Roma. Incontriamo Emanuela Chiodi, artista poliedrica. Compositrice, direttrice d’orchestra e docente di pianoforte, si è diplomata presso i Conservatori di Roma e di Frosinone, con specializzazione nel repertorio solistico per pianoforte e in musica da camera. Ha all’attivo una intensa carriera concertistica, didattica e compositiva. All’attività musicale, Emanuela affianca quella di scrittrice e regista. “Viaggio nell’Anima” (2018) rappresenta uno dei vertici della sua produzione artistica, espressione di una ricerca che integra testo, musica e performance scenica.
Il pianoforte è al centro del tuo percorso artistico: come nasce questa passione?
Nell’infanzia il pianoforte ha dovuto competere con un’altra mia passione: la danza. Per qualche tempo sono state entrambe compagne della mia quotidianità e la scelta è arrivata spontaneamente. La musica, attraverso il pianoforte, ha preso il sopravvento, diventando il nucleo della mia formazione.
C’è stato un incontro che ha segnato una svolta decisiva nella tua formazione musicale?
Per assurdo, l’incontro, o meglio gli incontri, che hanno segnato le mie scelte creative e musicali non sono avvenuti intorno alla musica, ma sono parte di una visione più ampia e globale. Si tratta di alcuni eventi artistici o edonistici che hanno lasciato un segno nella mia fantasia: uno spettacolo di trasformismo, un percorso alle giostre, un evento teatrale o una passeggiata tra la natura. Sono stati momenti in cui le emozioni attraversavano le mie idee, stimolando quella creatività che molti anni dopo ho ritrovato nel mio mondo inconscio, fatto di sensazioni sinestetiche.
La tua esperienza di ricerca artistica intreccia performance, didattica, composizione e scrittura letteraria. Come dialogano queste diverse anime nella quotidianità?
Questi aspetti sono quelli che sento appartenermi di più e spesso uno stimola l’altro, generando una reazione a catena a effetto domino. È capitato numerose volte che un aspetto della performance mi desse spunti per integrare in modo più realistico la didattica, che a sua volta è stata occasione di creatività compositiva. Spesso avverto la necessità di accompagnare una creazione artistica con parole: nasce così un percorso parallelo e trasversale, ma non complementare, rispetto a quello musicale.
Parliamo di “Viaggio nell’Anima”. Come nasce e si sviluppa questo progetto?
“Viaggio nell’Anima” è stato per me una sorpresa. In diversi momenti della vita ho avuto modo di sperimentare quell’ispirazione che sembra arrivare dall’esterno del proprio essere e non dall’interno. In particolare, per questa mia opera, la sorpresa è stata accorgermi, solo diversi anni dopo, che lavori creativi, nati in momenti molto diversi della mia vita, appartenevano in realtà a un solo ciclo unitario. Scrissi alcuni brani di “Viaggio nell’Anima” in adolescenza, per poi accantonarli per mia stessa incomprensione verso di essi. Altre composizioni di quest’opera sono nate invece più recentemente. Ciò che più mi è rimasto impresso è stato il momento creativo del testo. È stato diversi anni fa: una giornata che non dimenticherò mai, che iniziò con una prepotente sensazione di dover scrivere. Non potevo farne a meno: mille pensieri e riflessioni che, come un fiume in piena, fluivano nella mia mente e si riversavo senza sosta su carta. Scrivevo senza riflettere. Dopo qualche ora, il testo era lì, finito, completo di punteggiatura, come se lo avessi già fissato in una qualche remota memoria. Non lo rilessi nemmeno, lo lasciai così per anni e quasi me ne dimenticai. Nel 2018 cominciai a risentire un richiamo a quel testo, ma questa volta era un riavvicinamento consapevole: finalmente ero pronta per comprendere l’unione di testo, musica e idee per una scenografia. Il resto è stato un percorso spontaneo verso la realizzazione di uno spettacolo che, oltre a viaggiare nella mia anima e nel pubblico, mi ha portata a viaggiare realmente tra diversi teatri e sale da concerto. Così, “Viaggio nell’Anima” si è rinnovato ogni volta di nuova vita.
Guardando al futuro, c’è un’idea progettuale che desideri sviluppare?
I nuovi progetti mi accompagnano nella quotidianità: un nuovo cd senz’altro è tra i primi che realizzerò; a seguire, idee didattiche e teatrali. Ma come sempre ci vuole il momento giusto per poter dedicare tutte le energie necessarie. Quando arriverà quel momento, lo sentirò e sarà come se ogni pensiero, idea e atto creativo si troveranno perfettamente in sinergica armonia.


