Il mito omerico sul grande schermo: “The Odyssey” di Christopher Nolan incanta e divide

Formia. Il cinema “Multisala del Golfo” di Formia ha riaperto i battenti, dopo circa un anno di chiusura, il 23 dicembre scorso, preparandosi ad una stagione estiva ricca di visitatori, pronti ad immergersi nel buio delle sale ancora inebriati dall’odore di salsedine. È ormai dal 16 luglio che tra i titoli di punta del cartellone spunta quello dell’ “Odissea (The Odyssey)” di Christopher Nolan, sbarcato sul grande schermo per un vero e proprio trionfo al botteghino.

Girato interamente con l’innovativa tecnologia di ripresa IMAX, Nolan è riuscito con la sua bravura a trascinare nelle sale un mare di persone. Un boom estivo di cui sono testimoni gli incassi: in Italia il film ha superato i 26 milioni di euro complessivi, mentre a livello globale la pellicola è già volata oltre quota 600 milioni di dollari in pochissimi weekend. Sembra quasi di rivivere l’uscita di “Oppenheimer”.

Questo enorme successo è sicuramente dovuto a un cast stellare, guidato da Matt Damon nei panni di Odisseo e arricchito da volti del calibro di Tom Holland nei panni di Telemaco, una bravissima Penelope interpretata da Anne Hathaway e Robert Pattinson nel ruolo di Antinoo. Completano la carrellata di dèi ed eroi le interpretazioni di Zendaya (Atena) e Charlize Theron (Calypso), confermando l’opera come l’evento cinematografico imprescindibile di questa stagione.

Questa corsa al cinema è dovuta soprattutto alla curiosità riguardante un adattamento di certo non facile di un’opera che ha segnato, in misura maggiore o minore, le vite di ognuno di noi, incrociandole e lasciandoci inevitabilmente qualcosa.

La paura, quando si trasforma un’opera del genere in un prodotto cinematografico, è proprio quella di darla in pasto all’opinione pubblica, all’interno della quale sorge, magicamente, gente che si professa esperta, dalla quale dilagano polemiche riguardanti le minime imprecisioni.

Alcune delle quali sorte ancora prima dell’uscita della pellicola, relative ad alcuni interpreti: Lupita Nyong’o, attrice afroamericana nei panni di Elena, non proprio dalle “bianche braccia” così come definita nell’opera greca; l’attore transgender Elliot Page nel ruolo di Sinone e del rapper Travis Scott nei panni del poeta Demodocus. Altre critiche sono state mosse alla ricostruzione degli abiti e agli accenti troppo spiccati di alcuni attori.

Tra le scelte più discusse figurano le rilevanti modifiche alla trama e al testo originale: dall’eliminazione della prova del letto coniugale al mutamento dello scontro con Polifemo senza l’inganno del nome Nessuno. Vengono inoltre rivisti episodi chiave come la figura di Calipso, fusa con i Lotofagi in un contesto di trauma e memoria, fino a un finale un po’ diverso rispetto a quello a cui siamo sempre stati abituati. In generale Nolan sembra aver voluto dare più spazio al lato umano del racconto, riducendo un po’ il peso del divino e del destino.

È ineluttabile che un’opera classica debba subire degli accorgimenti per riuscire a essere trasposta sul grande schermo, come accade a qualsiasi libro che passi sotto il vaglio della sceneggiatura, e l’Odissea non ne è stata immune. Così come c’era da aspettarsi l’improvviso e colossale interesse, unito a una minuziosa attenzione ai particolari, da parte di un pubblico che ha studiato e continua a studiare questo poema sui banchi di scuola.

Per quanto le critiche possano essere giuste e legittime, la bellezza di questa pellicola sta anche nell’essere riuscita a riaccendere, durante l’estate, l’interesse di tutta Italia su un classico intramontabile che appartiene un po’ a tutti noi.

Che si esca dalla sala incantati per la bellezza della trasposizione o un po’ arrabbiati, delusi e polemici, Christopher Nolan è riuscito a ricordarci che i miti resistono ai millenni, perché continuano a far discutere e a essere tramandati: dapprima solo oralmente e ora anche nelle sale cinematografiche, da cui ci si alza con il desiderio irrefrenabile di riprendere tra le mani quel vecchio libro impolverato in fondo alla libreria su cui si è sognato tanto.

Immagine generata con IA.

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