La notte dei Nastri d’Argento sbarca a Napoli: “Portobello” è la serie dell’anno

Napoli. Sabato 6 giugno sarà la città partenopea a ospitare la grande notte dei “Nastri d’Argento Grandi Serie 2026” presso il Teatro di Corte di Palazzo Reale di Napoli. Manca pochissimo alla cerimonia di premiazione, realizzata come sempre in collaborazione con la Film Commission Regione Campania, che trasformerà Napoli nella capitale assoluta dell’audiovisivo italiano.

Un appuntamento attesissimo nel corso del quale saliranno sul palco i più grandi talenti dello schermo, che ha già un primissimo e indiscusso vincitore: Marco Bellocchio.

È il suo “Portobello” ad aver già sbaragliato la concorrenza, conquistando il titolo blindato di “Serie dell’anno 2026”. I Giornalisti Cinematografici Italiani (SNGCI) non hanno avuto dubbi: il modo in cui il regista ha saputo ricostruire il dramma umano e il clamoroso errore giudiziario che colpì Enzo Tortora, interpretato da un magistrale Fabrizio Gifuni, meritava il gradino più alto del podio. La serie, presentata fuori concorso all’ultima Mostra del Cinema di Venezia, riceverà il suo meritato tributo proprio durante la serata napoletana.

Il trionfo di Bellocchio, però, non è tutto. La giuria dei giornalisti è alle prese con le votazioni per scegliere i vincitori di una stagione combattutissima, con ben 25 titoli finalisti, eclettici e tutti di generi diversi tra loro. Questo elevato numero di candidati dimostra quanto, ad oggi, le serie siano sdoganate e più seguite dei programmi televisivi, soprattutto dai più giovani, che ritrovano nel mondo delle serie tv un luogo in cui rifugiarsi.

Nella sezione “Commedia” assistiamo a una vera e propria sfida generazionale: si va dalla freschezza di “Balene – Amiche per sempre” all’ironia colta della terza stagione di “Call My Agent – Italia”, passando per la scommessa animata di “Il Baracchino” e l’irriverenza dei The Jackal con “Pesci Piccoli 2”, fino ad arrivare al tocco inconfondibile di Ficarra & Picone con “Sicilia Express”.

Il comparto “Crime” è altrettanto combattuto: si sfidano il prequel “Gomorra – Le origini” e il cupo realismo psicologico di “Il Mostro” diretto da Stefano Sollima, ancora “L’Invisibile – La cattura di Matteo Messina Denaro” e le indagini di “Petra”, in opposizione “Guerrieri – La regola dell’equilibrio”.

Per gli amanti delle storie ad alto impatto emotivo, la sezione “Drama” presenta racconti potenti e radicati nel territorio come “A testa alta – Il coraggio di una donna”, “Il Commissario Ricciardi”, “Le libere donne”, “Noi del Rione Sanità” e l’intensa saga familiare di “Prima di noi”. Subito accanto si muove il “Dramedy”, quelle serie capaci di far sorridere e commuovere a poca distanza: qui la sfida è tra “Avvocato Ligas”, “Cuori”, “La Preside” , “Mrs Playmen” e il ritorno dell’amata “Un Professore”.

Infine, la cinquina dei “Film Tv” è un omaggio alla cultura italiana. Spiccano il ricordo musicale “Franco Battiato. Il lungo viaggio” e il ritratto poetico di “Zvanì – Il romanzo famigliare di Giovanni Pascoli”, che dovranno sfidare la commedia d’autore di Carlo Verdone in “Scuola di seduzione”, oltre a “Il falsario” e “Qualcosa di Lilla”.

Per il Nastro d’Argento alla migliore attrice protagonista si preannuncia un testa a testa tra Linda Caridi, Carolina Crescentini, Sabrina Ferilli, Maria Chiara Giannetta e Maria Vera Ratti. Tra gli uomini, la corona di miglior attore se la contendono Dario Aita, Luca Argentero, Alessandro Gassmann, Matteo Martari e Carmine Recano. Corrado Guzzanti, Valerio Lundini, Fabrizio Biggio, Giulio Scarpati, Sara Drago e Benedetta Porcaroli si contendono il premio di miglior attore non protagonista. L’attesa maggiore è tutta sui “Premi Speciali” e sui riconoscimenti ai personaggi più “iconici” dell’anno, che verranno svelati a ridosso della cerimonia.

Come ha giustamente ricordato Laura Delli Colli, presidente del Sindacato, questo premio non è solo una “passerella di stelle”, ma il termometro di un’industria viva e coraggiosa, capace di parlare al mondo intero e di difendere il lavoro dei suoi talenti anche nei momenti più complessi: “I Nastri d’Argento Grandi Serie consolidano un percorso che ha saputo dare alla serialità italiana una casa riconoscibile, autorevole, capace di guardare ai linguaggi contemporanei senza rinunciare alla qualità. Anche quest’anno i Nastri d’Argento segnalano produzioni dalle ambizioni internazionali ma anche racconti più vicini alla rappresentazione di realtà profondamente radicate sui diversi territori in cui sono ambientate, titoli popolari e talenti molto amati dal pubblico che confermano il valore non solo spettacolare di una produzione eterogenea e senza dubbio anche in grado di contrastare più del cinema le difficoltà in questo momento fortemente critico per i lavoratori del settore”.

Crediti foto: Anna Camerlingo.

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