Il pianoforte al centro di un convegno di studi al Conservatorio “Giacomo Puccini” di Gallarate

Gallarate. Si è svolto presso il Teatro del Popolo di Gallarate (Varese), tra il 19 e il 21 febbraio, il convegno internazionale “Repertorio pianistico italiano e dintorni: Hausmusik, trascrizioni e letteratura per l’infanzia tra XIX e XX secolo”. Il convegno, patrocinato dalla SIdM (Società Italiana di Musicologia), è parte delle iniziative organizzate dal Conservatorio statale di musica “Giacomo Puccini” nel quadro del progetto PNRR “Polimnia: l’opera per tutti. International lifelong learning and performance for professional development and community education”, che coinvolge diversi istituti AFAM (Alta Formazione Artistica e Musicale) all’insegna della valorizzazione del patrimonio musicale italiano.
Articolata in tre intense giornate di studio, la conferenza ha costituito una importante opportunità per tornare a parlare del pianoforte, protagonista della dimensione didattica, performativa ed editoriale nell’Italia tra Ottocento e Novecento.
Studiosi e studiose hanno affrontato il tema da prospettive complementari e interdisciplinari, arricchendo talora l’analisi con performance pianistiche di alto spessore.
Tra i “loci” del dibattito figurano lo sviluppo delle case editrici e dell’industria culturale italiana, la pratica della Hausmusik, le composizioni pianistiche per l’infanzia, la diffusione delle trascrizioni e la riscoperta di repertori poco noti.
Asse portante del convegno sono state le lezioni magistrali affidate a “key-note speakers” esperti in specifici ambiti di ricerca. Nella prima giornata, Pietro Zappalà (Università di Pavia; Conservatorio di Cremona) ha affascinato l’uditorio con una interessante lezione sui rulli per autopiano. La seconda giornata si è aperta con la “lectio magistralis” di Pierluigi Ledda (Archivio Storico Ricordi), il quale ha approfondito la questione dell’identità visiva dello spartito e il ruolo di Casa Ricordi nell’industria culturale del primo Novecento. Nella sessione pomeridiana, Ettore Borri (Conservatorio di Milano) ha trattato dei rapporti tra musica e arti in Lombardia e Piemonte tra il 1861 e il primo conflitto mondiale. Nella terza giornata, Chiara Sintoni (Conservatorio di Cuneo) ha offerto una esaustiva panoramica sul notturno per pianoforte nel contesto italiano tra XIX e XX secolo.
Ogni giornata si è conclusa con la presentazione di una pubblicazione, momento di sintesi delle suggestioni emerse nel corso delle sessioni. Sono stati presentati il volume curato da Stephan Lewandowski, “Virtuosity and Innovation. Studies on Piano Music of the Brilliant Style (ca. 1790-1840) (Steiner Verlag, 2025)”, relativo all’estetica e al virtuosismo pianistico nel primo Ottocento; il volume di Matteo Mainardi, “Il maestro del Maestro. Giovanni Anfossi e Arturo Benedetti Michelangeli (Zecchini, 2026)”, che ricostruisce la trama biografica di Anfossi e il suo rapporto con il “Maestro”; infine, il progetto discografico di Gianluca Blasio e Lisa Redorici, “Myricae. Piano Four Hands in 20th-Century Italy (Da Vinci Classics, 2025)”, dedicato alle composizioni per pianoforte a quattro mani del XX secolo.
La conferenza ha inteso portare lo sguardo del pubblico sul pianoforte quale cartina al tornasole di uno scenario culturale più vasto, che si colloca oltre (“beyond”) la musica stessa. Il pianoforte, strumento musicale “par excellence” dell’epoca indagata, diventa “animatore” di dinamiche complesse, che investono la costruzione del gusto musicale, la definizione dei modelli pedagogici e l’evoluzione dell’industria creativa.
Un plauso ai componenti del Comitato Scientifico del convegno (Silvia Del Zoppo, Federico Furnari e Matteo Mainardi) che hanno coordinato con competenza un evento di elevato profilo musicologico.
Occasioni di dialogo come quella proposta dal Puccini si rivelano preziose: la conoscenza del patrimonio musicale del passato permette, infatti, all’ascoltatore (musicologo, musicista o appassionato) di acquisire competenze per interrogare il presente in un’ottica storicamente informata.

Crediti foto: Attilio Borri.

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