Category Archive Viaggi e Cultura

Romaeuropa Festival, on line il materiale d’archivio delle edizioni passate

Roma. In attesa della sua 35esima, aderendo al programma #Laculturaincasa promosso da Roma Capitale e alla campagna nazionale #Iorestoacasa, Romaeuropa Festival continua ad esplorare sulla sua pagina Facebook il materiale d’archivio delle sue passate edizioni. Anche questa settimana sarà dedicata ai protagonisti internazionali del festival attraverso interviste video e radiofoniche, materiale di backstage e un integrale dall’archivio di Rai Play.

Oggi, martedì 31 marzo, sarà la musica elettronica ad animare gli spazi social del REf attraverso l’intervista a due star del panorama internazionale come Jeff Mills e Tony Allen insieme nel live presentato al REf17, mentre mercoledì 1 Aprile il festival rende omaggio al grande coreografo britannico Russel Maliphant in dialogo con il suo “Conceal Reveal” presentato durante la trentesima edizione di Romaeuropa (REf15).

Giovedì 2 e venerdì 3 aprile spazio al teatro internazionale con le voci di Pippo Delbono (dal REf17 nel racconto del suo progetto “Adesso voglio musica e basta”) e della compagnia spagnola Agrupación Señor Serrano nell’intervista realizzata al REf17 in occasione della presentazione di “Birdie” e nel dialogo (Post-it) costruito nel 2018 insieme a Rai Radio 3 al termine del loro Kingdom.

Sabato 4 aprile un focus sarà dedicato all’incontenibile energia della coreografa e danzatrice sudafricana Dada Masilo protagonista del REf nel 2013, nel 2014 e nel 2017 con un percorso dedicato alla rilettura dei grandi classici della danza: “Swan Lake” (Il lago dei cigni), “Carmen e Giselle”.

Domenica 5 aprile, infine, dall’archivio di Rai Play un appuntamento all’insegna della poesia e dell’incontro con l’integrale di “Nudità”, spettacolo nato dall’incontro tra Virgilio Sieni e Mimmo Cuticchio, in scena durante il Romaeuropa Festival 2018.

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#iorestoacasa, da Milano a Foggia tanti appuntamenti per chi ama l’arte e il teatro

Foggia. Tempo di quarantena e la vita sembra fermarsi ma non per l’arte. Nelle lunghe giornate di clausura si può continuare a fare arte e a guardare arte anche dal comodo divano di casa. Fortunatamente viviamo in un’epoca in cui le nuove tecnologie ci permettono, anche in situazioni di emergenza come questa, una sorta di “diversa normalità”. Ecco, allora, che tanti musei, gallerie e fiere ci permettono di viaggiare nel mondo dell’arte stando al sicuro tra le pareti di casa.
A partire da “Decameron: storie in streaming”, maratona ispirata alla raccolta boccaccesca organizzata dalla Triennale di Milano e visibile in diretta sul canale YouTube dell’istituzione. Artisti, designer, architetti, intellettuali, musicisti, cantanti, scrittori, registi, giornalisti leggeranno le loro personali “novelle” in diretta, mentre Palazzo Bentivoglio prosegue la sua mostra dedicata a Sissi (alias l’artista Daniela Olivieri, bolognese, classe 1977) sul suo profilo Instagram.
La mostra di Sissi, attualmente chiusa nel rispetto del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri datato 8 marzo 2020 sul contenimento della diffusione del Coronavirus, si tramuta in un diario giornaliero che l’artista realizzerà dalla sua abitazione. Sissi spazia dalle performance alle sculture, dai video alle fotografie, dai disegni ai dipinti. Gli stessi linguaggi molto spesso si mescolano tra loro andando a comporre opere che mantengono sempre una fortissima cifra stilistica. Le tematiche hanno come centro il corpo dell’artista, ma non solo, spesso declinato nei suoi modi di vivere e abitare il mondo, o nei suoi elementi singoli che compongono la nostra anatomia. Ogni giorno, fino al 19 aprile, data in cui sarebbe dovuta terminare l’esposizione intitolata “Vestimenti” che raccoglie un’ampia selezione di sculture-abito dell’artista, verrà presentata un’opera inedita della Olivieri.
Con cadenza settimanale, inoltre, molti teatri hanno pubblicato online il proprio repertorio, tra questi il Teatro “Umberto Giordano” di Foggia. Con l’hashtag #iogiordanorestoafoggia collegato a #iorestoacasa, sugli account social del Teatro si potrà assistere ad un ricco palinsesto.
Se le persone non vanno a teatro, il teatro va dalle persone, ed è così che il Teatro Giordano ha deciso di lanciare una campagna per stare al fianco dei cittadini, come se condividessero la prima fila di una serie di spettacoli straordinari, dall’opera al jazz, dalla prosa al balletto alla musica classica, ri-creando l’atmosfera magica della sala con la programmazione di una serie di eventi in streaming.
Di seguito il ricco palinsesto:

– Venerdì 27 marzo ore 21:00, “Andrea Chénier” di U. Giordano.
– Sabato 28 marzo ore 21:00, jazz.
– Domenica 29 marzo ore 18:00, “Andrea Chénier” di U. Giordano.
– Martedì 31 marzo ore 21:00, Prosa e backstage.
– Venerdì 3 aprile ore 21:00, “Fedora” di U. Giordano.
– Sabato 4 aprile ore 21:00, jazz.
– Domenica 5 aprile ore 18:00, “Fedora” di U. Giordano.
– Martedì 7 aprile ore 21:00, Prosa e backstage.
– Venerdì 10 aprile ore 21:00, “Marcella” di U. Giordano.
– Sabato 11 aprile ore 21:00, jazz.
– Domenica 12 aprile ore 18:00, “Marcella” di U. Giordano.
Non ci resta che restare comodi sui nostri divani e prendere visione del ricco programma che ci viene offerto. Buona visione!

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Premio Giornalistico Luchetta 2020, la presidente di giuria è Giovanna Botteri

Trieste. È Giovanna Botteri, corrispondente RAI da Pechino, la presidente di Giuria del Premio Giornalistico internazionale Marco Luchetta 2020: già Premio Speciale Luchetta 2015 e in queste settimane presenza quotidiana nelle case degli italiani con l’intenso e drammatico filo diretto che la impegna dalla Cina. Giovanna Botteri è stata per 12 anni corrispondente Rai dall’ufficio di New York e come inviata speciale ha seguito alcuni dei più rilevanti avvenimenti del nostro tempo, dal crollo dell’Unione Sovietica all’inizio dei bombardamenti su Baghdad nel 2003. “Il Premio Luchetta 2020 prosegue – annuncia Giovanna Botteri in un video inviato ai promotori – La Giuria continuerà in questi giorni ad esaminare online, da remoto, i reportage pervenuti per questa 17^ edizione. In questo modo, lavorando da casa, possiamo realmente contribuire a salvare vite umane e a prevenire tanta sofferenza. E in questo modo, come presidente di Giuria, potrò sentirmi anch’io da Pechino più vicina a voi tutti, a Trieste”. Per la prima volta, quindi, la Giuria del Premio Luchetta non si ritroverà insieme in seduta plenaria, per la consueta definizione delle Terne finaliste: la decisione, presa in ottemperanza alle misure di contenimento del Covid – 19, introduce quest’anno una inedita modalità di smart working, con i giurati coinvolti nelle fasi di selezione a diverse latitudini, in Italia e all’estero. Dopo aver seguito e raccontato, dal gennaio 2020, la caduta libera della Cina nella voragine del coronavirus, ma anche la faticosa resilienza sino alla ripresa e risalita degli ultimi giorni, Giovanna Botteri – impegnata nelle fasi di preparazione del Premio Luchetta sin dallo scorso dicembre – coordinerà adesso i lavori della Giuria per arrivare alla proclamazione delle Terne finaliste nel mese di aprile. Ancora una volta sarà una straordinaria istantanea del pianeta quella tracciata dai reportage internazionali pervenuti alla Giuria della 17^ edizione, come sempre dedicati alla sensibilizzazione sulle violenze e sopraffazioni subite dalle vittime più indifese, i bambini. Tante corrispondenze, dalle trincee del mondo, legate alle cinque categorie nelle quali è articolato il Premio Luchetta: tv news, tv reportage, fotografia, carta stampata e web per testate italiane e straniere. Gli obiettivi e le finalità del Premio si coniugano con lo spirito umanitario che anima l’attività della Fondazione Luchetta, nata all’indomani della tragedia di Mostar nel gennaio ’94 – quando perdevano la vita i giornalisti Rai Marco Luchetta, Alessandro Sasha Ota e Dario D’Angelo – e dei tragici fatti di Mogadiscio nei quali veniva ucciso il telecineoperatore triestino Miran Hrovatin, inviato in Somalia con la giornalista Ilaria Alpi.
Istituito dalla Fondazione Luchetta con la RAI, organizzato da Prandicom, il Premio è coordinato dalla curatrice Francesca Fresa con il Segretario Generale della Giuria Giovanni Marzini, che annunciano un’importante variazione di calendario legata alla 7^ edizione di Link, Festival del Giornalismo: “in conseguenza della pandemia in corso non sarà evidentemente possibile onorare le date 7/10 maggio, originariamente previste per il festival – spiegano – Link Festival 2020 è quindi rimandato dopo l’estate, con l’obiettivo di rinnovare l’appuntamento nella centralissima Piazza Unità, dove contiamo di riallestire la Fincantieri Newsroom secondo una calendarizzazione sinergica agli altri grandi eventi culturali del Friuli Venezia Giulia, in stretto raccordo con i partners istituzionali e privati. La 7^ edizione di Link riprenderà il format collaudato di “presa diretta” con la notizia, attraverso un intenso programma di talk, incontri, dialoghi e interviste d’autore”. Info e dettagli sui siti www.premioluchetta.com e www.fondazioneluchetta.eu.

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Il Decreto “Cura Italia” e le tutele per i lavoratori dello spettacolo

Roma. Il Decreto “Cura Italia”, varato dal Governo e pubblicato in Gazzetta Ufficiale straordinaria del 17 marzo 2020, presenta misure di sostegno al reddito per i lavoratori autonomi e le partite IVA.
Da molti già ritenute insufficienti, esse prevedono un bonus per i suddetti lavoratori per un importo pari a 600 euro che potrà essere richiesto direttamente all’INPS.
Previsto, per ora, solo per il mese di marzo anche se, come già annunciato, tale misura potrebbe essere ripetuta anche per il mese di aprile in ulteriori decreti per il sostegno all’economia, il bonus potrà essere richiesto da:

– liberi professionisti titolari di partita IVA attiva alla data del 23 febbraio 2020 e dai lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa attivi alla medesima data, iscritti alla Gestione separata (art. 2, comma 26 Legge 335/1995), non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme di previdenza obbligatoria;
– lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali dell’AGO, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, ad esclusione della Gestione separata;
– lavoratori dipendenti stagionali del settore turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e la data di entrata in vigore della presente disposizione, non titolari di pensione e non titolari di rapporto di lavoro dipendente alla data di entrata in vigore del decreto;
– operai agricoli a tempo determinato, non titolari di pensione, che nel 2019 abbiano effettuato almeno 50 giornate effettive di attività di lavoro agricolo;
– lavoratori iscritti al Fondo pensioni Lavoratori dello spettacolo, con almeno 30 contributi giornalieri versati nell’anno 2019 al medesimo Fondo, cui deriva un reddito non superiore a 50.000 euro, e non titolari di pensione (non hanno diritto all’indennità i lavoratori titolari di rapporto di lavoro dipendente alla data di entrata in vigore del decreto).

È proprio su questi ultimi, i lavoratori dello spettacolo appunto, che ci vogliamo soffermare dato che SIEDAS, Società Italiana Esperti di Diritto delle Arti e dello Spettacolo, ha da sempre tra le finalità principali la tutela degli artisti.
La tragica emergenza sanitaria che sta colpendo l’Italia paralizza di fatto ormai quasi la totalità delle attività professionali e coloro che operano nel campo delle arti e dello spettacolo sono stati tra i primi a subirne le conseguenze.
Il governo, infatti, per fronteggiare l’emergenza Coronavirus, ha disposto immediatamente la chiusura di teatri, cinema, sale da concerto e la sospensione di ogni attività dello spettacolo.
Le misure adottate servono, quindi, a far fronte, allo stop dell’intero settore.
Un bonus da 600 euro per il mese di marzo, quindi, da erogare ai lavoratori del settore dello spettacolo “iscritti al Fondo pensioni Lavoratori dello spettacolo, con almeno 30 contributi giornalieri versati nell’anno 2019 al medesimo Fondo, cui deriva un reddito non superiore a 50.000 euro, e non titolari di pensione”.
Il decreto precisa che questi 600 euro non concorrono “alla formazione del reddito ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917” e che sono erogati dall’INPS cui va inoltrata una domanda.
I fondi non sono illimitati: l’indennità, specifica il decreto Cura Italia, sarà erogata “nel limite di spesa complessivo di 48,6 milioni di euro per l’anno 2020. L’INPS provvede al monitoraggio del rispetto del limite di spesa e comunica i risultati di tale attività al Ministero del lavoro e delle politiche sociali e al Ministero dell’economia e delle finanze. Qualora dal predetto monitoraggio emerga il verificarsi di scostamenti, anche in via prospettica, rispetto al predetto limite di spesa, non possono essere adottati altri provvedimenti concessori”.
Pertanto, i lavoratori dello spettacolo che hanno i suddetti requisiti, potranno, insieme alle altre categorie aventi diritto al bonus, inoltrare la domanda all’INPS nelle modalità che saranno indicate entro questa settimana in una circolare dall’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale.
Lo stesso presidente dell’INPS, Pasquale Tridico, aveva ipotizzato un “click day” per chiedere l’indennizzo per gli autonomi e le partite IVA, ovvero una giornata in cui quasi 5 milioni di professionisti avrebbero presentato una domanda per via telematica fino ad esaurimento delle risorse, che ammontano a 2,16 miliardi, con precedenza a chi arriva prima.
Tale criterio, che ha immediatamente scatenato la rivolta di alcune associazioni di categoria, non è piaciuto nemmeno alla politica che ha parlato, invece, come ci auspichiamo, di integrare le suddette risorse.
“Non mi sembra un criterio che sta in piedi, non possiamo fare a chi prima arriva meglio alloggia”, ha detto il sottosegretario all’economia Pierpaolo Baretta ai microfoni di Radio Capital. “È una comunicazione fatta dall’INPS, non una decisione del governo – ha aggiunto – i ministeri del Lavoro e dell’Economia stanno ancora valutando” e, riguardo il rischio che i soldi non siano sufficienti, ha rassicurato che “nel caso le risorse saranno reintegrate”.
Non ci rimane, quindi, che attendere le disposizioni dei prossimi giorni e ricordare che SIEDAS sarà pronta a qualsiasi chiarimento, sempre al fianco di chi opera nel mondo delle arti e dello spettacolo, soprattutto in questo drammatico momento.

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Anche la SIAE deve garantire l’accesso agli atti, intervista a Giorgio Tramacere

Brescia. Giorgio Tramacere è un avvocato specializzato in proprietà intellettuale, diritto d’autore, diritto dello spettacolo, diritto informatico e contrattualistica in generale, con particolare riguardo al settore della musica e del cinema. È iscritto all’Albo degli avvocati Cassazionisti ed è Socio SIEDAS. Segue, in qualità di legale, varie case discografiche, produttori, società di produzioni discografiche e televisive, artisti nazionali e internazionali, registi televisivi, teatrali e cinematografici, attori e personaggi dello spettacolo. Ha da poco ottenuto una importante vittoria in giudizio contro la Siae, come ci racconta in questa intervista.

Il caso su cui sono stati chiamati a pronunciarsi i giudici amministrativi è destinato a fare scuola. Ci racconteresti brevemente la vicenda da cui trae origine il giudizio?
La vicenda è nata in seguito a un complesso procedimento disciplinare in seno alla Siae nei confronti di tre associati, all’esito del quale erano state comminate consistenti sanzioni pecuniarie.
I provvedimenti erano stati comunicati con una lettera riassuntiva a firma del Direttore Generale, nella quale venivano riportate soltanto le conclusioni dei procedimenti e le sanzioni applicate. Tempestivamente richiedevo alla Siae, mediante tre istanze di accesso agli atti, copia del provvedimento integrale (comprensivo della motivazione) nonché dei verbali e degli atti antecedenti, al fine di impugnare le sanzioni avanti il Tribunale ordinario.
A seguito dell’espresso rifiuto di consegnare quanto richiesto, ci siamo dovuti rivolgere al TAR Lazio che accogliendo il nostro ricorso, con sentenza del giugno scorso, ha ordinato alla Siae di consegnare agli associati ricorrenti tutti i documenti richiesti entro un breve termine.
La Siae, in ottemperanza alla sentenza, consegnava i documenti e, contestualmente, impugnava la pronuncia del Tar. Il Consiglio di Stato, con la recentissima sentenza del 3 febbraio 2020, ha rigettato il ricorso della Siae e ha riconosciuto agli associati il pieno diritto di accesso a tutti gli atti formati e comunque detenuti da Siae, a salvaguardia delle esigenze di trasparenza dell’azione amministrativa. Questa sentenza ha smentito, quindi, il presunto carattere privatistico della Siae in relazione al rapporto con i propri associati.

Reputi che queste decisioni possano influire sulla attività dei legali che si occupano di diritto d’autore, delle arti e dello spettacolo? In che termini?
Sì. Questa è una sentenza molto importante per i legali degli associati, i quali finalmente, previa richiesta motivata, avranno libero accesso a tutti i documenti e agli atti relativi alle attività effettuate da Siae, anche nell’esercizio della propria attività di vigilanza e controllo nel settore dello spettacolo e nell’intrattenimento, agli accertamenti, ai procedimenti disciplinari a carico degli associati, al controllo del corretto riparto tra le imprese intermediarie dei compensi e, più in generale, a tutti gli atti relativi all’attività di intermediazione svolta direttamente nell’interesse degli associati.
In particolare, questa sentenza, sulla scia della pronuncia dell’Adunanza Plenaria n. 7 del 2012 – con la quale è stato affermato che: “l’associato, quindi, in quanto titolare di un interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata, deve essere considerato soggetto “interessato”, ai sensi dell’art. 2 comma 1, lett. b), della legge n. 241 del 1990 (come modificata dall’art. 15 della legge n. 15 del 2005), fonte del diritto all’accesso ai documenti delle pubbliche amministrazioni” – ha ritenuto applicabile la legge sulla trasparenza degli atti amministrativi e ha precisato che la Siae è un ente pubblico economico a base associativa, gestore di servizi pubblici attinenti alla tutela dei diritti d’autore e, come tale, deve ritenersi obbligata a garantire il diritto d’accesso a tutti gli atti e documenti inerenti l’attività a rilevanza pubblicistica.

La riflessione sulla Siae può (e deve) essere di più ampio respiro. Pensi che ci siano altri aspetti delle attività istituzionali della Siae che andrebbero, più o meno rapidamente, rivisti?
Ritengo che tutte le attività istituzionali che la Siae svolge dovrebbero essere maggiormente trasparenti nei confronti degli associati, ad esempio la Siae dovrebbe pubblicare sul Bollettino sociale tutti i resoconti delle riunioni degli Organi sociali, Consiglio di Gestione in primis, come è avvenuto in passato, sino al 2010. Non comprendo perché la Siae, oggi, ritenga di mantenere riservate informazioni che dovrebbero essere agevolmente fruibili dagli associati. Tali informazioni sono invece accessibili, previa richiesta, soltanto con riferimento al Consiglio di Sorveglianza, per i quali è concessa la sola consultazione (e non l’estrazione in copia) dei verbali. Tali informazioni dovrebbero quantomeno essere visibili nell’area riservata degli associati.
Inoltre, ritengo che la Siae dovrebbe informare compiutamente i propri associati in merito alle decisioni riguardanti gli investimenti immobiliari e finanziari della Società, anche attraverso informative periodiche sul Bollettino sociale, di cui non c’è traccia.
Infine, la Siae nell’esercizio del proprio potere di controllo dovrebbe rendere maggiori informazioni in merito alle decine di migliaia di programmi musicali annualmente annullati, nonché in riferimento alle opere non riconosciute e non esattamente identificate, sia nei programmi musicali che nel corso dei campionamenti. Gli associati dovrebbero invece avere il diritto di poter accedere alle informazioni delle titolarità non attribuite, onde permettere di contribuire alla loro esatta identificazione delle stesse.

Hai ricevuto molti apprezzamenti per questa vittoria dai colleghi che operano nel settore ed è indubbio che il tema sarà approfondito in futuri convegni. In generale, pensi che sia opportuno incrementare le occasioni di incontro e di dibattito su questi temi?
Certamente, considerato che questa materia è indubbiamente in continua evoluzione, soprattutto a seguito del superamento del precedente monopolio legale della Siae sulla gestione collettiva dei diritti. Questa liberalizzazione e la presenza di più società di gestione collettiva in Italia creerà problemi di gestione e di raccolta dei diritti, e ciò a danno degli autori e degli editori perché permetterà agli utilizzatori delle opere di non pagare i compensi, o quantomeno di sospendere o ritardare i pagamenti, per la difficoltà nell’individuare l’interlocutore per ottenere le licenze di utilizzazione delle opere sul territorio.

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La comunicazione delle arti e dello spettacolo al tempo del Coronavirus secondo Gianluca Costa

Padova. Gianluca Costa lavora come creativo freelance per aziende che vogliono puntare su comunicazione e innovazione per promuovere i loro prodotti e servizi. Tra le sue attività c’è la gestione di Arcellatown, una community social locale con più di 20.000 follower che racconta il quartiere periferico Arcella di Padova in modo divertente e propositivo, tra le prime a lanciare l’hashtag #IoSuonoDaCasa. Entrato a far parte di SIEDAS nel 2018, Gianluca Costa è l’esperto della comunicazione e segue le attività di molti artisti ed operatori del mondo dello spettacolo. Lo raggiungiamo virtualmente, visti i tempi, per farci raccontare le sue impressioni sulla attuale situazione.

Il momento è delicato e gli artisti vogliono raccontarlo con nuove modalità. Cosa è successo in questi giorni?
C’è da fare una premessa, il settore artistico in Italia è stato il primo ad essere colpito dalle chiusure con l’annullamento di spettacoli e concerti sin da fine febbraio.
I flash-mob virali non potranno riportare indietro i milioni che sono andati persi in questi mesi. Detto questo l’Italia come sempre si è dimostrato Paese ricco di intraprendenza e con l’emergenza sono subito nate decine di iniziative spontanee sui social per dar sfogo alla voglia di spettacolo, come #IoSuonoDaCasa e #MusicaDalleFinestre, due hashtag che in breve tempo sono diventati virali portando migliaia di persone ad utilizzare i propri balconi come palcoscenico per uno spettacolo gratuito dedicato ai propri vicini: chitarre, dj set, cori di interi palazzi riempiono le nostre bacheche social in questi giorni.
I video che in queste ore scorrono sui social network sono davvero un toccasana di serenità per tutti.

Quale è stata la reazione del pubblico della rete e quali potranno essere i futuri sviluppi di questo nuovo trend?
Come detto questi video sono diventati rapidamente virali. In un momento in cui la necessità di intrattenimento casalingo è primaria non può che essere una buona notizia per tutti.
Il rovescio della medaglia è che questi spettacoli social sono per lo più realizzati da amatori, mentre i professionisti si sono lasciati scappare un’ottima occasione per farsi pubblicità positiva.
Questo trend “democratico” premia i giovanissimi artisti che sono molto attivi e si stanno dando da fare con lunghe dirette instagram in cui rispondono alle domande dei fans e riempiendo TikTok di brevi freestyle. Se questo movimento si manterrà possiamo prevedere due scenari: che anche i big inizieranno a lavorare in questa direzione e nei prossimi giorni appariranno video di personaggi famosi che suonano dal balcone, oppure che usciti dall’emergenza i giovani saranno un po’ più famosi, e i big un po’ meno seguiti.

Da esperto di comunicazione dell’arte e dello spettacolo, cosa consiglieresti a un artista che vuole affidare il suo messaggio ai social? Quali potrebbero essere le strategie vincenti?
Innanzitutto penso che i social siano una grande democrazia e che l’età non conti se c’è voglia di mettersi in gioco. Per un musicista e un attore questo è un momento straordinario per farsi pubblicità. Aprire un account TikTok per un attore e riprendersi mentre prova le battute di uno spettacolo o per un musicista investire alcune ore della giornata per riprendersi mentre crea musica o si lascia intervistare dai fans nelle storie Instagram è un grande investimento pubblicitario, anche e soprattutto per entrare in contatto con target diversi dal suo tipico fan.
Chi ha paura di mettersi in gioco online perché pensa di non essere capace perde una straordinaria occasione.
Certo, io parlo da pubblicitario e non da artista, ma quando poi i teatri riapriranno sarà necessario un lavoro inimmaginabile per recuperare i danni (e le date), quindi è importante cominciare già a lavorare in prospettiva.

E infine, cosa pensi che dobbiamo imparare da questa situazione? Cambierà il nostro modo di comunicare l’arte e lo spettacolo?
Dico che spero vivamente cambi. Come già detto non sono un artista ma sono un grande fruitore di spettacoli e concerti e come tale cerco sempre di essere aggiornato sulle novità, in questa direzione vedo che le grosse major investono capitali immensi in comunicazione e i piccoli devono usare l’ingegno per tirarsi fuori dall’anonimato.
Spero che ora sia chiaro a tutti quanto importanti sono i social network nella creazione di un personaggio artistico completo, in un epoca in cui tutti vogliono entrare nelle case dei personaggi famosi o quantomeno guardarli affacciati dal balcone.

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Le Contaminazioni culinarie dello Chef Giuseppe Molaro

Somma Vesuviana. Mangiare bene, si sa, è uno dei grandi piaceri della vita e non è un caso che negli ultimi anni sia cresciuta la domanda di ristoranti che offrono qualcosa di speciale ai propri ospiti. Le guide più rinomate richiamano spesso l’attenzione sui ristoranti storici ma c’è un’interessante evoluzione del settore perché nuovi e promettenti spazi stanno emergendo in un mercato altamente competitivo.

Contaminazioni Restaurant, nato da una idea dello Chef Giuseppe Molaro, mette in campo i valori di una cucina genuina rivisitandoli alla luce di una ricerca del gusto che stimola anche i palati più raffinati. Nato a Napoli e mosso sin da subito dalla passione per la buona cucina, lo Chef Giuseppe Molaro ha ben presto iniziato ad approfondire lo studio di piatti e prodotti della tradizione partenopea partendo dalla grande esperienza del padre, titolare di uno dei ristoranti più noti di Somma Vesuviana.

La passione si è ben presto tramutata in alta professionalità, come dimostrano le tante esperienze lavorative all’estero – Portogallo e Dubai – e in prestigiosi ristoranti italiani, da sempre apprezzati sulle pagine della Guida Michelin. Tra tutte, sicuramente quella che più ha inciso sulla ricerca dei gusti è la collaborazione con Heinz Beck, uno degli Chef più accreditati degli ultimi anni, che dalla sua Germania è riuscito a imporsi sul mercato mondiale con le sue tre stelle Michelin.

Tanti i riconoscimenti che negli ultimi anni Giuseppe Molaro ha raccolto da parte dei più accreditati osservatori del settore. Negli anni 2017-2018-2019, Molaro ha riportato le ambite tre forchette del Gambero Rosso; importante poi ricordare la posizione n. 190 raggiunta nei The Best Chef Awards nel 2018 e la posizione n. 233 raggiunta nel 2019, ma anche la stella Michelin Star for the Heinz Beck Restaurant nel 2018-2019.

Il percorso che offre ai propri ospiti è altamente selezionato, nulla è lasciato al caso e i sapori ben si conciliano con la straordinaria cura che è stata dedicata alla costruzione dello spazio: Contaminazioni Restaurant sorge, infatti, in una moderna palazzina in cui le ampie vetrate rendono possibile una gradevole vista sul Vesuvio e sulla natura che lo circonda e un’esposizione al sole senza paragoni. Lo spazio è veramente bello e l’arredo, essenziale ed efficace, rimanda a qualcosa di non dichiarato dell’Oriente e delle sue tradizioni.

Il menù, ci ha raccontato lo Chef, cambia periodicamente perché una cucina genuina non può che fondarsi sull’impiego dei prodotti di stagione. La qualità è sempre elevata e la grande varietà dei sapori rende il pasto unico: le carni proposte, così come il pescato, sono affiancati da verdure fresche preparate con grande originalità. Un’insalata liquida, ad esempio, riesce a impreziosire il delicato sapore del pesce, mentre alla carne ben si addice il sapore di una saporita salsa ramen rivisitata e arricchita dai sapori partenopei.

In un percorso dove non c’è spazio per la monotonia, sono i dettagli a rendere l’esperienza unica. Ciò avviene senza dubbio alcuno per i tortellini al taleggio, preparati con grande maestria nel rispetto di tutti i sapori che affollano il piatto servito all’ospite, e per lo straordinario risotto ai funghi shiitake, un alimento molto ricco di sostanze benefiche per il nostro organismo, che lo Chef Molaro ha rivisitato con grande successo.

Non manca una grande attenzione per la scelta dei vini e, in questo caso, il prezioso consiglio di chi è in sala consente di assicurare il migliore abbinamento tra i cibi serviti e il vino bevuto.

Un pasto non può non finire con l’esplosione di gusti che il dolce può dare e, anche in questo caso, lo Chef Molaro conferma una grande passione per i sapori della sua terra: creme gelato, torte scomposte e piccole delizie vengono così offerte in chiusura di pasto con l’intento di rafforzare il piacevole ricordo che un viaggio nei sapori deve indubbiamente lasciare.

Contaminazioni Restaurant è un’interessante promessa del territorio della provincia di Napoli e non è da sottovalutare il fatto che questo spazio sia il frutto dell’intenso lavoro di un figlio di questa terra che, divenuto eccellenza all’estero, ha scelto di investire il proprio futuro professionale in un mercato sicuramente difficile ma che condurrà ai meritati risultati.

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Emergenza COVID-19: l’aggiornamento per il mondo delle arti e dello spettacolo

Roma. Il Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte ha firmato, nella giornata di ieri, un DPCM per introdurre nuove misure riguardanti il contrasto e il contenimento sull’intero territorio nazionale del diffondersi del Coronavirus. Alcune disposizioni di questo atto toccano direttamente il mondo delle arti e dello spettacolo: è stato, infatti, deciso lo stop totale per molti eventi culturali.

Nei prossimi giorni, dunque, pubblicheremo soltanto notizie relative ad eventi che si terranno al termine del periodo considerato nel DPCM e ci scusiamo per eventuali articoli pubblicati in precedenza che non contengano più notizie esatte.

L’augurio è che il mondo delle arti e dello spettacolo possa uscire dalla attuale situazione senza dover sopportare un costo elevato. Progetti, posti di lavoro e tante idee andranno in fumo se non ci sarà un sostegno costante al settore, anche una volta superata la fase acuta della crisi sanitaria.

SIEDAS – Società Italiana Esperti di Diritto delle Arti e dello Spettacolo contribuirà a tenere alta l’attenzione su queste tematiche perché un Paese ha bisogno di cultura soprattutto nei momenti più difficili.

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“Narrare a Scuola”, al Teatro Bellini il seminario curato da Marco Baliani

Napoli. Martedì 3 marzo a partire dalle ore 15:30, al Sottopalco del Teatro Bellini di Napoli, si terrà “Ogni volta che si racconta una storia. Narrare a Scuola”, un seminario a cura di Marco Baliani, attore, drammaturgo, regista e scrittore italiano. L’iniziativa è organizzata da Trerrote, Maestri di Strada e Teatro Bellini.
Ogni narrazione nasce dalla relazione tra chi racconta e chi ascolta e, se c’è un ascolto reale e se gli occhi di chi parla si incrociano con quelli di chi ascolta, se la narrazione si evolve in simbiosi con le reazioni di chi ci sta di fronte, allora accade che le parole affluiscono copiose alla lingua del narratore che i ricordi si confondano con l’immaginazione che le avventure narrate rivivano nella mente e nel corpo di chi ascolta. La narrazione è quindi relazione, tra adulto e bambino e tra bambino e adulto, tra pari, tra avversari e tra innamorati, tra abitanti di uno stesso quartiere, tra esseri umani.
Ognuno di noi diventa narratore nel momento in cui ha l’urgenza o il desiderio di condividere qualcosa di necessario, inaspettato o meraviglioso, allora gli strumenti antichi della narrazione affiorano naturalmente dal nostro corredo ereditario, genetico. Ognuno di noi è narratore attraverso il proprio corpo e la propria voce, voce che è strumento fondamentale per veicolare ciò che riteniamo prezioso, ciò di cui possiamo essere testimoni, da persona a persona. La voce è ancora la grande protagonista della scuola, della relazione tra insegnante e bambino. I bambini in particolare si rivolgono alle storie e al racconto dei “grandi” per viaggiare attraverso le loro parole in luoghi remoti e incontrare persone sconosciute, immaginarsi adulti loro stessi insomma per imparare la vita, non a caso Calvino diceva che le fiabe sono il catalogo dei destini possibili. Si parlerà dell’importanza della narrazione orale a scuola e delle storie e se ne parlerà consci che le narrazioni possono e devono nascere anche dai bambini e dai ragazzi, che l’insegnante deve imparare a raccontare e ascoltare le loro esperienze, sensazioni ed emozioni quotidiane, incoraggiando e suscitando il racconto delle loro storie di vita, a metà tra la realtà e l’immaginazione. La narrazione del sé è, infatti, l’unico espediente per comprendere come la scuola possa divenire per ognuno un’esperienza significativa, soprattutto per le giovani generazioni nate nell’epoca della comunicazione digitale.

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Bandi SIAE “Per Chi Crea”, prosegue con successo il progetto SIEDAS ad Afragola

Afragola. Prosegue alacremente il progetto dal titolo “Legalità e Regalità” che vede la collaborazione del Liceo “Filippo Brunelleschi” di Afragola con SIEDAS, Società Italiana Esperti di Diritto delle Arti e dello Spettacolo. L’iter culturale rientra nell’iniziativa “Per Chi Crea” realizzata da SIAE in sinergia con il Mibact.
Il progetto, articolato in tre moduli intitolati “Storia del Cinema e Diritto dello Spettacolo, Soggetto e Sceneggiatura, Regia e Montaggio”, è rivolto a 45 studenti del triennio dei tre indirizzi di studio offerti dal Liceo “Brunelleschi”, ovvero classico, scientifico e linguistico. I giovani, nel corso delle settimane, entreranno in contatto con il mondo cinematografico mediante lezioni, analisi, visioni di pellicole ed interventi di esperti del settore. Al termine i ragazzi, guidati dai tutor, saranno chiamati a scrivere un soggetto ed una sceneggiatura oltre a realizzare un docu-film dove gli allievi stessi vestiranno il ruolo di attori.
Il docu-film si propone l’intento di raccontare la storia di un riscatto sociale e culturale affrontando le criticità e le problematiche che toccano da vicino un comune della provincia di Napoli, emblema delle realtà del meridione, e non solo, trafitte dall’emarginazione ma, al contempo, animate dal fervore giovanile che non si arrende ad un futuro già scritto e lotta per costruire il proprio avvenire. La Masseria Ferraioli, fulcro attorno al quale ruota l’intero film, è un bene agricolo sottratto alla mafia locale e restituito all’intera comunità.
Grande la partecipazione con la quale gli allievi hanno accolto il progetto, non da meno l’interesse manifestato dall’esperto esterno SIEDAS, Avv. Claudia Barcellona: “Al Brunelleschi si respira un clima di vivace curiosità. I ragazzi, se sollecitati, sono pronti a mettersi in gioco, ad esplorare se stessi per meglio relazionarsi con gli altri. Fra i partecipanti al progetto, pochissimi avevano sentito parlare di Masseria Ferraioli e ancora meno avevano mai riflettuto seriamente sulle dinamiche mafiose. E allora, che ben vengano tutte quelle iniziative che riescono a sollevare il velo, ad illuminare una realtà e a dimostrare quanto essa sia modificabile dai soggetti che la vivono”.
“Il corso, che si avvia a concludere il secondo modulo – ha aggiunto con soddisfazione il Prof. Michele Salomone, tutor interno, – ha acceso un profondo entusiasmo negli studenti partecipanti ed ha avuto una notevole risonanza comunicativa sul territorio. La Masseria Ferraioli, location principale del film, è un importante bene agricolo sottratto alla mafia locale e restituito alle cooperative sociali e, di fatto, alla cittadinanza. Masseria, pertanto, è il simbolo tangibile che questa terra e questa generazione dicono no al malaffare e tentano con ostinazione di costruire una storia nuova”.

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