabili amici animali, riesce a catturare un ferocissimo lupo. E se nella partitura musicale di Prokof’ev i personaggi sono rappresentati dai vari strumenti dell’orchestra, le incursioni musicali della Banda Osiris promettono di essere decisamente esilaranti.
Gianluigi Carlone (voce, sax) Roberto Carlone (trombone, pianoforte), Sandro Berti (mandolino, violino, trombone) Giancarlo Macrì (percussioni, batteria, bassotuba), con la complicità dell’Orchestra Verdi e del Maestro Oddone, daranno così vita a un concerto-spettacolo ad alto potenziale comico con tante sorprese e trovate comiche a partire dal titolo: “Pierino … e il lupo?!”.
Ma non è tutto. Per accontentare anche il loro appassionato e fedele pubblico adulto, i quattro musicisti di Vercelli che nel 2010 festeggiano i 40 anni di carriera, saranno protagonisti del concerto straordinario in programma nella serata di sabato 12 ottobre (ore 20.30). Se nella versione pomeridiana la Banda Osiris si sarà mostrata attenta alle esigenze dei piccoli spettatori (coinvolti attivamente nello spettacolo-concerto come sempre accade il sabato pomeriggio), la sera possiamo essere certi che i quattro attori-musicisti si scateneranno senza freni trascinando il pubblico e i professori d’orchestra nel loro personale e geniale mondo fatto di fantasia musicale e comiche invenzioni. Un mondo dove tutto è diverso da come appare e gli strumenti musicali, grazie alla straordinaria abilità tecnica dei quattro musicisti, diventano elementi fantastici dotati di vita propria.

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Ai nastri di partenza la rassegna autunnale “Viaggio in Italia nel tempo e negli stili”

Verona. I complessi artistici e tecnici di Fondazione Arena tornano all’opera dopo i successi del Festival 2019: dall’11 ottobre al 31 dicembre è in programma una raffinata rassegna che parte da Cimarosa, esplora il grande repertorio italiano romantico e approda al primo ‘900. Biglietti e abbonamenti per questo “Viaggio in Italia nel tempo e negli stili” sono ancora disponibili.
Le opere e i concerti proposti all’interno della rassegna autunnale intendono attraversare l’Italia in un viaggio musicale nel tempo e negli stili dal Settecento fino all’inizio del Novecento, attraverso un ricco programma che alterna tre concerti sinfonici a tre titoli d’opera, ognuno emblematico del proprio secolo di composizione (“Il Matrimonio segreto per la fine del Settecento”, “L’Elisir d’amore” per il pieno Ottocento e “Madama Butterfly” per il primo Novecento) e ognuno proposto in un allestimento completamente nuovo per il palcoscenico veronese. In chiusura verrà proposto il tradizionale “Concerto di Capodanno”, appuntamento assai sentito dal pubblico del Teatro per la Notte di San Silvestro.
Aprono la stagione i due concerti sinfonici del mese di ottobre: l’11 e il 12 ottobre viene eseguita la “Missa pro defunctis in sol minore” per coro e orchestra di Cimarosa, uno dei massimi e conosciuti capolavori sacri del Settecento, che vedrà Alessandro Cadario, esperto interprete di pagine sinfonico-corali, alla guida dei complessi artistici areniani insieme alle giovani ma già affermate voci soliste di Eleonora Bellocci, Lorrie Garcia, Metteo Mezzaro e Alessandro Abis.
Il 25 e il 26 ottobre, invece, viene proposto il concerto “Fuoco di gioia” diretto dal maestro veronese Matteo Valbusa al debutto con Fondazione Arena in un programma articolato su musiche di Rossini, Bellini, Verdi, Mascagni e Boito in cui protagonista assoluto sarà il Coro della Fondazione Arena, attraverso pagine più e meno note di diverse epoche del grande patrimonio del melodramma italiano.
La stagione lirica ha inizio con “Il Matrimonio segreto”, dramma giocoso di Domenico Cimarosa della fine del Settecento, in cartellone per quattro rappresentazioni dal 27 ottobre al 3 novembre. L’opera è proposta nell’allestimento del Teatro Coccia di Novara con la regia di Marco Castoldi, in arte Morgan, le scene di Patrizia Bocconi, i costumi di Giuseppe Magistro e le luci di Paolo Mazzon, per una narrazione fedele al testo ma con un linguaggio stuzzicante. Il cast fresco e vivace dà forza alla scelta registica a partire dal giovane direttore d’orchestra Alessandro Bonato, reduce da un ottimo successo nel dittico cimarosiano-pucciniano dello scorso maggio. Il signor Geronimo, ricco mercante di Bologna, avrà la voce di Salvatore Salvaggio, ed Elisetta, sua figlia maggiore e promessa sposa del Conte Robinson, sarà interpretata da Rosanna Lo Greco. Carolina, figlia minore di Geronimo e sposa segreta di Paolino avrà la voce di Veronica Granatiero, mentre l’amato Paolino sarà Matteo Mezzaro. Nel ruolo della ricca vedova Fidalma vedremo il mezzosoprano Monica Bacelli, raffinata artista dalla brillante carriera, ed il Conte Robinson sarà il giovane basso Alessandro Abis. Recite: domenica 27 ottobre ore 15.30, martedì 29 ottobre ore 19.00, giovedì 31 ottobre ore 20.00, domenica 3 novembre ore 15.30.
Il mese di novembre è uno sguardo sulla ricca produzione dell’Ottocento e ha inizio con il secondo titolo operistico della rassegna, “L’Elisir d’amore” di Gaetano Donizetti, in scena per 4 recite dal 17 al 24 novembre nella frizzante edizione del Maggio Musicale Fiorentino. La regia è affidata a Pier Francesco Maestrini, le scene sono di Guillermo Nova, i costumi di Luca Dall’Alpi e le luci di Paolo Mazzon in un allestimento che sottolinea sapientemente gli spunti comici dell’opera trasformando la vicenda in una storia americana anni ’70. Sul podio torna Ola Rudner che dirigerà il cast composto dalla bella Laura Giordano nei panni della capricciosa protagonista Adina, accanto all’innamorato Nemorino di Airam Hernández, mentre Qianming Dou darà voce al sergente Belcore. Lo scaltro Dottor Dulcamara sarà interpretato da Salvatore Salvaggio ed Elisabetta Zizzo, infine, sarà Giannetta. Recite: domenica 17 novembre ore 15.30, martedì 19 novembre ore 19.00, giovedì 21 novembre ore 20.00, domenica 24 novembre ore 15.30.
Il 29 e 30 novembre è la volta di un “Concerto sinfonico” su musiche di grandi autori che segnano per cultura e attività il ponte tra i secoli XVIII e XIX: Paganini, Cherubini e Rossini, in un programma diretto da Michelangelo Mazza all’insegna del virtuosismo ottocentesco che vedrà il gradito ritorno al Teatro Filarmonico del violinista Giovanni Andrea Zanon, giovane interprete di fama internazionale.
L’offerta artistica prosegue il viaggio simbolico giungendo all’inizio del Novecento con “Madama Butterfly” di Giacomo Puccini, proposta per quattro serate dal 15 al 22 dicembre. Il titolo del compositore lucchese andrà in scena in un nuovo allestimento della Fondazione Arena in coproduzione con il Teatro Nazionale croato di Zagabria per la regia di Andrea Cigni, le scene di Dario Gessati, i costumi di Valeria Donata Bettella e le luci di Paolo Mazzon. Diretti da Francesco Ommassini, Yasko Sato (15, 19, 22/12) e Daria Masiero (17/12) si alterneranno nel ruolo principale di Cio-Cio-San, mentre Valentyn Ditiuk (15, 17/12) e Raffaele Abete (19, 22/12) interpreteranno F. B. Pinkerton. Manuela Custer vestirà i panni della serva Suzuki, mentre Mario Cassi (15, 22/12) e Gianfranco Montresor (17, 19/12) si avvicenderanno nel console Sharpless. Kate Pinkerton sarà interpretata da Lorrie Garcia, Goro da Marcello Nardis, Il Principe Yamadori da Nicolò Rigano (15, 22/12) e Salvatore Schiano Di Cola (17, 19/12) e Lo zio Bonzo sarà Cristian Saitta. Completano il cast Il Commissario imperiale di Nicolò Rigano, l’Ufficiale del registro di Maurizio Pantò, La Madre di Cio-Cio-San di Sonia Bianchetti (15, 22/12) in alternanza a Emanuela Simonetto (17, 19/12) ed infine La Cugina di Cio-Cio-San di Emanuela Schenale. Recite: domenica 15 dicembre ore 15.30, martedì 17 dicembre ore 19.00, giovedì 19 dicembre ore 20.00, domenica 22 dicembre ore 15.30.
A conclusione della rassegna, Fondazione Arena saluterà nella notte di San Silvestro l’inizio del 2020 con un grande “Concerto di Capodanno” (fuori abbonamento), per brindare insieme al suo pubblico sulle note di Puccini, Verdi, Boito e Mascagni. Sul podio vedremo nuovamente Francesco Ommassini impegnato a dirigere i complessi areniani e i solisti Daria Masiero, Raffaele Abete e Gianfranco Montresor, voci applaudite anche sull’immenso palcoscenico dell’Arena di Verona.

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Boom di presenze per la 25esima edizione del MEI a Faenza

Faenza. La 25^ edizione del MEI – Meeting delle Etichette indipendenti si è conclusa ieri, domenica 6 ottobre, confermandosi come un successo da record: oltre 30.000 presenze, un record mai registrato prima, durante le tre giornate di incontri, premiazioni e concerti, un afflusso di persone mai visto per oltre 200 live di artisti e band emergenti!

Dopo l’inaugurazione di venerdì pomeriggio, che ha visto l’apertura di mostre dedicate alla storia della musica e all’arte, mentre la sera è stato reso omaggio in un cinema strapieno a Don Gallo con un film che ha visto la partecipazione corale di tutta la musica italiana, nel centro di Faenza sono stati protagonisti tanti artisti, dai giovani emergenti ai talenti premiati con illustri riconoscimenti.

Tra i protagonisti della giornata di sabato i MARLENE KUNTZ che hanno ricevuto il Premio Ciampi per i loro 30 anni di carriera. Durante la Notte Bianca, il palco di Piazza del Popolo ha visto protagonisti con i loro live FULMINACCI, doppio vincitore del premio “MEI – Exitwell come miglior esordio indipendente dell’anno” e del “PIVI”, Premio Italiano Videoclip Indipendente e il giovane TREDICI PIETRO vincitore del Premio Hip Hop Mei, MORGAN che ha ricevuto il Premio Mei alla Carriera e i NEGRITA, Premio Rai Radio Live. Al Teatro Masini è invece andata in scena la finale del Premio dei Premi, vinto dalla cantautrice sarda CHIARA EFFE e che, oltre alla vincitrice, vanta un podio tutto al femminile, con Francesca Incudine al secondo posto e Micaela Tempesta al terzo. Durante la serata GIOVANNI TRUPPI e RICCARDO SINIGALLIA hanno ricevuto rispettivamente il “Premio PIMI come miglior artista indipendente” e il “Premio per il miglior album del 2018”, mentre GINEVRA DE MARCO e CRISTINA DONÀ hanno ricevuto uno speciale riconoscimento per il loro progetto discografico e tour insieme a quelli ricevuti da MARGHERITA ZANIN E IRENE GHIOTTO. Per la prima volta i vincitori sono due importanti realtà della Rete in tema di informazione musicale e culturale: DEER WAVES vince come “Miglior Sito Web” e PENSIEROSECONDARIO come “Miglior Blog Personale”, mentre il “Premio speciale Miglior documentario musicale italiano” va a “NOI SIAMO AFTERHOURS” di Giorgio Testi.

Sempre durante la giornata di sabato si è svolta la prima giornata del convegno Internazionale Digital Day a cura di Stefano Negrin e Giordano Sangiorgi. Sponsorizzata da Merlin Network e al supporto di WIN, Impala e NuovoImaie, la serie di incontri, che hanno tutti registrato SOLD OUT di presenze, ha permesso ad operatori del settore, associazioni, produttori, artisti, promoter, di incontrarsi e confrontarsi insieme per conoscere il futuro della industria musicale.

Durante tale meeting internazionale sono emerse importanti proposte: la prima riguarda la necessità da parte dei produttori indipendenti europei di organizzare una protesta a Bruxelles al fine di chiedere un equo compenso alla filiera creativa musicale da parte delle piattaforme multinazionali monopoliste digitali del settore musicale; la seconda riguarda il nuovo patto, stipulato proprio oggi, tra il SILB (Sindacato Italiano Locali da Ballo) e il MEI per l’ingresso della musica indipendente ed emergente attraverso festival, concerti live e rassegne anche nelle discoteche; mentre la terza ha segnalato la necessità dell’ingresso della musica in modo permanente nelle scuole con la presentazione del Corso sui Cantautori Italiani del Novecento che si terra’ con il MEI al Liceo Torricelli – Ballardini di Faenza grazie al sostegno Mibac e Siae presentato dal cantautore Edoardo De Angelis che ha celebrato i 50 anni del suo storico brano “Lella”.

La giornata conclusiva di domenica ha visto nuovamente protagoniste le donne sui palchi del MEI: il concorso MEI SUPERSTAGE ha visto trionfare il gruppo tutto al femminile delle ABC Positive +, mentre la giovane GRETA ha vinto il Premio per il miglior videoclip emergente dell’anno. Mentre a conclusione il MEI ha voluto premiare gli attori della Uniweb Radio Tour, una sperimentazione innovativa, che permette di sostenere le web radio universitarie e di dare uno spazio aggiuntivo agli emergenti per farsi conoscere premiando gli ideatori Marco Stanzani e Romeo Perrotta durante i live di Petra Magoni, Paolo Benvegnù e gli Street Clerks.

Partecipatissimo come sempre il Forum del Giornalismo Musicale che ha visto la neonata AGIMP, l’associazione dei giornalisti musicali, intervistare Cristina Donà e Ginevra Di Marco, attraverso un’intervista collettiva così come sempre piena di pubblico per tutti i tre giorni è stata la prima Fiera del Disco e degli Strumenti Musicali con l’originale mostra sui manifesti delle origini delle Orchestre della Romagna degli Anni Sessanta e Settanta.

“Godiamoci questo straordinario risultato che conferma il MEI come un punto di riferimento nazionale di tutta la nuova musica indipendente ed emergente italiana che da qui porta i nuovi suoni di una nuova generazione e registriamo un aumentato interesse da parte del pubblico visto il record di presenze verso gli artisti e le band agli esordi che propongono nuove proposte musicali” dichiara Giordano Sangiorgi, patron del MEI, ringraziando tutti coloro che hanno contribuito al grande successo della 25esima edizione del MEI. “Ora, arrivati al giro di boa, si deve avviare una vera e propria rivoluzione per il nuovo percorso del MEI che gli permetta, di poter attivare la sua ricca rete durante tutto l’anno e poter rispondere ancora meglio alle nuove esigenze dei nuovi giovani produttori indipendenti e dell’attuale filiera creativa musicale, fatta da produttori, artisti, festival e promoter, che vede nel MEI oggi una vera e propria comunità musicale capace di rappresentare tutto il nuovo che si muove nel nostro Paese. Un grande patrimonio culturale e musicale quello del MEI dopo 25 anni che va ancora di più sostenuto e sviluppato a tutti i livelli perché parte integrante del patrimonio musicale, motore di innovazione nel panorama musicale con la valorizzazione della scena indipendente e promotore dell’inclusione delle giovani generazioni”.

Il MEI è la più importante manifestazione dedicata alla scena musicale indipendente italiana che chiude la stagione dei festival estivi. Fin dalla prima storica edizione, la manifestazione, fondata e diretta da Giordano Sangiorgi, è stata la piattaforma di lancio della nuova scena indipendente italiana con artisti che sono diventati pilastri della musica in Italia (tra gli altri Afterhours, Bluvertigo, Marlene Kuntz, CSI, Pitura Freska, Baustelle, Caparezza, Negramaro, Perturbazione, Marta sui Tubi, Offlaga Disco Pax e tanti altri) e ha premiato emergenti oggi considerati punte di diamante della nuova scena artistica del nostro Paese (come ad esempio, Ermal Meta, Brunori Sas, Lo Stato Sociale, Ghali, Canova, Calcutta, Zibba, Mirkoeilcane, Le Luci della Centrale Elettrica, Motta, Dente, Colapesce, Cosmo e tanti altri). Tanti sono stati anche gli artisti che hanno mosso i loro primi passi proprio al MEI, come ad esempio Daniele Silvestri che nel 1997 allestì un suo stand espositivo e lo scorso anno ha festeggiato 20 anni di carriera, e, più recentemente i Maneskin, che al MEI di Faenza hanno realizzato una delle loro primissime esibizioni fuori da Roma, solo per citarne alcuni.

Durante i suoi 25 anni di attività, il MEI, insieme a tutte le sue attività live collaterali, ha registrato un totale di oltre 1 milione di presenze, la partecipazione di 10 mila tra artisti e band dal vivo, 5 mila realtà musicali coinvolte in expo e convegni e 1000 i giornalisti (più di 100 dal resto d’Europa) che hanno parlato del MEI contribuendo a renderla la più importante vetrina della nuova e nuovissima musica italiana. Per ogni euro pubblico investito sul MEI la città di Faenza ha avuto un ritorno di 7 euro: il MEI è quindi anche un moltiplicatore economico e turistico unico sul territorio. Negli ultimi anni le presenze turistiche sono aumentate del 30%. Si tratta dell’unico festival non televisivo presente quest’anno al Tavolo della Rai su Musica e Sanremo nel servizio pubblico radio e tv.

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A Roma “Spring Attitude”, Festival Internazionale di Musica Elettronica e Cultura Contemporanea

Roma. Il 2019 per “Spring Attitude” è l’anno dei traguardi importanti: il Festival Internazionale di Musica Elettronica e Cultura Contemporanea compie due lustri di vita e per festeggiare si prepara a un’edizione speciale, chiamando a raccolta grandi artisti internazionali e i talenti di casa nostra, con un occhio di riguardo, come sempre, alle nuove sonorità e alle nuove tendenze generazionali. Tre giorni di suoni urbani, ritmi globali, improvvise accelerazioni verso mondi che verranno. Visioni neo-psichedeliche e performance multimediali in grado di modificare percezioni e immaginari. Ma anche caloroso nu soul, nuovo cantautorato e contaminazioni world.

Dal 10 al 12 ottobre la X edizione di “Spring Attitude” – realizzata con il contributo della Regione Lazio grazie al prezioso patrocinio del Comune di Roma e al sostegno di SIAE – animerà la Capitale con artisti da tutto il mondo in due luoghi simbolo dell’arte e della cultura contemporanea, fra i più frequentati dai cittadini romani e dai tanti turisti in visita: il MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo, cuore pulsante del festival, e l’ex Caserma “Guido Reni”, sede temporanea di Videocittà – Festival della Visione che ospita l’anteprima a ingresso gratuito di Spring Attitude, con gli assaggi di futuro proposti dal live di Shigeto, dall’immersione nella realtà virtuale proposta da Spime.im, dai pattern distorti di Arssalendo e dal dj set di casa, SA Soundsystem.

L’11 e 12 ottobre, fra le futuristiche geometrie del MAXXI firmate da Zaha Hadid, si alterneranno i nomi più acclamati e interessanti della scena elettronica internazionale e della nuova onda italiana, senza limiti di genere o categorizzazione: dai sovrani incontrastati della consolle Laurent Garnier ed Ellen Allien e dal leggendario Andrew Weatherall al rap senza filtri di Massimo Pericolo, dalle sofisticate rime introspettive di Rancore all’intenso cantautorato di Giorgio Poi, dal travolgente party elettronico di IVREATRONIC alla Regina della notte M¥SS KETA. E poi ancora: l’elettronica cinematografica in salsa horror di Dressel Amorosi e il grande omaggio di Massimo Martellotta (Calibro35) al compianto Mark Hollis dei Talk Talk; le incursioni audiovideo in un oscuro Sud Italia di Mai Mai Mai e le sonorità afro-mediterranee arricchite dall’arte contemporanea di C’Mon Tigre; il talento cristallino di Elena Colombi e il nuovo fenomeno Spotify Il Tre; l’essenziale synth pop di Altarboy e il pop queer della poliedrica Planningtorock; le contaminazioni funk-jazz di Elephantides e la techno prismatica di Zenker Brothers. Come se non bastasse, a completare il programma di un’edizione che si preannuncia imperdibile ci penserà il songwriting intimo condito di calore soul di Venerus and his orchestra, il trip hop di classe di Weval e i nuovi esponenti della scena romana Darrn.

Tre i palchi realizzati al MAXXI a disposizione degli artisti: il Molinari Stage, dedicato ai grandi protagonisti della scena elettronica internazionale; il Nastro Azzurro live Stage che dà spazio invece a grandi conferme e giovani promesse della musica italiana; e l’Auditorium del MAXXI, che ospita le performance più eclettiche e sperimentali.

La X edizione di Spring Attitude, realizzata grazie ai main sponsor Molinari e Nastro Azzurro, inaugura inoltre la nuova collaborazione con il centro di alta formazione Quasar Institute for Advanced Design: gli allievi dell’istituto presenteranno al festival una serie di installazioni, opere video e progetti di realtà virtuale ad arricchire ulteriormente il palinsesto. In materia di mobilità sostenibile, Spring Attitude quest’anno si lega a Cityscoot, start-up francese di scooter sharing ad emissioni zero, arrivata a Roma nell’estate 2019, che si propone di promuovere una valida ed ecosostenibile alternativa al trasporto privato.

Netflix​ è content partner di Spring Attitude Festival 2019 per il lancio di “El Camino”, il film ufficiale della serie cult “Breaking Bad”. Sabato 12 ottobre nel pomeriggio “Spring Attitude” sarà infatti presente con un DJ set a un evento esclusivo che si terrà a Roma presso le Fonderie (ex Caserma Guido Reni) e all’interno del quale i fan potranno ripercorrere l’intera saga di Breaking Bad in maniera interattiva.

Media partner di questa edizione i punti di riferimento del settore (e non solo) come La Repubblica XL, Zero, Soundwall, Radio Sonica, Sentireascoltare, Ondarock, Dlso e Romeing.

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Riccardo Chailly dirige il concerto benefico per la Croce Rossa Italiana

Milano. Sarà Riccardo Chailly, direttore musicale del Teatro alla Scala, a dirigere il Concerto benefico in favore del Comitato di Milano della Croce Rossa Italiana. L’appuntamento è per domenica 6 ottobre alle ore 20.00 presso il Teatro alla Scala di Milano.

Giunto alla sua 23esima edizione, l’evento solidale porta sul palco del Piermarini la Lucerne Festival Orchestra, di cui Chailly è direttore musicale dal 2016, ad un anno dal suo ultimo concerto alla Scala. La serata prevede, inoltre, la partecipazione del giovane pianista Alexander Malofeev. In programma due brani del compositore russo Sergej Rachmaninov, il Concerto n. 3 in re min. op. 30 per pianoforte e orchestra e la Sinfonia n. 3 in la min. op. 44.

La serata milanese sarà la prima tappa, unica in Europa, di un tour internazionale della Lucerne Festival Orchestra con il M° Chailly, a cui seguiranno Shanghai, Pechino e Shenzhen.

L’intero ricavato dell’evento sarà devoluto a sostegno delle attività di Croce Rossa sul territorio di Milano in aiuto delle persone più fragili ed emarginate. In particolare, i fondi raccolti verranno destinati a tre progetti di carattere sanitario e sociale: l’Unità di Strada, che offre supporto alle persone senza dimora, con assistenza medica, psicologica ed educativa; Il Sorriso, un’opportunità per chi non può accedere alle cure odontoiatriche e, senza queste, uscire dall’emarginazione; la Filiera della solidarietà, ovvero la distribuzione di beni alimentari a cui si affianca l’offerta di un percorso per uscire dall’indigenza.

Il Comitato di Milano, istituito nel 1864, è stato il primo della Croce Rossa Italiana, organizzazione umanitaria che ha per obiettivo principale quello di prevenire e alleviare la sofferenza umana in maniera imparziale, senza distinzione di nazionalità, razza, sesso, credo religioso, lingua, classe sociale od opinione politica, contribuendo al mantenimento e alla promozione della dignità umana e di una cultura della non violenza e della pace.
Riccardo Chailly è nato a Milano nel 1953, debutta alla Scala nel 1978. Dirige le principali orchestre internazionali ed è ospite regolare dei Berliner e dei Wiener Philharmoniker oltre che dei Festival di Salisburgo e Lucerna. È stato Direttore Principale del Concertgebouw di Amsterdam e del Gewandhaus di Lipsia. È Direttore Musicale del Teatro alla Scala, della Filarmonica della Scala e dell’Orchestra del Festival di Lucerna. Membro onorario della Royal Academy of Music di Londra e Cavaliere di Gran Croce della Repubblica Italiana. Chailly è artista esclusivo Decca, con cui ha inciso oltre cento registrazioni.
La Lucerne Festival Orchestra è stata fondata nel 2003 da Claudio Abbado e dal direttore esecutivo e artistico del Lucerne Festival, Michael Haefliger. Abbado ha ricoperto la carica di direttore musicale fino al gennaio 2014, quando Riccardo Chailly è stato nominato suo successore. L’orchestra comprende musicisti e insegnanti di fama internazionale. Molte delle performance dell’orchestra sono state trasmesse in televisione e poi pubblicate su dvd o cd; ottenendo il Diapason d’or, il BBC Music Magazine Award e l’International Classical Music Award.

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“Diasporas”, a Roma il focus dedicato alle nuove musiche migranti

Roma. Sperimentatori instancabili, ricercatori per vocazione, perennemente in movimento. Incarnano i linguaggi e i temi della contemporaneità e tracciano nuove traiettorie della musica di oggi. Calcano i palchi dei maggiori festival mondiali con le loro miscele esplosive di rap, pop, new soul, african retro pop, folk e jazz, senza mai dimenticare le loro radici e con esse le musiche tradizionali dei loro paesi: sono i protagonisti della “New wave africana” che sta contagiando l’Occidente. Artisti che rivendicano la loro appartenenza al continente nero ma che intanto studiano, lavorano e vivono in Europa e negli Stati Uniti, musicisti dal segno potente innovativo con una forza artistica originale e visionaria.

È a loro che sul palco dell’Auditorium Parco della Musica Romaeuropa dedica il focus “Diasporas”, con due concerti a sera dal 10 al 12 ottobre: si inizia giovedì con Alsarah and The Nubatones, seguiti da J.P. Bimeni the Black Belts; venerdì 11 ottobre è la volta di Blick Bassy e Mayra Andrade. In chiusura sabato 12 ottobre il progetto “Le Cri du Caire”, in cui la voce ipnotica del poeta e cantante Abdullah Miniawy si confronta con la tromba di Erik Truffaz, il sax di Peter Corser e le corde del violoncello di Karsten Hochapfel; ci si sposta infine in Medio Oriente con “Love & Revenge”, una serata electro-pop omaggio all’epoca d’oro del mondo arabo nata dall’incontro tra l’hip hop di Rayess Bek, le immagini dell’artista Randa Mirza, l’elettronica di Mehdi Haddab e il basso di Julien Perraudeau.

Artisti figli della diaspora africana, spesso costretti a lasciare il loro luogo natio a causa di guerre e conflitti. È il caso dei primi due protagonisti del focus, in scena giovedì 10 ottobre: Alsarah, nuova icona della musica retro pop dell’Africa orientale, fuggita dal Sudan in seguito a un colpo di stato militare e dallo Yemen, dopo lo scoppio della guerra civile, per stabilirsi finalmente in Massachusetts. Con la sorella Nahid fonda i Nubatones e si impone come una tra le più interessanti realtà nel panorama della contaminazione musicale africana. Autrice, compositrice ed etnomusicologa, laureata alla Wesleyan University, grazie agli studi sul campo in Sudan, ritorna alla musica di questo paese, imparando innanzitutto il modo in cui gli occidentali guardano l’Altro. Inserita tra le 100 donne africane più influenti al mondo dalla prestigiosa rivista “Ok Africa”, carismatica ed indipendente, appartiene a una generazione di artisti capaci di intraprendere con coraggio sentieri non battuti, attingendo con rispetto al patrimonio tradizionale e mescolandolo abilmente col suo Nuovo Mondo e i linguaggi del contemporaneo. La sua figura affascinante e originale compare anche in “Beats of the Antonov”, premiato come Miglior Documentario al Toronto International Film Festival del 2014. Sul palco dell’Auditorium Pdm canterà i brani dell’ultimo disco “Manara” con cui ha letteralmente stregato la stampa internazionale.

Ha un vissuto difficile e travagliato anche la nuova stella del soul J.P. Bimeni che si esibirà subito dopo Alsarah: discendente di una famiglia reale burundese, ha lasciato il suo paese all’età di 15 anni durante la guerra civile ed è sopravvissuto a ben tre attentati prima di ottenere lo stato di rifugiato nel Regno Unito dov’è rimasto da allora. Con una voce calda che ricorda il primo Otis Redding, ha conquistato Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, che lo ha scelto per aprire quest’estate alcuni dei suoi Jova Beach Party. A Roma, insieme ai the Black Belts, presenterà il suo disco d’esordio “Free Me”: deep soul all’ennesima potenza. Un concentrato di racconti di amore e di perdita dove alle jam funk si susseguono accorate ballad provenienti dal southern soul.

Figlia di un combattente per l’indipendenza di Capoverde, la “regina della Morna”, Mayra Andrade, porterà il suo canto delicatamente speziato venerdì 11 ottobre. Nata a l’Avana, cresce a Praia, Capo Verde, e a sei anni segue la madre e il patrigno diplomatico in Senegal, Angola e Germania prima di stabilirsi a Lisbona. Definita dalla critica la più credibile erede di Cesària Évora, Mayra canta in creolo capoverdiano, in inglese, in francese, in portoghese, portando l’ascoltatore dentro luoghi avventurosi e inaspettati. Il suo pop tropicale racchiude il mondo intero, tra romanticismo occidentale e sensualità del sud, frammenti reggae e tempi dispari africani. Il suo momento arriva nel 2006, con il pluri-premiato debutto “Navega”. A maggio è uscito “Manga”, quinto lavoro sulla lunga distanza cantato interamente in creolo: un mix perfetto e naturale tra Afrobeat, musica urbana e musica tradizionale di Capo Verde.

È dedicato a Ruben Um Nyobé, leader anticoloniale che ha lottato per l’indipendenza del Camerun 1958, il nuovo disco di Blick Bassy, songwriter e compositore nato e cresciuto in Camerun e costretto nel 2005 a lasciare la sua terra e a trasferirsi a Parigi. Il successo nella nuova patria arriva per lui nel 2015, quando la sua canzone “Kiki”. tratta dall’album “Ako”. viene scelta dalla Apple per la campagna mondiale di lancio dell’Iphone 6. Con una musica che miscela abilmente blues acustico, musica tradizionale, folk contemporaneo e perfino bossa nova brasiliana, Bassy canta la schiavitù del neocolonialismo, la necessità di eroi e la ricerca della vera identità imprigionando l’ascoltatore in un mondo affascinante, intriso di malinconia e sentimento, personale ma allo stesso tempo universale.

L’ultima giornata di Diasporas, sabato 12 ottobre, si apre con “Le Cri du Caire”, un live a metà strada tra il rock, la poesia Sufi, il jazz, l’elettronica, sonorità orientali e slam poetry in cui la voce ipnotica del poeta e cantante Abdullah Miniawy, icona di una gioventù egiziana in lotta per la libertà e la giustizia, si confronta con la tromba di Erik Truffaz, grande figura del jazz europeo, il sax di Peter Corser e le corde del violoncello di Karsten Hochapfel. Uno spettacolo appassionato e commovente che porta il pubblico a una trance mistica e crea un intenso universo metaforico trascendendo identità e confini.

Chiude il focus “Love & Revenge”, concerto visivo omaggio a un’epoca d’oro del mondo arabo: quella del cinema e delle commedie musicali con le loro storie melodrammatiche e sentimentali e quella delle dive e i divi della musica. Nata dall’incontro tra Rayess Bek, uno dei maggiori esponenti dell’Hip Hop e della “urban music” nel mondo arabo, le immagini dell’artista e fotografa libanese Randa Mirza, l’elettronica di Mehdi Haddab e il basso di Julien Perraudeau, “Love & Revenge” è un divertente remix di grandi successi della musica araba e immagini di film culto dell’età d’oro del cinema egiziano e arabo, dagli anni ’40 a oggi. Un’incredibile performance musicale e visiva, al tempo stesso una riflessione sull’identità e la varietà culturale, che racconta con ironia e un tocco di nostalgia del mondo arabo, della sua dissolutezza, delle tradizioni ma anche delle sue contraddizioni.

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“Andy @ the David Bowie show” apre la nuova stagione del Santomato Club

Pistoia. La decima stagione del Santomato Live Club non sarebbe potuta iniziare meglio.
Venerdì 27 settembre, infatti, in occasione dell’anteprima della stagione 2019/2020, il palco del club pistoiese ha ospitato l’emozionante concerto-spettacolo di Andy (Bluvertigo), che si è esibito in esclusiva per la Toscana con il suo “Andy @ the David Bowie show”.
Due ore di musica in omaggio al leggendario Bowie, nelle quali Andy rivisita, interpretandoli egregiamente, i successi del Duca Bianco, passando da uno strumento all’altro, come lui ben sa fare, muovendosi con leggiadria sul palco ed incantando tutti i presenti che al termine dello spettacolo proprio non vogliono lasciarlo andare via.
Vista l’anteprima, anche quest’anno il Santomato Live sembra proprio confermare il suo posto fra i live club italiani, nei quali si può ascoltare dell’ottima musica, sempre all’insegna della qualità, con scelte mai banali.
Ma com’è nato questo Club?
E cosa dobbiamo attenderci nella nuova stagione? Lo abbiamo chiesto a colui che “il Santomato” (come lo chiamano qui) lo ha creato e ne cura la direzione artistica, Tony De Angelis il quale, con la gentilezza e la simpatia che lo contraddistinguono, ci ha raccontato la nascita e la crescita del club.

“I 9 anni appena trascorsi sono stati una grande avventura, una scommessa, con tanto impegno e dedizione, impiegando di fatto il proprio tempo libero. Insieme a quelli che io chiamo “i volontari della musica” sono riuscito – oggi posso finalmente dirlo – a fare grandi cose, con l’apprezzamento ed il riconoscimento del pubblico, dei clienti. Sì, sono l’ideatore di tutto ciò – spiega Tony de Angelis – ma senza i miei “volontari” non vi sarei riuscito, il gruppo di lavoro ha reagito bene a tutte le mie sollecitazioni”.

Qual era l’idea iniziale? Cosa pensavi di realizzare?

Il nostro obiettivo iniziale era quello di creare un’attività nel circolo all’epoca esistente che lo “svecchiasse”, gli desse una nuova veste, “movimentandolo” un po’, inserendo la musica dal vivo, ma non ci immaginavamo che saremmo arrivati sino a qui!
È stata però una scommessa vincente alla fine, che inizialmente, anche per i contenuti mezzi economici dei quali disponevamo, ha badato molto alla sostanza e poco alla forma, ma siamo stati sempre attenti a non tralasciare mai la qualità.
Abbiamo proceduto a piccoli passi, anno dopo anno, e le persone alla fine di ogni stagione ci dicevano che quella appena terminata era stata migliore della precedente!

Bhè, una bella soddisfazione, direi. Quand’è che hai capito che il Santomato sarebbe diventato il club di musica live che è oggi?

Negli anni abbiamo ospitato sul nostro palco artisti di fama nazionali ed internazionale, una formula consolidata nel tempo affiancandovi sempre le tribute band che in ogni caso tanto piacciono al pubblico, ma quella che posso definire “la svolta” del Santomato Live è avvenuta nel dicembre 2014, il 20 dicembre se ricordo bene, quando invitammo ad esibirsi sul nostro palco Ian Paice, il batterista dei Deep Purple.
Pensa che quando annunciammo la sua presenza il pubblico era incredulo, non credeva fosse vero e invece venne da noi, in esclusiva per la Toscana. Fu un grande successo, allora capimmo che potevamo farcela e che il Club avrebbe potuto acquisire un ruolo importante fra i locali, i circoli italiani di musica dal vivo. Seguì poi l’esibizione di Don Airey (il tastierista attuale dei Deep Purple) e poi, più di recente, Alberto Fortis per la manifestazione “Rock Amatrice”: ne siamo così fieri, abbiamo organizzato una raccolta fondi in tre serate e siamo riusciti a raccogliere quasi 16.000 euro che poi siamo andati a consegnare al Sindaco di Amatrice. Un’esperienza bellissima!
Abbiamo poi avuto l’onore di ospitare vari componenti della band di Vasco Rossi, da Braido a Claudio Golinelli (detto Il Gallo), Maurizio Solieri e Clara Moroni…non è semplice ricordarli tutti!
Ed ancora, Stef Burns, Bernie Marsden, Paul Gilbert, Guthrie Govan, potete trovarli tutti nella nostra gallery fotografica sul nostro sito web www.santomatolive.it. 

E fra i musicisti italiani chi ricordi in particolare?

Non me ne vogliano gli altri, ma devo ammettere che un concerto che ha riscosso tantissimo successo è stato quello di Bobo Rondelli, sempre tanto richiesto dal nostro pubblico.

Oltre ai concerti, al Santomato, si svolgono anche concorsi musicali, come in altri club?

Si assolutamente, all’interno del “contenitore” Santomato Live si sono svolti vari concorsi, da un talent all’odierno contest che si chiama “CBE” che è l’acronimo di “Campionato Band Emergenti”, giunto all’ottava edizione: funziona un po’ come il campionato sportivo: ad ogni esibizione, una volta al mese, si esibiscono 4/5 band, le band che avranno totalizzato i punteggi più alti accederanno alle semifinali e poi alle finali, in primavera, ed il voto in parte è dato dal pubblico in parte da una giuria tecnica composta da esperti nel settore. I musicisti sono divisi in categorie: Band under 17 – Original Band – Cover/Tribute Band.
È un appuntamento che ha messo in evidenza gruppi musicali che poi hanno fatto e stanno facendo strada, vincendo manifestazioni e concorsi importanti (pensiamo al Sanremo Rock, ad esempio).
Quello del Santomato, quindi, posso dire che è diventato davvero un palco richiesto sia dai giovani che dai meno giovani e di questo siamo orgogliosi.
Le iscrizioni sono aperte quindi chi vuole può candidarsi, la prima selezione sarà il 24 ottobre, info su www.santomatolive.it.

Ma torniamo un attimo a Tony De Angelis, di cosa si occupava prima del Santomato?

Io vengo dalla radio, per tanti anni ho lavorato a Radio Pistoia (la storica 94.7), poi mi sono preso una breve pausa sempre però continuando a collaborare con il mondo della radio, producendo e ideando spot, tornando successivamente a lavorare per una radio fiorentina, Tutto Radio, e poi ho capito che la mia esperienza radiofonica l’avrei potuta sfruttare per un altro progetto, trovando nuovi stimoli, così mi sono dedicato alla musica dal vivo, ed è “nato” Santomato Live che per me è davvero come un “figlio”.
È la mia creazione, la sto vedendo crescere anno dopo anno, ci mettiamo tanta passione e devo ammettere che riceviamo davvero molti complimenti, ma quello che prediligo, ti confesso, è quando le persone che per la prima volta vengono ad un nostro concerto mi dicono che al Santomato si respira una “aria positiva”, questo è davvero il miglior complimento ricevuto.

Abbiamo raccontato com’è nato e cresciuto il Santomato. Quest’anno, dopo l’evento scelto per l’anteprima della stagione 2019/2020, il bellissimo concerto-spettacolo di “Andy @ the David Bowie show”, cosa dobbiamo attenderci?

Eh… avremo ancora tanti bei nomi della musica – il concerto di Andy è stato davvero un successo, ma non avevamo dubbi che sarebbe andata bene! – il 3 ottobre avremo Nick Becattini e poi il 4 ottobre Pino Scotto con il suo “70 Years Birthday Tour” che parte proprio da Pistoia. Mentre il 10 ottobre, in esclusiva per la Toscana, si esibirà sul nostro palco il leggendario chitarrista degli Europe, Kee Marcello (chi non ricorda la famosissima The Final Countdown?), per i tributi, invece, torneranno il primo novembre i Killer Queen e, il 14 novembre, in esclusiva per la Toscana, i Goblin di Claudio Simonetti presenteranno tutte le hit realizzate per le colonne sonore dei film di Dario Argento. 

Una qualità altissima quella dei musicisti che ospitate al Santomato ma, prima di lasciarci, svelaci un ultima curiosità: ogni anno lanci uno slogan per la stagione musicale, quest’anno, dopo i precedenti “Santomato suona … LIVE” e “Che il rock sia sempre con voi”, lo slogan sarà?

“Santomato suona… BENE”.

Non possiamo che ringraziare Tony De Angelis per l’ospitalità al suo Santomato e per la disponibilità nel fare due chiacchiere con noi. Torneremo presto a trovarlo, voi invece “stay tuned” poiché Andy (Bluvertigo) pare abbia proprio un po’ di cose da raccontarci…

Un ringraziamento particolare a Letizia Mugri per le foto gentilmente concesse.

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Le semifinali di Beyond Sound Mission, il contest entra nel vivo

Milano. Anche quest’anno l’Assemblea Nazionale SIEDAS, che si svolgerà a Milano dall’11 al 13 ottobre, si preannuncia ricca di ospiti e appuntamenti. Molti i relatori e gli esponenti della cultura che si incontreranno nella prestigiosa sede della Pinacoteca di Brera e in altri importanti luoghi della città per un evento ormai atteso da esperti e appassionati del settore.
La vera novità di quest’edizione è Beyond Sound Mission, un contest musicale organizzato da SIEDAS, in collaborazione con MusPlan, che ha il duplice scopo di favorire le occasioni di visibilità degli artisti e di affiancarli in una crescita strutturata nel mondo della musica. Il vincitore, infatti, si aggiudicherà la consulenza legale e manageriale SIEDAS fino al 31 dicembre 2020 per un valore pari ad € 15.000,00.

Dal 16 al 30 settembre è stato possibile, attraverso una votazione on line, esprimere fino a 5 voti da attribuire ad uno o più artisti tra i musicisti iscritti al contest: Atwood, Caboose, Cordamara, Duna DAVECRAX, David M. Campese, GarageVentiNove, Gemini Band, Valeria Paci, Iacopo Ligorio & Le Canzoni Giuste, Matteo Polonara – Cantautore, NoiseBusters, Piqued Jacks, Si scrive Andy, Tonia Cestari, Ivan Donatiello, The Mapo Ciank.
Adesso tocca alla Giuria critica, che dovrà selezionare i tre finalisti che si esibiranno unplugged a Milano sabato 12 ottobre allo Swiss Corner, dinanzi a una Giuria di esperti che decreterà il vincitore.
I componenti della Giuria critica sono Denis Marino, Vincenzo Russo e Luca Li Voti, tre figure molto note nel mondo della musica.
Denis Marino, musicista, arrangiatore, compositore e produttore. Co-fondatore dell’Ensemble Mariposa e dello studio di registrazione e produzione musicale Phantasma Recording, vanta collaborazioni con diverse etichette discografiche e con ii più altisonanti nomi della musica italiana (Carmen Consoli, Fiorella Mannoia, Nada, Tosca, Buika, Lisa Fischer, Elisa, Max Gazzè, Daniele Silvestri, Marina Rei, Samuele Bersani, Bandabardò, Mario Venuti, Enrico Ruggeri, Luca Madonia, fra i tanti).
Vincenzo Russo è organizzatore di eventi musicali e autore del docufilm “Vinilici. Perché il vinile ama la musica” con la partecipazione, tra gli altri, di Carlo Verdone, Renzo Arbore, Elio e le Storie Tese, ecc. Organizza “DiscoDays”, la Fiera del Disco e della Musica più grande del Sud e lavora con Veragency (Jovanotti, Ligabue, Paolo Conte), Pomigliano Jazz, MVO Concerti. Ha all’attivo la produzione di alcuni dischi tra cui il primo vinile di Bruno Bavota, primo artista campano a raggiungere i 10 milioni di ascolti su Spotify con un singolo brano.
Luca Li Voti è coordinatore di KeepOn Festival Experience – associazione di categoria dei Live Club e Festival italiani, con lo scopo di promuovere la cultura della musica originale dal vivo – e volto di “In Viaggio con Harry”, il camper Volkswagen anni ’70 in tour per l’Italia, alla ricerca di storie legate ai Festival e agli artisti, per raccontare il Bel Paese dal punto di vista della musica.

Il risultato della Giuria critica verrà comunicato domani, 3 ottobre. Nei prossimi giorni verranno resi pubblici anche i nomi dei componenti della Giuria di esperti che decreterà il vincitore durante la serata finale.
Ci si riserva di assegnare altri premi ai finalisti e non solo.

Articolo scritto con la collaborazione di Francesca Forgione.

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“Quartett”, quando il contemporaneo entra in repertorio

Milano. L’opera di Luca Francesconi da Heiner Müller/Laclos commissionata dalla Scala nel 2011, conta già sette diverse produzioni per un totale di quasi 80 rappresentazioni. Dal 5 ottobre torna in scena l’allestimento scaligero con la regia di Àlex Ollé/Fura dels Baus, sul podio Maxime Pascal. A Francesconi è dedicata la 28° edizione del Festival Milano Musica.

“Questo pezzo è violento. È sesso, blasfemia, mancanza di misericordia… Amore e sentimento sono banditi, la sola cosa che resta e che conta è un gioco di scacchi con le anime e i corpi delle persone”. Con queste parole Luca Francesconi raccontava al ‘Guardian’ la sua opera “Quartett” alla vigilia dell’approdo sulla scena londinese. Ora “Quartett”, commissionato dal Teatro alla Scala e qui andato in scena in prima assoluta nel 2011, torna al Piermarini per sei rappresentazioni dal 5 al 22 ottobre nell’allestimento originale firmato da Àlex Ollé -“La Fura dels Baus” con Allison Cook e Robin Adams, diretti dal giovane Maxime Pascal, già sul podio scaligero nel 2017 per la prima assoluta di “Ti vedo, ti sento, mi perdo” di Salvatore Sciarrino.
Con “Quartett” prosegue e si rafforza la collaborazione tra Teatro alla Scala e Milano Musica, il cui 28° Festival, dal titolo “Luca Francesconi – Velocità del Tempo” esplora dal 2 ottobre al 25 novembre il lavoro del compositore milanese e il suo rapporto con gli autori della generazione che lo ha preceduto.
Negli otto anni che ci separano dalla prima scaligera del 2011, “Quartett” si è imposta tra le opere più eseguite del repertorio contemporaneo con sette diversi allestimenti e oltre 70 rappresentazioni: ricordiamo almeno la regia di John Fulljames per la Royal Opera House Covent Garden mentre la più recente è firmata da Ingo Kerkhof per l’opera di Dortmund nel maggio 2019 e la prossima, alla Staatsoper di Berlino, sarà diretta da Daniel Barenboim.
Dopo due importanti prime assolute (“Ti vedo, ti sento, mi perdo” di Salvatore Sciarrino nel 2017 e “Fin de partie” di György Kurtág nel 2018) il Teatro alla Scala ha voluto riprendere una delle sue commissioni più fortunate degli anni scorsi. Entrando stabilmente nel repertorio del teatro musicale europeo, “Quartett” contraddice il ricorrente scetticismo riguardo alla capacità delle opere contemporanee di trasformare l’entusiasmo per la prima assoluta in una presenza costante e reale nella programmazione.

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“Paganini Genova Festival”, un ottobre all’insegna del grande violinista

Genova. Diciassette concerti, quattordici conferenze e incontri, una giornata di studio, visite guidate nei luoghi paganiniani, cene a tema, persino un gioco per le scuole dedicato all’illustre violinista. Questi i numeri del “Paganini Genova Festival” giunto alla sua terza edizione e che si svolgerà a Genova dal 4 al 27 ottobre prossimo con un prologo e un epilogo in Regione.

La manifestazione nasce da un accordo fra Regione Liguria, Comune di Genova, Fondazione Teatro Carlo Felice, Fondazione Hruby, Conservatorio “Niccolò Paganini” e Associazione “Amici di Paganini” (quest’ultima incaricata ad agire come “braccio” operativo).

Il Festival è stato realizzato con il sostegno della Compagnia di San Paolo (Maggior sostenitore) nell’ambito dell’edizione 2019 del bando “Performing Arts”. Con il Paganini Genova Festival, l’Associazione Amici di Paganini è entrata a far parte di PERFORMING +, un progetto per il triennio 2018-2020 lanciato dalla Compagnia di San Paolo e dalla Fondazione Piemonte dal Vivo con la collaborazione dell’Osservatorio Culturale del Piemonte, che ha l’obiettivo di rafforzare le competenze della comunità di soggetti non profit operanti nello spettacolo dal vivo in Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta.

Obbiettivo del Festival divulgare la conoscenza della personalità artistica e umana di Paganini affrontato da varie angolazioni e a vari livelli di approfondimenti.

La III edizione propone non a caso diversi filoni, utili al pubblico per orientarsi nell’ampio programma. Alcuni incontri, ad esempio sono raggruppati sotto il titolo “Paganini per tutti”: una serie di appuntamenti finalizzati a spiegare l’artista sul piano biografico, tecnico-violinistico, o nel rapporto con il suo tempo. “Paganini young” mette insieme invece alcuni appuntamenti pensati e realizzati da un gruppo di soci giovani, diplomati e diplomandi, che da quest’anno collaboreranno con l’Associazione: nella Maratona Paganini (6 ottobre) si ascolteranno musiche paganiniane, ma non solo e saranno coinvolti artisti classici accanto a jazzisti e a artisti del festival “Electropark”.

Vale la pena, a questo proposito sottolineare la partecipazione di varie associazioni e istituzioni che hanno consentito di creare una vera e propria rete nel nome di Paganini: dalla Giovine Orchestra Genovese alle “Vie del Barocco”, dall’Associazione “Amici del Carlo Felice e del Conservatorio” al “Soroptimist”, senza dimenticare il Festival Paganini di Parma e il Festival Paganini di Carro.

Gli aspetti più rigorosamente scientifici saranno tratti invece nella “Giornata di studi” (26 ottobre) che vuole essere un prologo alla rinascita del Centro di Studi Internazionali su Paganini sulla quale si sta lavorando.

Il cartellone, come nelle passate edizioni, è articolato in due sezioni. La prima “Genova città di Paganini” occupa la prima parte di ottobre (dal 4 al 18), mentre la seconda “Hommage a Paganini” si svolge dal 21 al 27 ottobre.

In quest’ultima settimana arriveranno ben quattro vincitori del Premio Paganini: Ning Feng (2006), ospite al Carlo Felice della stagione della Giovine Orchestra Genovese, Bin Huang (1994), Giovanni Angeleri (1997), Mengla Huang (2002), ospite della stagione sinfonica del Carlo Felice. Il 27, serata clou nel giorno della nascita di Paganini, sarà Francesca Dego a suonare il “Cannone” al Carlo Felice, accompagnata dall’Orchestra del Teatro.

Per la prima volta, poi, quest’anno il Festival uscirà da Genova: sono infatti previsti tre concerti in Regione, a Carro (3 agosto), a Savona (18 ottobre) e a Chiavari (2 novembre).
Il Festival costituirà poi l’occasione per i turisti ma anche per i genovesi di visitare i luoghi paganiniani della città: sono infatti previste visite guidate in alcune giornate di ottobre.

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