“Argonautiche”, a Milano il capolavoro della letteratura europea di Apollonio Rodio

Milano. Il 22 e 23 ottobre al Teatro degli Angeli arriva “Argonautiche”, capolavoro misconosciuto della letteratura europea di Apollonio Rodio, con la traduzione e drammaturgia di Francesco Morosi, la regia di Giovanni Guerrieri e Silvio Castiglioni in scena. Composto nel III secolo a.C., il poema racconta la celebre spedizione degli Argonauti alla ricerca del Vello d’oro, tra avventure, battaglie, creature misteriose e passioni. Ma dietro l’epica e il mito si nasconde soprattutto il racconto di un’umanità fragile e inquieta: un viaggio che, attraverso le vicende di Giasone e dei suoi compagni, conduce nei labirinti del cuore umano e nelle sue contraddizioni. In uno spettacolo articolato in quattro numeri, tanti quanti i libri del poema, Silvio Castiglioni accompagna il pubblico nella poesia raffinata di Apollonio Rodio, muovendosi tra mistero, avventura, ironia e immaginazione. Un racconto antico che, proprio attraverso il mito, torna a parlare al presente e a interrogare le inquietudini dell’uomo contemporaneo. Capolavoro misconosciuto della letteratura europea, le “Argonautiche” sono un poema epico composto dal poeta alessandrino Apollonio Rodio nel terzo secolo a. C. Una grande epopea, la più antica nel mito greco – furiose battaglie e prove impossibili, passioni brucianti e crudeli delitti – che conserva al massimo grado le qualità del suo grande modello Omero: il gusto dell’avventura, la magia, i paesi misteriosi, le creature feroci, le usanze strane. Navigando verso i confini del mondo a bordo della nave Argo in cerca del Vello d’oro, un talismano misterioso dal quale dipendono le loro vite, Giasone e i suoi uomini si perdono molte volte, e forse si ritrovano. Ma nonostante il successo dell’impresa il viaggio degli Argonauti è guidato dal dubbio e intriso di melanconia. Perché è un viaggio negli infiniti labirinti del cuore umano, che ci racconta di un’umanità fragile e inquieta. Proprio come noi, oggi, nel tempo che ci è dato attraversare. Silvio Castiglioni accompagna lo spettatore nei meandri di una poesia raffinata e bellissima, lungo le strade del mistero e dell’avventura, un po’ mago e un po’ santone, per far divertire e spaventare, appassionare e emozionare, su una rotta che conduce al cuore di bambini.

Crediti foto: Ufficio Stampa Elettra PR.

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