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Roberta Finocchiaro live al Buscadero Day di Ternate

Ternate. Domenica 21 luglio la cantautrice catanese Roberta Finocchiaro si esibirà live in occasione del Buscadero Day al Parco Berrini di Ternate (ingresso libero).

Durante il live, Roberta suonerà alcuni brani tratti da “Something True”, il suo ultimo album di inediti registrato interamente a Memphis (Tennessee). Ad accompagnare la cantautrice sul palco Puccio Panettieri (batteria) e Pierpaolo Ranieri (basso).

“Something True” è stato registrato negli studi della storica famiglia di Sam Phillips a Memphis (Tennessee) ed è prodotto da David LaBruyere e Stephen Chopek, rispettivamente bassista e batterista che hanno accompagnato in tour e negli studi di registrazione John Mayer, e da Simona Virlinzi della Tillie Records. Il sound che troviamo nell’album è diviso tra il folk pop di Nashville e il Funk Soul di Memphis, entrambi suoni che arrivano da ispirazioni anni 70. L’album è disponibile negli store digitali, su tutte le piattaforme streaming e nei negozi tradizionali.

“Something True è un album sincero e delicato ma allo stesso tempo pieno di Groove – racconta Roberta – e rispecchia la mia essenza e l’anima musicale. Something True è l’essere consapevoli che le cose buone arrivano lentamente e con tanta pazienza mantenendo i piedi per terra. Questo album racconta una crescita, un percorso sincero e vero, il diario aperto di una musicista”.

Questa la tracklist dell’album: “Lies”, “Build my heart“, “Be myself”, “Something true”, “Leaf in a hurricane”, “Love changing“, “Paura“, “When I’m starting to love you”, “Honey tree”.

Roberta Finocchiaro è una chitarrista e cantautrice catanese. Fin da piccola coltiva la passione per la musica e a dieci anni inizia a suonare la chitarra e a scrivere le prime canzoni e in seguito impara a suonare anche il pianoforte. Nel dicembre 2014 Roberta viene notata dalla Tillie Records, etichetta discografica di Simona Virlinzi, sorella del produttore discografico catanese Francesco Virlinzi. A settembre 2016 pubblica il primo album “Foglie Di Carta”, dal genere pop/blues/folk e ispirato alle sonorità americane, che Roberta porta in giro per l’Italia con il mini tour “Foglie Di Carta Live”. A dicembre 2016 sale sul palco del Light Of Day (Italia) suonando con alcuni dei musicisti di Bruce Springsteen e il 7 dicembre 2016 apre l’ultima data del Tour “On” di Elisa. A settembre 2017 a Memphis (Tennessee) iniziano le registrazioni del suo secondo album che vanta la partecipazione di importanti musicisti americani tra cui il batterista Stephen Chopek e il bassista David LaBruyere, artisti che vantano collaborazioni live e in studio di registrazione con John Mayer, musicista preferito di Roberta. Nel dicembre 2017 Roberta vince il Fiat Music di Red Ronnie e si esibisce per la prima volta al Teatro Ariston di Sanremo. Nel gennaio 2018 si esibisce ad Asbury Park in occasione del Light Of Day (New Jersey). Nel dicembre 2018 esce l’album “Something True”.

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Ad Operaestate festival il ricordo dei valorosi partigiani di Bassano del Grappa

Bassano. Un uomo, un albero. Un albero, un martire. Dai lecci, testimoni silenziosi della pagina più drammatica della storia di Bassano del Grappa, usciranno voci sommesse che racconteranno le speranze, le idee, la rabbia e la desolazione di nove dei 31 partigiani impiccati dai nazifascisti il 26 settembre 1944. “Erano come foglie, nel vento” è il titolo dell’originale spettacolo che Guido Barbieri e Angela Chiofalo proporranno nello stesso luogo domenica 28 luglio in prima nazionale, produzione di Operaestate festival. A 75 anni dall’eccidio una “Spoon river” per ricordare, uno ad uno, i 31 giovani uccisi in uno dei punti più suggestivi e panoramici della città, Viale XX settembre, poi ribattezzato Viale dei Martiri. Nell’edizione che il festival dedica al tema “della civiltà e della partecipazione”, saranno proprio i cittadini di Bassano, città medaglia d’oro al valore militare per la Resistenza, a prestare la loro voce per dare vita a uno degli appuntamenti più commoventi in cartellone. Sui tronchi degli alberi sono appese da decenni targhe con i nomi e la data di morte delle vittime: ora dalle chiome echeggeranno le voci registrate di decine di volontari, che racconteranno, un frammento dopo l’altro, le storie dei martiri, ricostruite attraverso testimonianze, documenti e memorie. “Dalle targhe manca la data di nascita di quei ragazzi, cioè il percorso della loro breve esistenza. Ed è esattamente questo tragitto che vogliamo trarre dall’oblio – spiega Barbieri -.” Ogni anno si tiene una commemorazione ufficiale: mai prima d’ora, però, il ricordo della strage è stato tradotto nei linguaggi che per antica tradizione sono portatori di memoria: il teatro, la musica, le arti della parola. Lo “spettacolo” che abbiamo immaginato vuole dunque innanzitutto colmare questa assenza.” Un musicista per ogni albero alternerà ai brevi brani il suono del suo strumento: un flauto, un violoncello, un clarinetto. Viene in mente “Alle fronde dei salici” di Salvatore Quasimodo scritta per l’occupazione nazista di Milano. “Gli alberi sono rimasti intatti” – sottolinea Barbieri – nessuna revisione toponomastica gli ha potuti trasformare, sono rimasti immutabili e silenziosi testimoni di ciò che hanno visto. Forse per la semplice ragione che gli esseri vegetali invecchiano molto più lentamente degli esseri umani e a loro sopravvivono per decenni, per secoli, per millenni.”

L’autore definisce “Erano come foglie, nel vento” una via Crucis laica, “un pellegrinaggio che vuole innanzitutto restituire ai ragazzi impiccati quel pezzo di vita che non hanno potuto vivere, che una ingiustizia palese, evidente, flagrante ha strappato loro.” La partenza sarà da Porta delle Grazie, antico accesso alla città, accanto al quale sorge l’omonima Torre ora sede museale. Dalle finestre, tre cittadini bassanesi leggeranno una sorta di lapide sonora dedicata alle vittime, dando il via al pellegrinaggio attraverso le nove stazioni che ripercorreranno il tragitto del camion della morte che trasportava i condannati. A ogni albero i soldati tedeschi, coadiuvati dalle milizie fasciste, legavano un cappio in cui infilavano la testa della vittima. Poi il camion dava una brusca accelerata per fare cadere nel vuoto i corpi dei condannati. Alcuni di loro non morirono subito e furono tirati violentemente per i piedi per accelerare la fine. I cadaveri furono lasciati appesi per 24 ore, esposti a un forte vento che li faceva oscillare in modo macabro.

La processione terminerà nella vicina piazza del Castello degli Ezzelini, dove i musicisti e gli spettatori si raduneranno per ascoltare tre cori cittadini che canteranno la commovente “Signore delle cime”, composta dal Maestro Bepi De Marzi nel 1958. Ma il ricordo dei martiri non si spegnerà in quelle note: i testi di Guido Barbieri continueranno a essere riprodotti dalle chiome, simultaneamente, per tutta la notte, fino all’alba del giorno seguente, sullo sfondo delle montagne che i martiri videro per l’ultima volta prima di dire addio all’esistenza.

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A San Giorgio a Cremano la XIX edizione del Premio “Massimo Troisi”

San Giorgio a Cremano. Torna a San Giorgio a Cremano il Premio “Massimo Troisi”, prestigioso osservatorio sulla comicità giunto alla XIX edizione che quest’anno porta la firma del direttore artistico Gino Rivieccio, attore e regista di vasta esperienza, che ha messo a punto un programma di grandi ospiti e nel segno della cultura e del divertimento. Dal 20 al 27 luglio si alterneranno nei luoghi della città che ha dato i natali al grande Massimo numerosi spettacoli gratuiti e aperti al pubblico; il tutto promosso e organizzato dal Comune di San Giorgio a Cremano nella persona del sindaco Giorgio Zinno, tramite l’assessorato alla cultura retto dall’ assessore De Martino, e con il finanziamento della Regione Campania. Eventi, concorsi, musica, comicità saranno gli ingredienti principali di questa kermesse che darà la possibilità a nuovi autori e comici emergenti di essere giudicati da una giuria di qualità e concorrere così ad ambiti premi e riconoscimenti. Palcoscenico del Premio saranno diverse piazze e spazi della cittadina ai piedi del Vesuvio, per un festival itinerante che darà a tutti la possibilità di partecipare in modo gratuito.
“È tutto pronto per la XIX edizione – afferma il sindaco Giorgio Zinno. Quest’anno, d’accordo con il direttore artistico Gino Rivieccio, la kermesse sarà itinerante, si svolgerà negli spazi aperti della città e sarà gratuita fino ad esaurimento posti. Tra i tanti spettacoli in programma nella settimana di eventi che ci porterà al gran galà finale del 27 luglio, quest’anno abbiamo voluto dedicare anche una serata ad Alighiero Noschese. Naturalmente, fondamentali restano i concorsi con le varie sezioni in gara che, grazie al sostegno dell’assessore De Martino, quest’anno si sono arricchiti ulteriormente con il prezioso contributo dell’Università Federico II. Sarà un Premio all’insegna dell’allegria e del divertimento e ci auguriamo coinvolgente, in cui è evidente la connotazione culturale che caratterizza la città di San Giorgio a Cremano”.
Gino Rivieccio, attore e regista napoletano che quest’anno festeggia i 40 anni di carriera, da neodirettore artistico del Premio Massimo Troisi dice: “Massimo era una maschera unica, nobile, che faceva ridere con quello che diceva ma anche con quello che non diceva, che raccontava le pause con una napoletanità lontana dai soliti modelli stereotipati. A 25 anni dalla morte il suo posto è ancora vuoto”.

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Premio Nazionale Città di Loano: “Da Pasolini al Liscio”

Loano. Un’edizione di grandi omaggi con uno sguardo alla contemporaneità, dal “Canzoniere italiano” di Pier Paolo Pasolini al padre nobile del liscio “Secondo Casadei”: dal 22 al 26 luglio torna a Loano la quindicesima edizione del “Premio Nazionale Città di Loano” per la musica tradizionale italiana, organizzato dall’Associazione Compagnia dei Curiosi in collaborazione con l’Assessorato al Turismo e alla Cultura del Comune di Loano, con il contributo della Fondazione A. De Mari, di Nuovo Imaie (fondi dell’articolo 7 L. 93/92) e il patrocinio della Regione Liguria e dell’ANCI.

Il Premio Loano, principale appuntamento in Italia per la musica di tradizione, conferma per il 2019 la sua vocazione a raccontare la contemporaneità del folk italiano, di tutto quell’universo di musiche che – partendo dal revival della tradizione, dagli strumenti popolari, dalle forme espressive delle culture orali – sanno parlare alla contemporaneità e raccontare il mondo di oggi. È così in un arco simbolico alla ricerca dei molti significati di “musica popolare” – “Da Pasolini al liscio”, come recita il titolo di questa 15a edizione – che si sviluppa il programma del 2019, il secondo con la direzione artistica di Jacopo Tomatis.

Come è nella natura di “laboratorio permanente” del Premio Loano, ai consueti concerti serali nelle splendide location del lungomare di Loano (Spazio Culturale Orto Maccagli) e del Chiostro di Sant’Agostino, si affiancheranno gli appuntamenti pomeridiani con Il Premio incontra…, conversazioni in musica con musicisti e operatori culturali, dalle ore 18 presso i Giardini Nassiriya. Tra le novità di questa edizione, la suggestiva passeggiata al Rifugio “Pian delle Bosse” di Loano che terminerà con il concerto del massimo interprete in Italia di cornamusa Fabio Rinaudo; e il concerto “dopocena” con “La Banda della Ricetta”, un originale spettacolo in cui si canta del buon cibo, con il cibo, con un repertorio divertente e ben condito.

Principale novità dell’edizione 2019 è la produzione originale – che debutterà il 25 luglio, frutto di una residenza artistica a Loano – “LinguaMadre”: il “Canzoniere” di Pasolini, dedicata al “Canzoniere italiano” di Pier Paolo Pasolini, pionieristico progetto di raccolta di poesia popolare pubblicato per la prima volta nel 1955. A partire da questi materiali riscoperti da Pasolini – spesso “muti”, senza musica – quattro giovani musicisti costruiranno un percorso di rilettura e riscrittura, che mescolerà strumenti della tradizione ed elettronica, voci arcaiche e voci contemporanee. Seguendo il filo tematico della “madre” – come figura centrale di molta poesia popolare, e come lingua – la produzione ridarà suono e voce alle poesie raccolte da Pasolini, rileggendole nella contemporaneità, senza filologismi, alla luce di oltre cinquant’anni di musiche popolari. Per quest’operazione di “archeologia creativa”, sono stati scelti quattro tra i talenti più interessanti del nuovo folk italiano: il piemontese Duo Bottasso (vincitore del Premio Loano Giovani), la cantante friulana Elsa Martin, e il polistrumentista calabrese Davide Ambrogio.
“LinguaMadre”, oltre che rappresentare la perfetta incarnazione dello spirito che anima il Premio Loano, segna anche l’inizio della collaborazione con il Premio Andrea Parodi di Cagliari – già ospite nella scorsa edizione – e il festival Mare e Miniere, in Sardegna. La produzione, dopo la prima assoluta di Loano, verrà riproposta nei prossimi mesi.

A dare il via al festival lunedì 22 luglio, il primo appuntamento con il “Premio Incontra…”, che ospita – insieme con il giornalista Ciro De Rosa, i “Tre Martelli”, Premio alla Carriera 2019. Il gruppo alessandrino che ha saputo portare il folk revival piemontese sui palchi di tutto il mondo, superati i 40 di carriera, si racconterà in attesa del concerto della serata, alle 21.30. I “Tre Martelli” si ritireranno il Premio in una formazione allargata, spaziando tra canzoni e balli della tradizione.

Martedì 23 luglio “Premio incontra…” ospita Finisterre, storica etichetta di Erasmo Treglia, Premio alla Realtà Culturale 2019. Sarà l’occasione per ripercorrere (e ascoltare) le musiche di una delle label più influenti sulla scena folk-world italiana, in compagnia del giornalista Ciro De Rosa.
A seguire, ci si trasferirà sul Lungomare alle 20.30 per il concerto “dopocena” con “La Banda della Ricetta”: un concerto-performance dedicato alla cucina tradizionale, quello del quartetto tutto al femminile composto da Clara Graziano, Valentina Ferraiuolo, Teresa Spagnuolo e Carla Tutino. Nel corso della serata, Erasmo Treglia ritirerà il Premio alla Realtà Culturale 2019 per Finisterre.
La serata proseguirà alle 22 con il concerto di Raffaello Simeoni, premiato da una giuria di oltre 50 giornalisti specializzati e studiosi per il miglior album 2018, presenta il suo Orfeo incantastorie accompagnato da un’ampia formazione di musicisti.

Mercoledì 24 luglio il “Premio Incontra” diventa itinerante con una camminata al Rifugio “Pian delle Bosse”, in collaborazione con il C.A.I. di Loano. Ad accogliere il pubblico il concerto di Fabio Rinaudo, dedicato alla scoperta e all’approfondimento di uno degli strumenti principe della musica italiana di tradizione. Segue apericena a cura del Rifugio.
La sera alle ore 21.30 il Premio si trasferirà negli spazi più raccolti del Chiostro di Sant’Agostino per il concerto-spettacolo di Mauro Palmas “Palma de Sols”, affascinante viaggio tra la Sardegna e il Mediterraneo condotto dalla mandola del leader, con l’organo di Alessandro Foresti, le percussioni di Andrea Ruggeri, il basso di Silvano Lobina, il clarinetto e sax di Marco Argiolas e la voce di Simonetta Soro.

Giovedì 25 luglio è invece la giornata dedicata al “Canzoniere italiano” di Pier Paolo Pasolini: si comincia alle 18.00 con la presentazione della produzione originale” LinguaMadre”: il “Canzoniere” di Pasolini. A conversare con Jacopo Tomatis, oltre ai musicisti coinvolti, il giornalista Enrico de Angelis e Domenico Ferraro, editore, studioso e operatore culturale.
A partire dalle 20.00, in collaborazione con la Fondazione CEIS – che nell’ex convento gestisce il centro di accoglienza per richiedenti asilo – sarà proposto l’apericena etnico con degustazione di piatti tipici dei paesi di provenienza dei ragazzi ospitati.
A seguire, si terrà lo spettacolo “LinguaMadre” con il Duo Bottasso (organetto, violino, tromba), Davide Ambrogio (chitarra, lira, percussioni, voce) ed Elsa Martin (voce). Aprono la serata alle ore 21.30 il Duo Bottasso con il sound designer Simone Sims Longo, vincitori del Premio Loano Giovani per il miglior album con Biserta e altre storie, un affascinante racconto sonoro della Tunisia contemporanea. I tre musicisti ritireranno il Premio finanziato da Nuovo Imaie con i fondi dell’articolo 7 L. 93/92.

Il Premio chiude in bellezza venerdì 26 luglio, con un giornata dedicata al liscio e al suo padre nobile, Secondo Casadei. Ad animare “Il Premio incontra” del pomeriggio sarà infatti Riccarda Casadei, figlia di Secondo e responsabile di Casadei Sonora, la vera erede della grande tradizione della musica da ballo romagnola. Converseranno con lei Jacopo Tomatis e il giornalista Pierfrancesco Pacoda.
A partire dalle 20.00, invece, la centralissima Piazza Italia ospiterà la serata finale del Premio, una vera festa popolare con balli, attività per bambini e adulti, circo, laboratori di strumenti musicali, di recupero e giocoleria. Il tutto in attesa, alle 22, del gran concerto finale di Extraliscio, il “Buena Vista Social Club” del liscio romagnolo, super gruppo del liscio più contemporaneo e “post-moderno”, che tiene insieme musicisti come Moreno “il Biondo” Conficconi, già con Orchestra Casadei e Orchestra Grande Evento, Mauro Ferrara (Orchestra Grande Evento), e Mirco Mariani (Saluti da Saturno, Vinicio Capossela). Media Partner del festival: Blogfoolk, Giornale della musica, Radio Popolare.

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Le Terrazze Teatro Festival propone due eventi dedicati agli amici a quattrozampe

Roma. Una kermesse dalla parte degli animali. Le Terrazze Teatro Festival, l’evento estivo al Palazzo dei Congressi diretto da Achille Mellini, dopo aver lanciato la propria campagna contro l’abbandono e in difesa di un’adozione responsabile, in collaborazione con Roma Capitale, scende nuovamente in campo in aiuto degli amici a quattrozampe con un’ iniziativa importante. Sul palco con I Centouno, in scena il 19 luglio, e con l’attore romano Enzo Salvi, in scena il 20 luglio, arrivano infatti gli istruttori di BAU (Animal Urgency), l’attività di primo soccorso cinofilo per educare gli umani a gestire le emergenze in attesa del veterinario. Come intervenire in caso di colpo di calore, attacco cardiaco o come riconoscere un’ostruzione delle vie aeree nel vostro amico a 4 zampe? Anche i nostri animali possono avere problemi di salute ed imparare a riconoscere alcuni segnali più da vicino può aiutarli ed aiutarci.

Poche semplici tecniche da apprendere grazie alla presenza di manichini raffiguranti il cane con il quale, gli istruttori Melissa Caruso e Gabriele Franchi, effettueranno manovre di primo soccorso. A sposare per primo l’idea è stato proprio Salvi che, dopo il successo riscosso la scorsa stagione con lo spettacolo “Io un attore cane” dedicato ai suoi adoratissimi animali (tre cani e tre pappagalli), torna con un’emozionante e divertente recital a tema con tanti nuovi episodi che vedranno come sempre protagonisti: la vivace Labrador Peggy, il Pastore Tedesco Zeus, il Pincher Tyson e i pappagalli Kikko, Jerry e Fly. Anche I Centouno saranno alle prese con un viaggio on the road nel quale incroceranno un cagnolino. Il loro show, “Sono pezzi nostri”, sarà all’insegna dell’amicizia. Ma se vi dicessimo che ad un’ora dal debutto Ezio è fermo a 40 km di distanza con la macchina in panne? Che fare? Iniziare lo spettacolo senza di lui o correre a recuperarlo sperando di fare in tempo per l’orario di inizio? Il dubbio assale Per scoprirlo non resta che sedersi in sala e gustarsi l’ennesima comicissima avventura di questi tre sciagurati ed esilaranti amici. Spettacoli inizio 21.30 ed aperitivo sotto le stelle ore 19.00.

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A Teatro alla Deriva “Tre. Le sorelle Prozorov”

Bacoli. Alle Terme – Stufe di Nerone (Bacoli-NA) Domenica 21 Luglio, alle 21.30, terzo appuntamento dell’8a edizione di “TEATROallaDERIVA” (il teatro sulla zattera), rassegna ideata da Ernesto Colutta e Giovanni Meola, che ne firma la direzione artistica per il settimo anno.

Virus Teatrali presenta “TRE. LE SORELLE PROZOROV”, adattamento e regia di Giovanni Meola, drammaturgia collettiva (del regista e delle attrici) da ‘Tre Sorelle’ di A. Cechov. In scena Roberta Astuti, Sara Missaglia e Chiara Vitiello.
Misurarsi con Cechov contempla una lotta feroce con quanto ha scritto ma ancor di più con il suo “non detto”. Si è così partiti da ‘Tre sorelle’ per giungere ad una riscrittura drammaturgica in grado di mettere in scena i suoi tanti personaggi con sole tre attrici e senza alcun oggetto o scenografia. Con un lavoro profondo sulle relazioni e sui corpi. Insomma, è Cechov anche se non lo è.
Manifestazione teatrale unica in Italia e appuntamento fisso del territorio flegreo, offre un programma di forte impatto ed alternativo. La sua unicità risiede nel far andare in scena gli spettacoli su di una zattera galleggiante sull’acqua, costruita appositamente e posizionata all’interno del laghetto circolare delle Stufe di Nerone.
Scenario suggestivo, distanza dal caos della città, particolarità dello spazio scenico, tutto concorre ad accogliere un pubblico sempre più numeroso, anno dopo anno, nonché quattro spettacoli che proveranno a far ridere, emozionare, pensare, smuovere menti e viscere, in una parola a cercare di creare la magia del teatro.
“Otto anni non sono tanti in assoluto ma lo sono quando una rassegna come questa, che non ha aiuti esterni e si regge sulle proprie gambe sin dall’inizio, riesce a creare un interesse e una partecipazione costanti e crescenti. “TEATRO alla DERIVA” è un piccolo miracolo di resistenza e presenza su un territorio povero di offerte teatrali nei lunghi mesi estivi. Un piccolo miracolo di cui sono onorato di firmare ancora una volta la direzione artistica per un cartellone che, quest’anno, presenta quattro spettacoli eccezionalmente pertinenti allo spazio scenico (unico e particolarissimo) che li ospita. La zattera è stato spazio scenico perfetto per i primi due lavori di questa stagione così come per ‘Tre. Le Sorelle Prozorov”(primo spettacolo da me diretto che decido di ospitare in questi anni), un Cechov riscritto con tre sole attrici, perse ed isolate, del tutto distanziate da una vita davvero vissuta. E location ad hoc sarà anche per “L’Ammore nun è Ammore”, splendida cavalcata tra i sonetti di Shakespeare, ma in napoletano, versi che prendono il volo pur restando con i piedi ben piantati in terra, anzi al confine tra terra ed elemento liquido.
Sono convinto di aver firmato un cartellone di enorme spessore e valore artistico (dal pluripremiato Lino Musella a Virus Teatrali, da Stefano Amatucci al Civico 14), con un carico di potenza evocativa accresciuto dalla location unica e dal calore del nostro pubblico in crescita continua».

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Il Teatro Stabile di Torino rafforza la prima posizione tra i teatri nazionali

Torino. L’assegnazione FUS coincide con la chiusura della stagione teatrale 2018-2019 che segna tre nuovi record per lo Stabile: le presenze agli spettacoli nei teatri direttamente gestiti in sede (Carignano, Gobetti, Limone) aumentano da n. 160.102 a quasi n. 170.000.

Il Presidente Lamberto Vallarino Gancia e il Direttore Filippo Fonsatti esprimono la più viva soddisfazione: “I dati in significativa progressione relativi alla stagione 2018-2019 testimoniano quanto il nostro pubblico apprezzi la programmazione dello Stabile, mentre l’aumento del contributo FUS premia la competitività del nostro Teatro e del festival “Torinodanza” e ne riconosce l’eccellenza artistica, l’efficienza gestionale e la capacità produttiva. Ringraziamo i Soci Aderenti, Città di Torino, Regione Piemonte, Città di Moncalieri, Compagnia di San Paolo e Fondazione CRT, che con il loro convinto sostegno garantiscono lo svolgimento ottimale delle funzioni pubbliche a favore della comunità, contribuendo ad aumentare l’attrattività del territorio. E ancora una volta esprimiamo grande apprezzamento ai direttori artistici Valerio Binasco e Anna Cremonini – concludono Gancia e Fonsatti – grazie ai quali il posizionamento culturale del Teatro si conferma ai massimi livelli nazionali e internazionali. Insieme a loro ringraziamo tutti i dipendenti e gli artisti, che con la loro passione e il loro talento hanno reso possibili questi risultati ambiziosi”.

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Van Gogh, Ermitage e Frida protagonisti dell’autunno firmato Nexo Digital

Milano. Se gli studi più recenti indicano che in media, durante le nostre visite ai musei, sostiamo davanti a un’opera d’arte circa 8 secondi, gallerie e progetti internazionali stanno cominciando ad impegnarsi per promuovere un modo diverso di fruire l’arte, invitando il pubblico allo slow looking, cioè ad “assaporare” appieno il senso e la bellezza di ogni opera, dedicandole il giusto tempo all’interno dei nostri percorsi museali. Questo approccio si basa sull’idea che, se vogliamo veramente conoscere un’opera d’arte, dobbiamo concentrarci su di essa, passare del tempo in sua compagnia, senza farci prendere dall’ansia di scoprire il capolavoro rinomato collocato proprio nella sala accanto a quella in cui ci troviamo. In questa stessa prospettiva, prosegue anche nella seconda metà del 2019 il progetto della Grande Arte al Cinema di Nexo Digital che proporrà una nuova stagione appositamente concepita per tutti gli appassionati che trovano proprio nel buio della sala, alleato ideale per la nostra concentrazione, il ritmo adatto per approfondire e godere appieno, nel qui e nell’ora, senza distrazioni o “connessioni”, delle bellezze di quadri, sculture, mostre e musei. Una palestra per gli occhi e la mente, affinché possano, per qualche istante, soffermarsi su singoli dettagli che il grande schermo ci permette di osservare con la giusta dose di (paziente) attenzione.

A inaugurare la nuova stagione il 16, 17, 18 settembre sarà così “Van Gogh e il Giappone”, diretto da David Bickerstaff: un viaggio tra le bellezze della Provenza, l’enigma del Giappone e le sale della mostra ospitata nel 2018 al Van Gogh Museum di Amsterdam. Grazie alle lettere dell’artista e alle testimonianze dei suoi contemporanei, questo commovente docufilm rivela l’affascinante storia del profondo legame tra Van Gogh e l’arte giapponese e il ruolo che l’arte di questo paese, mai visitato dall’artista, ebbe sul suo lavoro. Oltre a indagare la tendenza del japonisme, Van Gogh e il Giappone ci guiderà attraverso l’arte del calligrafo Tomoko Kawao e dell’artista performativo Tatsumi Orimoto per comprendere appieno lo spirito dell’arte del Sol Levante. Quando il periodo Edo terminò, nel 1868, e il Giappone si aprì verso l’Ovest, Parigi venne infatti inondata di tutto ciò che era giapponese sotto forma di oggetti decorativi e stampe in legno colorate chiamate ‘ukiyo-e’. Van Gogh rimase affascinato dagli elementi di questa straordinaria cultura visiva e dal modo in cui potevano essere adattati alla ricerca di un nuovo modo di vedere. Lesse le descrizioni del Giappone e studiò attentamente le opere giapponesi, apprezzandone linee e purezza compositiva e facendone una fonte d’ispirazione imprescindibile per la sua pittura.

La Grande Arte al Cinema proseguirà con l’appuntamento del 21, 22, 23 ottobre quando arriverà sul grande schermo “Ermitage. Il Potere dell’arte”, prodotto da 3D Produzioni e Nexo Digital in collaborazione con Ermitage Italia e Villaggio Globale International e con il sostegno di Intesa Sanpaolo. Diretto da Michele Mally su soggetto di Didi Gnocchi che firma anche la sceneggiatura con Giovanni Piscaglia, il docufilm, realizzato in stretta collaborazione con il Museo Statale Ermitage di San Pietroburgo, racconta le grandi storie che sono passate per i corridoi del museo e per le strade della città: dalla fondazione di Pietro I allo splendore di Caterina la Grande, dal trionfo di Alessandro I contro Napoleone, alla Rivoluzione del ’17, fino ai giorni nostri. Immagini spettacolari porteranno gli spettatori nei grandiosi interni del Museo e del Palazzo d’Inverno, nel Teatro, nelle Logge di Raffaello, nella Galleria degli Eroi del 1812. Un luogo magico svelato attraverso i racconti dei protagonisti, le storie e i luoghi segreti aperti alle telecamere per l’occasione. Un’incomparabile metropoli dell’arte ricca di oltre 3 milioni di opere. Dentro l’Ermitage, del resto, si può ripercorrere tutta la grande arte europea, da Leonardo a Raffaello, da Van Eyck a Rubens sino a Tiziano e Rembrandt, mentre fuori dalle sue mura la storia si snoda per luoghi ricchi di memorie. Ma la leggenda di San Pietroburgo si trasmette anche attraverso poesie e romanzi che ne hanno mostrato il fascino nel corso dei secoli, come quelli di Nabokov, Dostoevskij e di Achmatova. Per raccontare visivamente lo sviluppo urbano e architettonico, San Pietroburgo verrà presentata nella sua veste diurna e negli splendori delle sue notti, con la Prospettiva Nevskij, il lungoneva, i ponti, il profilo del complesso dell’Ermitage, il Cavaliere di Bronzo, le statue di Pushkin, di Caterina la Grande, di Gogol, le dimore nobiliari che si affacciano sui canali, senza dimenticare la musica e l’opera dei grandi architetti italiani, come Trezzini, Rastrelli, Quarenghi, che ne disegnarono il profilo.

Il 25, 26, 27 novembre sarà invece il momento di “Frida. Viva la vida”, prodotto da Ballandi Arts e Nexo Digital, un film documentario che mette in luce le due anime di Frida Kahlo: da una parte l’icona, pioniera del femminismo contemporaneo, tormentata dal dolore fisico, e dall’altra l’artista libera dalle costrizioni di un corpo martoriato. Tra lettere, diari e confessioni private, il docufilm diretto da Giovanni Troilo propone un viaggio nel cuore del Messico suddiviso in sei capitoli, alternando interviste esclusive, documenti d’epoca, ricostruzioni suggestive e l’immersione nelle opere della Kahlo. Nel corso degli anni, Frida è diventata un modello di riferimento: ha influenzato artisti, musicisti, stilisti. La sua importanza ha superato perfino la sua grandezza. Nelle opere di Frida c’è un legame profondo tra dolore e forza, tormento e amore. Un legame che trova una sua legittimazione perché radicato in una terra, il Messico, che dopo la rivoluzione prova a riscoprire le proprie origini attraverso l’iconografia pre-colombiana; è proprio qui che Frida esplora l’identità degli opposti, un dualismo che permette di scoprire il punto di contatto tra la sofferenza delle sue vicende biografiche e l’amore incondizionato per l’arte.

La Grande Arte al Cinema è un progetto originale ed esclusivo di Nexo Digital che dal suo debutto ad oggi ha già portato al cinema 2 milioni di spettatori.

Nel 2019 la Grande Arte al Cinema è distribuita in esclusiva per l’Italia da Nexo Digital con i media partner Radio Capital, Sky Arte e MYmovies.it.

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Al Teatro dell’Opera “La traviata” nell’allestimento ispirato alla “Dolce Vita” di Fellini

Roma. La stagione estiva del Teatro dell’Opera di Roma prosegue con un’altra opera di Verdi: dopo l’”Aida” inaugurale torna in scena “La traviata”, che ha avuto grande successo la scorsa estate, da venerdì 19 luglio fino all’8 agosto (ore 21.00), ambientata nell’atmosfera della “Dolce Vita” felliniana dal regista Lorenzo Mariani. Sul podio, alla direzione dell’Orchestra dell’Opera di Roma, Manlio Benzi, al suo primo impegno con la Fondazione capitolina.

Nella lettura di Mariani il dramma di Violetta Valery non si svolge nella Parigi di metà Ottocento ma nel mondo immaginario del cinema Anni ’60 in un omaggio alla Roma felliniana. “Durante la lettura de La Dame aux camélias di Alexandre Dumas – spiega il regista – a volte ero talmente scosso da non riuscire a continuarla, ed è stato proprio chiedendomi come avrei potuto dipingere un mondo così privo di speranza che ho pensato alla Dolce vita di Fellini; quel film è un ritratto spietato della Roma e dell’Italia di fine anni Cinquanta”. A trasportarci in questa atmosfera saranno i costumi di Silvia Aymonino, le scene di Alessandro Camera, le luci di Roberto Venturi e i video di Fabio Iaquone e Luca Attilii. Luciano Cannito firma i movimenti coreografici.

Nel ruolo della protagonista canteranno Francesca Dotto e Valentina Varriale (8 agosto) talento emerso, quest’ultima, dalla prima edizione del progetto “Fabbrica” Young Artist Program del Teatro dell’Opera. Gli altri personaggi del libretto di Francesco Maria Piave avranno le voci di Alessandro Scotto di Luzio (Alfredo), Marcello Rosiello (Giorgio Germont), Roberto Accurso (Barone Douphol), Domenico Colaianni (Marchese D’Obigny) e Graziano Dallavalle (Dottor Grenvil). In scena anche i talenti della seconda edizione del progetto “Fabbrica” YAP, attualmente in corso: Irida Dragoti (Flora Bervoix), Rafaela Albuquerque (Annina) e Murat Can Güvem (Gastone). Il Coro del Teatro dell’Opera di Roma è diretto dal Maestro Roberto Gabbiani.

Dopo la prima di venerdì 19 luglio, “La traviata” verrà replicata martedì 23 e sabato 27 luglio; venerdì 2 e giovedì 8 agosto, sempre alle ore 21.00.

L’appuntamento con la “Lezione di Opera” su “La traviata”, tenuta sempre dal maestro Giovanni Bietti, è venerdì 19 luglio alle Terme di Caracalla alle ore 19.15.

I biglietti per la stagione estiva 2019 sono in vendita presso la biglietteria e sul sito del Teatro dell’Opera di Roma.

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Mimmo Locasciulli e Luca Carboni protagonisti di “Aspettando naturalmente il pianoforte”

Pratovecchio Stia. Torna da venerdì 19 a domenica 21 luglio “Aspettando naturalmente pianoforte”, l’evento fatto di musica, incontri e appuntamenti che ha luogo nella suggestiva cornice di Pratovecchio Stia, nel cuore del Casentino e del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi.

L’evento è organizzato dall’Associazione Culturale PratoVeteri di Pratovecchio Stia, in collaborazione con il Comune, l’Ente Parco ed altri Enti ed Aziende Casentinesi.

Nella serata di venerdì 19 luglio il cantautore e pianista abruzzese Mimmo Locasciulli si esibirà in Piazza Paolo Uccello (ore 21.30) all’interno dello “Spazio Tasto 89”, il progetto Alternanza Scuola-Lavoro con gli studenti del Liceo Scientifico di Poppi, sostenuto dall’associazione di liberi professionisti ed imprenditori “Prospettiva Casentino” (ingresso gratuito).

Mentre l’ormai tradizionale “Concerto all’alba” di domenica 21 (ore 4.45) presso la Pieve di Romena è affidato ad Alessandra Celletti, celebre pianista e compositrice romana, che ha suonato in tutto il mondo (ingresso libero).

Tra gli artisti che si esibiranno ad “Aspettando Naturalmente Pianoforte 2020”, sarà Luca Carboni il protagonista, nel concerto di sabato 20 luglio in Piazza Jacopo Landino (ore 21.00) – biglietti disponibili su Ticketone): l’artista bolognese si esibirà in un concerto unico per voce e pianoforte, una tappa speciale del suo “Sputnik Tour”, e sarà accompagnato dal pianista Fulvio Ferrari Biguzzi. A seguito del suo concerto dedicato alla Luna e all’anniversario dell’allunaggio, Carboni terrà inoltre un incontro con Enzo Gentile, Direttore Artistico della manifestazione.

L’Associazione ‘PratoVeteri’ è l’organizzatore di “Naturalmente Pianoforte”, la kermesse pianistica biennale, con la Direzione Artistica di Enzo Gentile (giornalista, critico musicale e docente universitario), che si prefigge di sviluppare un progetto di socialità e comunicazione attraverso la musica. Tra concerti, workshop, improvvisazioni, grandi professionisti e semplici amatori, il Casentino ribadisce la sua attitudine di luogo dedito all’ospitalità e all’incontro, crocevia di artisti, appassionati e semplici curiosi del turismo culturale.

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