Ischia. Le sue origini vulcaniche e il tufo caratterizzato da questa particolare colorazione le hanno tributato l’appellativo di isola verde ma si resta sbalorditi per la ricchezza storica ed i panorami che racchiude in circa 46 km². Nel nostro itinerario, ideale per una fuga di pochi giorni, proveremo a farvi scoprire i luoghi più significativi e a fornire qualche suggerimento per vivere un’esperienza indimenticabile ad Ischia.
Il periodo ideale per visitarla è quello di maggio – giugno, quando l’isola saluta la primavera e fa il suo ingresso nella stagione estiva ma la calura e i flussi turistici non la assediano ancora: partendo da Napoli con un aliscafo o un traghetto il viaggio ha una durata di circa un’ora ma vi assicuriamo che i minuti voleranno. Il consiglio è quello di lasciare la propria auto a casa e di noleggiare un mezzo direttamente all’arrivo così da evitare i divieti riservati ai non residenti: un’ottima alternativa è costituita dagli autobus che effettuano corse frequenti collegando i diversi punti del territorio in modo alquanto agevole.
Le strutture alberghiere e i tanti b&b presenti in modo capillare vi offriranno la possibilità di soggiornare in qualsiasi zona dell’isola ma un’ottima scelta è quella di stabilirvi ad Ischia Ponte, contraddistinta dalla presenza di locali e negozi tipici e, soprattutto, molto vicina al Castello Aragonese: il borgo si snoda attraverso vicoletti e qualche salita, il tutto impreziosito da casette e palazzi nobiliari. Ma, come anticipato, l’attrazione principale è costituita dal castello arroccato su un isolotto e simbolo per eccellenza di Ischia. La passeggiata che conduce all’edificio permette di ammirare la sua struttura imponente dall’esterno ma vi garantiamo che la visita sarà di gran lunga più emozionante: il percorso, contraddistinto da una pavimentazione risalente al XV secolo che richiede scarpe adeguate, dura circa un’ora e mezza e all’interno della cittadella scoprirete chiese, monasteri, carceri e giardini rigogliosi. Ogni passo sarà accompagnato da una vista che vi toglierà il fiato e che soprattutto nel tardo pomeriggio raggiunge il suo splendore quando il blu intenso del mare è incorniciato da una ricca vegetazione.
Al termine della visita potrete trascorrere la serata acquistando qualche souvenir in uno dei tanti punti vendita, scegliendo di cenare in un ristorantino per degustare il celebre coniglio all’ischitana oppure optando per un menu a base di pesce o, ancora, decidendo di mangiare una zingara ischitana (ovvero un panino tipico che potrete farcire nel modo che preferite) per poi continuare ad esplorare le viuzze.
Il giorno successivo vi consigliamo di dedicarlo a Forio e al Borgo di Sant’Angelo e non ve ne pentirete assolutamente.
Forio è il comune più grande dell’isola e la sua struttura era destinata a difendere Ischia dagli attacchi nemici: sono infatti presenti molte torri di avvistamento ma, secondo la nostra personale opinione, una tappa obbligatoria è la Chiesa di Santa Maria del
Soccorso che si erge a strapiombo sul mare regalando una vista che non dimenticherete facilmente.
Anche Sant’Angelo ricorda i piccoli borghi dei pescatori e qui l’ingresso delle auto è del tutto vietato. Il promontorio che si staglia sullo sfondo, collegato alla terraferma da una stretta lingua di terra, è immortalato da qualsiasi turista ma man mano che vi avvicinerete ad esso, mentre la strada si apre dinanzi a voi ad ogni curva, apprezzerete in modo particolare il colore dell’acqua che dal blu intenso si trasformerà in turchese fino a diventare totalmente trasparente in prossimità delle calette.
Dopo aver percorso così tanta strada, potrete dedicare qualche ora al relax magari scegliendo di trascorrere il pomeriggio presso una delle numerose terme di cui Ischia può vantarsi. Spesso le strutture alberghiere offrono la possibilità di usufruire di servizi di questo tipo ma se il vostro obiettivo è quello di visitare alcune delle terme locali allora tappa obbligatoria è la Baia di Sorgeto, dove le temperature superano i 30 gradi consentendo di fare il bagno persino nella stagione invernale mentre le correnti favorevoli regalano acque sempre placide.
Anche le Fumarole meritano ma l’estate è il periodo meno adatto per visitarle in quanto le temperature raggiungono livelli a dir poco proibitivi a causa dei fumi di origine vulcanica, quindi è preferibile aspettare il calar del sole per poterle apprezzare davvero nei mesi più torridi.
Infine, vi segnaliamo la Sorgente di Olmitello le cui acque sono note sin dai tempi antichi per le loro proprietà curative: queste terme in particolare rappresentano il giusto compromesso per chi decide di soggiornare ad Ischia unendo la voglia di scoprire il territorio con il desiderio di curare il proprio benessere fisico.
Prima di salutare l’isola vi invitiamo a visitare un luogo di cui si sente parlare ben poco ma che merita senza ombra di dubbio, ovvero i Giardini La Mortella, un’oasi di pace fondata nel 1958 da Lady Susana Walton, moglie di Sir William. Poco dopo il loro matrimonio i coniugi si innamorarono dell’isola decidendo di acquistare un terreno nella località Le Mortelle, così denominato per la presenza di piante di mirto. Il giardino, come appare ancora oggi, è stato ideato da Russell Page, paesaggista inglese, ed ha aperto al pubblico solo nel 1991, anni dopo la scomparsa di Sir William. A partire dal 2003, l’area è curata dalla Fondazione Walton che segue con profonda attenzione i dettami della sua fondatrice.
Come anticipato, si tratta di un luogo unico nel suo genere ed è uno dei giardini privati più famosi in Europa. Mentre Sir William consacrava la sua vita alla musica, Lady Walton si dedicava alla cura di questo paradiso con l’intento di regalare pace ed ispirazione al suo amato. Ancora oggi all’interno del giardino situato su più livelli è possibile ammirare un’ampia varietà di specie vegetali e rare piante tropicali lasciandosi inebriare dai profumi e dai colori della natura. Inoltre, all’interno del giardino è presente una sala dove si svolgono concerti soprattutto nella stagione primaverile ed autunnale dando vita ad un ricco programma di appuntamenti.
L’itinerario proposto volge al termine e noi speriamo di aver mantenuto la promessa iniziale, ovvero farvi scoprire un autentico gioiello dell’arcipelago campano dando il giusto rilievo alla storia, alla cultura e alle innumerevoli bellezze paesaggistiche che lo contraddistinguono.
Crediti foto: Francesca Salvato.


