Category Archive Viaggi e Cultura

Al Museo Teatrale di Milano la mostra “Nei palchi della Scala – Storie milanesi”

Milano. Apre al pubblico nelle sale del Museo Teatrale alla Scala la mostra “Nei palchi della Scala – Storie milanesi” a cura di Pier Luigi Pizzi con la consulenza scientifica di Franco Pulcini. Ricca di contenuti storici (oltre al patrimonio dell’Archivio del Teatro e del Museo ci si avvale della collaborazione di altre prestigiose istituzioni culturali e archivi milanesi tra cui la Fondazione Ca’ Granda e l’Archivio Storico Ricordi) e di pregiati documenti iconografici, l’esposizione si sviluppa attraverso ritratti, fotografie, abiti e ricostruzioni di ambienti partendo dal Ridotto dei Palchi per proseguire sui due piani del Museo.

Naturale prosecuzione della mostra “La magnifica fabbrica” a cura di Fulvio Irace e Pierluigi Panza dedicata allo sviluppo architettonico del Teatro da Giuseppe Piermarini all’intervento di Mario Botta, “Nei palchi della Scala” indaga gli aspetti sociali e anche umani del Teatro come centro della vita cittadina, spingendosi a raccontare fasti e curiosità dell’epoca successiva alla costituzione dell’Ente Autonomo fino agli anni ’60. Il percorso espositivo, ai cui testi ha collaborato Mattia Palma, sarà completato da un nuovo servizio fotografico di Giovanni Hänninen, che offre un’inedita vista frontale dei palchi, e da un documentario a cura di Francesca Molteni.

La mostra si inserisce in un progetto di ricerca che ha unito il Teatro alla Scala al Conservatorio G. Verdi di Milano e alla Biblioteca Nazionale Braidense nella realizzazione di uno studio su “I palchi e i palchettisti del Teatro alla Scala (1778-1920)”. La ricerca, coordinata per il Teatro da Franco Pulcini, è stata condotta da studenti e diplomati del Conservatorio selezionati mediante un bando per borse di ricerca, con il controllo scientifico di Pinuccia Carrer, Docente di Discipline musicologiche dell’Istituto, di Antonio Schilirò quale ideatore del progetto ed esperto esterno e di Massimo Gentili Tedeschi per la Biblioteca Braidense.

I risultati della ricerca sono stati raccolti in un database che traccia, palco per palco, la mappa di tutti i proprietari e degli ospiti del Teatro dal 1778 al 1920, anno dell’esproprio, e che costituisce il supporto scientifico del percorso espositivo. Qui si ripercorre la storia delle grandi famiglie milanesi, dai Trivulzio, ai Litta, ai Belgiojoso, ai Visconti, le cui vicende si intrecciano a quelle dei patrioti, come Luigi Porro Lambertenghi, Federico Confalonieri e Silvio Pellico, oltre ai grandi letterati da Stendhal a Foscolo, da Parini a Manzoni.

Il sito web che raccoglie tutti i materiali della ricerca sarà visibile all’interno della mostra dall’8 novembre e sarà online e consultabile dal pubblico dal 7 dicembre 2019.

La mostra è sostenuta da JTI (Japan Tobacco International), Partner istituzionale del Museo Teatrale alla Scala. Con la pubblicazione del catalogo della mostra “Nei palchi della Scala. Storie milanesi”, continua la proficua collaborazione tra l’Istituto della Enciclopedia Italiana e il Teatro alla Scala di Milano, volta a tutelare e diffondere l’immenso patrimonio culturale del nostro Paese. Prosegue, quindi, un percorso già iniziato con la pubblicazione dei cataloghi delle mostre “Gioachino Rossini (1792-1868) al Teatro alla Scala” e “La Magnifica Fabbrica. 240 anni del Teatro alla Scala da Piermarini a Botta”.

Nel Ridotto dei Palchi ‘Arturo Toscanini’ diciotto pannelli rievocheranno gli intellettuali, i grandi artisti, le personalità della politica nazionale e internazionale ospitati nei palchi della Scala dal dopoguerra a oggi: dal Presidente Luigi Einaudi a Rita Levi Montalcini, dalla Senatrice Liliana Segre a Eugenio Montale, da Maria Callas a Patrice Chéreau. Ogni sera il pubblico della Scala sa di accedere a un luogo in cui cultura e mondanità si sovrappongono senza escludersi.

Il percorso della mostra inizia all’ingresso del Museo con un grande ritratto di Guido Visconti di Modrone, benefattore della Scala che nel 1898 riuscì a riaprire il Teatro dopo una chiusura durata più di un anno. Ma i Visconti sono anche tra i più significativi rappresentanti dei palchettisti, famiglie milanesi che per quasi centocinquant’anni hanno trasformato il Teatro in quel “gran salotto che concentra tutti i salotti di Milano”, diceva Stendhal.

Scorrendo le numerose riproduzioni dei ritratti dei palchettisti della Scala, sempre eseguiti da importanti artisti tra cui Francesco Hayez, si osserva il mutamento della società milanese e italiana nel corso dei decenni. Dagli anni dell’Illuminismo lombardo all’età napoleonica, dalla Restaurazione all’Unità d’Italia, si coglie il passaggio fondamentale della classe dirigente dall’aristocrazia alla grande borghesia industriale. Alcuni documenti dell’Archivio Ricordi riguardanti Giuseppe Verdi e Giacomo Puccini testimoniano la consuetudine con cui i compositori frequentavano la Scala in alcuni passaggi della loro carriera.

Salendo al secondo piano del Museo si accede al percorso espositivo vero e proprio. Si comincia con una sezione storica (sale 2 e 3) che, oltre ad alcune riproduzioni di incisioni d’epoca, rievoca come le famiglie milanesi vivessero il teatro quotidianamente, con i palchi arredati quasi fossero un’estensione delle loro abitazioni: saranno esposti arredi originali e due tavole da gioco che si usavano durante gli spettacoli. Due sale (la 4 e la 5) ospiteranno diverse immagini del servizio fotografico realizzato da Giovanni Hänninen in cerca di un nuovo punto di vista sugli interni della Scala. Infine l’ultima sezione del percorso (sale 6 e 7) è un richiamo agli anni Cinquanta e Sessanta, gli anni della ricostruzione e del boom, in cui la moda ha iniziato a diventare protagonista a Milano, rendendo la Scala la più grande vetrina di eleganza del nostro Paese: abiti firmati da stilisti di allora (tra cui Curiel, Schön, Valentino, Capucci) saranno esposti in un ambiente che richiama l’atmosfera di un palco. Infine protagoniste dell’ultima sala saranno alcune grandi dame degli anni Cinquanta e Sessanta, da Grace Kelly a Elisabeth Taylor a Valentina Cortese, sempre in abito da sera in occasione delle inaugurazioni di stagione che hanno reso la Scala una vetrina internazionale.

Il percorso della mostra includerà inoltre tre postazioni su cui i visitatori potranno consultare un nuovo sito web che si presenterà come una vera e propria mappa digitale del Teatro che renderà disponibili tutte le informazioni della Ricerca sui palchettisti ordinata nel database, con un imponente numero di informazioni sulle famiglie più importanti della storia di Milano.

Il Teatro alla Scala ha intrapreso nel corso dell’estate 2019 un importante intervento sui palchi per migliorare l’acustica della sala. Su sollecitazione dagli stessi membri dell’orchestra e sulla base dei risultati di una ricerca svolta da Jürgen Reinhold dello studio Müller-BBM di Monaco, è iniziato il processo di rimozione delle imbottiture dalle pareti, la cui tappezzeria sarà applicata direttamente al cartongesso sottostante, e modificate le imbottiture dei poggiagomiti. Nel corso di questa prima estate i lavori, iniziati in occasione della chiusura del Teatro, hanno interessato tutti i palchi del primo ordine mentre nei due prossimi anni proseguiranno con gli altri ordini. Con questo nuovo intervento, basato su nuovi studi e sull’esperienza maturata negli anni successivi alla ristrutturazione, la Scala prosegue una serie di modifiche alla struttura tendenti ad avvicinare sempre di più l’acustica a un livello ottimale.

Facebooktwitterpinterestlinkedinmail

Il Museo di Casa Martelli dedica un approfondimento a Camilla Medici

Firenze. Nella ricorrenza del cinquecentenario della nascita di Cosimo I de’ Medici (1519-1574), il Museo di Casa Martelli ha realizzato un approfondimento espositivo dedicato a Camilla Martelli Medici: sposa di ‘privata fortuna’ del granduca di Toscana, che sarà inaugurato al pubblico nel Salone da Ballo del Museo di Casa Martelli alla presenza di Paola D’Agostino, direttore dei Musei del Bargello.

Il percorso espositivo curato da Francesca de Luca, responsabile del Museo, raccoglie testimonianze archivistiche, incisioni e medaglie che mirano a ripercorrere e approfondire le vicende biografiche di questa illustre rappresentante della famiglia: l’ascesa di Camilla nelle grazie di Cosimo, di cui fu inizialmente amante; le nozze celebrate nel 1570 in segreto secondo il rito morganatico (in modo da negarle diritti sui titoli e sui privilegi del coniuge); e la repentina caduta, vittima delle insidie tese dalla famiglia granducale e delle logiche dell’opportunità sociale e politica.

Una scelta di documenti attesta da un lato l’accorata rivendicazione di Cosimo del suo diritto a una vita ancora gratificante e dall’altro la reazione prima attonita poi ostile del figlio Francesco (1541-1587) al secondo matrimonio del padre. Pur appartenendo al patriziato fiorentino, la famiglia di Camilla era economicamente modesta e il comportamento della giovane, che aveva ottenuto doni per sé, titoli per il padre e una dote per la sorella, non fu a lungo amorevole verso il marito. Dopo un ictus invalidante che colpì Cosimo nel 1573, Francesco scrisse un protesto per impugnare le donazioni del padre a favore di Camilla e della figlia Virginia (1568-1615); alla morte di Cosimo, il 21 aprile 1574, fece scortare Camilla in clausura alle Murate, da dove poi la fece trasferire nel convento di Santa Monaca. Dall’Archivio di Stato provengono gli inventari dei suoi beni (tra cui molti gioielli) che fu obbligata a donare alla figlia. Salvo rarissime occasioni (le nozze di Virginia con Cesare d’Este (1562-1628) il 6 febbraio 1586, una breve parentesi nella villa di Lappeggi nel 1588, il matrimonio il 25 maggio 1589 del granduca Ferdinando (1549-1609)), rimase reclusa, fra depressione e disturbi nervosi, fino alla sua morte avvenuta il 30 maggio 1590.

Di Camilla non si è conservato nelle collezioni dinastiche alcun ritratto ufficiale; l’unica sua effige ritratta dal vivo ad oggi nota è sulla medaglia di Pastorino Pastorini del 1584. Con l’estinzione del casato mediceo nel 1737 ci fu un risveglio di interesse verso di lei, come provano tre medaglie coniate da Antonio Selvi nel 1737-39, derivate dal ritratto di Pastorini, ma con tre diversi emblemi sul retro, e un’incisione del 1761 su disegno di Giuseppe Zocchi, da un prototipo noto da una copia tarda, (che però, secondo la critica, raffigura più probabilmente Eleonora de Toledo, moglie di Pietro di Cosimo I), opere entrambe appartenenti a serie dedicate all’iconografia dei Medici.

Annoverate fra le glorie familiari ancora nel XIX secolo, le nozze di Camilla sono raffigurate in un affresco su uno dei tre soffitti della quadreria di Casa Martelli rinnovati da Niccolò Martelli (1778-1853) nel 1820, dove la giovane affianca Cosimo che la invita a entrare a Palazzo Pitti; negli stessi anni il canonico di san Lorenzo Cipriano Benassai, autore dell’albero genealogico storico – ragionato della famiglia, ne scrisse una corposa biografia.

L’approfondimento espositivo si inserisce nel calendario delle celebrazioni per il Cinquecentenario dalla nascita di Cosimo I e Caterina de’ Medici (1519-2019) coordinato dal Comune di Firenze ed è stato allestito da Maria Cristina Valenti, architetto dei Musei del Bargello, con il supporto di Civita – Opera Laboratori Fiorentini.
“Camilla Martelli Medici: sposa di privata fortuna” sarà visitabile gratuitamente fino 25 febbraio 2020, durante gli orari di apertura al pubblico del Museo di Casa Martelli.

Facebooktwitterpinterestlinkedinmail

Alla scoperta della tomba di Dracula a Napoli: un viaggio tra arte e leggenda

Napoli. La Chiesa di Santa Maria La Nova è uno straordinario monumento architettonico che ospita le opere di famosi pittori napoletani, apprezzatissimo dai visitatori che sempre più numerosi accorrono a Napoli da ogni parte del mondo.

La Chiesa, con la sua solenne facciata in stile rinascimentale, ha una pianta a croce latina ed è dotata di un’unica navata piastrellata e presenta una serie di cappelle che si aprono largamente su entrambi i lati. Vi si accede attraverso una ripida scala in roccia trachitica protetta da una balaustra in marmo. Il soffitto a cassettoni, in legno dorato, è tra le innumerevoli “perle” custodite nell’edificio: è una vera fortuna poterlo ancora osservare nella sua interezza e maestosità e ciò è possibile soltanto grazie all’attenta opera di conservazione che del soffitto fu fatta durante i bombardamenti che colpirono il capoluogo campano nel corso della seconda guerra mondiale.

Se il “Chiostro Maggiore” è degno di nota per le sue pareti raffiguranti scene della vita di San Francesco d’Assisi, di altrettanto interesse per l’amante delle cose artistiche è il “Chiostro Minore”, a cui è strettamente collegata la leggenda della tomba di Dracula, nome di fantasia riferito al terribile Vlad Tepes III di Valacchia, detto l’impalatore per le assurde e incredibili modalità di esecuzione a cui ricorreva per sterminare i nemici.

Recenti ricerche hanno offerto una interessante ricostruzione della vicenda. Tutto è partito dalla presenza della presunta figlia di Vlad, Maria, nella corte aragonese e all’alleanza dell’ordine del Drago che vide legati il reame napoletano e quello di Valacchia, entrambi impegnati in difesa contro i turchi ottomani. A supporto di questa tesi, all’interno della cappella Turbolo di Santa Maria la Nova è stata recentemente trovata una misteriosa iscrizione dai caratteri incomprensibili: il testo dell’epigrafe, da quanto si è scoperto, è scritto, in realtà, in un linguaggio ancora oggi sconosciuto. L’unico elemento decifrato è appunto il nome “Vlad”, che ricorre più volte, e che lascia forse intendere una sepoltura del temuto combattente.

Numerosi sono gli studiosi accorsi a Napoli destati dalla curiosità della notizia e sicuramente altre ricerche verranno compiute per dimostrare la veridicità di questa possibilità.

Il complesso della Chiesa di Santa Maria La Nova è aperto al pubblico e con continuità si organizzano visite guidate, tra cui anche alcune suggestive visite notturne che aiutano i visitatori ad immergersi nell’atmosfera oscura suscitata dalla rievocazione del conte Dracula, per respirare l’aria di un ambiente offuscato dagli antichi echi del mondo slavo e per vivere un po’ di magia che sempre Napoli sa offrire ai suoi visitatori.

Facebooktwitterpinterestlinkedinmail

Al Museo delle Civiltà di Roma la mostra “Avvicinàti amici, c’è Busacca”

Roma. Grandissimo successo di pubblico e critica al Museo delle Civiltà, lo scorso 26 ottobre, per l’inaugurazione della mostra “Avvicinàti amici, c’è Busacca”.
In occasione della Giornata Nazionale del folklore e delle tradizioni popolari, il Muciv ha reso omaggio al Re dei Cantastorie ospitando, a trent’anni dalla scomparsa, una mostra contenente cartelloni, locandine, foto, dischi, libretti, documenti ufficiali e cimeli di famiglia.
L’evento patrocinato dal Mibact, Istituto Centrale per i Beni sonori ed audiovisivi, Istituto Demoetnoantropologico, Comune di Paternò, Museo Casa del Cantastorie, Università di Messina, SIEDAS, è stato introdotto da una conferenza a cui hanno preso parte i Direttori dei tre Istituti: Filippo Gambari, Leandro Ventura, Sabina Magrini, il Sindaco di Paternò, Città natale di Ciccio Busacca, l’Avv. Claudia Barcellona, che si occupa di tutela e management del patrimonio immateriale del Cantastorie, il dott. Alessandro Nicolosi, Responsabile del Museo Casa del Cantastorie e Francesca Busacca, nipote dell’artista paternese e Presidente dell’Associazione organizzatrice.
Ciccio Busacca è non solo il più importante cantastorie italiano, ma è anche uno dei primi artisti ad aver utilizzato l’espressione artistica in favore della cultura antimafia.
Vittima della mafia egli stesso, costretto a lasciare l’amata Sicilia unitamente alla propria famiglia a causa delle minacce subite, lottò fino alla fine per risvegliare le coscienze delle masse, dicendo “no” ai soprusi, al capolarato, denunciando la corruzione delle classi politiche ed ecclesiastiche.
In “esilio” al nord, ebbe supporto dapprima dall’amica Rosa Balistreri, poi da Dario Fo e Franca Rame, con cui fondò La Comune e iniziò un sodalizio artistico fruttuoso e durevole.
La mostra, visitabile per tutto il mese di novembre, fa parte di una serie di iniziative, volte anche e soprattutto in favore dei giovani, che si protrarranno fino al prossimo settembre in diverse parti d’Italia con il duplice intento di rendere omaggio a questo rappresentante della cultura italiana e di ribadire, forte, deciso, il “No Mafia”.
La manifestazione segna anche l’avvio di un’importante collaborazione fra il Comune di Paternò, patria dei cantastorie, il Muciv e l’Icbsa.

Facebooktwitterpinterestlinkedinmail

L’epoca della principessa Sissi rivive nei saloni di Palazzo Brancaccio

Roma. Domani, venerdì primo novembre, si terrà, a partire dalle ore 17.30 a Palazzo Brancaccio a Roma, la XIV edizione del tradizionale Gran Ballo di Sissi, tenuta dalla Compagnia Nazionale di Danza Storica.
Dalle ore 17.30 gli eleganti saloni di Palazzo Brancaccio apriranno le loro porte ad oltre 100 ballerini e ospiti in costume dell’800, che prima saranno accolti dallo spettacolo “Sissi, ritratto in Musica della Principessa” con Gaia Vazzoler al pianoforte e l’attrice Claudia Natale, e poi daranno vita a uno spettacolare crescendo di valzer, quadriglie, contraddanze, polche e mazurche.
Il programma del Gran Ballo di Sissi è quello originale della Compagnia Nazionale di Danza Storica che ha dato enormi soddisfazioni nell’organizzazione di eventi come il Gran Ballo del Bicentenario del Congresso di Vienna a Schonbrunn, il Gran Ballo per il Governatore di Astraskhan in Russia, il Gran Ballo dell’800 per il Re e la Regina della Malesia a Kuala Lumpur, allestito anche per i Cavalieri di Malta nel Palazzo Storico di La Valletta, a Budapest, allo Sferisterio per il Macerata Opera Festival ed a Torre del Lago per il 65° Puccini Festival, il Gran Ballo del Regno delle Due Sicilie alla Reggia di Caserta ed il Gran Ballo dell’800 sul Lago di Como al Teatro Sociale.
La serata avrà inizio nel bellissimo Parco Naturale tra ruderi romani, fontane e piante secolari; in seguito gli ospiti verranno accolti nelle splendide sale del Palazzo.
Quest’anno, per la prima volta, l’evento si svolgerà nel maestoso Piano Nobile di Palazzo Brancaccio, ricco di stucchi, affreschi e arredi incantevoli. In un’atmosfera pregna di romanticismo ottocentesco coloro che parteciperanno – nobili, imprenditori, personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo, italiani ed europei – si lasceranno coinvolgere dal gioco brioso e divertente del Ballo. Immersi nella dimensione storica, gli ospiti omaggeranno il ricordo del primo viaggio in Italia di Elisabetta di Baviera, nel novembre 1856, quando il popolo si mostrò freddo e ostile nei suoi confronti, a causa del regime militare imposto dagli Asburgo.
Oggi il mito di Sissi, incarnato soprattutto nel volto cinematografico di Romy Schneider, film andato in onda per la prima volta nel 1955, è davvero acclamato con affetto.
La Compagnia Nazionale di Danza Storica ricostruisce danze secondo vari livelli: un livello per principianti e, via via che si progredisce, un livello con passi più complicati e codificati. Si tratta di danze che si possono svolgere coralmente con gruppi che non si conoscono, mentre altre richiedono uno studio della coreografia tutti insieme. C’è il recupero di queste danze, per non disperderle, per far in modo che anche il pubblico le conosca e che viva quell’eterno romanticismo delle epoche passate.

Facebooktwitterpinterestlinkedinmail

Le nuove tecniche di tessitura protagoniste del progetto “A COLLECTION”

Torino. Parte da Torino il 31 ottobre “A COLLECTION”, la prima tappa di un grande progetto che intreccia la ricerca contemporanea di giovani ma affermati artisti del panorama italiano alla visione creativa delle nuove tecniche di tessitura. Il progetto prende forma in 10+1 affascinanti grandi arazzi contemporanei realizzati con straordinari filati ottenuti dalla lavorazione della plastica riciclata. Un’operazione per affermare come sia possibile, con la ricerca tecnologica e la creatività, unire l’attenzione per l’ambiente alla produzione di opere d’arte realizzando, da un prodotto considerato “rifiuto”, un oggetto contemporaneo di alto livello, di lusso in quanto opera d’arte.

“A COLLECTION” è fortemente innovativo sia nella forma artistica sia nella sua realizzazione pratica.

Il progetto, curato da Chiara Casarin con gli arazzi realizzati dal Maestro tessitore Giovanni Bonotto, vede la partecipazione di dieci artisti invitati: Giuseppe Abate, Thomas Braida, Nebojša Despotović, Manuel Felisi, Alberto La Tassa, Elena Mazzi, Ruben Montini, Giovanni Ozzola, Fabio Roncato, Giuseppe Stampone.

La prima tappa di “A COLLECTION”, ideata da Giovanni Bonotto e Chiara Casarin nel 2018 e che a Torino vede la sua prima espressione pubblica, è realizzata in collaborazione con Opera Barolo, che ospita l’esposizione nel prestigioso Palazzo barocco sede dell’Ente collocato nel cuore storico di Torino. Da qui partirà e verrà presentato nelle più importanti e prestigiose sedi del contemporaneo internazionale in un percorso che si svilupperà nei prossimi anni.

Il progetto è la materializzazione di un semplice assunto: i filati ottenuti dal riciclo della plastica, grazie alle loro infinite cromie e matericità, possono comporre arazzi dettagliati e raffinatissimi. La plastica, proveniente per lo più dalle bottigliette che inquinano i mari, viene lavorata mediante un processo meccanico di fusione e filatura. La trasformazione della cosiddetta materia prima-seconda è condotta in maniera ecologia, sostenibile e produttiva e procede fino allo stadio finale in cui delicati sistemi di manipolazione consentono di ottenere filati che simulano alla perfezione quelli di origine naturale, anzi, le loro caratteristiche ne sono ulteriormente valorizzate.

Lo spessore, la texture, il volume possono risultare differenti a seconda della lavorazione e diventano elementi perfetti per ogni tipo di utilizzo anche, soprattutto, quello creativo. Questo processo, che ha richiesto anni di studio, è ora messo al servizio della produzione artistica contemporanea e si configura come un nuovo linguaggio per la realizzazione di opere d’arte inedite.

L’esposizione di “A COLLECTION” a Torino durerà fino al 15 dicembre; al suo fianco un intenso public program realizzato grazie al coinvolgimento delle istituzioni culturali del territorio metterà a fuoco i temi che ruotano intorno alla mostra: arte, sostenibilità, economia circolare e innovazione.

Facebooktwitterpinterestlinkedinmail

La Luna nell’obiettivo, tra effimero ed eterno

Parma. Effimero ed eterno: due aggettivi che trovano una perfetta sintesi nell’immagine dello sbarco sulla luna, piccolo passo per l’uomo, grande passo per l’umanità, ancora oggi considerato letteralmente incredibile dai dietrologi dello spazio e comunque capace di incarnare, per la maggior parte dei terrestri, l’idea di qualcosa di lontano ma non troppo, tecnicamente intangibile eppure prepotentemente concreto grazie a una copertura mediatica di carattere globale. Di più, universale.
L’intreccio di tutti questi elementi, la superficie pallida inquadrata senza pudore e senza veli in una sorta di voyeurismo galattico, giustifica e offre lo spunto per riflettere sull’allunaggio e sul recente passato dell’uomo oltre l’orbita familiare attraverso gli scatti in mostra dal 18 ottobre al 24 novembre 2019 – con vernissage alle 21:00 del 17 ottobre – allo Spazio BDC28 di Parma, riuniti sotto il titolo di “The Bright Side of the Moon – fotografie vintage dagli archivi Nasa”. Organizzata a margine della decima edizione di ColornoPhotoLife, in programma dal 18 al 20 ottobre alla Reggia di Colorno e dedicata al tema “L’effimero e L’eterno”, l’esposizione celebra i 50 anni dello sbarco lunare di Neil Armstrong e soci con 170 fotografie vintage degli archivi NASA relative ai primissimi lanci e training (1950 – 1966) e alle missioni dei programmi Mercury (1960 – 1963), Gemini (1964 – 1966) e Apollo (1966 – 1972), oltre a 2 roadbook di Apollo 13 e Apollo 15.
Inaugurato ad Artefiera a Bologna nel Gennaio 2016, BDC – Bonanni Del Rio Catalog è il progetto di Lucia Bonanni e Mauro Del Rio riunisce l’insieme delle attività e delle produzioni organizzate dalla coppia relative all’arte contemporanea: una serie in divenire di eventi, oggetti e luoghi, ognuno identificato da un numero progressivo. Il quartiere generale di BDC è BDC28, chiesa sconsacrata nel centro storico di Parma, dove si sviluppa la più lunga ed elegante via porticata della città. Qui, nel Seicento una confraternita legata alla Chiesa di San Benedetto fondò l’oratorio di Santa Maria della Pace. Agli inizi del Novecento l’istituto religioso fu sconsacrato, quindi riconvertito a officina meccanica, e in seguito a garage, finché nel 2015 è stato recuperato e riaperto alla città di Parma con il progetto BDC. Oggi è un centro dedicato all’arte contemporanea: fotografia, disegno, musica live, performance, incontri.
Proprio qui, “BDC49 – The Bright Side of the Moon” apre uno scorcio interplanetario portando a Parma un frammento del ruolo della fotografia nel programma spaziale americano degli anni ’60 e ’70, parte integrante del proposito scientifico delle missioni ma anche strumento indispensabile per cogliere e mostrare a tutti un momento capitale nella storia del mondo, fuori dal mondo. Non è eccessivo considerare la fotografia come un elemento chiave nell’operazione mediatica che gli istituti della NASA realizzarono al fine di catturare l’attenzione del pubblico e risvegliare un sentimento collettivo di partecipazione al piano di esplorazione dello spazio. Gli scatti qui esposti, presentati nei più grandi musei del mondo e attualmente in mostra al MET di New York, sono gli stessi originariamente usati dalla NASA sia come oggetto di studio e approfondimento scientifico, sia come documentazione ufficiale da sottoporre agli investitori, oltre che ovviamente per scopi pubblicitari e di divulgazione.
La collezione privata include nel complesso un numero impressionante di fotografie prodotte dalla NASA dall’inizio del programma Mercury. L’autenticità degli scatti è comprovata non solo dalla tipologia di pellicola scelta e dal carattere fotografico usato, ma anche avvalorata dal timbro dell’ente spaziale. In bianco e nero o a colori, queste fotografie sono tutte testimonianze dal pregio inestimabile: le prime erano, infatti, normalmente prodotte durante il periodo di training precedente l’operazione spaziale, mentre quelle a colori furono scattate nella fase del lancio e della missione. Oltre a vantare un indiscutibile valore scientifico, storico e culturale, questi scatti possiedono un’intrinseca e intramontabile qualità artistica che documenta la bellezza della Terra e degli altri oggetti celesti, catturando allo stesso tempo il coraggio e l’audacia dello spirito umano.
La mostra – a ingresso gratuito – è aperta tutti i venerdì, sabato e domenica, dal 18 Ottobre al 24 Novembre 2019, dalle 16:00 alle 20:00.

Copyright NASA – courtesy Photology

Facebooktwitterpinterestlinkedinmail

Si conclude con successo la quarta Assemblea Nazionale SIEDAS

Milano. La seconda giornata della IV Assemblea Nazionale SIEDAS, Società Italiana Esperti di Diritto delle Arti e dello Spettacolo, si è svolta lo scorso 12 ottobre, a partire dalle ore 9.30, sempre presso la Sala della Passione della Pinacoteca di Brera.
L’apertura dei lavori ha visto l’intervento del Presidente SIEDAS, Prof. Avv. Fabio Dell’Aversana, che subito dopo ha ceduto la parola agli stimati relatori provenienti dal mondo accademico: Luigi Lombardi Vallauri, già Docente dell’Università degli Studi di Firenze; Maria Agostina Cabiddu, Docente del Politecnico di Milano; Alberto Pizzati Caiani, Presidente VISIONICA Onlus; Filippo Annunziata, Docente dell’Università Commerciale “Luigi Bocconi” di Milano; Guido Guerzoni, Docente dell’Università Commerciale “Luigi Bocconi” di Milano; Francesco Fabbiani, Docente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore; Fortunato D’Amico, Docente del Politecnico di Milano; Giulio Ceppi, Docente del Politecnico di Milano; Giancarlo Lacchin, Docente dell’Università degli Studi di Milano “La Statale”; Alberto Garlandini, Vicepresidente ICOM Italia; Alessandra Pescetta, Docente della Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia. Un’occasione per conoscere i differenti ruoli e le numerose esperienze dei relatori presenti ma soprattutto per disquisire di bellezza, termine spesso abusato, le cui molteplici accezioni meritano doverosi approfondimenti: diritto alla bellezza estetica ed etica, sollievo dalle angosce del quotidiano, difesa e tutela del patrimonio culturale di cui l’Italia si fregia. Al termine della sessione mattutina sono intervenute anche Angelica Speroni, già Presidente della Conferenza Nazionale dei Presidenti delle Consulte degli Studenti di Accademie di Belle Arti e ISIA, insieme a Gianluca Porzio, nuovo Presidente, e Antonella Cinquepalmi, Presidente della Conferenza Nazionale dei Presidenti delle Consulte degli Studenti degli Istituti Superiori di Studi Musicali.
Grazie al Dott. Alessandro Coscia, Responsabile Ufficio Mostre della Pinacoteca di Brera, i Soci che ne hanno fatto richiesta hanno goduto di una visita guidata attraverso le magnifiche sale del palazzo: un viaggio nel tempo alla scoperta di tesori artistici di inestimabile valore. Terminata una breve pausa pranzo, i presenti hanno partecipato alla visita guidata del Museo “Poldi Pezzoli”, struttura che raccoglie al suo interno opere d’arte di matrice italiana appartenute alla cospicua collezione di Gian Giacomo Pezzoli.
Il fulcro della seconda giornata è stato di certo la proiezione del film “Viaggio in Italia. La Corte Costituzionale nelle carceri” che ha avuto luogo presso l’Aula Magna SIAM, Società d’Incoraggiamento d’Arti e Mestieri. Il film si ispira all’omonima iniziativa (che non ha precedenti nella storia della nostra Repubblica) avviata dalla Corte Costituzionale nel 2018 e partita dal carcere romano di Rebibbia dove i giudici costituzionali hanno incontrato 250 detenuti e detenute. L’incontro è stato seguito in diretta streaming da 11mila detenuti di altre carceri italiane. Di quella iniziativa il film di Cavalli racconta soltanto le prime sette tappe: Rebibbia femminile, San Vittore a Milano, Marassi a Genova, Terni, Lecce sezione femminile, Firenze Sollicciano, Carcere minorile di Nisida. In questi luoghi si recano, rispettivamente, il presidente Giorgio Lattanzi, la vicepresidente Marta Cartabia, i giudici Francesco Viganò, Giancarlo Coraggio, Daria de Pretis, Silvana Sciarra, Giuliano Amato. Ad accompagnarli, l’agente della polizia penitenziaria Sandro Pepe.
Forte commozione in sala durante la visione della pellicola: conoscere le storie di un’umanita spesso ghettizzata ha scosso gli animi dei presenti mostrando come l’empatia e la comprensione per un vissuto problematico siano la chiave giusta per rapportarsi con il prossimo, travalicando ogni rigida distinzione dei ruoli. Dopo il film, le riflessioni sono state affidate a Francesco Viganò, Giudice della Corte costituzionale; Lucia Castellano, Direttore Generale per l’Esecuzione Penale Esterna e di messa alla prova – Ministero della Giustizia; Felice Paolo Isnardi, già Sostituto Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Milano e a Fabio Cavalli, apprezzato regista del film. Moderatore dell’incontro è stato lo scrittore e regista Italo Moscati.
Spazio, poi, per una gustosa cena presso lo “Swiss Corner”, locale tra i più rinomati della vivace movida milanese, dove ha avuto luogo anche la finale del contest “Beyond Sound Mission”, organizzato da SIEDAS in collaborazione con la piattaforma musicale MusPlan. L’evento è stato presentato dall’Avv. Claudia Barcellona, Ufficio Management SIEDAS. Ad esibirsi in modalità unplugged sono state quattro band: Iacopo Ligorio & Le Canzoni Giuste, Atwood, Gemini Band e Duna. L’eminente giuria, composta da Marcello Balestra, Creative Art Director, dal Producer Valter Marchesoni e da Teodoro Gargiulo, manager e consulente di diritto musicale per Totally Imported, ha decretato come vincitori ex aequo Iacopo Ligorio & Le Canzoni Giuste, che parteciperanno anche al MEI 2020, insieme a Duna mentre Atwood parteciperà all’Italian Music Contest organizzato da DifferentEvent. I vincitori, inoltre, si sono aggiudicati per un intero anno la consulenza legale e manageriale offerta dai Soci esperti SIEDAS.
La sessione conclusiva della IV Assemblea Nazionale SIEDAS, destinata esclusivamente ai Soci, si è svolta domenica 13 ottobre a partire dalle ore 9.30, sempre presso la Sala della Passione della Pinacoteca di Brera. Il Vicepresidente Prof. Avv. Emilio Tucci ha aperto i lavori tracciando un bilancio dei risultati ottenuti, auspicando un impegno sempre maggiore nell’ottica di una giusta promozione e valorizzazione della realtà SIEDAS. La Dott. Francesca Salvato, Ufficio Stampa SIEDAS, ha invece stilato la relazione consuntiva per l’anno sociale 2018/2019.
Rimodulazione degli incarichi e nuove nomine per alcuni dei Soci presenti: l’Avv. Maria Rosaria Santangelo è il nuovo Segretario Generale, eletto all’unanimità, mentre l’Ufficio Relazioni Istituzionali è stato affidato all’Avv. Annaluce Licheri e l’Avv. Stefania Tomaro è il nuovo responsabile degli Affari Generali. La responsabilità dell’Ufficio progetti SIEDAS è stata affidata in via esclusiva alla Dott. Sara del Grosso.
Grande soddisfazione è stata espressa dal Presidente SIEDAS, Prof. Avv. Fabio Dell’Aversana, che ha ringraziato i presenti per l’entusiasmo profuso, la partecipazione ed i contributi offerti dando appuntamento a tutti per le prossime iniziative.
L’Assemblea Nazionale si è conclusa con un brindisi di saluto presso gli eleganti ambienti di Spazio BIG SantaMarta.
Si ringraziano ancora una volta per il prezioso contributo FC Associati, in particolare la responsabile delle relazioni esterne Dott. Giovanna Repossi, Sopramaresotto, Spazio BIG SantaMarta, Keep On, l’IPSAR “Amerigo Vespucci” di Milano. Media Partner dell’evento sono Arti e Spettacolo, la rivista culturale di SIEDAS, e Radio Radicale.

Facebooktwitterpinterestlinkedinmail

Bilancio positivo per la prima giornata dell’Assemblea Nazionale SIEDAS

Milano. Piena soddisfazione per l’ottimo esito della I Sessione Pubblica della IV Assemblea Nazionale SIEDAS, Società Italiana Esperti di Diritto delle Arti e dello Spettacolo, che si è svolta ieri, 11 ottobre, a partire dalle ore 14.00, presso la Sala della Passione della Pinacoteca di Brera.
Il nutrito parterre di relatori, composto da illustri esponenti della filiera culturale, ha parlato della propria esperienza professionale e si è confrontato sul diritto delle arti e dello spettacolo.
Dopo la relazione di apertura del Presidente SIEDAS, Prof. Avv. Fabio Dell’Aversana, i saluti istituzionali sono stati affidati a James Bradburne, Direttore della Pinacoteca di Brera e della Biblioteca Braidense; Livia Pomodoro, Presidente dell’Accademia di Belle Arti di Brera; Giovanni Iovane, Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Brera; Filippo Del Corno, Assessore alla Cultura del Comune di Milano; Ermanno Baldassarre, Consigliere Nazionale Forense.
Alle ore 15.00 si è entrati nel vivo dell’incontro con gli stimolanti spunti di riflessione di Francesca Furst, Segretario Regionale per la Lombardia – Ministero per i Beni e le Attività Culturali; Andrea Miccicchè, Presidente del NUOVO IMAIE; Domenico Piraina, Direttore dell’Area Polo Mostre e Musei Scientifici del Comune di Milano; Sergio Cerruti, Presidente AFI, Associazione Fonografici Italiani; Carlo Morfini, Direttore Generale della Fondazione La Triennale di Milano; Fernando dos Santos, Direttore Generale dell’African Regional Intellectual Property Organization; Steve Della Casa di Rai Radio3.
Grande commozione in sala durante la presentazione del Premio SIEDAS dedicato a Silvia Terebinto, giovane storica dell’arte venuta a mancare lo scorso gennaio. Il Presidente SIEDAS, suo grande amico, ha chiesto alla Dott. Francesca Salvato, Ufficio Stampa SIEDAS, di leggere una struggente lettera indirizzata a Silvia, sottolineando i motivi che hanno spinto SIEDAS ad istituire questo premio.
Momento molto atteso di ogni Assemblea Nazionale SIEDAS è la consegna dei Premi alla Carriera ed anche in questa occasione ci si è potuti fregiare della presenza di nomi di altissimo livello. La sezione diritto è stata rappresentata da Marco Magnifico, la sezione arti da Michelangelo Pistoletto e la sezione spettacolo da Alfredo Rapetti Mogol, in arte Cheope. I premiati hanno ripercorso le fasi salienti della loro carriera professionale, ricordando il peso specifico della cultura italiana e specificando, soprattutto, la necessità di una giusta integrazione del nostro Paese nel panorama mondiale.
In chiusura il Presidente SIEDAS ha consegnato l’Emeritato SIEDAS a Steve Della Casa che ha accolto il prestigioso riconoscimento con grande entusiasmo, auspicando nuove stimolanti collaborazioni con SIEDAS.
Al termine della lunga sessione assembleare, i Soci SIEDAS ed i relatori hanno trascorso la serata presso il ristorante El Porteño Arena, una delle realtà conviviali più prestigiose della città di Milano, dove i presenti hanno gustato piatti tipici della tradizione culinaria argentina in un clima di conviviale armonia.
La II Sessione pubblica si svolgerà oggi, a partire dalle ore 9.30, sempre presso la Sala della Passione della Pinacoteca di Brera.

Facebooktwitterpinterestlinkedinmail

Al via “Tempo al tempo”, Festival dell’Innovazione e della Scienza

Settimo Torinese. In quanti modi viviamo il tempo? Quello del cambiamento climatico, quello delle attese, della comicità, delle scoperte, della musica, tempo che scorre e tempo che non passa mai… una sola parola per moltissimi significati che troviamo nella vita di ogni giorno.

Ed è per questo che “Tempo al tempo” è il titolo scelto per la settima edizione del Festival dell’Innovazione e della Scienza che si terrà a Settimo Torinese dal 12 al 20 ottobre 2019 e che, come ormai da alcuni anni, sconfina nei comuni limitrofi coinvolgendo il territorio circostante.

Attraverso workshop, conferenze e laboratori si parlerà del nostro rapporto quotidiano con il tempo, tema affrontato anche dagli ospiti della rassegna che aiuteranno il pubblico a comprendere in maniera coinvolgente e divertente i temi di carattere scientifico e non solo, anche coinvolgendo le scuole, le industrie e le start-up.

I nomi dei protagonisti, personaggi di primo piano nel panorama nazionale e non solo, saranno rivelati nelle prossime settimane.

Il Festival, caso più unico che raro in Italia, è organizzato grazie al contributo degli sponsor privati ed è interamente realizzato dal Comune di Settimo attraverso la Fondazione ECM (Esperienze di Cultura Metropolitana).

Nato nel 2013 a Settimo Torinese, l’appuntamento ha saputo guadagnarsi negli anni attenzione e credibilità diventando oggi uno dei festival a tema scientifico più seguiti in ambito nazionale.

La genesi a Settimo non è casuale: si tratta di una città che fa dell’innovazione il suo punto forte, grazie alle presenza sul territorio di importanti aziende in campo tecnologico e innovativo e ad un’efficace cooperazione pubblico-privato, il Festival ha l’obiettivo di raggiungere un pubblico trasversale, dagli appassionati di temi scientifici alle famiglie di curiosi, attratti da un programma vario e divertente; dalle imprese innovative all’editoria.

Partendo dall’innovazione il Festival pone tra gli obiettivi principali quello di essere un momento di contaminazione tra arti diverse: pittura, teatro, musica, affinché diventi sempre più una rassegna trasversale che sappia coniugare le nicchie dell’innovazione con l’interesse del grande pubblico.

Facebooktwitterpinterestlinkedinmail