Sonia Bergamasco legge Grossman per il terzo incontro con “Spazi di Teatro”

Milano. Terzo appuntamento con “Spazi di Teatro”, la Stagione estiva 2020 del Piccolo Teatro di Milano. Da oggi e fino a giovedì 25 giugno va in scena – al Chiostro Nina Vinchi – “L’umano nell’uomo” con Sonia Bergamasco. La rappresentazione di oggi sarà in diretta sul grande schermo di mare culturale urbano. In caso di maltempo, le recite si sposteranno nella sala del Teatro Grassi.

Sonia Bergamasco sceglie due racconti di Vasilij Grossman, grande autore del Novecento russo, conosciuto al pubblico per il romanzo-epopea “Vita e destino”. La scelta dell’interprete cade su “La cagnetta” e “La Madonna Sistina”, racconti che sottolineano un tema particolarmente caro all’autore: l’eterno conflitto tra il bene e il male. Il primo racconto breve fu scritto da Grossman pochi anni prima di morire. Attraverso lo sguardo innocente di questa creatura descrive i preparativi e la realizzazione di un viaggio spaziale che produce, come effetto secondario e inaspettato, una nuova forma di rapporto tra i protagonisti di questa esperienza. Il secondo prende spunto da una visita al Museo Puškin, nel 1955, dove l’autore ebbe occasione di ammirare “La Madonna Sistina”, celebre dipinto di Raffaello portato da Dresda a Mosca come preda di guerra. La visione dell’opera lo turba profondamente: nello sguardo della Madonna e del Bambino legge l’immagine delle innumerevoli donne che, con i propri figli, erano state condotte nell’inferno del campo di sterminio di Treblinka. “Guardando la “Madonna Sistina” – dice Grossman – noi conserviamo la fede che la vita e la libertà sono una cosa sola e non c’è niente di più alto dell’umano dell’uomo. Che vivrà in eterno, e vincerà”.
Scrive Sonia Bergamasco: “Secondo Montaigne la parola appartiene per metà a chi parla e per metà a chi ascolta, e per questo motivo mi sono chiesta a lungo quale fosse la voce più giusta per noi, sotto il cielo di Milano, oggi. Non poteva essere semplicemente una voce “efficace”, doveva tenere insieme un prima e un dopo, doveva parlare a tutti con semplicità e profondità. Una voce empatica, nuda, avventurosa. È lui – ho pensato – Vasilij Grossman, di cui ho letto molto, ma mai in pubblico. L’occasione delicata e preziosa di queste serate mi permette di condividere con voi la luce sottile dello sguardo di Grossman, scrittore e corrispondente di guerra russo che ha raccontato storie di donne, uomini, bambini e animali con la tenerezza assoluta di chi ha attraversato e sofferto la Storia con passione, con coraggio, e con una fiducia laica e inestinguibile nella bontà individuale”.

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