Roland Böer dirige a Torino l’Elias di Mendelssohn

Torino. Giovedì 18 aprile, alle ore 20.30, il maestro Roland Böer, alla guida dell’Orchestra e Coro del Teatro Regio, dirige l’oratorio “Elias”, per soli, coro e orchestra op.70, di Felix Mendelssohn-Bartholdy. Il coro è istruito da Andrea Secchi.
La rapida carriera internazionale di Böer attesta l’apprezzamento di pubblico e critica per la sua direzione precisa e brillante; Kapellmeister all’Opera di Francoforte, poi assistente di Antonio Pappano al Festival di Bayreuth, al Théâtre de la Monnaie e al Convent Garden, ha guidato orchestre come la London Symphony Orchestra, l’Orchestre Philharmonique de Luxembourg e l’Orchester des Bayerischen Rundfunks. Ha un forte legame con l’Italia, dove, oltre al Regio, è salito sui podi più prestigiosi: dal Teatro alla Scala al Maggio Musicale Fiorentino, a Santa Cecilia; dal 2009 è Direttore musicale e, dal 2015, Direttore artistico del Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano.
Già dai suoi contemporanei, l’intelligenza musicale di Mendelssohn apparve come eccezionale, erede della grande tradizione di area germanica e innovatore al tempo stesso; Schumann lo definì “il Mozart del XIX secolo”. All’interno della sua produzione l’oratorio “Elias”, completato nel 1846, è considerato un esempio d’eccellenza, inserendosi nella storia della musica attraverso una sensibilità nuova, quella romantica. Il forte messaggio spirituale doveva essere trasmesso senza dubbio anche agli ascoltatori, come dimostrano le parole di Mendelssohn a Julius Schubring, collaboratore alla stesura del libretto dell’Elias: “I personaggi dovrebbero parlare e agire come esseri umani in carne ed ossa; per amor del Cielo, non facciamone un affresco musicale, ma un ritratto del mondo reale, come quelli che si trovano in ogni capitolo del Vecchio Testamento”.
L’oratorio, ultima opera sacra compiuta di Mendelssohn, fu eseguito per la prima volta al festival corale di Birmingham del 1847, sotto la direzione del compositore stesso. Mendelssohn morì pochi mesi dopo, all’età di 38 anni, stroncato da un ictus, e nel pieno della sua maturità artistica; in tutta la Germania e in Austria fu ricordato da funzioni commemorative durante le quali risuonarono le note dell’Elias.

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