Category Archive Viaggi e Cultura

Il Teatro Stabile di Torino rafforza la prima posizione tra i teatri nazionali

Torino. L’assegnazione FUS coincide con la chiusura della stagione teatrale 2018-2019 che segna tre nuovi record per lo Stabile: le presenze agli spettacoli nei teatri direttamente gestiti in sede (Carignano, Gobetti, Limone) aumentano da n. 160.102 a quasi n. 170.000.

Il Presidente Lamberto Vallarino Gancia e il Direttore Filippo Fonsatti esprimono la più viva soddisfazione: “I dati in significativa progressione relativi alla stagione 2018-2019 testimoniano quanto il nostro pubblico apprezzi la programmazione dello Stabile, mentre l’aumento del contributo FUS premia la competitività del nostro Teatro e del festival “Torinodanza” e ne riconosce l’eccellenza artistica, l’efficienza gestionale e la capacità produttiva. Ringraziamo i Soci Aderenti, Città di Torino, Regione Piemonte, Città di Moncalieri, Compagnia di San Paolo e Fondazione CRT, che con il loro convinto sostegno garantiscono lo svolgimento ottimale delle funzioni pubbliche a favore della comunità, contribuendo ad aumentare l’attrattività del territorio. E ancora una volta esprimiamo grande apprezzamento ai direttori artistici Valerio Binasco e Anna Cremonini – concludono Gancia e Fonsatti – grazie ai quali il posizionamento culturale del Teatro si conferma ai massimi livelli nazionali e internazionali. Insieme a loro ringraziamo tutti i dipendenti e gli artisti, che con la loro passione e il loro talento hanno reso possibili questi risultati ambiziosi”.

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Tra yoga e musica: passioni e nuovi progetti di Irene Cioni

Firenze. In un caldo venerdì pomeriggio di luglio, in coda sulla FI-PI-LI (la superstrada che collega Firenze a Livorno), ottimizziamo i tempi e, mentre l’accompagniamo nella sua casa natale, scambiamo due chiacchiere con la bella e simpatica Irene Cioni, nota per essere stata una delle Veline più longeve del Tg satirico “Striscia la Notizia”, che ha appena terminato le riprese di un video musicale del quale è la protagonista principale.

Irene, raccontaci qualche impressione sulla giornata, è la prima volta che prendi parte ad un video musicale?

Sì, è la prima volta ed è stata una bella esperienza, abbiamo iniziato a girare prestissimo stamattina ma siamo rimasti nei tempi indicati, mi sono trovata davvero bene, i ragazzi della band, gli “Effettocontrario”, sono carinissimi: è una giovane band toscana, (come me) sono bravi e spero possano avere successo, anche con il regista e le comparse siamo entrati in sintonia ed è venuto tutto naturale, non vedo l’ora di vedere il montaggio finale.

Quindi non è detto che sia l’unica esperienza in campo musicale?

Sì, esatto, oggi abbiamo lavorato bene, è stata una bella esperienza, perché no, magari da ripetere, vedremo…

Parlaci del tuo rapporto con la musica, so che hai anche partecipato a “Piano City Milano”, la manifestazione, giunta all’ottava edizione, che lo scorso maggio (dal 17 al 19), con oltre 450 concerti-eventi in calendario, ha fatto letteralmente risuonare la città nell’arco di tutta la giornata, con una offerta musicale diversa per genere nei vari quartieri di Milano.

La musica ha sempre avuto un ruolo fondamentale nella mia vita, l’ascolto sempre, quando sono in macchina, sotto la doccia, mentre faccio sport, in ogni momento della mia giornata la musica mi accompagna sempre, per me la musica è vita, una delle cose belle della vita stessa. Tanto è l’amore per la musica che sono riuscita ad unirla all’altro amore, lo yoga.

E proprio a proposito del connubio fra musica e yoga, in occasione di Piano City Milano, con l’amica Anna Laura Marone (ex atleta e pianista) ideatrice del format “Piano & Yoga”, ho condotto una lezione di yoga mentre Anna Laura suonava il pianoforte, il 19 maggio scorso, un’esperienza emozionante, multisensoriale, concentrazione, respiro, ascolto si fondevano e diventavano una cosa sola. Un’esperienza che vi consiglio.

È vero, lo yoga è un’altra tua passione che sta diventando molto di più, giusto?

Sì, è iniziato tutto per caso: lavoravo a Striscia la Notizia ed avevo bisogno di fare stretching, così ho provato lo yoga ed è stata una folgorazione, non ne potevo più fare a meno! Pratico yoga da circa 5 anni e lo scorso anno ho deciso di fare il teacher training così da poterlo anche insegnare. E ho scoperto che insegnare mi piace, senza falsa modestia mi dicono che sono brava, forse perché mi piace trasmettere la mia passione e questa disciplina agli altri, mi fa stare bene anche sapere di aiutare gli altri a stare bene con loro stessi. Ultimamente sono stata chiamata in molte occasioni a tenere delle lezioni, devo dire che è una bella soddisfazione per me.

Per te che vieni dal mondo della tv, come si coniuga lo yoga con lo spettacolo?

Sono apparentemente due mondi distanti ma solo in apparenza poiché, fondamentalmente, possono convergere, personalmente lo yoga mi ha sempre aiutata quando ero solo un’allieva e lavoravo in Tv, mi aiutava (e mi aiuta) a tenere sotto controllo lo stress le emozioni, con lo yoga riesci ad avere un “ascolto” migliore del tuo corpo, ultimamente vengo spesso invitata agli eventi con gli influencers per tenere lezioni di yoga e raccontare questa disciplina e chissà, magari si potrebbe creare un programma, una rubrica sullo yoga, vediamo…

A proposito di influencer, in fondo anche tu un po’ lo sei, com’è il tuo rapporto con i social?

Beh sì, un buon rapporto direi, sono contenta, ho dei followers reali, ma non sono assolutamente dipendente dai social, sono attiva, mi piace postare delle foto e le stories su Instagram ma senza eccedere. Pensa che il mio fidanzato non ha neppure Instragram, quindi specialmente quando sono con lui mi limito. Certo, nel mio lavoro è evidente che i social siano oggi fondamentali ma credo che comunque se ne possa fare buon uso senza diventarne schiavi.

La giornata è stata lunga, è venerdì sera, siamo incolonnati da un’ora in superstrada, ma ancora un’ultima domanda prima di salutarci: cosa farà Irene nei prossimi giorni? Vacanza o lavoro? Quali i prossimi progetti?

Vacanza, ancora qualche ultimo impegno e poi si va al mare [noi sappiamo dove ma non ve lo sveleremo…], un po’ di riposo e poi si ricomincia. Per il lavoro, oltre allo yoga ed alla musica, il mio sogno resta quello di recitare, ho seguito corsi per tanti anni (il CTA a Milano, lezioni private, scuole di teatro fin da ragazzina), ma comunque senza ansie, se riuscirò a realizzarlo ne sarò ovviamente felicissima, ma sono comunque molto soddisfatta di ciò che sto facendo, sono una persona che pensa sempre in positivo, credo che farlo attragga energie positive e tali energie attireranno a loro volta persone, situazioni ed esperienze positive.

Ringraziamo ancora Irene per la sua disponibilità, il viaggio è proseguito e la piacevolissima chiacchierata “a microfoni spenti” pure, ma non vi anticiperemo nulla, per saperne di più direi che la seguiremo tutti su @irenecioni_official.

Special thanks: per gli abiti di Irene Cioni, il negozio “Brunetta 1937” di Cerreto Guidi; per il make up, @rominamakeupandhairstyle; la band @effettocontrario, il regista @federicoperticone. Ph by @mattiadonatiello_ph.

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Speciale edizione serale del Mercato della Terra al Castello di Padernello

Padernello. Non un luogo qualunque, non un mercato qualunque. Il luogo è quello di un bellissimo e vero castello medievale, con un ponte levatoio ancora funzionante che, maestoso, emerge dall’acqua del suo fossato: si tratta del Castello di Padernello, a Borgo San Giacomo, nella Bassa Bresciana. Uno spazio in cui il tempo sembra essersi fermato e in cui la vocazione agricola è ancora quella predominante. Il Mercato è quello della Terra, un progetto Slow Food che si basa sulla costruzione di alleanze sul territorio. E i prodotti venduti corrispondono a criteri qualitativi ben precisi. Buono, pulito e giusto: questi i tre aggettivi che riflettono l’obiettivo di valorizzare i prodotti e salvaguardare la storia e la cultura alimentare di una comunità, nonché il paesaggio e il territorio. I produttori mostrano infatti direttamente ai consumatori come oggi sia semplice abbracciare un’idea di spesa più consapevole, che si allontani dalle logiche della Grande Distribuzione. Un mercato a chilometro zero, nato undici anni fa come luogo di scambio del cibo sano, sostegno e vigore dell’economia locale. A un primo gruppo, storico, di prodotti della Bassa Bresciana, si sono poi aggiunti produttori provenienti da territori confinanti e non, ampliando così l’offerta dei prodotti offerti e arricchendo il mercato. L’idea è infatti quella che, salvaguardando l’identità del cibo del territorio e l’agricoltura di prossimità, si possa stimolare la biodiversità delle produzioni agricole. Il Mercato della Terra si tiene sempre la terza domenica del mese, ad eccezione del mese di luglio che cade di sabato sera. I giorni in cui la nuova edizione avrà luogo, sono: il 20 gennaio 2019, il 17 febbraio, il 17 marzo, il 14 aprile, il 19 maggio, il 16 giugno, il 20 luglio, quando avrà luogo una speciale edizione serale, il 15 settembre, il 20 ottobre, il 17 novembre, il 15 dicembre. Gli appuntamenti si rinnovano di mese in mese, portando a ogni nuovo incontro delle novità. Non solo un mercato, ma un’esperienza che promuove una filosofia genuina.

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Il Teatro della Toscana riceve maggiori contributi per la qualità delle sue attività

Firenze. La qualità e la quantità delle attività del Teatro della Toscana sono state riconosciute dal Ministero per i beni e le attività culturali con un aumento del contributo di 100mila euro rispetto all’anno precedente.
Il rilevante aumento delle risorse andrà a rafforzare l’impegno della Fondazione nelle Mutazioni annunciate durante la presentazione del cartellone 2019/2020 nel giugno scorso al Teatro della Pergola: un Teatro d’Arte orientato ai giovani, con partnership esclusive sul piano internazionale, nella comune visione di un teatro europeo e con l’obiettivo della nascita della Compagnia dei Giovani della Pergola, una compagnia composta dai nostri migliori giovani attori, che costituiranno il nucleo per tutte le produzioni future.

Il Teatro della Toscana, anche per quest’anno, ha visto riconosciuto il proprio lavoro con la conferma dei contributi istituzionali locali e con l’importante novità odierna dell’incremento del contributo ministeriale, che passa dagli € 1.425.305 del 2018 agli € 1.525.149 del 2019.
Questo importantissimo risultato si avvicina al massimo incremento possibile su base annuale che il FUS riconosce per il principio di competitività che è contenuto nel Decreto Ministeriale di riferimento.
Il Teatro della Toscana, dunque, esprime piena soddisfazione per il risultato ottenuto e grande apprezzamento per il fatto che la Commissione Consultiva Teatro e la Direzione Generale dello Spettacolo abbiano saputo individuare, nella complessa articolazione del progetto di cambiamento e rilancio avviato nel triennio, quegli elementi che lo connotano e lo identificano, fornendo così la più autorevole conferma che il cammino intrapreso è quello giusto.
Il rilevante aumento delle risorse andrà a rafforzare l’impegno della Fondazione nelle Mutazioni annunciate durante la presentazione del cartellone 2019/2020, nel giugno scorso, al Teatro della Pergola. Ovvero, un Teatro d’Arte orientato ai giovani e a partnership esclusive sul piano internazionale con ‘Capitali del teatro’ con le quali condividere la visione di un teatro europeo e con la nascita della Compagnia dei Giovani della Pergola, una compagnia composta dai nostri migliori giovani attori, che costituiranno il nucleo per tutte le produzioni future.

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Emilia Romagna Teatro Fondazione eccelle per l’operato della sua struttura

Modena. Il Presidente di Emilia Romagna Teatro Fondazione, Giuliano Barbolini, e il Direttore, Claudio Longhi, registrano con viva soddisfazione la positiva valutazione riconosciuta all’operato della loro struttura. Coronando il percorso di costante incremento del punteggio complessivo attribuito ad ERT dall’avvio della riforma del sistema teatrale nazionale ad oggi, in base alle nuove tabelle valutative, con i suoi 95,85 punti la Fondazione è infatti pubblicamente riconosciuta come il primo Teatro Nazionale del Paese. “Un traguardo importante”, spiegano il Presidente e il Direttore, “raggiunto grazie al sostegno costante e attento dei soci, all’impegno diuturno e appassionato dei dipendenti, alla generosa disponibilità degli artisti che hanno scelto di abbracciare il nostro progetto, così come al vivace apporto della fitta rete di interlocutori locali, nazionali e internazionali (teatrali, ma non solo) con cui da decenni ERT dialoga nel quadro di un sistema artistico-culturale mobile e aperto, sensibile alle esigenze del territorio, ma in costante rapporto con il più vasto orizzonte del Paese e della scena internazionale”.
Nell’esprimere la loro sincera gratitudine a tutti coloro che hanno reso possibile il conseguimento di questo risultato, la Presidenza e la Direzione della Fondazione sono altresì costrette a denunciare l’esito sconcertante che la rigorosa applicazione dell’attuale sistema di riparto del FUS produce, spia dello stato avvilente in cui versa il sistema teatrale nazionale. A fronte dell’apprezzamento della qualità e della dimensione quantitativa dell’operato dell’ente, oggi che siamo oltre la metà della gestione corrente, con impegni già fissati per la conclusione dell’esercizio, ERT patisce un taglio per il secondo anno consecutivo. Dopo la decurtazione subita nel 2018, per il 2019 la Fondazione riceve un contributo di € 1.858.212,00, registrando così un taglio di € 91.476,00 rispetto al contributo dell’anno precedente. Anche in questo caso il risultato si inscrive purtroppo in una ormai consolidata tendenza post-riforma.
“È inaccettabile che in un Paese civile l’entità del pubblico finanziamento a un Teatro Nazionale sia come sempre comunicata ai soggetti destinatari a metà dell’anno di gestione in corso”, dichiarano ancora il Presidente e il Direttore di ERT, di concerto con i Soci della Fondazione. «Si tratta di una mancanza di considerazione che rivela la totale incomprensione del ruolo cruciale che la cultura può e deve rivestire nella vita di una nazione e di un popolo». Alla prova dei fatti, del tutto inefficace risulta poi essere il meccanismo di riparto delle risorse.

“Posto che il criterio su cui si regge l’attuale sistema di distribuzione del FUS dovrebbe essere di carattere competitivo – e conseguentemente meritocratico –, difficile riuscire a giustificare il taglio patito da una struttura di cui si riconosce l’eccellenza quali-quantitativa mentre altri soggetti con punteggi inferiori vedono aumentare il proprio finanziamento”. “Per un verso su questa decurtazione pesa sicuramente l’esiguità delle risorse messe a disposizione del sistema teatrale nazionale, palesemente insufficienti a ricoprire il fabbisogno di quella mole di attività che la logica competitiva del tutto ingiustificatamente ha generato in questi ultimi anni. Una penuria di risorse, per inciso, che ancora una volta è spia del totale disinteresse in cui versano la cultura e segnatamente il teatro in Italia. Ma a questa insufficienza di risorse si associa anche un meccanismo di riparto dei finanziamenti altrettanto palesemente inefficiente, per non dire “sbagliato”, dal momento che con ogni evidenza premia, nei fatti, gli ottimi risultati con dei tagli. Non è nostra intenzione, quindi”, concludono Barbolini e Longhi, “mettere in discussione l’opportunità di applicare meccanismi competitivi, né vogliamo rifiutare le logiche valutative, né tanto meno vogliamo sollevare dubbi circa la correttezza procedurale dell’attribuzione, ma se con la competizione e con la valutazione ci dobbiamo confrontare ci parrebbe coerente che il merito riconosciuto venga (e vada) premiato. Prima ancora che per la tutela degli interessi della nostra struttura, il profondo rispetto che nutriamo per il lavoro teatrale e la consapevolezza di avere in cura la gestione di un bene comune prezioso come il teatro (insostituibile dispositivo generatore di comunità e socievolezza), uno dei valori fondativi della nostra identità culturale italiana ed europea, ci impongono di chiedere ragione di quanto sta accadendo nella quasi assoluta mancanza di attenzione da parte dei più”.

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Le mille anime verdi del relax del Weihrerhof

Weihrerhof. Prima che albergatori, i Pichler sono una famiglia che, come gran parte delle famiglie, non vede l’ora di andare in vacanza e di godersi un meritato riposo, circondata da tutto ciò che la fa sentire felice e rilassata. Questo è il presupposto che bisogna tenere in considerazione, quando si pensa a come sia stato possibile creare un luogo che risponde in maniera così precisa ai desideri di chi cerca una pausa dalla vita di tutti i giorni.
Con lo sguardo che vaga sull’Altopiano del Renon, a Soprabolzano (BZ), gli occhi si perdono cercando di comporre a partire dalle immagini circostanti tutto quello che sarà possibile provare durante il soggiorno al Weihrerhof. Sembra quasi che sia la foresta stessa a suggerire di immergersi nell’acqua del Lago di Costalovara o di attraversarlo a bordo di una barca a remi rossa per esplorare l’isola, magari seguendo i consigli di Marie, che – con le sue fantastiche avventure – usa le parole semplici dei bambini per descrivere efficacemente quanto questi angoli siano la realizzazione del sogno per chi aspira a sentirsi libero.
Non c’è solo un motivo per cui l’albergo, che ha voluto rendere il fascino del lago un’esperienza intima per gli ospiti di appena 23 camere, è apprezzato tanto dalle famiglie quanto dagli appassionati di attività all’aria aperta o dai cultori del benessere in Spa e del dolce fare niente. Al contrario, ce ne sono moltissimi. In casi come questi, un elenco diventa quasi una necessità ma anche una sorta di glossario per entrare appieno nella logica di un’offerta che assomiglia piuttosto a uno stile di vita.

SeaSpa: nonostante l’invadenza dell’inglese nel parlato di ogni giorno possa suggerire il contrario, il nome del centro benessere non si riferisce al mare ma deriva dalla parola che, in dialetto altoatesino, significa ‘Lago’. Tra il verde dei monti e sulla riva di uno degli specchi d’acqua più puliti d’Italia, la filosofia incentrata sul Laxn – ovvero, su un relax strettamente connesso con l’armonia tra la natura e l’essenza di ciascuno – prende materialmente corpo in una struttura realizzata a partire da materiali del luogo come il cirmolo e l’argento della Val di Vizze.

Trattamenti Signature: quella del Weihrerhof non è una Spa qualsiasi ma uno spazio in cui stare bene, dove la differenza passa anche attraverso trattamenti unici, creati appositamente per il luogo e per lo scopo. Anche i massaggi classici vengono armonizzati allo stato del singolo ospite: attivo, equilibrato o rilassato con 6 oli diversi disponibili nel bar di oli.

Linea di cosmetici propri: lo stesso concetto di base ha ispirato la scelta di non adeguarsi a prodotti preesistenti ma di impegnarsi invece a creare ricette originali biologiche con la morbida acqua del Lago di Costalovara, particolarmente salutare per la pelle. Tra gli ingredienti, anche il cirmolo e il fieno utilizzati per la costruzione della struttura.

Digital Detox Plus: per godersi appieno la vacanza in un luogo che merita totale attenzione, da anni il Weihrerhof ha adottato una politica di decompressione dal digitale. In una zona naturalmente caratterizzata da bassa copertura di rete, la Spa è senza WIFI, che rimane comunque spento durante la notte per invogliare gli ospiti a concentrarsi su se stessi, piuttosto che sul display. Nelle camere, le cassette dei giochi contengono mazzi di carte e passatempi che impegnano le mani e il cervello, per restituire alla condivisione il senso originale, mentre nella biblioteca dei bestseller non mancano i titoli fondamentali della letteratura e le ultime uscite.

La sauna nella rimessa: direttamente sulle sponde del lago, in legno di larice e di pino cembro locale e in porfido, quella che all’esterno mantiene l’aspetto di una rimessa per le barche si rivela in realtà una sauna fuori dal comune che consente di vivere il lago ancora più da vicino con tutti i sensi e in tutte le stagioni. La vetrata panoramica scardina l’abitudine al luogo chiuso ermeticamente, lasciando lo sguardo libero di appoggiarsi sul molo di un piccolo porto al quale sono ormeggiate 4 imbarcazioni identificate con i nomi dei componenti della famiglia.

Colazione sulla piccola isoletta nel lago: le persone speciali meritano posti speciali. In mezzo al lago, raggiungibile con un rustico pontile, un piccolo isolotto diventa la terra di conquista e il regno per chi ama vivere esperienze uniche come quella di consumare una colazione su un tavolo al centro dell’acqua, dove i sentimenti galleggiano sul riflesso degli alberi e delle montagne.

Regiomenu: chi sceglie un luogo per trascorrere le proprie vacanze deve poterlo assaporare fino in fondo e nel vero senso della parola. I prodotti locali – o comunque di provenienza regionale – sono la base per i piatti proposti in un menu in cui non mancano la carne bovina del Renon, la verdura dell’orto, la farina del maso Stafflach e i succhi del maso Kohlhof, il latte del Renon, le composte di frutta del maso Bühlerhof, le uova del maso Buchhütterhof e il miele del maso e museo dell’apicoltura Plattner.

Camere con una storia: per immergersi ancora più a fondo nell’inconfondibile incanto del Renon, alle stanze sono stati assegnati nomi che richiamano quelli di vecchi insediamenti celtici nelle vicinanze dell’albergo, che ancora oggi sprigionano un forte fascino energetico. Oltre a questo, l’idea del contatto con la natura che circonda il Weihrerhof ha guidato la scelta dei materiali, in modo il profumo del fieno e del legno siano sempre una costante del soggiorno.

Sostenibilità: il verde, inteso come sentimento positivo, invade ogni angolo di questo albergo che, proprio per il fatto di essere concepito prima di tutto come una casa, è fondato sul rispetto della natura. Se il 60% dell’energia utilizzata è prodotta in autonomia, grazie a un impianto di cogenerazione che consente di risparmiare 3,5 kg di CO2 per ogni pernottamento, il resto dell’elettricità necessaria viene acquistata da fonti rinnovabili. Un sistema di controllo dell’elettricità e del riscaldamento, nonché le nuove finestre dotate di triplo vetro, consentono di limitare lo sfruttamento delle risorse energetiche, mentre le pulizie vengono effettuate ricorrendo a detergenti ecologici. Infine, per rendere ancora più ecologica la vacanza, vengono messe a disposizione degli ospiti un’auto elettrica, varie e-bike e la RittenCard, che permette di viaggiare gratuitamente su tutti i mezzi di trasporto pubblico.

Una montagna di attività: sebbene il Weihrerhof sia già di per sé un mondo a parte da scoprire col tempo, il Renon è un universo di sorprese da cogliere giorno dopo giorno con escursioni in bicicletta, a piedi o a cavallo, in direzione di uno dei tanti campi da golf o verso la cima del Corno, dove la vista abbraccia a 360 gradi il panorama dell’Alto Adige.

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La Val D’Ega celebra i 50 anni dallo sbarco sulla Luna

Bolzano. In occasione del 50esimo anniversario del piccolo grande passo di Neil Armstrong e dell’umanità intera, lo sbarco sulla Luna sbarca in Val D’Ega, con una serie di eventi che, dal 14 al 21 luglio, regalerà agli appassionati di astronomia momenti indimenticabili sulle Dolomiti, tra appuntamenti serali, osservazioni ed escursioni notturne nel contesto del primo Astrovillaggio d’Europa. Organizzate dal comune di Cornedo all’Isarco in collaborazione con il Planetarium Alto Adige, con l’associazione astrofili “Max Valier” e l’Associazione Turistica di Collepietra, le celebrazioni dello storico allunaggio dell’Apollo 11 vogliono sottolineare l’importanza della navigazione spaziale e il contributo dato dalla ricerca alla costruzione del nostro futuro. Cosmonauti e studiosi, esperti del Planetarium Alto Adige e membri del gruppo astrofili “Max Valier” approfondiranno con gli ospiti le infinite tematiche legate all’universo.

Si comincia domenica 14 luglio con un’escursione notturna in compagnia dell’astrofisico David Gruber al monumento a Christomannos, sul Catinaccio, dove una tempesta stellare di informazioni, curiosità e approfondimenti sull’universo travolgerà i partecipanti, prima del ritorno all’Astrovillaggio di Collepietra.

Venerdì 19 luglio, tempo permettendo, sarà la volta di uno speciale evento serale in programma presso l’Osservatorio astronomico di San Valentino in Campo di Sopra. Toccherà a Marco Fuchs illustrare la navigazione spaziale europea dallo sviluppo delle tecnologie spaziali fino all’insediamento permanente sulla Luna. L’ex astronauta dell’ESA Waleri Tokarew presenterà una relazione dedicata alla presenza dell’Uomo nello spazio, mentre l’astrofisico David Gruber intratterrà i presenti con la sua “Magnificent desolation”. A fare da cornice musicale alla serata saranno le note della banda musicale di San Valentino in Campo. Dalle 22:30, sarà poi possibile contemplare la luna nell’osservatorio astronomico in compagnia degli esperti del club astrofili Max Valier.

Saranno infine la piazza di Valentino in Campo, il Planetario e l’Osservatorio di Valentino in Campo di Sopra a ospitare gli appuntamenti di sabato 20 e domenica 21 luglio, tra i quali le bellissime escursioni guidate con osservazioni solari, l’avvincente prima cinematografica del film “CAPCOM GO”, dedicato allo storico sbarco sulla Luna, laboratori per bambini a ragazzi sulla costruzione del Rover lunare e la lettura del racconto in lingua tedesca “Das Mondmärchen”, in compagnia di Waltraud Holzner.

Nella serata di sabato, a partire dalle 20:00, si esibirà inoltre in piazza a San Valentino in Campo il gruppo di percussionisti “Stixx Aliens”. Dalle 21:00, il concerto di Sepp Messner Windschnur è il preludio al gran finale, affidato a D.J. Wushu e alle ultime osservazioni lunari di una festa spaziale.

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Cuoio di Toscana sceglie Ermal Meta per lo short movie “Artes”

Firenze. Iniziate da pochi giorni a Firenze le riprese dello short movie “Artes”, progetto speciale voluto da Cuoio di Toscana per raccontare, attraverso l’affascinante linguaggio del cinema, la bellezza, la tradizione e la cultura del saper fare artigianale. Valori questi che, uniti alla ricerca e all’innovazione, animano da sempre le sette aziende che fanno parte di Cuoio di Toscana, il consorzio che rappresenta l’eccellenza Made in Italy della lavorazione del cuoio da suola nel mondo, con quote di mercato pari all’80% in Europa e al 98% in Italia. Elementi di grande importanza che contribuiscono a fare di Cuoio di Toscana un punto di riferimento per tutte le più importanti case di moda internazionali, sempre alla ricerca di materie prime di altissima qualità e di contributi ed ispirazioni in termini di stile e creatività. Tra gli attori che prendono parte ai primi ciak di “Artes” c’è un ospite d’eccezione: Ermal Meta. Il grande talento del panorama musicale italiano, trionfatore nel 2018 al Festival di Sanremo insieme a Fabrizio Moro, sarà protagonista di uno speciale cammeo musicale all’interno del cortometraggio. La musica è, infatti, uno dei temi al centro dello short movie, un linguaggio trasversale capace di avvicinare tutti, anche i più giovani, alla tradizione della lavorazione del cuoio. In “Artes” si incrociano i racconti di tre figure ricche di fascino, tre personaggi di grandissimo spessore, in grado di rappresentare vere e proprie eccellenze italiane. Roberto Ugolini, uno tra i più noti artigiani della scarpa su misura. Fabrizio Poletti, il celebre liutaio che, utilizzando il legno delle botti esauste, produce artigianalmente chitarre utilizzate da alcuni grandi chitarristi internazionali. Ermal Meta, una grandissima figura artistica nella musica d’autore. Le storie che vengono raccontate nel cortometraggio sono caratterizzate dal forte legame con l’artigianalità e il valore del Made in Italy, Sono racconti che si intrecciano, accompagnando lo spettatore attraverso un percorso ricco di poesia. Un viaggio fatto di immagini e suoni, che culmina nella scoperta finale di un oggetto prezioso e unico. Una chitarra fatta interamente a mano, resa ancora più preziosa dalla rivestitura in cuoio, in grado di unire in sé l’eccellenza e la sapienza della manifattura italiana, alla magia dell’arte e della musica.

Lo short movie, nato da un’idea di Michele Pecchioli, creative director di Aria Advertising, e realizzato da Aria Productions, è diretto da Stefano Lodovichi, giovane e innovativo regista, che ha già firmato lavori di successo come Ja serie tv “Il Cacciatore”, trasmessa da Rai 2 e premiata nel 2018 al Festival Internazionale Ganneseries, e “Il Processo”, in programma per la prossima stagione televisiva Mediaset. La regia del nuovo lavoro diretto da Lodovichi per Cuoio di Toscana sarà caratterizzata da un montaggio inedito, “musicale”. A fare da cornice alle riprese del cortometraggio location suggestive e ricche di fascino. Gli spettacolari corridoi degli Uffizi di Firenze, spazi dove l’arte e la bellezza catturano lo sguardo e fanno innamorare. La conceria, il luogo dove nasce il cuoio da suola firmato Cuoio di Toscana, la materia prima che, tra tradizione e innovazione, viene lavorata per poi essere utilizzata dai più importanti fashion brand internazionali. La magica bottega fiorentina di un artigiano che produce scarpe da uomo, il laboratorio in cui la materia prende vita e fornisce la base per prodotti unici e preziosi. Luoghi questi in grado di rappresentare i temi che caratterizzano “Artes”: l’arte, la qualità, l’artigianalità e l’eccellenza. Il tutto unito ad uno speciale racconto musicale, realizzato da un grande autore come Ermal Meta. Cuoio di Toscana è un cuoio da suola unico ottenuto con concia lenta al vegetale, un processo antico basato sull’utilizzo di tannini naturali ricavati dal legno di castagno, mimosa e quebracho. Il marchio nasce con l’obiettivo di farsi portavoce nel mondo del distretto conciario.

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Alla scoperta delle bellezze naturali con Visit Brescia

Brescia. Non sono tanto i chilometri macinati o il numero degli scatti a paesaggi e monumenti a costruire la conoscenza profonda di un luogo, quanto l’immersione nelle attività che ne compongono la cultura del fare. Comprendere i gesti, imparare a riconoscerli e, una volta tornati a casa, ricordarne la sequenza e il significato: questi sono, secondo il disegno di Visit Brescia, gli elementi alla base di un turismo esperienziale che attraversa la città, si muove sulle sponde dei laghi e si inerpica per i pendii delle colline e delle prime montagne, per poi tuffarsi tra i profumi delle vigne e delle cantine.

Sono Andrea e Marco ad accogliere i curiosi e gli appassionati del mondo del vino tra le botti in acciaio e in legno di rovere dell’azienda agricola Luscietti-Bignotti di Piamborno, in Valle Camonica. Qui, i più giovani eredi di una tradizione di famiglia si fanno interpreti del “Cultivar delle Volte”, rosso con uvaggi di Merlot e Barbera frutto dei vitigni storici già coltivati da nonno Pietro sin dagli anni ‘50. E sempre qui, diventano guide d’eccezione per un’esperienza a tutto tondo, con accenni alle tecniche di produzione e al processo di imbottigliamento, conclusa da una degustazione di vini con introduzione alla terminologia specifica e agli strumenti del mestiere dei sommelier. Ad accompagnare i calici e la narrazione del cantiniere Paolo un’adeguata selezione di formaggi e salumi locali.

L’arte senza tempo degli artigiani camuni è il cuore dell’esperienza che tutto l’anno è possibile assicurarsi nella bottega laboratorio di Braone, dove i maestri dell’intaglio e della scultura del legno guidati da Franca Ghitti non risparmiano racconti e dimostrazioni del loro lavoro. Sgorbie e pialle sono gli strumenti del mestiere coi quali prendere confidenza per creare dal cirmolo ogni volta un pezzo unico e fatto a mano, che si tratti di mobili, figure sacre, bassorilievi, decori e complementi d’arredo.

Senza spostarsi dal luogo e dal concetto, ci si può candidare per un futuro da nuovo Mastro Geppetto in Valle Camonica, dove Claudio accoglie nel suo laboratorio d’altri tempi apprendisti interessati a scoprire cosa si nasconda dentro un pezzo di legno. Il tornio è la bacchetta magica che trasforma un ceppo in utensili da cucina, giochi per bambini, gambe da tavolo, attaccapanni e piccoli gioielli. In un percorso logico, ci si può avventurare nell’Arte del Far Carta a Toscolano Maderno, sul Lago di Garda, dove Filippo, Marco e Valentina hanno recuperato i segreti e i procedimenti degli Anziani Cartai e ora si propongono con i loro prodotti fatti a mano a un mercato di appassionati e intenditori.

Dalla carta del Lago di Garda al dietro le quinte di panetteria e pasticceria sul Lago d’Idro e Valle Sabbia, il passaggio nel laboratorio della Pasticceria Bazzoli di Odolo chiama in causa un’altra declinazione del fare della provincia di Brescia. Gli aspiranti artigiani del pane non possono lasciarsi sfuggire l’occasione di penetrare nel regno di Beniamino, in cui il lievito madre genera impasti fragranti. Le sue appassionate spiegazioni sono fondamentali per comprendere i segreti del connubio tra selezione delle materie prime e moderne tecniche di panificazione, necessari nel momento della degustazione consapevole dei migliori prodotti appena sfornati, dopo aver messo letteralmente le mani in pasta, tra nuvole di farina e olio di gomito.

Dal cantiere nautico al rimessaggio sul Lago d’Iseo, la passeggiata all’interno della Nautica Bellini in compagnia di Martina è un tuffo all’indietro nel tempo, all’epoca d’oro delle imbarcazioni Riva che, specie negli anni ’50 erano un autentico status symbol. Assistere alle fasi di un restauro completo, nel backstage di una collezione composta di 22 esemplari, dei quali 3 unici al mondo, trasmette ad appassionati e curiosi il lusso di un’emozione sprigionata dalla possibilità di toccare il mogano della chiglia e apprezzare le fattezze dei natanti. Se da aprile a ottobre ci si può anche prenotare per un tour in barca, l’amore di Romano Bellini per questi capolavori delle acque è in grado di trasmettere in ogni momento l’entusiasmo di questa gita dal sapore vintage in una location unica, in un piccolo grande monumento al design italiano e all’arte del restauro.

Terroir, vini ed etichette sono le parole d’ordine per la degustazione non convenzionale negli spazi dell’azienda agricola San Michele a Capriano del Colle. Fautori di una vendemmia biologica che mira a valorizzare il vitigno autoctono del Marzemino, arrampicato sul Monte Netto, Elena e Mario trasmettono tutta la loro passione in un tour attraverso i processi di vinificazione a partire dalla bacca blu-nerastra. Oltre a una sana degustazione con spiegazione dei parametri olfattivi e gustativi e suggerimenti di abbinamenti gastronomici, l’esperienza prevede anche l’impresa di cimentarsi con la realizzazione fronte-retro di un’etichetta completa di peculiarità e parametri di imbottigliamento del vino assaggiato, in modo da tornare a casa con una bottiglia personale e unica.

Cosa unisce l’operosa provincia di Brescia e Leonardo Di Caprio? All’apparenza, niente. Ma, se si guarda con attenzione il fucile imbracciato dal personaggio interpretato dall’attore in “The Revenant”, si concluderà che quella raffinata e impeccabile opera di riproduzione non può che uscire dalla prestigiosa Davide Perdersoli & Figli di Gardone Val Trompia. Autentico tempio per i fan della rievocazione delle battaglie e per gli appassionati di storia militare, l’azienda ripercorre dal 1957 le epoche dell’umanità attraverso la realizzazione di modelli fedeli e di altissima qualità di armi storiche e sportive, lavorate manualmente e con il prezioso contributo di maestri incisori. La visita allo show room e la possibilità di toccare con mano le interpreti di antiche battaglie valgono il viaggio. Ma è l’abilità degli artigiani, la vera protagonista di un’esperienza sorprendente, che apre una finestra inconsueta sul mondo poco conosciuto della riproduzione di armi antiche.

A Cigole, la cooperativa L’Antica Terra mira a preservare le biodiversità e le tradizioni del territorio, trasmettendo l’amore per il lavoro agricolo. Insieme alla erbe spontanee che crescono nella pianura bresciana, le spighe di monococco – antica varietà di cereale presente già nell’età del bronzo – sono la materia prima dell’arte di Elisa, operatrice olistica specializzata in cucina naturale e regno vegetale. È lei a dettare i tempi e i modi di un workshop incentrato sulla lavorazione del casoncello, tipico tortello di pasta fresca con farina di monococco, ripieno di erbe spontanee e grana padano. Seguendo le indicazioni di una maestra d’eccezione, si ottengono personalissimi casoncelli, che vengono poi degustati con birra artigianale, anch’essa prodotta con grano monococco, prima di andare alla scoperta di chicche come biscotti veg, tisane, salse, pasta secca di grani antichi, farine.

Tornando ai vini, sarebbe criminale lambire il Lago di Garda senza ritagliarsi un momento per scoprire la realtà di un’azienda vinicola come quella dei Fratelli Girelli, autori di Orestilla, Lugana campione del mondo. Realizzata secondo i canoni della bioarchitettura e immersa tra vigne, rose e lavanda, la cantina è il simbolo di una filosofia che non teme la sperimentazione e l’apertura delle porte ad appassionati motivati ad apprezzare le peculiarità che il terroir di Montonale trasmette ai vini. Si comincia con una camminata tra le viti, per poi insinuarsi tra i tini d’acciaio, le botti in rovere e le anfore di ceramica dell’ambiente dedicato alla vinificazione, lasciandosi incantare dal racconto dei processi di produzione, nell’attesa della degustazione verticale guidata con vista sui vigneti: il programma comprende 3 annate di ogni etichetta, per un totale di 6 vini, con l’accompagnamento di croccanti grissini artigianali, salumi e formaggi tipici.

Quella delle reti a Monte Isola è una storia importante, legata all’arte della pesca, che alimenta l’economia di un territorio e spande le sue trame in giro per il mondo. Nate come strumento indispensabile per chi si guadagnava da vivere gettandole in mare, oggi sono utilizzate in eventi sportivi internazionali nell’ambito del tennis, del calcio o del basket. Veterana retaia, Daniela è la figura ideale per offrire una panoramica sull’unicità e sulfascino di un’arte antica che diventa anche oggetto di un piccolo laboratorio per testare l’abilità dei presenti con ago e filo. Andando con ordine, si inizia dalla visita al museo e si prosegue con la realizzazione di un manufatto di corda e rete, come tradizione comanda, senza tralasciare di dare un’occhiata all’attuale modello produttivo, tra innovazione e procedimenti tradizionali.

Gli appassionati d’arte e del recupero di capolavori messi a repentaglio dall’attacco del tempo e degli eventi non possono non entusiasmarsi entrando nello studio di Renato e di sua figlia Ivana a Brescia. Se non bastasse lo spettacolo delle loro mani e dei loro occhi alla ricerca della perfezione tra cornici, tele, affreschi e policromie lignee, La Tavolozza di Colore di Giotto e Michelangelo lascia nel cuore un’esperienza da provetti pittori impegnati a costruire un personale ventaglio cromatico. All’interno di un palazzo storico affrescato con opere di fine ‘500 e ‘700, le parole e i gesti di Ivana stendono un ponte tra l’oggi, il Rinascimento e le sue eclatanti anticipazioni, offrendo chiare istruzioni sulla macinazione delle terre naturali e colorate con pestello di marmo e acqua.

Per chiudere in bellezza – ma solo nell’ambito di uno tra i possibili itinerari del fare proposti da Visit Brescia – non si può che arrivare al caffè. Gli appassionati dell’argomento si scioglieranno come zucchero in un espresso, seguendo Fabio in un inedito viaggio sensoriale e culturale tra gli impianti di trasformazione dei chicchi della Torrefazione Agust di Brescia, provenienti dalle principali piantagioni del pianeta. In questo luogo ricco di aroma e fondato su una filosofia della sostenibilità e della naturalezza che consente solo la produzione di miscele in arrivo da agricoltura biologica, portare la tazzina alle labbra per un assaggio ragionato diventa un modo per comprendere tutti i dettagli di un processo che coinvolge una variegata geografia umana.

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Antonio Natali a Centuripe per parlare della bellezza e della tutela dei piccoli centri

Centuripe. Ѐ stato firmatario d’eccezione del Manifesto lanciato dal Comitato NO Discarica e si è esposto personalmente in difesa del territorio di Centuripe.
Lunedì 8 luglio, alle ore 21, Antonio Natali giungerà da Firenze a Centuripe, dove, nella centralissima piazza Sciacca, racconterà le ragioni che l’hanno spinto a impegnarsi nella battaglia contro la costruzione della discarica.
Uomo di grande sensibilità, Antonio Natali è stato Direttore della Galleria degli Uffizi dal 2006 al novembre del 2015 dove vi ha lavorato dal 1981. Nel 2006, in un concorso al Politecnico di Milano, ha ottenuto l’idoneità come professore ordinario di Storia dell’arte moderna ed ha insegnato Museologia all’Università di Perugia fino al 2010. Studioso di scultura e di pittura del Quattrocento e del Cinquecento toscano, è considerato uno dei massimi esperti della scuola fiorentina di Michelangelo.
Durante la direzione nel più importante Museo italiano Antonio Natali si è contraddistinto, oltre che per l’impeccabile lavoro di dirigenza, per aver curato mostre di importanza internazionale e per aver “portato” i capolavori degli Uffizi fuori dall’edificio vasariano. Storiche sono le sue mostre intitolate “La Città degli Uffizi” dove ogni anno ha voluto fortemente prestare dei capolavori delle collezioni medicee a piccoli comuni della provincia toscana fino ad arrivare alla “Terra dei Fuochi” dove, nel 2015, ha esposto otto opere a Casal di Principe, all’interno di una villa confiscata a un boss della camorra.
Per Antonio Natali la provincia italiana è la vera ricchezza del nostro paese, ecco perché ha sempre supportato i centri periferici e perché ha risposto all’appello del Comitato, accettando l’invito a visitare la cittadina ennese e ad unirsi ai Centuripini per chiedere di “legare” Muglia ad un vincolo ambientale.
Quello che il Comitato chiede a Nello Musumeci, presidente della Regione Sicilia, è di proseguire il lavoro di Sebastiano Tusa che aveva dichiarato, poco prima della sua tragica scomparsa, di aver avviato l’istruttoria per vincolare la campagna di Muglia.
Il fragile e delicato territorio di Muglia, infatti, merita di essere inserito tra le aree tutelate della Regione non solo per l’immenso patrimonio storico che conserva: resti di importanti miniere di zolfo, oltre venti masserie storiche, numerose tombe risalenti al neolitico fino al medioevo ma anche per la straordinaria bellezza del suo paesaggio che, costituito da colline d’argilla, non ha niente da invidiare alle Crete Senesi e alla Val d’Orcia.
Durante il suo intervento Antonio Natali, oltre a raccontare le sue impressioni su Centuripe, dove avrà modo di visitare il Museo Archeologico, uno dei più importanti in Sicilia per la statuaria romana, i resti degli antichi edifici imperiali e la straordinaria campagna circostante, rivolgerà, insieme ai centuripini, un appello a Nello Musumeci affinché, attraverso il vincolo, si impedisca, per sempre, la distruzione di una delle più belle campagne d’Italia.

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