Il desiderio sfida la legge: la lezione di Cacciari e le note di Bahrami protagoniste de La Milanesiana

Milano. Martedì 9 giugno a Milano arriva l’attesissimo appuntamento della 27esima edizione de “La Milanesiana”, la monumentale rassegna culturale ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi, che farà tappa sul prestigioso palco del Piccolo Teatro Paolo Grassi.

L’appuntamento, previsto per le ore 21.00, promette di essere uno dei momenti più alti e intensi di questa edizione del festival che, fedele alla sua vocazione polifonica, attraversa ben 18 città italiane intrecciando letteratura, musica, cinema, scienza, arte, filosofia, teatro, diritto, economia, sport e fumetto. Quest’anno il festival ruota attorno a un nucleo tematico forte e attualissimo: “Il desiderio e la legge”. Due forze opposte, eppure così intimamente intrecciate: da un lato il primo, che è mancanza, slancio e inquietudine; dall’altro il secondo, che impone il limite e la regola.

Un binomio evocato anche dal simbolo storico della rassegna, la rosa dipinta da Franco Battiato, rielaborata per l’occasione da Franco Achilli: il profumo e il fiore richiamano l’attrazione del desiderio, mentre le spine rappresentano il limite della norma. Non un’opposizione distruttiva, spiegano gli organizzatori, ma un legame in cui è proprio la legge a dare forma e intensità alle aspirazioni individuali.

La serata si aprirà con i saluti istituzionali di Elisabetta Sgarbi e con un momento di profonda commozione: l’edizione di quest’anno è infatti dedicata a due storici collaboratori e amici del festival scomparsi lo scorso anno, Daniela Benelli e Dario Salvetti, oltre che a Giorgio Gosetti, direttore del Noir in Festival.

Subito dopo si entrerà nel vivo della riflessione filosofica con la lectio del professor Massimo Cacciari. Uno dei più autorevoli pensatori italiani contemporanei, che da poco ha pubblicato il suo ultimo libro “Kaos”, scritto a quattro mani con Roberto Esposito, smonterà e analizzerà la complessità del rapporto umano. Cacciari guiderà il pubblico attraverso i paradossi del desiderio umano, inteso come perenne ricerca che si scontra inevitabilmente con la generalità di una legge che non può mai soddisfare appieno l’infinità delle aspirazioni del singolo.

Dalla parola si passerà poi alla purezza della musica con il concerto del pianista di fama internazionale Ramin Bahrami. L’artista di origine iraniana, da sempre acclamato interprete dell’opera di Bach e reduce dal successo del suo ultimo libro dedicato a Schumann, devierà per una notte dal suo percorso tradizionale per regalare al pubblico un omaggio speciale e prezioso: un programma musicale interamente dedicato a Franz Liszt, in occasione delle celebrazioni per i 140 anni dalla morte del leggendario compositore e pianista ungherese.

“La Milanesiana” si conferma così, ancora una volta, un laboratorio culturale vivo, trasversale e accessibile, capace di accendere il dibattito e leggere le pieghe più profonde del nostro presente. Un’esperienza che non si esaurisce entro i confini di una sola città, ma che si fa itinerante, attraverso l’intreccio virtuoso tra letteratura, musica, cinema e scienza. Il festival così si apre a tutti, abbatte i muri tra i saperi facendoli comunicare all’insegna della interdisciplinarità.

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