A Roma prende il via la terza edizione del festival “Di là dal fiume”

Roma. Dal 23 agosto al 6 settembre torna il festival curato dall’Associazione Culturale Teatroinscatola, “Di là dal fiume”, con il suo programma di ‘esperienze culturali’ insolite, diffuse gratuitamente in luoghi ogni volta differenti del XII Municipio di Roma, tra Porta Portese e il suo mercato domenicale, Ponte Testaccio, e con deviazioni verso Trastevere e Piazza Sonnino.

In questi anni il festival ha portato straordinari artisti legati al mondo della sperimentazione, come Nanni Balestrini, Antonello Neri, Mike Cooper, Alvin Curran, Carlo Quartucci, Pippo Di Marca su autobus, battelli, piscine, stazioni dei treni, gallerie d’arte, studi d’artista, centri sportivi, mercati o semplici caffetterie. Tutto questo, nell’idea di fondo che il riuso di strade, piazze e aree della città mediante l’interazione con le arti può creare inediti luoghi di relazione, esaltando il carattere stesso di questi interventi, fondati sul temporaneo, sull’effimero, sull’elemento programmaticamente limitato nel tempo e nello spazio.

Il festival, giunto alla sua terza edizione, rende omaggio all’artista e fotografo Franco Vaccari (alla sua opera presentata alla Biennale d’arte di Venezia del 1972: “Esposizione in tempo reale N. 4. Lascia sulle pareti una traccia fotografica del tuo passaggio”). Sua è l’immagine in bianco e nero del poster, quei mosaici di volti sul muro della Biennale sono improvvisamente diventati attuali e familiari: rimandano alle videochiamate, alle videolezioni, alle videoconferenze.

La proposta del festival, che spazia tra teatro, poesia, installazioni sonore, proiezioni, passeggiate culturali e biciclettate lungo il Tevere, si articola in momenti, scanditi da luoghi/itinerari.

Porta Portese > Via Angelo Bargoni è una delle vie utilizzate la domenica per il mercato. La via è riconoscibile per la presenza di un edificio che occupa tutta la lunghezza della strada, un edificio degli anni Settanta, progettato dall’architetto Venturino Ventura (collaboratore di Libera). Schermi a led (con una differente disposizione per ogni incontro) saranno posizionati in strada per rendere possibili i seguenti eventi: domenica 23 Earthset – “L’Uomo Meccanico” il primo film muto di fantascienza/horror prodotto in Italia nel 1921, perso, poi ritrovato e restaurato dalla Cineteca di Bologna, con le sonorizzazioni dal vivo della rock band bolognese Earthset (sei schermi); domenica 30 il documentario ambientalista francese “Domani”, di Mélanie Laurent e Cyril Dion (doppio schermo e doppia platea); domenica 6 “Ecologia, follia e dintorni”, monologo scritto e detto sul palco da Jacopo Fo (schermo unico e platea unica).
Porta Portese è anche il luogo dove il festival domenica 6 renderà disponibile gratuitamente, prima dell’inizio dello spettacolo, una macchina per fototessera vintage (fornita dalla ditta DEDEM che è la stessa che da 50 anni collabora con Franco Vaccari e che realizza e gestisce tutte le cabine per fototessere italiane e non solo): il pubblico potrà lasciare una traccia della sua partecipazione al festival.

A Trastevere > Piazza Sonnino, per due sabati consecutivi, 29 agosto e 5 settembre, una edicola dismessa, che occupa quasi il centro della piazza, sarà trasformata in una vera e propria scatola sonora, interamente vibrante di materiali testuali letti e registrati da alcuni autori di scritture di ricerca, legati al sito gammm.org. Per amplificare la voce dei poeti, si userà l’edicola stessa come diffusore/risuonatore. La tecnica in questione fu utilizzata in modo significativo da David Tudor nel suo lavoro “Rain forest”, dove diversi oggetti vennero trasformati in diffusori/risuonatori.

Alcuni luoghi del XII Municipio che sono stati set di film saranno l’occasione per due passeggiate sabato 29 agosto e sabato 5 settembre, in collaborazione con l’associazione Lost in location, che porterà gruppi di cittadini nei luoghi dove alcuni celebri film sono stati, in piccola o gran parte, girati. Il cine turismo è un termine ideato in Italia nel 2003 ed è un fenomeno che può costituire un’opportunità di valorizzazione e promozione del territorio.
Sabato 5 sarà possibile prenotare una biciclettata lungo il fiume in compagnia del geologo Umberto Pessolano.

Ecco cosa scrive in proposito nelle note di presentazione Marco Giovenale (tra i fondatori di gamm.org, ospite del festival): “Tracce e derive: potrebbe essere questo il titolo della III edizione del festival “Di là dal fiume”, che chiama o conduce i cittadini nel nucleo di occasioni culturali di qualità in luoghi inusuali, ogni volta differenti. La costante diversità degli spazi, in questo difficile 2020, è ancora più accentuata, dovendo eludere un virus, l’invisibile per eccellenza: la risposta e anzi il rilancio delle arti può essere infatti rendersi ancora più nomadi, architettare azioni concretissime e insieme inafferrabili (come è la memoria, del resto, il legame con il passato).
Si parte senz’altro da un nodo centrale del festival: l’omaggio all’artista Franco Vaccari, attraverso la ripresa – nuovamente interattiva – del progetto col quale Vaccari metteva a disposizione del pubblico della Biennale di Venezia una macchina per fototessere per realizzare via via un colossale mosaico di volti, opera collettiva di cui l’artista era solo la scintilla iniziale. Questa traccia mobile, mai fissa e fissata, si ritrova in tutte le iniziative previste: > il re-enacting stesso, nel dopo-mercato di Porta Portese, della macchina di Vaccari (che però lavorerà sul piano diafano del digitale, smaterializzando ancora di più l’abisso che è l’identità di ciascuno, già intaccata da un periodo, il nostro, in cui sembra che gli incontri possano avvenire solo tramite bytes, su piattaforme che incollano i volti allo schermo); > l’edicola o chiosco dismesso di piazza Sonnino, che in loop risuonerà delle voci vaganti – presenze e assenze insieme – di scrittori di ricerca (quindi non un reading classico, nessuna agitazione performativa, retorica ossia spettacolo del poetese: qui semmai si capovolge la centralità del corpo dell’autore, facendo emergere ma non esplodere quell’altro scandaloso lato della sua fisicità che è la voce); > la comparsa in modalità sempre diverse di schermi per proiezioni.
Inoltre, come lo scorso anno, due esemplari di deriva e ragionato smarrimento nella città saranno messi in campo: da una parte alcune passeggiate in bici e dall’altra una visita in alcuni luoghi, set di celebri film. Angoli talvolta meno noti della città saranno così valorizzati da schegge di memoria storica ritrovata, aneddoti, vicende umane e artistiche rintracciate e ri-tracciate su una inedita mappa del territorio, fatta di ricordi dei visitatori stessi, e di cinema, dunque di luce/buio e azioni, e non solo della fissità di mura e cancelli.
Tutto questo, nell’idea di fondo che queste tracce e derive, nel riuso di strade, piazze e aree della città mediante l’interazione con le arti, possano creare veri luoghi di relazione, esaltando il carattere stesso degli interventi, fondati precisamente sul temporaneo, sull’effimero del quark non individuabile, viaggio da cui si ramifica, a ventaglio, una vera e propria cascata di viaggi ulteriori, di viaggiatori diversi”.

Il festival si avvale della collaborazione di: Quaderni del Silenzio, GAMMM, TiconZero, Lost in location, Cineteca di Bologna, DEDEM, Cinemaitaliano.info.

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