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Il Teatro No’hma regala agli spettatori il live della band Katalena

Lubiana. Per causa di forza maggiore, considerato il crescente numero dei contagi in tutta Europa, la folk rock band Katalena, che avrebbe dovuto esibirsi in diretta esclusiva per lo Spazio Teatro No’hma dalla Slovenia, si è vista costretta ad annullare il concerto in programma il prossimo 1 e 2 aprile per l’XI edizione del Premio Internazionale.
Ciononostante, il Teatro No’hma ha deciso, d’accordo con la compagnia slovena, di rendere disponibile online il video inedito del concerto tenuto da Katalena nel 2018 a Lubiana. “Per il pubblico sarà sufficiente collegarsi, alle ore 21 di mercoledì 1 e giovedì 2 aprile, sul sito www.nohma.org oppure sul canale Youtube Teatro No’hma”, spiega la Presidente Livia Pomodoro.
Katalena propone una combinazione di musica tradizionale e moderni arrangiamenti rock, funk e blues. In patria sono considerati un vero e proprio fenomeno: nel giro di 17 anni la band ha pubblicato sette album, tutti accolti molto bene dalla critica, e tenuto concerti in tutto il mondo, da New York fino a Tel Aviv.
Al termine del concerto – come da sempre avviene in occasione del Premio Internazionale – gli spettatori potranno esprimere il proprio giudizio sulla performance, compilando un semplice questionario presente sul sito www.nohma.org nella pagina dedicata all’evento Katalena. In questo modo verrà inoltre salvaguardata la partecipazione della band slovena alla XI Edizione del Premio Internazionale.

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Il mondo della musica attraverso gli occhi di un artista: Pietro Di Bianco si racconta

Padula. Ci sono amici che percorrono con noi un lungo tratto di strada condividendo anni salienti della nostra vita. Capita, poi, che si giunga ad un bivio e che le scelte personali di ognuno portino questi amici a seguire percorsi differenti, distanti, pur senza intaccare l’affetto e la stima, anzi, rafforzando entrambi nel corso del tempo.
Chi scrive ha vissuto un’esperienza molto simile con un caro amico che incontra di rado ma del quale segue con viva partecipazione e sincera gioia la straordinaria carriera che lo vede protagonista da oltre un decennio. Sto parlando di Pietro Di Bianco, musicista e basso baritono di origini padulesi che con tenacia, duro lavoro ed eclettismo è riuscito a conquistarsi un ruolo chiave nel panorama artistico europeo ed internazionale. L’ho raggiunto telefonicamente per un’intervista a cuore aperto e, nel corso di questa bellissima chiacchierata, mi ha raccontato come vive da artista questo particolare periodo storico che stiamo attraversando.

Pietro Di Bianco studia pianoforte presso il Conservatorio di Salerno e si perfeziona all’Accademia di Santa Cecilia. Il suo amore per il canto nasce all’età di 24 anni e nel 2009 si diploma al Conservatorio de L’Aquila con Anna Vandi. Si perfeziona all’Accademia del Rossini Opera Festival (ROF) con Alberto Zedda, all’OperaStudio dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia con Renata Scotto, con Raina Kabaivanska all’Accademia Chigiana di Siena, alla nuova Università Bulgara di Sofia e con Rockwell Blake all’Accademia della Voce di Torino.
Nel 2012 fa il suo debutto in Francia al Festival Pierre Cardin con il ruolo di Leporello nel “Don Giovanni” di Mozart.
Sempre nel 2012 viene ammesso all’Atelier Lyrique de l’Opéra di Parigi dove tre anni dopo vince il premio AROP (Association Pour Le Rayonnement de l’Opéra National de Paris) come miglior artista 2015 dell’Atelier Lyrique. Negli anni seguenti canta al Teatro Petruzzelli di Bari ne “Il cappello di paglia di Firenze” di Nino Rota nel ruolo di Beaupertuis, al Teatro Coccia di Novara ne “Il viaggio a Reims” di Rossini nel ruolo di Don Profondo ed è Hidraot nell ”Armide” di Lully al Festwochen der Alten Musik di Innsbruck; ancora, canta all’Opéra Bastille ne “Il Barbiere di Siviglia” e ne “Il turco in Italia” interpreta il ruolo di Selim al Landestheater di Salisburgo; è invitato poi al Festival di Wexford in Irlanda per la “Vanessa” di Barber e “Il campanello” di Donizetti. Canta alla Filarmonica di Berlino per un concerto di Radio Klassik e debutta Gaudenzio ne “Il signor Bruschino” di Rossini con l’Orchestre National de l’Ile de France con il direttore Enrique Mazzola; canta nuovamente Don Profondo in Germania a Lubecca e Kiel. Collabora per la creazione “La gazza ladra” di Rossini al Teatro alla Scala di Milano.
Il 2019 è segnato dal debutto negli USA al Minnesota Opera House per interpretare Beaupertuis.

Hai calcato palchi di prestigio internazionale, ci piacerebbe sapere se c’è una performance in particolare che ti è rimasta nel cuore e perché?

Tra le tante produzioni fatte quella che più mi è rimasta impressa è stata “Le convenienze ed inconvenienze teatrali ossia Viva la mamma” di Donizetti creata a Lione nel 2017. Quest’opera buffa poco conosciuta è stata rilanciata da Laurent Pelly, uno dei più grandi registi al mondo del momento. Il mio ruolo è quello di Biscroma (maestro concertante di una compagnia di cantanti dilettanti di un teatro di provincia di Lodi ) e Pelly è genialmente riuscito a cucirmi addosso questa parte; un giorno, infatti, mi sentì suonare il pianoforte prima dell’inizio delle prove…gli si accese così la lampadina per arricchire drammaturgicamente il ruolo! Grazie a Laurent Pelly ho potuto così dimostrare le mie qualità pianistiche oltre a quelle canore; tant’è vero che molti passaggi destinati all’orchestra sono stati affidati a me suonandoli al pianoforte così da rendere decisamente più verosimile il personaggio. “Viva la mamma” dopo l’Opera di Lione è stata riallestita al Grand Opéra di Ginevra e, nel 2021, al Teatro Real di Madrid.

Immaginiamo che ogni personaggio che interpreti richieda una lunga ed accurata preparazione: ci spieghi in cosa consiste il tuo lavoro dagli inizi fino alla messa in scena?

Il cantante impara il ruolo affidatogli con un pianista accompagnatore… di solito, essendo io stesso pianista, lo preparo autonomamente e solo verso la fine vado dallo spartitista per un check finale del lavoro fatto a casa. Sì arriva al primo giorno di prova con il ruolo a memoria, le prime delle quali sono le “musicali” con il direttore d’orchestra. Si ha un quadro generale della struttura musicale di tutto lo spartito scegliendo i tempi e le interpretazioni più adatte ad ogni solista. Successivamente, se si tratta di una creazione, l’intero team composto dal direttore d’orchestra, dal regista, dal direttore di palco, dal costumista, dallo scenografo e dal direttore delle luci presenta il progetto a tutto il cast. Si mostra un plastico in scala ridotta del palcoscenico e il regista prende la parola per la spiegazione del progetto. Il costumista, dal canto suo, mostra i bozzetti dei costumi di ogni atto che vengono assegnati ai cantanti. Lo scenografo, invece, spiegherà il perché delle scelte effettuate ed i cambi di scena speculari alla trama. Si inizia così a montare la regia ed è il lavoro più lungo che richiede settimane.
Alla fine delle prove di regia ci sono le prove generali, prima delle quali è la “prova generale piano o Antepiano” dove si prova trucco, parrucco, luci, scene, direzione dei cantanti senza orchestra. Poi c’è la cosiddetta prova “italiana” o “Sitzprobe”, ossia il primo incontro o prova musicale generale con il direttore d’orchestra, tutto il cast e il coro.
Le “scena – orchestra” sono le prove dedicate all’orchestra: sono fondamentali perché i cantanti hanno l’opportunità di prendere i punti di riferimento nevralgici per il corretto coordinamento tempi orchestrali e azione. Questo è l’ultimo momento di revisione affinché il melodramma (musica e azione) prenda la sua forma definitiva. Si arriva finalmente alla pregenerale, la prima delle due prove finali di tutto lo spettacolo. L’ultimo step è la prova generale (alcuni teatri la chiamano anteprima) che è uno spettacolo vero e proprio con o senza pubblico “invitato” dagli artisti, personale tecnico del teatro o dalle maestranze. A volte si apre anche alle scuole. Due giorni dopo è il momento che tutti attendono : La Prima! Se lo spettacolo è una creazione allora agli applausi finali si uniranno ai cantanti, il regista, il costumista, lo scenografo e direttore delle luci. E la magia è fatta!

La pandemia causata dal coronavirus ha messo in ginocchio ogni settore lavorativo ma il mondo della cultura e dello spettacolo è quello che sta risentendo maggiormente di questa battuta d’arresto. In quanto artista come stai vivendo questo periodo?

Alcuni teatri stanno mettendo il personale tecnico in cassa integrazione. Un serio problema sussiste anche per noi artisti. Un esempio: io ho rinunciato a un’audizione che avrei dovuto sostenere il 14 marzo perché il rischio legato al coronavirus era già evidente. A maggio ho una “Petite Messe Solennelle” di Rossini ma sono sicuro che salterà; a settembre dovrei essere al Teatro Grande di Brescia per la “Fanciulla del West” di Puccini…spero che la situazione migliori! Un abbraccio fraterno va a questa meravigliosa città che sta vivendo momenti fortemente drammatici! In questo periodo di quarantena approfitto per studiare per i miei prossimi impegni 2020-2021: “La fanciulla del West” di Puccini, “La cambiale di matrimonio” al Teatro La Fenice di Venezia, la “Bohème” di Puccini al Teatro San Carlo di Napoli.

Vivi da diversi anni a Parigi e sappiamo che sei tornato in Italia alcune settimane fa, prima che l’Italia venisse stretta in questa morsa. Che notizie ti arrivano dalla Francia? I tuoi amici e i tuoi colleghi come stanno vivendo questo particolare momento storico?

La Francia è in ritardo di 11 giorni rispetto a noi: prima di partire da Parigi lo scorso 2 marzo non c’era alcun sentore e la vita si svolgeva regolarmente. L’allarme è scattato diversi giorni dopo, quando il Presidente Macron ha annunciato la quarantena…anche se, contraddittoriamente, il giorno prima che questa avesse inizio si sono svolte le elezioni comunali di alcune città tra cui la capitale Parigi…no comment! E pensa che i mercati rionali sono stati chiusi solo pochi giorni fa restringendo finalmente gli assembramenti. Per giunta, siccome a Parigi la densità demografica è elevatissima, molti sono costretti a vivere la quarantena in pochi metri quadrati: si tratta delle famose chambre de bonne, stanze dormitorio un tempo destinate alle cameriere…capisci bene che vivere in queste condizioni è al limite della sopportazione. Così, io mi ritengo fortunato e privilegiato nel poter trascorrere questo terribile momento a casa mia a Padula!

Pensi che quando tutto sarà finito l’approccio nei confronti della cultura subirà qualche modifica?

Sicuramente ci sarà un cambiamento globale anche se ancora ignoriamo come e quando avverrà; infatti, come ha sottolineato il Presidente Conte, questa è la più grande crisi dopo la Seconda Guerra Mondiale!
Quando questa emergenza sarà terminata, (spero al più presto), le attenzioni saranno rivolte a ciò che è essenziale per l’intera società. Dunque, mi auguro che la cultura tutta non passi in secondo piano. Ciò che ci attanaglia è il dubbio, l’incognito, ma sono convinto che con la volontà di tutti e l’amore per questo meraviglioso Paese che è la nostra Italia sapremo ricostruire una società più unita e ancora più forte!

 

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“7 donne – AcCanto a te”, Rai3 ripropone i live delle grandi artiste italiane

Roma. Da oggi arriva su Rai3 “7 donne – AcCanto a te”, sette appuntamenti per rivivere i concerti di Fiorella Mannoia, Emma, Alessandra Amoroso, Giorgia, Elisa, Gianna Nannini e Laura Pausini. Sette artiste impegnate nella battaglia contro la violenza sulle donne, in onda, alle 23.15.
In questi giorni così difficili per il mondo intero, nei quali dobbiamo restare tutti a casa per una causa comune, arginare il coronavirus, l’emergenza femminile non si arresta ma diventa un’emergenza nell’emergenza. Per tenere sempre alta l’attenzione su una tematica così importante, le sette grandi artiste del panorama musicale italiano portano la loro musica nelle nostre case.
“7 donne – AcCanto a te” è, infatti, un modo per sentirci tutti più vicini grazie alla musica, e ancor di più, una manifestazione di solidarietà e affetto verso tutte quelle donne vittime di violenza che in questi giorni sono costrette a restare tra le mura domestiche e per le quali “casa” non vuol dire un posto sicuro. I sette appuntamenti con sono previsti cadenza settimanale o bisettimanale fino alla fine di aprile.
Si parte questa sera con la messa in onda del primo live: il meglio del concerto evento di Fiorella Mannoia all’Arena di Verona nel 2017 in occasione del suo “Combattente – Il Tour”. Nel live, le più grandi canzoni che hanno segnato la carriera della cantante, come “Quello che le donne non dicono”, “Come si cambia”, “Sally”, oltre ai successi del suo penultimo album “Combattente”, tra cui l’omonimo brano (“perché chi lotta per qualcosa non avrà mai perso”) che parla della forza di reagire, o ancora “Nessuna Conseguenza”, che affronta il tema della violenza psicologica sulle donne e della loro capacità di uscirne e di rinascere.

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Ferzan Ozpetek firma la regia del video “Ho amato tutto”

Roma. Nato dalla ventennale amicizia tra due grandi artisti come Tosca e Ferzan Ozpetek, da giovedì 19 marzo è online su VEVO il video di “Ho amato tutto”, il brano scritto e arrangiato da Pietro Cantarelli con cui la cantante ha partecipato all’ultima edizione del festival di Sanremo lo scorso febbraio.

Ispirato a un quadro di Edward Hopper del 1939, “New York Movie”, che raffigura una donna in piedi, profondamente assorta in una sala semivuota, il video è prodotto da Leave Music e Officina Teatrale, in associazione con 39films e con il supporto di Roma Lazio Film Commission. Un piccolo gioiello cinematografico scritto e realizzato dal regista italo-turco che ci comunica un’atmosfera surreale e sospesa incredibilmente vicina a quanto sta accadendo nella vita di tutti noi, pur essendo stato ideato molti giorni prima dell’emergenza sanitaria mondiale.

Un teatro vuoto, un microfono. Tosca sola sul palco esegue la sua canzone mentre le raffinate immagini create da Ozpetek sottolineano la forza e l’intensità delle parole di un addio, dei ricordi di chi tira una linea e fa un bilancio di tutte le cose che sono state fatte, nel bene e nel male. “Aspettavo un’occasione per collaborare con Ferzan e la magia di questo brano ha fatto tutto”, racconta Tosca. “Volevamo raccontare la solitudine e la bellezza dell’amare tutto, di quanto sia totalizzante e pericoloso amare senza limiti, tanto che si è soli, di troppo amore. Tutto questo avveniva un mese fa, non eravamo ancora in emergenza Covid19. Una casualità incredibile… Oggi, quel teatro vuoto, simbolo dell’incomunicabilità del donarsi all’amore assume un altro senso. Un senso profondo, ancestrale, pieno di significato”.

E aggiunge: “Il mio ringraziamento più grande va a Ferzan per questo piccolo prezioso capolavoro. Credo sia giusto in questo momento riempire idealmente quella platea vuota con la musica e con tutte le emozioni che l’arte può darci. Siamo sospesi e nella sospensione nutriamoci di tutto quello che ci può far stare bene. Spero che questo video sia un attimo di distrazione, una piccola carezza in un momento cosi complicato. Sono certa che torneremo presto a riempire quelle sale, torneremo ad abbracciarci!”.

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La Rai e il Teatro alla Scala portano in tv la grande musica

Milano. La Rai e il Teatro alla Scala rinnovano la loro storica collaborazione per portare opera, balletti e concerti nelle case di tutti gli italiani attraverso la tv e il web, nelle settimane in cui i teatri sono chiusi a causa dell’emergenza sanitaria.
Grazie a un accordo con il teatro milanese, Rai Cultura trasmetterà sul suo canale televisivo Rai5 e sul portale web RaiPlay un totale di 30 spettacoli prodotti dal Teatro alla Scala, la maggior parte dei quali proposti per la prima volta sul web, che si aggiungono agli altri titoli scaligeri già inseriti nella programmazione televisiva.
Si tratta di un importante impegno congiunto della Rai e del Teatro milanese per permettere a tutti gli appassionati, costretti in casa dalle di misure di sicurezza, di accedere gratuitamente a una selezione dei migliori spettacoli scaligeri degli ultimi anni. Il Sovrintendente Dominique Meyer, il Direttore Musicale Riccardo Chailly, l’Orchestra, il Coro, il Corpo di ballo e tutti i lavoratori del teatro vogliono grazie alla collaborazione con la Rai mantenere vivo il contatto con il pubblico che li ha seguiti con affetto in sala e sui media, e contribuire a riempire di musica e di bellezza le drammatiche settimane di isolamento che tutti stiamo vivendo.

A partire da lunedì 23 marzo, sul sito Rai Play, sarà proposto un titolo d’opera o un concerto ogni giorno della settimana, per un intero mese, fino al 21 aprile, e ognuno resterà disponibile on demand per trenta giorni. Tra i grandi titoli proposti anche molte delle inaugurazioni delle ultime stagioni dirette da Riccardo Chailly, come “Giovanna d’Arco” e “Attila” di Verdi, “Andrea Chénier” di Giordano, “Madama Butterfly” di Puccini. Nel complesso sono programmati otto titoli diretti dal Maestro Chailly: un percorso completo attraverso il progetto di riscoperta e rivalutazione dell’opera di Giacomo Puccini, ma anche del Belcanto e del Verismo, con particolare attenzione alle opere eseguite alla Scala per la prima volta.
Il panorama delle inaugurazioni di Stagione comprende anche “La traviata” e “Don Carlo” dirette da Daniele Gatti e “Fidelio” di Beethoven diretto da Daniel Barenboim. I 7 dicembre hanno già conquistato l’entusiasmo del pubblico televisivo grazie alle dirette Rai che nel corso degli ultimi anni hanno visto crescere audience e gradimento, e ora potranno essere goduti online da casa, in qualunque momento nell’arco di tempo di un mese.

A inaugurare il ciclo lunedì 23 marzo sarà “La gazza ladra” di Gioachino Rossini, interpretata dal Direttore musicale del Teatro alla Scala Riccardo Chailly con la regia del premio Oscar Gabriele Salvatores. La prima settimana di programmazione prosegue con “I masnadieri” di Giuseppe Verdi diretti da Michele Mariotti con la regia di David McVicar (in programma da martedì 24 marzo); “Orfeo” di Claudio Monteverdi diretto da Rinaldo Alessandrini con la regia di Robert Wilson (dal 25 marzo); “Götterdämmerung” (Il crepuscolo degli dei) di Richard Wagner diretto da Daniel Barenboim con la regia di Guy Cassiers (dal 26 marzo); il balletto “La bella addormentata” di Pëtr Il’ič Čajkovskij con la coreografia di Rudolph Nureyev e la partecipazione dell’étoile Polina Semionova (dal 27 marzo); “Fin de partie”, l’unica opera di György Kurtág che è stata commissionata dalla Scala e presentata in prima assoluta con la direzione di Markus Stenz e la regia di Pierre Audi (dal 28 marzo); e “Il viaggio a Reims” di Rossini diretto da Ottavio Dantone con la regia di Luca Ronconi di cui ricorrono i 5 anni dalla scomparsa (dal 29 marzo).

Dal lunedì 6 aprile poi, per quattro settimane, l’offerta arriverà anche in Tv, su Rai5, sempre con cadenza quotidiana: dal lunedì al venerdì alle 10 del mattino andrà in onda un titolo ogni giorno, con l’eccezione del mercoledì, quando all’offerta mattutina si aggiungerà uno spettacolo serale, in onda alle 22.15.
La prima settimana si aprirà con il celebre dittico formato da “Pagliacci” di Ruggero Leoncavallo e “Cavalleria rusticana” di Pietro Mascagni, con la direzione di Daniel Harding e la regia di Mario Martone.
A seguire, martedì 7 aprile, “Il viaggio a Reims” di Gioachino Rossini diretto da Ottavio Dantone con la regia di Luca Ronconi.
Mercoledì 8 aprile la doppia offerta vede in onda alle 10 “Simon Boccanegra” di Giuseppe Verdi diretto da Daniel Barenboim con la regia di Federico Tiezzi, e alle 22.15 “Turandot” di Giacomo Puccini diretta il 1°maggio 2015 in occasione dell’inaugurazione di Expo Milano da Riccardo Chailly, con la regia di Nikolaus Lehnhoff.
La settimana si chiuderà con “Die entführing aus dem serail” (Il ratto dal serraglio) di Wolfgang Amadeus Mozart nel leggendario allestimento di Giorgio Strehler diretto da Zubin Mehta (giovedì 9 aprile) e con “Nabucco” di Giuseppe Verdi, diretto da Nicola Luisotti con la regia di Daniele Abbado (venerdì 10 aprile).

L’eccezionale offerta di spettacoli della Scala va ad aggiungersi al già ricco palinsesto musicale di Rai5, che in questo periodo offre concerti e opere tutti i giorni, dal lunedì al venerdì dalle 18 alle 20, oltre che nei tradizionali spazi dedicati del giovedì in prima serata – ore 21.15 – e della domenica mattina alle 10.
Anche in questi sono presenti diversi spettacoli della Scala: martedì 24 marzo alle 18 andrà in onda “Il cappello di paglia” di Firenze di Nino Rota, con la direzione di Bruno Campanella e la regia di Pierluigi Pizzi, andato in scena nel 1999.
Giovedì 26 marzo, sempre alle 18, è la volta del balletto “Sogno di una notte di mezza estate”, con la coreografia di Balanchine e le étoiles Alessandra Ferri, Roberto Bolle e Massimo Murru.
Venerdì 27 marzo alla stessa ora tocca a “Salome” di Richard Strauss diretta da Daniel Harding con la regia di Luc Bondy del 2007.
La settimana successiva, giovedì 2 aprile, sempre su Rai5 e sempre alle 18, va in onda il balletto “La bayadère” di Ludwig Minkus con Svetlana Zacharova e Roberto Bolle, insieme al Corpo di ballo del Teatro alla Scala.

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“Sarebbe questo il mondo” è il nuovo singolo di Zucchero

Milano. Scritto e composto da Zucchero, “Sarebbe questo il mondo” è un brano volutamente in controtendenza ed un’analisi disincantata del mondo attuale, talvolta distante da ciò che si sogna quando si è bambini, ma è comunque il mondo in cui viviamo e abbiamo il dovere di renderlo migliore. Di riscoprirne la bellezza, la genuinità, la natura… che tutto crea e tutto circonda.

“Sarebbe questo il mondo” è una piccola “rapsodia” – racconta Zucchero – un brano scritto di getto, spontaneamente, sulla scia dei mie ricordi d’infanzia, di mio padre, del mondo sognante e ricco di semplicità in cui sono cresciuto. Un invito a guarire questo mondo un po’ ammalato, a ritrovare la sua genuinità, fermare l’omologazione, e riscoprire i rapporti umani in tutta la loro bellezza, semplicità e verità.

Speriamo che il sacrificio che stiamo facendo tutti in questo momento, ognuno nelle proprie case, ci conceda il tempo per fermarci un attimo dalla corsa incessante contro il tempo e ci faccia comprendere davvero quanto sia importante riscoprire il valore delle piccole cose, la vera sostanza dell’essere umano”.

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“Didn’t I” è il nuovo singolo degli OneRepublic

Milano. Gli ONEREPUBLIC, tra i più prolifici hitmaker in circolazione, hanno pubblicato venerdì il loro nuovo singolo “DIDN’T I”, inedito che farà parte del nuovo album “HUMAN”, disponibile in tutto il mondo dall’8 maggio.

“DIDN’T I”, già Top50 nelle radio italiane, è stato scritto da Ryan Tedder, Brent Kutzle, Zach Skelton, James Abrahart e Kygo. Ryan Tedder e Brent Kutzle lo hanno prodotto e John Nathaniel lo ha coprodotto.

Il singolo è accompagnato da un video visibile qui https://youtu.be/OPGtpO1g_jk che è stato diretto da Christian Lamb, già al lavoro con la band per i video “RESCUE ME” e “WANTED”.

Il nuovo album “HUMAN”, scritto in buona parte in Italia (come ha raccontato Ryan Tedder sui suoi social), conterrà oltre a “DIDN’T I” anche i brani “Rescue Me” (già Platino in Italia), “Somebody To Love”e “Wanted”.

ONEREPUBLIC (Ryan Tedder – voce, basso, chitarra acustica, pianoforte, tastiera, sintetizzatore, tamburello, Zach Filkins – voce, chitarra, viola, violino, Eddie Fisher – batteria e percussioni, Drew Brown – chitarra, basso, tastiera, xilofono, cori e Brent Kutzle – basso, violoncello, violino, tastiera, sintetizzatori, programmazioni) hanno pubblicato il loro disco di debutto “Dreaming Out Loud” nel 2007. Nel disco era contenuta “Apologize”, brano che ha ottenuto da subito un successo mondiale sia di vendite che di airplay ottenendo anche una nomination ai Grammy e oltre 10 milioni di download e “Stop and Stare”, altro successo mondiale. Il secondo album “Waking Up” del 2009 conteneva i successi “All the Right Moves”, “Secrets” e “Good Life”.
Il terzo album “NATIVE” arriva nel marzo 2013. Il disco ha debuttato alla posizione #4 della classifica americana e ha venduto più di 5 milioni di copie nel mondo. In “Native” erano contenuti i singoli di successo “If I Lose Myself” (disco d’ORO in Italia), “Feel Again”, “Love Runs Out” (certificato PLATINO in Italia), “I Lived” (certificato PLATINO in Italia e in vetta alla classifica radio) e “Counting Stars”, singolo che ha raggiunto la posizione #1 in 54 paesi vendendo oltre 33 milioni di copie, certificato 3 volte PLATINO in Italia).
Il loro precedente album “OH MY MY” è uscito nell’autunno del 2016 debuttando al #3 posto della Billboard Top 200 Album chart. L’album contiene le hit “Wherever I Go” (certificato 2 volte PLATINO in Italia) “Kids” (disco d’ORO in Italia) e “Let’s Hurt Tonight”, quest’ultima canzone Colonna Sonora del film COLLATERAL BEAUTY (https://youtu.be/8wGN7D03Nho) e certificato PLATINO in Italia oltre a “Start Again” (inserito nella colonna sonora della serie di Netflix 13 Reason e che è stato pubblicato in Italia in collaborazione con il rapper Vegas Jones) e “Connection” (brano scelto da FCA per la campagna mondiale della Jeep).

Il frontman Ryan Tedder porta avanti con successo una carriera di autore e produttore grazie alla quale si è aggiudicato anche un Grammy. Tra le sue collaborazioni quella con Taylor Swift (per il disco dell’artista dell’anno “1989”), Adele (per l’album “21” che ha ottenuto un Grammy come disco dell’anno), Beyoncé (Halo), U2 (per il disco “Songs of Innocence”), Ellie Goulding, Maroon 5, Leona Lewis (per i successi “Bleeding Love”, “Happy”), Stevie Wonder e Ariana Grande (“Faith” tratto dalla OST del cartoon SING), Camila Cabello, Kygo, James Arthur, Hailee Steinfeld e Paul McCartney e molti altri.

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#musicalmenteinsieme, il Teatro Carlo Felice aderisce all’iniziativa

Genova. “Il Teatro Carlo Felice resta vicino al suo pubblico anche nella distanza imposta dall’emergenza coronavirus”. Si è espresso così il Sovrintendente Claudio Orazi riassumendo lo spirito dell’iniziativa #musicalmenteinsieme, grazie alla quale la fondazione lirico-sinfonica genovese, attingendo al proprio ricco e prestigioso archivio video, porterà la grande musica operistica, sinfonica e il balletto dentro le case di tutti. Si tratta di una decisione condivisa con il Consiglio di indirizzo della Fondazione. Il Sovrintendente Orazi coglie altresì l’occasione per ringraziare tutti i lavoratori della Fondazione che in queste ore stanno osservando con grande responsabilità l’evolvere della situazione e le conseguenti decisioni da prendere.
Le trasmissioni saranno proposte a orario fisso (ore 20:00) con cadenza quotidiana, secondo un palinsesto che verrà comunicato ogni settimana via social, e saranno introdotte da un saluto del Sovrintendente e di un testimonial dello spettacolo. Lo scorso 12 marzo è andato in onda “Simon Boccanegra” di Giuseppe Verdi, andato in scena nel febbraio 2019 con la direzione di Andriy Yurkevich e la regia di Andrea De Rosa; interpreti: Ludovic Tézier (Simon Boccanegra), Francesco Meli (Gabriele Adorno), Vittoria Yeo (Amelia Grimaldi), Giorgio Giuseppini (Jacopo Fiesco). Gli spettacoli saranno visibili sui canali facebook Teatro Carlo Felice, Streaming Teatro Carlo Felice-TCF web TV e sul sito www.streamingcarlofelice.com.

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Tre nuovi appuntamenti con la web tv del Teatro Massimo di Palermo

Palermo. Un gran numero di visualizzazioni ha accolto la programmazione della web tv della Fondazione Teatro Massimo che prosegue nel segno della grande musica anche nel fine settimana. Collegandosi al sito del Teatro si potrà assistere da casa ad alcuni tra gli spettacoli e i concerti più belli prodotti negli ultimi anni e continuare a restare in contatto in un momento così difficile per l’intero paese. Da oggi a domenica 15 marzo si potrà riascoltare “Cavalleria Rusticana” di Mascagni o la “Nona Sinfonia” di Beethoven diretta da Zubin Mehta o farsi catturare da “Danza d’autore… Bolero”, con il Corpo di ballo del Teatro Massimo, collegandosi al sito: http://www.teatromassimo.it/teatro-massimo-tv-567/#sempreaperti.

Venerdì 13 marzo
“Cavalleria rusticana” di Pietro Mascagni, presentato a giugno 2018 sul palcoscenico del Teatro Massimo, ha visto il debutto italiano nel ruolo di Santuzza del mezzosoprano Sonia Ganassi. Sul podio Fabrizio Maria Carminati, la regia è di Marina Bianchi, scene e costumi di Francesco Zito. Nel cast anche Mura Karahan (Turiddu), Gevorg Hakobyan (Alfio) e Martina Belli (Lola).

Sabato 14 marzo
Una delle più grandi composizioni della storia della musica, la “Nona Sinfonia” di Beethoven, diretta da Zubin Mehta nel luglio 2017 al Teatro antico di Taormina. Orchestra e Coro del Teatro Massimo. Con il soprano Julianna Di Giacomo, il mezzosoprano Lilly Jørstad, il tenore Michael Schade e il basso Wilhelm Schwinghammer. Maestro del Coro Piero Monti.

Domenica 15 marzo
“Danza d’autore… Bolero”, la serata di danza che ha visto protagonista nell’estate 2019 il Corpo di ballo del Teatro Massimo al Teatro di Verdura. In apertura e chiusura due coreografie create da Valerio Longo: la prima “Plasma” su musica di Mauro De Pietri, un duo interpretato da Alessandro Cascioli ed Emilio Barone. A seguire tre momenti tratti da grandi balletti dell’Ottocento, “La bella addormentata”, di Pëtr Il’ič Čajkovskij, coreografia di Matteo Laveggi, interpreti Gianluca Mascia, Romina Leone e Michele Morelli; “Giselle” su musica di Adolphe Adam con la coreografia storica di Ricardo Nuñez, interpreti Linda Messina, Francesca Bellone, Giovanni Traetto e Diego Mulone; “Don Chisciotte”, su coreografia di Marius Petipa con la musica di Ludwig Minkus e i due solisti ospiti, Sara Renda, étoile dell’Opéra National di Bordeaux e Alessio Rezza, primo ballerino del Teatro dell’Opera di Roma. In chiusura il debutto di “Quadro Ravel” di Valerio Longo che parte dalle musiche di Maurice Ravel – dapprima le cinque favole della suite “Ma mère l’Oye” e poi il celebre “Bolero”. Sul podio dell’Orchestra del Teatro Massimo il direttore Simon Krečič.

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Chiara Civello in diretta streaming regala un concerto ai suoi fan

Milano. In tempi di immobilità forzata la musica ci muove e raggiunge ogni angolo del mondo! Domani, venerdì 13 marzo, Chiara Civello, la cantautrice italiana più cosmopolita, terrà il suo primo concerto in diretta streaming per supportare l’emergenza sanitaria cinese e italiana. L’evento sarà visibile in tutto il mondo dalle 14 (ora italiana) sui canali social dell’artista e sul sito del Blue Note China: https://vku.youku.com/live/ilproom?id=8053049.

Per Chiara Civello l’idea di realizzare un concerto in streaming nasce a febbraio, quando avrebbe dovuto esibirsi a Shangai e Beijing. Una volta annullati i concerti a causa dell’emergenza sanitaria in Cina, la cantautrice ha sentito la necessità di dimostrare il suo affetto al popolo cinese (e non solo) organizzando un live streaming per il sito del Blue Note China. La diretta sarà la prima del calendario del Blue Note China e l’unica ad esser stata pensata esclusivamente per la piattaforma.

“Domani farò il mio primo concerto live in streaming “from home – afferma Chiara Civello – Sarà il primo di una serie di momenti in cui potremo stare insieme, con la musica. Ci sono tanti modi per stare vicini in momenti difficili”.

Chiara Civello è una cantautrice romana la cui vita artistica si divide tra Italia, Stati Uniti e Brasile. Con sei dischi all’attivo e un passaggio a Sanremo, la sua musica potrebbe essere definita in una serie di ossimori: naturalmente sofisticata, globale e italiana. A Boston e New York si forma artisticamente ed entra in contatto con personaggi come Burt Bacharach e Tony Bennett, che la definirà la miglior cantante jazz della sua generazione. Inoltre, è stata la prima artista italiana a incidere per la leggendaria etichetta Verve. In Brasile trova un’altra casa collaborando con Gilberto Gil, Chico Buarque, Ana Carolina e tantissimi altri. Artista e donna avventurosa, ha metabolizzato le culture dei continenti che ha attraversato e oggi parla e canta in inglese, italiano, portoghese, spagnolo e francese. Attualmente sta lavorando a tre nuovi progetti discografici.

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