Greta Zuccoli e Giulia Mei, “Muse” che incantano la Terrazza del Teatro San Carlo

Napoli. Giovedì 3 luglio, presso la Terrazza del Teatro San Carlo, si sono esibite Greta Zuccoli e Giulia Mei, nell’ambito della rassegna “Muse” dedicata al cantautorato femminile.
Apre la padrona di casa, Greta, giovanissima artista partenopea che a pochi metri di distanza, nei giardini del Palazzo Reale, non molto tempo fa iniziò a muovere i suoi primi passi con i The Wheels. Con la sua consueta presentazione timida e composta di brani vecchi e nuovi, la Zuccoli ipnotizza il pubblico e lo trascina grazie all’esplosione dolce della sua voce che da sempre la contraddistingue.
Si passa dalle tinte più scure del suo diario, con il brano “Veleno”, alla più movimentata cover di “Teardrop”, il tutto nell’atmosfera elegante e suggestiva delle Terrazze del San Carlo.
Ruolo centrale è assegnato a “Ogni cosa sa di te”, presentato a Sanremo 2021 e che per l’occasione è oggetto di un arrangiamento che testimonia la voglia di portare sul palco una musica autentica; la voce è infatti a sua volta strumento che si amalgama perfettamente con il violino di Caterina Bianco.
Ci si avvia alla conclusione con un pezzo dall’essenza evocativa di una ritmica country dedicato al popolo palestinese. Un colpo al cuore è l’ostinato: “canto per te finché avrò voce”, struggente verso, la cui unica nota stonata proviene dai drink che nel frattempo qualcuno sorseggia in terrazza.
Chiude “Atoms”, canzone eseguita per la prima volta dal vivo e che quest’anno è stata candidata ai David di Donatello quale brano del film “Familia” di Francesco Costabile.
Greta incanta con la potenza della delicatezza nelle sonorità e nell’interpretazione, accompagnata dal suo immancabile autoharp con musiche dai sapori folk e nordeuropei.
“Decidono tutto i pezzi”, afferma la cantautrice all’inizio del concerto, ma dopo averla ascoltata, a tutti è apparso un brocardo decisamente riduttivo.
Si passa poi a Giulia Mei, con il suo pianoforte irriverente e di cui è assolutamente padrona, quella padronanza di chi ha studiato tanto. Il binomio piano e voce si lega perfettamente ai suoi brani. La performance è caratterizzata da una leggerezza dell’esecuzione che camuffa la complessità di musiche e testi, tratto tipico di coloro che sono passati attraverso la sofferenza.
Giulia è melanconica e allo stesso tempo rappa facendo scivolare le parole sui virtuosismi pianistici. Il concerto si conclude con un bis delle due artiste che insieme fanno un tributo a “Era de maggio”.
Al termine dell’esibizione, resta la sensazione di aver assistito ad una perfetta combinazione per eleganza e spessore delle due cantautrici, merito anche di una saggia direzione artistica della rassegna. Greta e Giulia cantano ed incantano e si dirigono verso nuove mete.

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