“Gli Innamorati”, per l’Estate Teatrale Veronese va in scena un classico di Goldoni

Verona. L’Estate Teatrale Veronese, la rassegna nazionale di teatro musica e danza che da giugno ha acceso i riflettori sul magico palcoscenico del Teatro Romano scaligero, ritorna alle proposta teatrale, dopo l’effervescenza dei Trocks, con “Settembre Classico”, che proporrà la formula vincente di una commedia goldoniana e un testo antico.

Sarà Roberto Valerio a dirigere Claudio Casadio, Loredana Giordano, Valentina Carli e Leone Tarchiani in un nuovo adattamento de “Gli Innamorati, uno dei capolavori di Carlo Goldoni che debutterà in “prima nazionale” nella prestigiosa cornice dell’Estate Teatrale Veronese, giovedì 4 e venerdì 5 settembre alle ore 21.15 al Teatro Romano di Verona.

A completare il ricco e talentuoso cast sono Maria Lauria, Lorenzo Carpinelli, Damiano Spitaleri e Alberto Gandolfo. Lo spettacolo è co-prodotto dal Centro di Produzione Accademia Perduta/Romagna Teatri, La Contrada Teatro Stabile di Trieste e La Pirandelliana. Le scene e i costumi sono curati da Guido Fiorato mentre l’autore delle musiche originali è Paolo Coletta.

Gli Innamorati è una delle commedie più fortunate di Goldoni, divertente e romantica, cavallo di battaglia di molte grandi attrici dell’Ottocento (da Adelaide Ristori ad Eleonora Duse): due giovani – Eugenia, appartenente alla nobiltà milanese decaduta, e Fulgenzio, rappresentante della ricca classe borghese – si muovono tra corteggiamento e seduzione, ma soprattutto tra gelosie, equivoci, paranoie e dolcezze.

Una storia d’amore universale, sfaccettata e attualissima, i cui protagonisti sono più vicini alla nostra contemporaneità di quanto si possa pensare.

Un amore dietro al quale si celano contraddizioni e tensioni, così come contraddittori sono i personaggi: alcuni caratterizzati da personalità razionali e “borghesi”, altri più istintivi e impulsivi, contrapposti nei loro atteggiamenti e nel loro modo di affrontare la vita.

Emerge così in tutta chiarezza la riforma teatrale compiuta da Goldoni: il passaggio dalla commedia dell’arte al teatro moderno, dalla maschera al carattere e dal canovaccio al copione; un teatro più vicino alla vita, basato sull’osservazione del mondo reale e sulla rappresentazione di individui e situazioni verosimili, in linea con i principi illuministici. Un teatro in cui specchiarsi ieri come oggi.

“La pazza gelosia è il flagello de’ cuori amanti, intorbida il bel sereno, e fa nascere le tempeste anche in mezzo alla calma” suggerisce Goldoni al lettore.

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