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Roberta Finocchiaro live al Buscadero Day di Ternate

Ternate. Domenica 21 luglio la cantautrice catanese Roberta Finocchiaro si esibirà live in occasione del Buscadero Day al Parco Berrini di Ternate (ingresso libero).

Durante il live, Roberta suonerà alcuni brani tratti da “Something True”, il suo ultimo album di inediti registrato interamente a Memphis (Tennessee). Ad accompagnare la cantautrice sul palco Puccio Panettieri (batteria) e Pierpaolo Ranieri (basso).

“Something True” è stato registrato negli studi della storica famiglia di Sam Phillips a Memphis (Tennessee) ed è prodotto da David LaBruyere e Stephen Chopek, rispettivamente bassista e batterista che hanno accompagnato in tour e negli studi di registrazione John Mayer, e da Simona Virlinzi della Tillie Records. Il sound che troviamo nell’album è diviso tra il folk pop di Nashville e il Funk Soul di Memphis, entrambi suoni che arrivano da ispirazioni anni 70. L’album è disponibile negli store digitali, su tutte le piattaforme streaming e nei negozi tradizionali.

“Something True è un album sincero e delicato ma allo stesso tempo pieno di Groove – racconta Roberta – e rispecchia la mia essenza e l’anima musicale. Something True è l’essere consapevoli che le cose buone arrivano lentamente e con tanta pazienza mantenendo i piedi per terra. Questo album racconta una crescita, un percorso sincero e vero, il diario aperto di una musicista”.

Questa la tracklist dell’album: “Lies”, “Build my heart“, “Be myself”, “Something true”, “Leaf in a hurricane”, “Love changing“, “Paura“, “When I’m starting to love you”, “Honey tree”.

Roberta Finocchiaro è una chitarrista e cantautrice catanese. Fin da piccola coltiva la passione per la musica e a dieci anni inizia a suonare la chitarra e a scrivere le prime canzoni e in seguito impara a suonare anche il pianoforte. Nel dicembre 2014 Roberta viene notata dalla Tillie Records, etichetta discografica di Simona Virlinzi, sorella del produttore discografico catanese Francesco Virlinzi. A settembre 2016 pubblica il primo album “Foglie Di Carta”, dal genere pop/blues/folk e ispirato alle sonorità americane, che Roberta porta in giro per l’Italia con il mini tour “Foglie Di Carta Live”. A dicembre 2016 sale sul palco del Light Of Day (Italia) suonando con alcuni dei musicisti di Bruce Springsteen e il 7 dicembre 2016 apre l’ultima data del Tour “On” di Elisa. A settembre 2017 a Memphis (Tennessee) iniziano le registrazioni del suo secondo album che vanta la partecipazione di importanti musicisti americani tra cui il batterista Stephen Chopek e il bassista David LaBruyere, artisti che vantano collaborazioni live e in studio di registrazione con John Mayer, musicista preferito di Roberta. Nel dicembre 2017 Roberta vince il Fiat Music di Red Ronnie e si esibisce per la prima volta al Teatro Ariston di Sanremo. Nel gennaio 2018 si esibisce ad Asbury Park in occasione del Light Of Day (New Jersey). Nel dicembre 2018 esce l’album “Something True”.

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Ad Operaestate festival il ricordo dei valorosi partigiani di Bassano del Grappa

Bassano. Un uomo, un albero. Un albero, un martire. Dai lecci, testimoni silenziosi della pagina più drammatica della storia di Bassano del Grappa, usciranno voci sommesse che racconteranno le speranze, le idee, la rabbia e la desolazione di nove dei 31 partigiani impiccati dai nazifascisti il 26 settembre 1944. “Erano come foglie, nel vento” è il titolo dell’originale spettacolo che Guido Barbieri e Angela Chiofalo proporranno nello stesso luogo domenica 28 luglio in prima nazionale, produzione di Operaestate festival. A 75 anni dall’eccidio una “Spoon river” per ricordare, uno ad uno, i 31 giovani uccisi in uno dei punti più suggestivi e panoramici della città, Viale XX settembre, poi ribattezzato Viale dei Martiri. Nell’edizione che il festival dedica al tema “della civiltà e della partecipazione”, saranno proprio i cittadini di Bassano, città medaglia d’oro al valore militare per la Resistenza, a prestare la loro voce per dare vita a uno degli appuntamenti più commoventi in cartellone. Sui tronchi degli alberi sono appese da decenni targhe con i nomi e la data di morte delle vittime: ora dalle chiome echeggeranno le voci registrate di decine di volontari, che racconteranno, un frammento dopo l’altro, le storie dei martiri, ricostruite attraverso testimonianze, documenti e memorie. “Dalle targhe manca la data di nascita di quei ragazzi, cioè il percorso della loro breve esistenza. Ed è esattamente questo tragitto che vogliamo trarre dall’oblio – spiega Barbieri -.” Ogni anno si tiene una commemorazione ufficiale: mai prima d’ora, però, il ricordo della strage è stato tradotto nei linguaggi che per antica tradizione sono portatori di memoria: il teatro, la musica, le arti della parola. Lo “spettacolo” che abbiamo immaginato vuole dunque innanzitutto colmare questa assenza.” Un musicista per ogni albero alternerà ai brevi brani il suono del suo strumento: un flauto, un violoncello, un clarinetto. Viene in mente “Alle fronde dei salici” di Salvatore Quasimodo scritta per l’occupazione nazista di Milano. “Gli alberi sono rimasti intatti” – sottolinea Barbieri – nessuna revisione toponomastica gli ha potuti trasformare, sono rimasti immutabili e silenziosi testimoni di ciò che hanno visto. Forse per la semplice ragione che gli esseri vegetali invecchiano molto più lentamente degli esseri umani e a loro sopravvivono per decenni, per secoli, per millenni.”

L’autore definisce “Erano come foglie, nel vento” una via Crucis laica, “un pellegrinaggio che vuole innanzitutto restituire ai ragazzi impiccati quel pezzo di vita che non hanno potuto vivere, che una ingiustizia palese, evidente, flagrante ha strappato loro.” La partenza sarà da Porta delle Grazie, antico accesso alla città, accanto al quale sorge l’omonima Torre ora sede museale. Dalle finestre, tre cittadini bassanesi leggeranno una sorta di lapide sonora dedicata alle vittime, dando il via al pellegrinaggio attraverso le nove stazioni che ripercorreranno il tragitto del camion della morte che trasportava i condannati. A ogni albero i soldati tedeschi, coadiuvati dalle milizie fasciste, legavano un cappio in cui infilavano la testa della vittima. Poi il camion dava una brusca accelerata per fare cadere nel vuoto i corpi dei condannati. Alcuni di loro non morirono subito e furono tirati violentemente per i piedi per accelerare la fine. I cadaveri furono lasciati appesi per 24 ore, esposti a un forte vento che li faceva oscillare in modo macabro.

La processione terminerà nella vicina piazza del Castello degli Ezzelini, dove i musicisti e gli spettatori si raduneranno per ascoltare tre cori cittadini che canteranno la commovente “Signore delle cime”, composta dal Maestro Bepi De Marzi nel 1958. Ma il ricordo dei martiri non si spegnerà in quelle note: i testi di Guido Barbieri continueranno a essere riprodotti dalle chiome, simultaneamente, per tutta la notte, fino all’alba del giorno seguente, sullo sfondo delle montagne che i martiri videro per l’ultima volta prima di dire addio all’esistenza.

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Premio Nazionale Città di Loano: “Da Pasolini al Liscio”

Loano. Un’edizione di grandi omaggi con uno sguardo alla contemporaneità, dal “Canzoniere italiano” di Pier Paolo Pasolini al padre nobile del liscio “Secondo Casadei”: dal 22 al 26 luglio torna a Loano la quindicesima edizione del “Premio Nazionale Città di Loano” per la musica tradizionale italiana, organizzato dall’Associazione Compagnia dei Curiosi in collaborazione con l’Assessorato al Turismo e alla Cultura del Comune di Loano, con il contributo della Fondazione A. De Mari, di Nuovo Imaie (fondi dell’articolo 7 L. 93/92) e il patrocinio della Regione Liguria e dell’ANCI.

Il Premio Loano, principale appuntamento in Italia per la musica di tradizione, conferma per il 2019 la sua vocazione a raccontare la contemporaneità del folk italiano, di tutto quell’universo di musiche che – partendo dal revival della tradizione, dagli strumenti popolari, dalle forme espressive delle culture orali – sanno parlare alla contemporaneità e raccontare il mondo di oggi. È così in un arco simbolico alla ricerca dei molti significati di “musica popolare” – “Da Pasolini al liscio”, come recita il titolo di questa 15a edizione – che si sviluppa il programma del 2019, il secondo con la direzione artistica di Jacopo Tomatis.

Come è nella natura di “laboratorio permanente” del Premio Loano, ai consueti concerti serali nelle splendide location del lungomare di Loano (Spazio Culturale Orto Maccagli) e del Chiostro di Sant’Agostino, si affiancheranno gli appuntamenti pomeridiani con Il Premio incontra…, conversazioni in musica con musicisti e operatori culturali, dalle ore 18 presso i Giardini Nassiriya. Tra le novità di questa edizione, la suggestiva passeggiata al Rifugio “Pian delle Bosse” di Loano che terminerà con il concerto del massimo interprete in Italia di cornamusa Fabio Rinaudo; e il concerto “dopocena” con “La Banda della Ricetta”, un originale spettacolo in cui si canta del buon cibo, con il cibo, con un repertorio divertente e ben condito.

Principale novità dell’edizione 2019 è la produzione originale – che debutterà il 25 luglio, frutto di una residenza artistica a Loano – “LinguaMadre”: il “Canzoniere” di Pasolini, dedicata al “Canzoniere italiano” di Pier Paolo Pasolini, pionieristico progetto di raccolta di poesia popolare pubblicato per la prima volta nel 1955. A partire da questi materiali riscoperti da Pasolini – spesso “muti”, senza musica – quattro giovani musicisti costruiranno un percorso di rilettura e riscrittura, che mescolerà strumenti della tradizione ed elettronica, voci arcaiche e voci contemporanee. Seguendo il filo tematico della “madre” – come figura centrale di molta poesia popolare, e come lingua – la produzione ridarà suono e voce alle poesie raccolte da Pasolini, rileggendole nella contemporaneità, senza filologismi, alla luce di oltre cinquant’anni di musiche popolari. Per quest’operazione di “archeologia creativa”, sono stati scelti quattro tra i talenti più interessanti del nuovo folk italiano: il piemontese Duo Bottasso (vincitore del Premio Loano Giovani), la cantante friulana Elsa Martin, e il polistrumentista calabrese Davide Ambrogio.
“LinguaMadre”, oltre che rappresentare la perfetta incarnazione dello spirito che anima il Premio Loano, segna anche l’inizio della collaborazione con il Premio Andrea Parodi di Cagliari – già ospite nella scorsa edizione – e il festival Mare e Miniere, in Sardegna. La produzione, dopo la prima assoluta di Loano, verrà riproposta nei prossimi mesi.

A dare il via al festival lunedì 22 luglio, il primo appuntamento con il “Premio Incontra…”, che ospita – insieme con il giornalista Ciro De Rosa, i “Tre Martelli”, Premio alla Carriera 2019. Il gruppo alessandrino che ha saputo portare il folk revival piemontese sui palchi di tutto il mondo, superati i 40 di carriera, si racconterà in attesa del concerto della serata, alle 21.30. I “Tre Martelli” si ritireranno il Premio in una formazione allargata, spaziando tra canzoni e balli della tradizione.

Martedì 23 luglio “Premio incontra…” ospita Finisterre, storica etichetta di Erasmo Treglia, Premio alla Realtà Culturale 2019. Sarà l’occasione per ripercorrere (e ascoltare) le musiche di una delle label più influenti sulla scena folk-world italiana, in compagnia del giornalista Ciro De Rosa.
A seguire, ci si trasferirà sul Lungomare alle 20.30 per il concerto “dopocena” con “La Banda della Ricetta”: un concerto-performance dedicato alla cucina tradizionale, quello del quartetto tutto al femminile composto da Clara Graziano, Valentina Ferraiuolo, Teresa Spagnuolo e Carla Tutino. Nel corso della serata, Erasmo Treglia ritirerà il Premio alla Realtà Culturale 2019 per Finisterre.
La serata proseguirà alle 22 con il concerto di Raffaello Simeoni, premiato da una giuria di oltre 50 giornalisti specializzati e studiosi per il miglior album 2018, presenta il suo Orfeo incantastorie accompagnato da un’ampia formazione di musicisti.

Mercoledì 24 luglio il “Premio Incontra” diventa itinerante con una camminata al Rifugio “Pian delle Bosse”, in collaborazione con il C.A.I. di Loano. Ad accogliere il pubblico il concerto di Fabio Rinaudo, dedicato alla scoperta e all’approfondimento di uno degli strumenti principe della musica italiana di tradizione. Segue apericena a cura del Rifugio.
La sera alle ore 21.30 il Premio si trasferirà negli spazi più raccolti del Chiostro di Sant’Agostino per il concerto-spettacolo di Mauro Palmas “Palma de Sols”, affascinante viaggio tra la Sardegna e il Mediterraneo condotto dalla mandola del leader, con l’organo di Alessandro Foresti, le percussioni di Andrea Ruggeri, il basso di Silvano Lobina, il clarinetto e sax di Marco Argiolas e la voce di Simonetta Soro.

Giovedì 25 luglio è invece la giornata dedicata al “Canzoniere italiano” di Pier Paolo Pasolini: si comincia alle 18.00 con la presentazione della produzione originale” LinguaMadre”: il “Canzoniere” di Pasolini. A conversare con Jacopo Tomatis, oltre ai musicisti coinvolti, il giornalista Enrico de Angelis e Domenico Ferraro, editore, studioso e operatore culturale.
A partire dalle 20.00, in collaborazione con la Fondazione CEIS – che nell’ex convento gestisce il centro di accoglienza per richiedenti asilo – sarà proposto l’apericena etnico con degustazione di piatti tipici dei paesi di provenienza dei ragazzi ospitati.
A seguire, si terrà lo spettacolo “LinguaMadre” con il Duo Bottasso (organetto, violino, tromba), Davide Ambrogio (chitarra, lira, percussioni, voce) ed Elsa Martin (voce). Aprono la serata alle ore 21.30 il Duo Bottasso con il sound designer Simone Sims Longo, vincitori del Premio Loano Giovani per il miglior album con Biserta e altre storie, un affascinante racconto sonoro della Tunisia contemporanea. I tre musicisti ritireranno il Premio finanziato da Nuovo Imaie con i fondi dell’articolo 7 L. 93/92.

Il Premio chiude in bellezza venerdì 26 luglio, con un giornata dedicata al liscio e al suo padre nobile, Secondo Casadei. Ad animare “Il Premio incontra” del pomeriggio sarà infatti Riccarda Casadei, figlia di Secondo e responsabile di Casadei Sonora, la vera erede della grande tradizione della musica da ballo romagnola. Converseranno con lei Jacopo Tomatis e il giornalista Pierfrancesco Pacoda.
A partire dalle 20.00, invece, la centralissima Piazza Italia ospiterà la serata finale del Premio, una vera festa popolare con balli, attività per bambini e adulti, circo, laboratori di strumenti musicali, di recupero e giocoleria. Il tutto in attesa, alle 22, del gran concerto finale di Extraliscio, il “Buena Vista Social Club” del liscio romagnolo, super gruppo del liscio più contemporaneo e “post-moderno”, che tiene insieme musicisti come Moreno “il Biondo” Conficconi, già con Orchestra Casadei e Orchestra Grande Evento, Mauro Ferrara (Orchestra Grande Evento), e Mirco Mariani (Saluti da Saturno, Vinicio Capossela). Media Partner del festival: Blogfoolk, Giornale della musica, Radio Popolare.

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Al Teatro dell’Opera “La traviata” nell’allestimento ispirato alla “Dolce Vita” di Fellini

Roma. La stagione estiva del Teatro dell’Opera di Roma prosegue con un’altra opera di Verdi: dopo l’”Aida” inaugurale torna in scena “La traviata”, che ha avuto grande successo la scorsa estate, da venerdì 19 luglio fino all’8 agosto (ore 21.00), ambientata nell’atmosfera della “Dolce Vita” felliniana dal regista Lorenzo Mariani. Sul podio, alla direzione dell’Orchestra dell’Opera di Roma, Manlio Benzi, al suo primo impegno con la Fondazione capitolina.

Nella lettura di Mariani il dramma di Violetta Valery non si svolge nella Parigi di metà Ottocento ma nel mondo immaginario del cinema Anni ’60 in un omaggio alla Roma felliniana. “Durante la lettura de La Dame aux camélias di Alexandre Dumas – spiega il regista – a volte ero talmente scosso da non riuscire a continuarla, ed è stato proprio chiedendomi come avrei potuto dipingere un mondo così privo di speranza che ho pensato alla Dolce vita di Fellini; quel film è un ritratto spietato della Roma e dell’Italia di fine anni Cinquanta”. A trasportarci in questa atmosfera saranno i costumi di Silvia Aymonino, le scene di Alessandro Camera, le luci di Roberto Venturi e i video di Fabio Iaquone e Luca Attilii. Luciano Cannito firma i movimenti coreografici.

Nel ruolo della protagonista canteranno Francesca Dotto e Valentina Varriale (8 agosto) talento emerso, quest’ultima, dalla prima edizione del progetto “Fabbrica” Young Artist Program del Teatro dell’Opera. Gli altri personaggi del libretto di Francesco Maria Piave avranno le voci di Alessandro Scotto di Luzio (Alfredo), Marcello Rosiello (Giorgio Germont), Roberto Accurso (Barone Douphol), Domenico Colaianni (Marchese D’Obigny) e Graziano Dallavalle (Dottor Grenvil). In scena anche i talenti della seconda edizione del progetto “Fabbrica” YAP, attualmente in corso: Irida Dragoti (Flora Bervoix), Rafaela Albuquerque (Annina) e Murat Can Güvem (Gastone). Il Coro del Teatro dell’Opera di Roma è diretto dal Maestro Roberto Gabbiani.

Dopo la prima di venerdì 19 luglio, “La traviata” verrà replicata martedì 23 e sabato 27 luglio; venerdì 2 e giovedì 8 agosto, sempre alle ore 21.00.

L’appuntamento con la “Lezione di Opera” su “La traviata”, tenuta sempre dal maestro Giovanni Bietti, è venerdì 19 luglio alle Terme di Caracalla alle ore 19.15.

I biglietti per la stagione estiva 2019 sono in vendita presso la biglietteria e sul sito del Teatro dell’Opera di Roma.

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Mimmo Locasciulli e Luca Carboni protagonisti di “Aspettando naturalmente il pianoforte”

Pratovecchio Stia. Torna da venerdì 19 a domenica 21 luglio “Aspettando naturalmente pianoforte”, l’evento fatto di musica, incontri e appuntamenti che ha luogo nella suggestiva cornice di Pratovecchio Stia, nel cuore del Casentino e del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi.

L’evento è organizzato dall’Associazione Culturale PratoVeteri di Pratovecchio Stia, in collaborazione con il Comune, l’Ente Parco ed altri Enti ed Aziende Casentinesi.

Nella serata di venerdì 19 luglio il cantautore e pianista abruzzese Mimmo Locasciulli si esibirà in Piazza Paolo Uccello (ore 21.30) all’interno dello “Spazio Tasto 89”, il progetto Alternanza Scuola-Lavoro con gli studenti del Liceo Scientifico di Poppi, sostenuto dall’associazione di liberi professionisti ed imprenditori “Prospettiva Casentino” (ingresso gratuito).

Mentre l’ormai tradizionale “Concerto all’alba” di domenica 21 (ore 4.45) presso la Pieve di Romena è affidato ad Alessandra Celletti, celebre pianista e compositrice romana, che ha suonato in tutto il mondo (ingresso libero).

Tra gli artisti che si esibiranno ad “Aspettando Naturalmente Pianoforte 2020”, sarà Luca Carboni il protagonista, nel concerto di sabato 20 luglio in Piazza Jacopo Landino (ore 21.00) – biglietti disponibili su Ticketone): l’artista bolognese si esibirà in un concerto unico per voce e pianoforte, una tappa speciale del suo “Sputnik Tour”, e sarà accompagnato dal pianista Fulvio Ferrari Biguzzi. A seguito del suo concerto dedicato alla Luna e all’anniversario dell’allunaggio, Carboni terrà inoltre un incontro con Enzo Gentile, Direttore Artistico della manifestazione.

L’Associazione ‘PratoVeteri’ è l’organizzatore di “Naturalmente Pianoforte”, la kermesse pianistica biennale, con la Direzione Artistica di Enzo Gentile (giornalista, critico musicale e docente universitario), che si prefigge di sviluppare un progetto di socialità e comunicazione attraverso la musica. Tra concerti, workshop, improvvisazioni, grandi professionisti e semplici amatori, il Casentino ribadisce la sua attitudine di luogo dedito all’ospitalità e all’incontro, crocevia di artisti, appassionati e semplici curiosi del turismo culturale.

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Bis dell’Orchestra del Teatro di San Carlo diretta da Juraj Valčuha al Ravello Festival

Ravello. Il concerto inaugurale del cartellone sinfonico della 67esima edizione del Ravello Festival è stato segnato dall’omaggio a Richard Wagner e a Giuseppe Martucci, fortemente legati il primo a Ravello e il secondo a Napoli. In pedana l’Orchestra del Teatro di San Carlo diretta da Juraj Valčuha, che a distanza di meno di 20 giorni torna sul Belvedere di Villa Rufolo (giovedì 18 luglio ore 20), con un programma totalmente diverso che prevede “la Suite” dal balletto “la Strada” di Nino Rota, “la Suite” di “Star Wars” di John Williams e il poema sinfonico per orchestra “An American in Paris” di George Gershwin.
“Musica da film” diremmo noi ma ormai l’etichetta ha ancora motivo di esistere?
La musica di Nino Rota “è musica senza virgolette e, perciò, tale da poter restituire i sentimenti – grandi o piccoli – nella loro immediata spontaneità” così Federico Fellini sintetizzava i temi captati da Rota: “nostalgie, rimorsi, rimpianti, la favola dell’innocenza tradita, la speranza di una vita limpida fatta di fiduciosi rapporti, e l’impossibilità o il tradimento di tutto questo”.
Rota si perfezionò fra il 1930 e il 1933 al Curtis Institute di Philadelphia, proprio negli anni in cui la popolarità di George Gershwin era all’apice, avendo portato il jazz sinfonico con lavori come la “Rapsody in blue” e il raffinato poema sinfonico “An American in Paris” sulla ribalta mondiale.
Solo in anni recenti sono cadute le diffidenze che vedevano i compositori di colonne sonore, come Rota, o di musical come “Gershwin”, presi poco sul serio come compositori in senso lato. Addirittura oggi le colonne sonore sono oggetto di ammirazione come un genere musicale a pieno titolo. Fra i compositori americani contemporanei un posto di primo piano spetta a John Williams, creatore di geniali collaborazioni con Steven Spielberg e delle musiche per la più celebre saga fantascientifica a cavallo fra Ventesimo e Ventunesimo secolo, la saga di “Guerre stellari” del regista George Lucas, da cui ha tratto una suite nel 2005 e che completa il programma del concerto.

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Il Ravello Festival e Città della Scienza omaggiano i 50 anni dell’allunaggio

Ravello. Il cartellone della 67esima edizione del Ravello Festival propone due appuntamenti speciali organizzati in collaborazione della Città della Scienza di Napoli. Due incontri di grande attualità interattivi con il pubblico.
Martedì 16 luglio (ore 21) sul Belvedere di Villa Rufolo il primo di questi, con un omaggio all’allunaggio di cui quest’anno ricorre il cinquantenario. Quella che si presta a vivere la Città della Musica è una serata di osservazione del cielo con una maratona notturna di musica, poesia e telescopi.
50 anni fa, il 20 luglio 1969, l’umanità toccava, per la prima volta nella sua breve storia, un corpo celeste che non fosse la Terra. Quando il piede di Neil Armstrong toccò il suolo lunare – seguito da Buzz Aldrin, mentre il terzo membro della spedizione, Michael Collins, controllava il modulo di comando Columbia – i tantissimi che in tutto il mondo seguivano quello straordinario momento in TV sognavano, insieme, un mondo e un futuro nuovi. Il Ravello Festival vuole ricordare quell’avvenimento memorabile con una serata a metà strada tra scienza e spettacolo. Sul palco si alterneranno, infatti, protagonisti e linguaggi diversi ma tra loro complementari: Valerio Rossi Albertini, fisico, ricercatore del CNR e noto divulgatore scientifico, ci racconterà e ricorderà quella pietra miliare della storia umana; Mario Merola, pianista e fisico, interpreterà grazie ad autori come Scarlatti, Debussy, Chopin e altri la nostra relazione, anche emozionale, con la Luna; infine, gli esperti di AstroCampania Associazione – Osservatorio Astronomico Salvatore di Giacomo ci faranno ammirare la Luna e il cielo, al telescopio, in una notte d’estate.

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Presentata la Stagione 2019-2020 del Teatro Carlo Felice di Genova

Genova. Il Teatro Carlo Felice ha presentato la Stagione 2019-2020, che prevede un programma di opere del grande repertorio lirico e novità assolute: in programma 8 Opere, 1 Balletto, 1 Musical e 14 appuntamenti della Stagione Sinfonica.
In apertura di Stagione, dopo il già citato “Marco Polo”, “Aggiungi un posto a tavola”, la celeberrima Commedia musicale di Garinei e Giovannini su musiche di Armando Trovajoli, a conferma dell’attenzione che il Teatro Carlo Felice riserva al musical da alcuni anni a questa parte. La prima opera in cartellone sarà “Il trovatore” di Giuseppe Verdi, titolo dal forte valore simbolico per Genova, dato che aveva inaugurato nel 1991 il nuovo Teatro; lo spettacolo, in memoria del Maestro Peter Maag nel centenario della sua nascita, sarà diretto da Andrea Battistoni, Direttore Principale del Teatro Carlo Felice, in un nuovo allestimento della Fondazione con la regia di Marina Bianchi. A dicembre sarà la volta de “La bohème” di Giacomo Puccini con la regia di Augusto Fornari, le scene e i costumi coloratissimi di Francesco Musante, diretta di nuovo da Battistoni, seguita dal tradizionale appuntamento natalizio con la danza, che quest’anno prevede la deliziosa e brillante “Cenerentola” di Prokof’ev nella spettacolare versione del Balletto sul ghiaccio di San Pietroburgo.
A gennaio ritorna l’opera con “Il barbiere di Siviglia”, con la regia di Alfonso Antoniozzi in una messa in scena che rinnova lo storico allestimento del Teatro Carlo Felice del marzo 1992 progettato da Emanuele Luzzati. A febbraio seguirà “Adriana Lecouvreur”, la raffinata opera di Francesco Cilea, con la straordinaria partecipazione di Barbara Frittoli nel ruolo della protagonista e di Marcelo Álvarez nel ruolo di Maurizio di Sassonia. A marzo sarà la volta di “Un ballo in maschera” di Verdi nell’allestimento del Teatro di Piacenza – Teatro Alighieri di Ravenna – Teatro Comunale di Ferrara con la regia di Leo Nucci, che vedrà il ritorno di Ludovic Tézier (nel ruolo di Renato), dopo il grande successo riscontrato la scorsa stagione nel Simon Boccanegra, e del soprano Tatiana Serjan per la prima volta al Teatro Carlo Felice. A seguire “Anna Bolena” di Gaetano Donizetti, allestimento in coproduzione Fondazione Teatro Carlo Felice e Teatro Regio di Parma con la regia di Alfonso Antoniozzi, le scene e il video design di Monica Manganelli, opera che conclude la trilogia donizettiana delle regine Tudor iniziata con Roberto Devereux (2016) e proseguita con “Maria Stuarda” (2017). A maggio ritorna “Turandot” di Puccini nello storico allestimento del Teatro Carlo Felice con la regia dell’intramontabile Giuliano Montaldo, spettacolo che da sempre riscuote un enorme successo; protagoniste femminili, Anna Pirozzi (Turandot) e Desirée Rancatore (Liù). Ultimo titolo in cartellone, “Manon Lescaut”, ancora di Puccini, allestimento in coproduzione Teatro Carlo Felice – Teatro San Carlo – Teatro Liceu di Barcellona – Palau de les Arts de Valencia, con la regia firmata da Davide Livermore, come sempre originale e visivamente coinvolgente; nel ruolo della protagonista, un soprano amatissimo dal pubblico genovese, Maria Josè Siri.

La Stagione Sinfonica prevede 14 appuntamenti. Si aprirà venerdì 11 ottobre con un concerto con protagonista, come violino solista e direttore, il grande virtuoso Sergej Krylov, che interpreterà il meraviglioso concerto per violino di Mendelssohn e dirigerà l’Orchestra del Teatro Carlo Felice nella celebre Sinfonia “Dal nuovo mondo” di Dvořák. Seguono due appuntamenti da non perdere, i concerti celebrativi di Niccolò Paganini, parte integrante del Paganini Genova Festival (con il Teatro Carlo Felice membro del Comitato Organizzatore, iniziativa frutto della collaborazione tra il Comune di Genova, la Fondazione Enzo Hruby, il Conservatorio Niccolò Paganini e l’Associazione Amici di Paganini): il concerto del 25 ottobre, con un altro straordinario violinista, Mengla Huang (Premio Paganini 2002), e quello del 27 ottobre, con direttore Alpesh Chauhan (sul podio anche il 17 ottobre) e Francesca Dego che suonerà il Cannone, il violino appartenuto a Paganini. Originale la successiva proposta del 19 novembre, con Andrea Battistoni, l’Orchestra del Teatro Carlo Felice e il Pat Metheny Trio (inizio ore 21). Torna poi l’irresistibile Janoska Ensemble (nel tradizionale concerto di capodanno di mercoledì 1° gennaio – ore 16.00). Il 10 gennaio è la volta della straordinaria Mariella Devia, che interpreterà un capolavoro della vocalità del Novecento, Les Illuminations di Britten, direttore Jonathan Webb. Il grande direttore russo Vladimir Fedoseyev è il protagonista del successivo concerto (31 gennaio), tutto dedicato a Čajkovskij, con la presenza al pianoforte di Ivan Bessonov. Il 28 febbraio Andrea Battistoni affianca il trascinante violoncellista Mischa Maisky, solista nel celebre concerto di Dvořák. Il 27 marzo Hartmut Haenchen dirige un capolavoro assoluto, la “Sinfonia n. 5” di Mahler. Nel “Concerto di Pasqua” (3 aprile) Andriy Yurkevych concerta il delicato e commovente “Requiem” di Fauré, insieme a una preziosa rarità, la “Suite n. 4” di Massenet. L’8 maggio, l’atteso ritorno a Genova di Daniel Oren, con Gabriele Carcano solista al pianoforte nel concerto “Imperatore” di Beethoven. Ancora un capolavoro di Mahler il 15 maggio, “Das Lied von der Erde”, direttore Hartmut Haenchen (impegnato anche nell’”Incompiuta” di Schubert), solisti Eve-Maud Hubeaux (mezzosoprano) e Gregory Kunde (tenore). La Stagione Sinfonica si conclude il 5 giungo con Andrea Battistoni sul podio e il primo flauto dell’Orchestra del Teatro Carlo Felice, Francesco Loi, come solista, in un programma che, oltre a brani di Mascagni e Kachaturian, prevede anche la prima esecuzione assoluta di un lavoro dello stesso Battistoni, commissionato dal Teatro Carlo Felice, “Serenata per Baron Corvo”.
L’Assessore alla Cultura del Comune di Genova Barbara Grosso dichiara : «Per Genova sarà una stagione musicale all’insegna del grande repertorio lirico, ma non mancheranno le novità – commenta l’assessore alle Politiche culturali del Comune, Barbara Grosso – Un cartellone importante per un teatro che si colloca ai primi posti a livello nazionale, con opere che spaziano dalla musica lirica, alla sinfonica, al balletto e che riscuoteranno senza dubbio un grande successo di pubblico e di critica».
“Tra ritorni graditi e novità assolute il Teatro Carlo Felice presenta una stagione di qualità, con grandi interpreti. – commenta Ilaria Cavo, assessore alla Cultura di Regione Liguria – 8 opere, 1 balletto, 1 musical e 14 appuntamenti legati alla Stagione Sinfonica sono numeri importanti che concorrono a creare un nuovo palinsesto per un teatro che deve puntare ad aumentare sempre di più il numero delle serate in cui il sipario si alza. Sarà una stagione che darà un forte sguardo alla storia di questo teatro: sia con la prima opera in cartellone, ‘Il trovatore’ di Giuseppe Verdi, che inaugurò il nuovo Teatro nel 1991, sia con ‘Il barbiere di Siviglia’, che debutterà a gennaio, rinnovando lo storico allestimento del 1992 progettato da Emanuele Luzzati; la dimostrazione che con la forza della propria storia si possa guardare al futuro con fiducia. Ci si affaccia alla nuova stagione anche con l’entusiasmo di successi e segnali positivi della stagione che si è appena conclusa: lo sblocco dell’ultima tranche della legge Bray per quanto riguarda l’aspetto finanziario, il successo della trasferta a San Pietroburgo e l’accompagnamento di grandi della musica ai parchi di Nervi, per quanto riguarda le produzioni: sentire Francesco De Gregori, Carmen Consoli, Il Volo, Neri Marcoré & Gnu Quartet sulle note della nostra orchestra è stata la dimostrazione di come i musicisti del Carlo Felice possano fare la differenza. È stata entusiasmante anche l’esibizione alla Mariinsky Concert Hall di San Pietroburgo, con brani di Rossini, Cimarosa e Paganini, e non è un caso se nella prossima stagione si esibirà con il cannone di Niccolò Paganini la stessa Francesca Dego che ha incantato al teatro russo, un passaggio di testimone ideale tra la stagione che si chiude e quella che si apre nel segno dell’apertura e della valorizzazione dei giovani e della grande musica, in un teatro che ora può essere meno un problema e più una risorsa”.

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Monica Guerritore e Giovanni Nuti interpretano i versi di Alda Merini

Roma. Uno spettacolo folle e commovente che unisce per la prima volta sul palco due grandi interpreti dello spettacolo e della musica: Monica Guerritore e il cantante e musicista Giovanni Nuti.

“… Mentre rubavo la vita…!”: è il concerto esclusivo sul palco di Villa Ada – Roma incontra il mondo martedì 16 luglio in cui i due artisti cantano, accompagnati da una band di sei elementi, gli appassionati, dolorosi e ironici versi della grande Alda Merini.

Dopo essere andata in scena col musical End of the Rainbow dedicato a Judy Garland, Monica Guerritore stupisce ancora una volta il suo pubblico con un’ora appassionante di immagini, parole, musica e passione. “Nessuna donna resta indifferente davanti alla forza, all’energia libera, vitale, colorata, sensuale di Alda Merini – dice Guerritore –. La musica di Nuti rende travolgenti i suoi testi. Io stessa ne rimango stupita. Al pubblico piacerà enormemente: ballerà, riderà e piangerà insieme a noi!”.

Nuti, che firma anche le musiche dello spettacolo, ha avuto una collaborazione unica e irripetibile, durata 16 anni, con la grande poetessa, che lei stessa amava definire un “matrimonio artistico”. “Solo un’artista eclettica e sensibile come Monica può trasmettere a pieno l’intensità, il carattere, l’ironia, lo struggimento, la magica follia di una personalità immensa come quella di Alda Merini – dice Nuti –. Sentirla per la prima volta cantare i suoi versi sulle mie note è stato emozionante”.

Nato da un’idea di Rossella Martini, lo spettacolo è prodotto da Paolo Recalcati per Sagapò Music, con la regia e il disegno luci di Mimma Nocelli. I componenti della band sono José Orlando Luciano, (pianoforte e tastiere), Massimo Germini (chitarra) e Simone Rossetti Bazzaro (violino), Emiliano Oreste Cava (percussioni e batteria). Il fonico di sala è Max Capellini.

Lo spettacolo “…Mentre rubavo la vita…!” – dopo un’anticipazione in due importanti rassegne estive (Asti Teatro Festival e La Versiliana) – è in tour dallo scorso autunno nelle principali città italiane.

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L’Orchestra “Luigi Cherubini” diretta da Jean Efflam Bavouzet al Ravello Festival

Ravello. La programmazione sinfonica della 67esima edizione del Ravello Festival arriva al suo terzo appuntamento. Domenica 14 luglio (ore 20) sul Belvedere di Villa Rufolo salirà l’Orchestra Giovanile “Luigi Cherubini” diretta dal pluripremiato direttore e pianista Jean Efflam Bavouzet.
La formazione, creatura del Maestro Riccardo Muti, fresca della partecipazione al “concerto europeo” al Teatro di Erode Attico di Atene dove si è unita a giovani musicisti di alcune delle più attive orchestre greche incantando oltre 5.000 persone, approda nella Città della Musica guidata da uno dei pianisti francesi più importanti e quotati della sua generazione.
A Ravello Bavouzet vestirà i panni sia del direttore che del solista nel Concerto per pianoforte e orchestra in mi bemolle maggiore K. 449 e nel Concerto per pianoforte e orchestra in re minore K. 466 di Mozart. Il programma si completerà poi con la sinfonia de “Il matrimonio segret”o di Domenico Cimarosa e con l’ouverture delle “Nozze di Figaro” sempre di Mozart. Questa scelta ci ricorda come al tempo della loro creazione l’opera del compositore di Aversa fosse accolta a Vienna da un successo che Mozart per le sue Nozze avrebbe invano desiderato. Le Nozze infatti, furono riconosciute come un capolavoro solo durante le repliche, quando scomparvero gli zittii di “certi ragazzacci prezzolati” che dalla galleria avevano disturbato la “prima”.
Vale la pena ricordare che La Cherubini è formata da giovani strumentisti, tutti sotto i trent’anni provenienti da ogni regione italiana, selezionati attraverso centinaia di audizioni da una commissione costituita dalle prime parti di prestigiose orchestre europee e presieduta dallo stesso Muti. Secondo uno spirito che imprime all’orchestra la dinamicità di un continuo rinnovamento, i musicisti restano in orchestra per un solo triennio, terminato il quale molti di loro hanno l’opportunità di trovare una propria collocazione nelle migliori orchestre mondiali.

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