Category Archive Teatro e Danza

Proseguono gli appuntamenti con la webtv del Teatro Massimo

Palermo. Con la riproposizione delle più belle produzioni del Teatro Massimo degli ultimi anni ma anche con la creazione di proposte originali pensate ad hoc, prosegue la sempre più articolata programmazione della web tv del teatro, rivelatasi uno strumento di straordinaria efficacia nel mantenere vivo il rapporto con il pubblico. Giovedì 2 aprile si potrà rivedere “Le parole rubate”, l’opera d’inchiesta dei giornalisti Gery Palazzotto e Salvo Palazzolo interpretata dall’indimenticato Ennio Fantastichini con la regia di Giorgio Barberio Corsetti e le musiche di Marco Betta. Mentre venerdì 3 aprile sarà on line il capolavoro di Mozart “Il flauto magico” diretto nel 2015 da Roberto Andò con Gabriele Ferro sul podio. Sabato 4 e domenica 5 sarà inaugurato un nuovo format originale che prevede ogni fine settimana un percorso tematico diverso attraverso le arie d’opera. La prima puntata, dal titolo “Dieci sfumature di rosso”, è dedicata alle più belle arie d’opera che celebrano il vino. Dal brindisi per antonomasia del primo atto da “La traviata” di Verdi all’ “Aria dello champagne” del “Don Giovanni” di Mozart passando per il Donizetti dell’ “Elisir d’amore”, ovvero il magico bordeaux che dà il coraggio a Nemorino per affrontare la sua amata. Per chi volesse approfondire sono scaricabili dal sito anche i programmi di sala originali.
Basta collegarsi al sito http://www.teatromassimo.it/teatro-massimo-tv-567/.

Giovedì 2 aprile Gery Palazzotto introduce “Le parole rubate”, l’opera andata in scena al Teatro Massimo di Palermo il 23 maggio 2017, in occasione dei venticinque anni delle stragi del 1992. Scritta dai giornalisti Gery Palazzotto e Salvo Palazzolo, Le parole rubate è un’opera d’inchiesta interpretata da Ennio Fantastichini, con la regia di Giorgio Barberio Corsetti, le musiche di Marco Betta, l’Orchestra del Teatro Massimo diretta da Yoichi Sugiyama. Due oggetti in scena, simbolo dei più grandi misteri delle stragi del 1992: il computer di Giovanni Falcone, forse violato per trafugare i file più scottanti; la borsa vuota di Paolo Borsellino, priva dell’agenda rossa su cui il magistrato custodiva gli appunti più riservati.

Venerdì 3 aprile “Die Zauberflöte” di Wolfgang Amadeus Mozart, il singspiel in tedesco che racconta di come grazie a un flauto magico Tamino riesca a ottenere in sposa Pamina, figlia della regina della Notte. Con la regia di Roberto Andò e la direzione di Gabriele Ferro l’opera è andata in scena al Teatro Massimo di Palermo nel 2015, con Andrea Mastroni (Sarastro), Paolo Fanale (Tamino), Cornelia Goetz (Regina della Notte), Laura Giordano (Pamina) e Markus Werba (Papageno).

Sabato 4 e domenica 5 aprile “Dieci sfumature di rosso”: la WebTv del Teatro Massimo inaugura un nuovo appuntamento che prevede ogni fine settimana un percorso tematico. Si comincia con una puntata, a cura di Angela Fodale, dedicata al vino. “Dieci sfumature di rosso” sceglie alcuni momenti dalle opere andate in scena in questi anni al Teatro Massimo per raccontare come, cosa, quando, perché e con chi si beve nelle opere. Un percorso che dall’ “Elisir d’amore” di Donizetti arriva alla “Traviata” di Verdi, passando da Mascagni, Auber, Rossini, Mozart.

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Continua la programmazione on line del Teatro dell’Opera di Roma

Roma. Dopo le prime due settimane di Teatro digitale, che hanno fatto incrementare il numero dei visitatori del sito e dei canali social ufficiali del Teatro, l’Opera di Roma continua ad aderire alla campagna #iorestoacasa – rilanciata dal Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo – arricchendo la programmazione on line con una ampia selezione, a titolo gratuito, degli spettacoli più interessanti andati in scena negli ultimi anni, grazie anche alla preziosa collaborazione di Rai Cultura e alla piattaforma Rai Play.

“Il Teatro dell’Opera di Roma continua virtualmente la propria attività attraverso il Teatro digitale che ha già ottenuto oltre 600.000 visualizzazioni – dichiara la Sindaca Virginia Raggi, Presidente della Fondazione Teatro dell’Opera di Roma –. Migliaia di spettatori hanno potuto usufruire gratuitamente della programmazione on line che proseguirà anche nei prossimi giorni con una selezione straordinaria di produzioni internazionali. Il fascino dell’opera, del balletto, delle scenografie, dei costumi e della musica a portata di tutti visitando il sito e i canali social del Teatro. Una stagione con Puccini, Rossini, Wagner e Donizetti per un programma di prestigio a cui potremo assistere restando a casa. Ringrazio tutti coloro che hanno reso possibile la realizzazione di questa offerta culturale”.

Si riparte con l’opera che ha inaugurato la stagione 2016-17, “Tristan und Isolde” di Richard Wagner che ha segnato il debutto del maestro Daniele Gatti sul podio del Costanzi. L’allestimento, in coproduzione con Théâtre des Champs-Élysées di Parigi e De Nationale Opera di Amsterdam, ha la regia di Pierre Audi, le scene e i costumi di Christof Hetzer, le luci di Jean Kalman e i video di Anna Bertsch. Protagonisti del dramma wagneriano Andreas Schager (Tristan) e Rachel Nicholls (Isolde).

Giorni di programmazione: martedì 31 marzo e venerdì 3 aprile.

Il secondo titolo in programmazione è il balletto “Carmen”, la creazione di Jiří Bubeníček, noto in tutto il mondo per essere stato uno dei ballerini icona di John Neumeier, andata in scena in scena nel febbraio 2019. Accanto al ballerino statunitense Amar Ramasar che interpreta Don José, nel ruolo della gitana l’étoile Rebecca Bianchi. La creazione, fedele al testo di Prosper Mérimée, si svolge sulle note di Georges Bizet, Manuel de Falla, Isaac Albéniz, Mario Castelnuovo-Tedesco e Gabriele Bonolis.

Giorni di programmazione: mercoledì 1 e sabato 4 aprile.

Si prosegue con “La bohème”, uno dei titoli più amati di Giacomo Puccini. L’allestimento è quello andato in scena alle Terme di Caracalla nel 2015 con la regia di Davide Livermore, che firma anche scene, costumi e luci. In questa produzione, grazie a giochi di tecnologia, video mapping e proiezioni, famose opere d’arte dell’impressionismo francese, da Renoir a Monet, circondano i protagonisti immergendoli in un continuum pittorico. Dirige l’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma il maestro Paolo Arrivabeni. Nei ruoli principali: Serena Farnocchia, Abdellah Lasri e Julian Kim.

Giorni di programmazione: giovedì 2 e domenica 5 aprile.

Sarà possibile anche rivedere “Il viaggio a Reims” di Gioachino Rossini andato in scena al Teatro dell’Opera di Roma per la prima volta nel giugno 2017. Sul podio il maestro Stefano Montanari, mentre la regia è firmata da Damiano Michieletto che ambienta la storia di un gruppo di aristocratici che deve partire per andare all’incoronazione di Carlo X – composta da Rossini per celebrare il sovrano francese e andata in scena la prima volta al Théâtre Italien di Parigi nel 1825 – in un museo, tra personaggi reali e dipinti di Picasso, Keith Haring, Frida Kahlo.

Giorni di programmazione: martedì 7 e venerdì 10 aprile.

Segue la surreale e divertente edizione de “Il barbiere di Siviglia” con cui il Teatro Costanzi, nel febbraio 2016, ha celebrato il bicentenario della composizione del capolavoro di Gioachino Rossini con un nuovo allestimento, firmato dal regista Davide Livermore che immagina un viaggio nel tempo lungo appunto duecento anni, cambiando costumi e ambientazioni. La direzione dell’Orchestra dell’Opera di Roma è affidata al maestro Donato Renzetti con Chiara Amarù nel ruolo di Rosina e Edgardo Rocha in quello del Conte d’Almaviva.

Giorni di programmazione: mercoledì 8 e sabato 11 aprile.

Per concludere il sipario “digitale” del Teatro dell’Opera di Roma si alza sull’ultima regia di Luca Ronconi: “Lucia di Lammermoor”. Era la prima volta che il regista si confrontava con l’opera di Gaetano Donizetti. Il suo progetto è stato poi realizzato dai collaboratori storici Gianni Mantovanini (luci), Gabriele Mayer (costumi), Margherita Palli (scene), Ugo Tessitore (regia). Sul podio dell’Orchestra del Teatro il maestro Roberto Abbado. Nel ruolo di Lucia ascolteremo il soprano Jessica Pratt. Accanto a lei Stefano Secco e Marco Caria.

Giorni di programmazione: giovedì 9 e domenica 12 aprile.

Durante le settimane di programmazione, sarà anche possibile riascoltare interviste-video ai direttori, registi e interpreti. Per approfondire alcuni titoli, saranno on line anche i podcast delle “Lezioni di Opera” tenute da Giovanni Bietti. Lunedì 6 l’appuntamento è dedicato a “01Il viaggio a Reims”.

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Su Youtube alcuni tra gli spettacoli più belli del Teatro No’hma

Milano. In attesa di accogliere nuovamente il pubblico nelle proprie sale, lo Spazio Teatro No’hma Teresa Pomodoro rende disponibili online – sul sito e sul proprio canale Youtube – alcuni tra gli spettacoli più belli e significativi della sua storia, fino agli ultimi anni.

A partire oggi, ogni domenica alle 17.00 verrà pubblicato uno spettacolo tra quelli andati in scena al Teatro No’hma: prosa, danza, musica, rappresentazioni internazionali, iniziative particolari, come il Dono alla Città di Milano e il Folk Festival.

Si parte con “Wandissimamente vostra”, spettacolo musicale andato in scena la scorsa stagione che ripercorre la storia e la musica di Anna Menzio, la Divina, ultima grande diva del ‘900. Uno show scintillante che omaggia un genere teatrale e un mondo che ha lasciato tracce profonde nell’immaginario nazional-popolare italiano.

“Condivisione, solidarietà e partecipazione. Su questi principi, lo Spazio Teatro No’hma ha fondato negli anni la propria attività” sottolinea la Presidente Livia Pomodoro. “Mettere a disposizione della comunità il nostro patrimonio artistico è un altro passo verso la realizzazione di un “Teatro per tutti”, il cui accesso è legato sempre ed esclusivamente a passione e curiosità”.

Per scoprire i video che lo Spazio Teatro No’hma caricherà ogni settimana e rimanere aggiornato su tutte le novità, basta iscriversi alla newsletter dal sito www.nohma.org oppure seguire direttamente il canale Youtube “Teatro No’hma”.

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Il Teatro del LOTO ai tempi del Coronavirus: nuovi progetti e tanta energia per continuare a fare arte

Campobasso. Il Teatro del LOTO – Libero Opificio Teatrale Occidentale – fondato e diretto da Stefano Sabelli, per conto di TeatriMolisani cooperativa sociale, è da molti oggi indicato come il più bel piccolo Teatro d’Italia. Ospitato nel centro storico di Ferrazzano, caratteristico borgo a ridosso di Campobasso, si erge nella cornice in pietra bianca scalpellinata di Piazza Spensieri, incastonato fra Castello Carafa e Casa Spensieri, palazzo del ’700, sede del Municipio. Inaugurato il 24 novembre 2007 nell’ambito della “Settimana della Cultura d’impresa” di Confindustria, a cui hanno partecipato oltre 100 artisti, che si sono alternati sul suo palco per 24 ore, nasce dall’intuizione di recuperare e trasformare la vecchia Casa canonica, preesistente già dagli anni ’50. La prima ristrutturazione, durata circa 4 anni di lavori, finanziati in parte con fondi Comunitari, attraverso il POR Molise 2001/2007, è stata ispirata da principi di ergonomia e suggestioni Feng Shui, nel rispetto di tradizioni sceniche multiculturali, occidentali ed orientali.

Il nome LOTO, nella doppia assonanza di fiore simbolo delle filosofie orientali e acronimo di una nuova impresa culturale, occidentale, sì, ma con voglia di incontrare e contaminarsi con le tante culture del mondo, esprime al meglio la sua mission: divenire un centro di spettacolo dal vivo di valore europeo, dedito all’incontro di culture diverse e universali. Consapevole di operare da una posizione apparentemente più complessa e difficile, come quella di un borgo molisano, pur caratteristico, ma periferico, il LOTO ha sviluppato un’identità artistica e un’autonomia produttiva tale da qualificarlo come uno dei centri di cultura teatrale tra i più vivi e innovativi del Centro Sud interno.
La superficie totale del LOTO, articolata su tre livelli, è di circa 1000 mq coperti ristrutturati, cui si aggiungono altri 500 mq di terrazze che si aprono, con panorami mozzafiato, sui monti del Matese e dell’Appennino centrale, con una vista diffusa a 360° su ben quatto regioni centro meridionali: oltre al Molise, l’Abruzzo, la Puglia e la Campania, che col Molise confinano.

Grazie alla presenza del LOTO, nel 2012 il Comune di Ferrazzano è stato insignito del titolo di Bandiera arancione del Touring Club Italia, che lo qualifica fra i borghi interni d’eccellenza della penisola. La Compagnia stabile del LOTO è stata riconosciuta dal MIBAC (dal 2015) compagnia d’innovazione e per questo sostenuta dal FUS (Fondo Unico dello Spettacolo).

Nel 2018 Teatrimolisani ha deciso di capitalizzare l’esperienza pregressa ed ha acquisito l’intero immobile che ospita il Teatro del LOTO (con annesso il Bistrot). Dopo avere già promosso e realizzato la riqualificazione interna dell’ex Casa Canonica, ora grazie all’art bonus promuove la ricerca di fondi che consentiranno di riqualificare, con l’efficienza termica, il restauro architettonico esterno dell’intero immobile.

Incontriamo la Socia SIEDAS Stefania Tomaro, avvocato, consigliere di TEATRIMOLISANI, attualmente consulente senior presso E&Y con incarichi al Ministero degli Interni, e l’anima e il cuore di questo straordinario progetto culturale, il direttore artistico Stefano Sabelli, per farci raccontare l’impatto che il Coronavirus sta avendo su chi vive nel e per il teatro.

I teatri sono stati tra i primi a subire restrizioni. Qual è stata a reazione di partecipa alla vita del Teatro del LOTO?

La caratteristica principale del teatro del LOTO, che lo rende unico nel suo genere, è l’enorme vicinanza tra pubblico e attori; vuoi per la struttura stessa del Teatro, vuoi per la logica di gestione su cui è sempre stato impostato: garantire la massima vicinanza tra chi recita e chi ascolta. Il pubblico si mescola agli attori e viceversa. Tutte o quasi tutte le produzioni sono state impostate sempre su una logica del mescolare, integrare; integrare e mescolare generi (musica, parola, danza) luoghi (tanti gli spettacoli itineranti in luoghi anche non convenzionali, in teatro, ribaltando completamente la struttura della sala), linguaggi e così via. Vien da sé che il nostro pubblico, abituato più di altri a vivere da e con noi questa particolarità, si è trovato spaesato, ancor di più rispetto al pubblico tradizionale.

La situazione è destinata, come ormai è abbastanza chiaro, a prolungarsi nel tempo. Cosa avete pensato di realizzare per dare un senso di continuità alle attività artistiche del Teatro del LOTO?

Ci siamo già attivati per pubblicare periodicamente in misura integrale o parziale spettacoli di nostra produzione o spettacoli di artisti che sono passati al LOTO. Ma è evidente che sul lungo periodo occorrerà una “rivisitazione” del modulo creativo, da parte della nostra compagnia, e al contempo una “rivisitazione” del modello di partecipazione del pubblico. Dobbiamo iniziare dunque a porci domande a livello di sistema: come creare un’alternativa possibile? Possono convivere mondo digitale e linfa artistica? Come garantire la “sostenibilità” di un modello nuovo alternativo? Ad oggi la storia del passato e quella che stiamo scrivendo in queste ore ci riporta alcuni dati di fatto, insindacabili: il primo prende spunto dal teorema di Quarantelli, sociologo americano di cui tanto si è parlato nei giorni scorsi, specializzato nello studio delle reazioni ai disastri secondo cui peggiore è la situazione, migliori diventano le persone; gli eventi catastrofici tirano fuori dall’umanità il meglio. La solidarietà prevale sul conflitto. La società diventa più democratica. Svaniscono, almeno temporaneamente, le diseguaglianze e le distinzioni di classe. E questo sta accadendo. Il secondo elemento è frutto delle considerazioni che ormai in queste ore stanno prendendo sempre più forma: come contemperare, nel giusto modo, l’interesse primario alla tutela della salute pubblica, con l’interesse altresì primario al lavoro, alla tutela delle attività economiche che, soprattutto in particolari comparti (come quello teatrale), necessitano di sostegno, supporto economico e soprattutto di linfa vitale. Infine dobbiamo prendere tutti atto che questa è una crisi mondiale, senza precedenti e forme: ai tempi della guerra c’erano rifugi in cui si stava insieme, ammassati e si pregava per evitare le bombe. In questa situazione con le comodità di un tetto, non si soffre la fame, siamo di fronte ad uno schermo che, complice l’evoluzione digitale, ci illude di non farci rimanere soli. Ma attenzione, partendo dal presupposto, direi necessario, in base al quale è fondamentale capitalizzare questa profonda crisi, dobbiamo ora domandarci che forma può e deve assumere l’arte al servizio di un momento di solitudine e smarrimento senza precedenti. E soprattutto capire a quale modello dobbiamo aspirare quando tutto ciò finirà.

Quale è stata la prima reazione del vostro pubblico? Come hanno reagito i più affezionati spettatori delle vostre stagioni?

La prima reazione, quella registrata ancor prima dell’adozione del DPCM dei primi di marzo è stata di comprensione: si è capito che la necessità di chiudere le attività era collegata alla tutela della salute pubblica. Quando poi il Governo ha esteso le restrizioni a tutte le attività si è palesata, forse, la consapevolezza di un periodo ben più lungo rispetto a quello ipotizzato in un primo momento. La reazione è di una grande attesa per una nuova riapertura. Abbiamo tutti voglia di riabbracciarci e di guardarci negli occhi di fronte ad un palco vero.

Di questa situazione emergenziale, indubbiamente, rimarrà un ricordo molto forte alla ripresa della normalità: cosa pensate di portare, in positivo, nel futuro del Teatro del LOTO da questa esperienza?

Dobbiamo far tesoro di questi momenti: crediamo che l’unica via d’uscita sia la costruzione di un pensiero di comunità nuovo. Vorremmo fortemente che cambiassero i modelli di crescita e di socialità. Una considerazione poi d’obbligo: è un gran riflettere in questi giorni di quello che sarà e delle opportunità o, viceversa, dei baratri che si apriranno. Ma non dobbiamo mai dimenticarci che si riparte e si costruisce solo se si ripristinerà un valore fondamentale: la fiducia. E l’arte più che mai sarà chiamata a dare un contributo alla fiducia collettiva che definirà la nuova società.

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“The Handmaid’s Tale”, nuovo spettacolo in streaming per il Teatro No’hma

Roma. In diretta da Roma, l’attrice Viola Graziosi dà voce e corpo alle parole di Margaret Atwood, autrice del romanzo distopico “The Handmaid’s Tale”, ambientato in un futuro prossimo dove le donne sono sorvegliate e divise in categorie. Nessuna può disobbedire, pena la morte o la deportazione. Un “nuovo mondo” che attraverso le donne e il loro corpo cerca la sua legittimazione.
Una lettura scenica che verrà trasmessa in diretta streaming, dando così la possibilità al pubblico di seguire la performance da casa, senza bisogno di iscrizioni né password d’accesso. Per gli spettatori sarà sufficiente collegarsi, alle ore 21 di mercoledì 25 e giovedì 26 marzo, sul sito www.nohma.org o sul canale Youtube del Teatro No’hma.
“La cultura ci unisce, ancor di più in questo momento in cui siamo fisicamente distanti, e grazie a essa non ci sentiremo mai veramente soli” (Livia Pomodoro).

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Nuovi appuntamenti in streaming con il Teatro Carlo Felice di Genova

Genova. Quasi 550.000 collegamenti da 68 paesi: questi i dati dei primi dieci giorni di #musicalmenteinsieme, il ciclo di trasmissioni in streaming con cui il Teatro Carlo Felice di Genova continua a tenere vivo il rapporto con il proprio pubblico nonostante la chiusura obbligata dall’emergenza coronavirus.
Tutti i giorni, alle ore 20:00, sul sito https://www.streamingcarlofelice.com/, sulle pagine Facebook https://www.facebook.com/TeatroCarloFelice/ e https://www.facebook.com/TeatroCarloFelice/, e sul canale Youtube https://www.youtube.com/user/TeatroCarloFelice, si può assistere gratuitamente a opere, concerti e balletti tratti dall’archivio video del Teatro Carlo Felice. Le trasmissioni sono attualizzate da una presentazione ad hoc e precedute da un breve messaggio di saluto del Sovrintendente e/o di testimonial che parlano dello spettacolo. Di seguito, il palinsesto da oggi lunedì 23 marzo a domenica 29 marzo.

Teatro Carlo Felice – Palinsesto Streaming – Settimana dal 23 al 29 marzo:

Lunedì 23
Giacomo Puccini, “Tosca” (2-5-2019). Direttore: Valerio Galli. Regia: Andrea Cigni. Interpreti: Maria José Siri (Tosca), Diego Torre (Mario Cavaradossi), Alberto Gazale (Scarpia), John Paul Huckle (Angelotti), Matteo Peirone (Il sagrestano), Didier Pieri (Spoletta).

Martedì 24
Giacomo Puccini, “Madama Butterfly” (14-6-2019). Direttore: Giuseppe Acquaviva. Regia: Lorenzo Amato. Interpreti: Maria Teresa Leva (Cio-cio-san), Raffaella Lupinacci (Suzuki), Stefan Pop (F. B. Pinkerton), Stefano Antonucci (Sharpless).

Mercoledì 25
Giacomo Puccini, “La bohème” (27-12-2019). Direttore: Leonardo Sini. Regia: Augusto Fornari. Interpreti: Serena Gamberoni (Mimì), Matteo Lippi (Rodolfo), Marcello (Alberto Gazale), Musetta (Francesca Benitez), Colline (Romano Dal Zovo), Schaunard (Italo Proferisce), Benoît/Alcindoro (Matteo Peirone).

Giovedì 26
Finali Premio Paganini 2018.

Venerdì 27
Concerto Sinfonico (15-3-2019). Direttore: Andrea Battistoni. Violoncello: Erica Piccotti. Musiche: A. Salandrini, P.I. Čajkovskij, M. Ravel, M. de Falla.

Sabato 28
Pëtr Il’ič Čajkovskij, “La bella addormentata sul ghiaccio” (31-1-2019). “Balletto sul ghiaccio di S. Pietroburgo”. Coreografia: Konstantin Rassadin.

Domenica 29
Pietro Mascagni/Ruggero Leoncavallo, “Cavalleria rusticana/Pagliacci”. Direttore: Paolo Arrivabeni. Regia: Teatrialchemici – Luigi Di Gangi e Ugo Giacomazzi. Interpreti: Sonia Ganassi (Santuzza), Diego Torre (Turiddu), Georg Hakobyan (Alfio), Giuseppina Piunti (Lola), Mamma Lucia (Carlotta Vichi); Donata D’Annunzio Lombardi (Nedda), Carlos Álvarez (Tonio), Silvio (Francesco Verna), Peppe (Matteo Roma).

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Disponibili on line oltre 40 spettacoli del Piccolo di Milano

Milano. Il Piccolo Teatro di Milano, su iniziativa del suo direttore, vuole mantenere un legame forte e continuo con il pubblico e, in attesa di accoglierlo nuovamente nelle sue sale, ha quindi deciso di rendere disponibili online oltre quaranta documenti video, annunciati quotidianamente sul sito e sui profili social, intorno agli spettacoli più belli e significativi della sua storia, fino agli ultimi anni, realizzati dalla WebTv del Teatro, la PiccoloTv, in collaborazione con RaiSat, 3D Produzioni e SkyArte.

Ai documenti già consultabili sulla PiccoloTv si aggiungono altri preziosi contributi speciali su prove e spettacoli, finora destinati solo alla documentazione interna, a scopo di archivio e di studio.
Sarà quindi possibile, da oggi 21 marzo e per tutta la durata della sospensione, pur necessaria, delle attività imposta dall’emergenza sanitaria, rivedere prove, brani di spettacoli, interviste agli artisti, approfondimenti intorno ad alcune tra le più importanti produzioni del Piccolo (tra le quali, per citarne solo alcune, “Elvira e Le voci di dentro” con Toni Servillo, “Bestie di scena” di Emma Dante, “Pinocchio” di Antonio Latella, “Sanghenapule” di Borrelli/Saviano, e poi il lungo lavoro di Strehler e Ronconi); spettacoli internazionali indimenticabili (“Slava, Fabre, Mnouchkine”…); iniziative particolari come il Settantesimo del Piccolo o il ciclo Ulissi: viaggio nelle Odissee, itinerario di riflessioni sul “migrare”, affidate a grandi interpreti della cultura (Toni Servillo, Marco Paolini, Moni Ovadia, Massimo Popolizio, Guido Ceronetti, Vinicio Capossela), che attraversarono la città di Milano, anche in luoghi non teatrali (il Tribunale, il Beccaria, la Casa della Carità), per arrivare allo Strehler dove andava in scena, in lingua greca, il capolavoro di Robert Wilson, “Odyssey”, coprodotto dal Piccolo con il Teatro nazionale di Grecia, oggetto anch’esso di uno speciale visibile on line con immagini dello spettacolo e un intervento dello stesso Wilson.

In particolare, sempre da oggi, sarà possibile accedere alla versione integrale de “Il Miracolo della Cena”, una produzione del Piccolo, presentata, per due giorni, nel settembre 2018, nel Cenacolo Vinciano, e ripresa, poi, in Stagione. Si tratta di una registrazione realizzata dalla PiccoloTv, in collaborazione con 3D, al Teatro Grassi, ora fruibile on line da tutti.
Un particolare ringraziamento va a Sonia Bergamasco, straordinaria interprete, al regista Marco Rampoldi, alla drammaturga Paola Ornati e a tutti i collaboratori del Teatro, che hanno entusiasticamente aderito alla proposta di rendere accessibile a tutti una registrazione, anch’essa effettuata per documentazione interna e di solo studio.

La scelta di partire con “Il Miracolo della Cena” nasce dal particolare significato della figura di Fernanda Wittgens, donna simbolo dell’appassionata resistenza che la cultura e la civiltà possono opporre alle peggiori emergenze. Prima donna soprintendente della Pinacoteca di Brera, Sergio Escobar ha deciso, insieme all’amico James Bradburne, di inserire sul sito della Pinacoteca un link che rimanda al sito del Piccolo, dove sarà possibile accedere alla visione dello spettacolo.

“Non potendo realizzare e condividere con il pubblico, per ragioni di responsabilità, – dichiara il direttore del Piccolo, Sergio Escobar – la natura più autentica del teatro, ovvero quella di essere spettacolo dal “vivo”, con Piccolo@Home abbiamo voluto rafforzare la nostra vicinanza a tutti coloro che frequentano il Piccolo Teatro, ma non solo, a tutto il teatro, a tutti i cittadini, a sostegno del teatro e della cultura, nella loro insostituibile vitalità”.

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Uno spettacolo di teatro d’ombre ispirato a un’antica leggenda Khmer

Milano. Dopo aver alzato il sipario in Sudafrica, Regno Unito e Spagna, No’hma si sposta nel sud-est asiatico per il sesto appuntamento del Premio Internazionale e presenta, in diretta dalla Cambogia, “Sokacha”: uno spettacolo di teatro d’ombre, ispirato a un’antica leggenda Khmer e raccontato attraverso la danza, la musica dal vivo e l’utilizzo delle tradizionali marionette-ombra.
La rappresentazione, che avrebbe dovuto andare in scena nel Teatro di via Orcagna il 18 e 19 marzo, verrà trasmessa da Phnom Penh in streaming sul canale Youtube del Teatro.
Per il pubblico sarà sufficiente collegarsi, alle ore 21 di mercoledì 18 e giovedì 19 marzo, sul sito www.nohma.org o sul canale Youtube del Teatro No’hma; e a tutti coloro che si sintonizzeranno verrà data la possibilità – come da sempre avviene a chi partecipa alle repliche del Premio Internazionale – di esprimere il proprio voto sul sito www.nohma.org nella pagina dedicata allo spettacolo “Sokacha”. In questo modo verrà inoltre salvaguardata la partecipazione della compagnia Sovanna Phum Arta Association alla XI Edizione del Premio Internazionale.
“In pochi giorni il web è diventato il nuovo palcoscenico per compagnie e attori desiderosi di continuare a condividere con noi un messaggio di cultura in questo momento di emergenza” sostiene la Presidente Livia Pomodoro. “Nonostante la grave situazione sanitaria, abbiamo avuto il coraggio di non spegnere le luci di questo teatro unico, capace di vivere, da sempre, oltre le sue pareti”.

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L’Accademia Professionale Stap Brancaccio festeggia il sesto anno di attività

Roma. La Stap Brancaccio Accademia di recitazione, drammaturgia e regia nasce da un’idea del direttore artistico del Teatro Brancaccio e della Sala Umberto, Alessandro Longobardi, da sempre convinto dell’importanza della formazione dei giovani attori. Lorenzo Gioielli, attore, drammaturgo e regista romano, a cui è affidata la direzione artistica dell’Accademia e Rossella Marchi, organizzatrice teatrale e direttrice organizzativa della scuola, accolgono la sfida attraverso un nuovo sistema didattico che, unitamente a nozioni e pratiche drammaturgiche e registiche, ha l’obiettivo di formare attrici e attori completi, flessibili e autosufficienti, con particolare attenzione al lavoro di gruppo che esalti le qualità dei singoli. A questo scopo rilanciano ogni anno l’assetto interno dell’Accademia arricchendola di nuovi docenti e nuove collaborazioni. Inoltre, accanto al normale svolgimento del programma didattico, l’Accademia offre agli Allievi workshop e incontri formativi con personalità del panorama teatrale nazionale e internazionale come Elio De Capitani, Familie Floz, Gianfranco Berardi, Carrozzeria Orfeo, Piccola Compagnia Dammacco e molti altri. Inoltre, grazie alla precisa volontà di Alessandro Longobardi di unire il lavoro formativo all’attività pratica sul palco, Lorenzo Gioielli ha ideato il format “I classici del secolo futuro” una rassegna di spettacoli prodotti dalla Sala Umberto che si basa su un percorso di riscrittura contemporanea di autori classici del teatro che ha registrato il tutto esaurito nelle repliche in cartellone e ha raccolto un ottimo consenso di critica. Gli spettacoli sono interamente scritti e interpretati dagli allievi del terzo anno dell’Accademia Professionale Stap Brancaccio provocati e sostenuti dai docenti e dalle molte esperienze creative vissute nel triennio. L’accademia Professionale Stap Brancaccio accoglie diciotto allievi l’anno, ha una durata triennale ed è rivolta a ragazze e ragazzi dai 18 ai 26 anni e persegue lo scopo di formare artisti utilizzando gli insegnamenti delle tre arti fondamentali del teatro: recitazione, drammaturgia e regia in una fusione senza soluzione di continuità. L’allievo viene condotto a farsi strumento e autore dell’evento teatrale: dalla lettura di un testo, alla sua interpretazione attraverso le fondamentali tecniche di recitazione e regia, comprendendo e anche creando strutture drammaturgiche e testi originali. Alla fine dell’anno ogni classe mette in scena non un saggio ma uno vero e proprio spettacolo scritto ed interpretato dagli allievi stessi. L’Accademia ha sede presso lo Spazio Impero, bellissimo edificio tra il Pigneto e Torpignattara, che mette a disposizione le sue ampie sale finemente rifinite per le attività di formazione dell’Accademia.
L’Accademia Stap Brancaccio è un Ente di Formazione autorizzato e al compimento del percorso triennale rilascia l’attestato di qualifica professionale di attore riconosciuto dalla Regione Lazio.

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#stranointerludio, gli artisti live sui canali web del Teatro Stabile di Torino

Torino. Le disposizioni introdotte dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri hanno avuto e avranno, purtroppo, pesanti ripercussioni sulla nostra programmazione e sullo svolgimento delle nostre attività.

Siamo al fianco di tutti gli artisti, autori, programmatori, collaboratori che hanno lavorato e continuano a lavorare insieme a noi per fronteggiare questa situazione complessa.
Durante questa pausa forzata, il Teatro Stabile di Torino sta accumulando e conservando idee e energie per il futuro. E per non interrompere la connessione empatica con l’amatissimo pubblico ha deciso, insieme alla Community dei suoi artisti, di condividere una serie di clip video che faranno assaporare testi, autori, personaggi che sono l’anima del nostro teatro.

Con Natalino Balasso, Laura Curino, Filippo Dini, Michele Di Mauro, Umberto Orsini, Maria Paiato, Massimo Popolizio, Fausto Paravidino, Fausto Russo Alesi, Francesca Mazza, Milvia Marigliano, Orietta Notari, Deniz Özdoğan, Arianna Scommegna, Elena Gigliotti, Silvio Peroni, Dario Aita, Emmanuele Aita, Ilaria Falini, Andrea Di Casa, Nicola Pannelli (e altri ancora) live per voi, condivideremo un nuovo modo di essere “in contatto” anche adesso che non sono fisicamente sul palco.

Un’occasione per testimoniare che il teatro continua ad abbracciare il suo pubblico, un nuovo modo di stare insieme, di sicuro un messaggio che parla al cuore mentre ci fa guardare negli occhi gli interpreti e i registi della stagione del Teatro Stabile di Torino con la certezza di un arrivederci a presto.

A partire da lunedì 16 marzo sul sito TST e sulla pagina Facebook ufficiale saranno disponibili brevi clip di pochi minuti che raccolgono brani, commenti, poesie e riflessioni dei protagonisti della scena italiana: un modo per sentirci tutti più uniti, in un momento storico e sociale che impone rigore nei comportamenti.

Alle testimonianze degli artisti si aggiungeranno quiz sulla storia del nostro teatro, e delle nostre più grandi produzioni del passato, per mettersi alla prova come spettatori, magari ricordare uno spettacolo molto amato e riscoprire il patrimonio digitale del nostro Centro Studi.

Lunedì ad introdurre questa nuova iniziativa sul sito e sui social del TST sarà il Direttore del Teatro Stabile di Torino Filippo Fonsatti; nella stessa giornata verrà pubblicata una clip realizzata dal Direttore Artistico Valerio Binasco dedicata all’allestimento di “Uno sguardo dal ponte” di Arthur Miller.

Invitiamo tutti a seguirci tramite gli aggiornamenti che verranno comunicati sul nostro sito e sui nostri profili social!

State con noi!!! Perché abbiamo bisogno della vostra amicizia e della vostra solidarietà… anche attraverso il web. Uniti riusciremo ad uscire da questo stato di emergenza!

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