“Tee Shirt” di Igor Mitoraj dialoga con la Venere accovacciata al Museo Nazionale Romano

Roma. Dall’11 settembre l’opera di Igor Mitoraj “Tee Shirt” (2001), della collezione del Museo Mitoraj di Pietrasanta, viene esposta a Roma presso il Museo Nazionale Romano nella sede di Palazzo Massimo. L’occasione nasce dalla collaborazione tra il Museo Nazionale Romano, la Fondazione Museo Igor Mitoraj e la Fondazione Palazzo Strozzi dove dal 25 settembre al 24 gennaio 2027 si svolgerà la mostra “Broken. Il potere del frammento”, a cui il Museo Nazionale Romano partecipa con il prestito di numerose opere tra cui la celebre scultura della Venere accovacciata (metà del II secolo d.C.) rinvenuta a Roma in corrispondenza di un’antica area residenziale sul Viminale. La dea è colta nel gesto di lavarsi in posizione accovacciata per ricevere un getto d’acqua sulla nuca, riprendendo un modello ellenistico in bronzo del III secolo a.C. attribuito allo scultore Doidalsas di Bitinia e noto da numerose repliche di epoca romana. Questo esemplare, caratterizzato dalla variante del cigno e dell’erote alla sinistra della divinità, è realizzato in un marmo particolarmente luminoso le cui proprietà appaiono esaltate dal trattamento finale delle superfici, levigate con effetto a specchio.

“La collaborazione artistica e culturale con istituzioni museali sia nazionali che internazionali fa parte degli obiettivi del Museo Nazionale Romano, che mette a disposizione della comunità mondiale il suo immenso patrimonio archeologico, lavorando ad una politica di scambi di opere che possano ampliare la prospettiva del visitatore, aprire nuovi orizzonti di interesse e creare occasioni di approfondimento. Va in questa precisa direzione il prestito della Venere accovacciata, sostituita dall’opera di Mitoraj che viene esposta nella stessa posizione del marmo romano e accanto ad un’altra copia dello stesso soggetto proveniente da Villa Adriana, proponendo un confronto diretto tra antico e contemporaneo” – dichiara Federica Rinaldi, Direttrice del Museo Nazionale Romano.

La mostra di Palazzo Strozzi, “Broken. Il potere del frammento”, nasce dalla volontà di mettere in relazione opere, epoche e culture diverse, mostrando come il frammento possa diventare uno straordinario strumento di dialogo tra passato e presente. Questa collaborazione con il Museo Nazionale Romano e la Fondazione Museo Igor Mitoraj estende idealmente la mostra oltre Palazzo Strozzi, facendo emergere continuità, trasformazioni e nuove possibilità di lettura del corpo e della sua rappresentazione” – aggiunge Arturo Galansino, Direttore Generale della Fondazione Palazzo Strozzi.

“La Fondazione Museo Igor Mitoraj ha aperto le porte al pubblico solo pochi mesi fa e siamo quindi particolarmente lieti di partecipare a un progetto concepito con tanta lungimiranza. La collaborazione tra tre istituzioni così diverse tra loro in tre città caratterizzate dalla cultura è già di per sé un’idea promettente. Attendiamo con interesse i dialoghi che si creeranno tra le opere, ora collocate in una nuova prospettiva” – sostiene Frank Boehm, Direttore del Museo Mitoraj.

L’inserimento dell’opera di Mitoraj nella collezione di scultura antica di Palazzo Massimo proprio nello spazio normalmente occupato dalla Venere accovacciata mette in evidenza uno dei nuclei centrali della ricerca dell’artista: il ricorso al frammento non come semplice citazione dell’antico, ma come forma autonoma attraverso cui riflettere sulla bellezza, sulla vulnerabilità del corpo e sull’azione del tempo.

“Tee Shirt” è una scultura in marmo bianco apuano che raffigura un frammento di corpo umano visto di schiena. Il tessuto della t-shirt, sollevato, lascia scoperta la parte inferiore del torso e il profilo dei glutei. La morbidezza della carne è evocata attraverso il trattamento del marmo, trasformato visivamente in una materia sensibile e quasi cedevole, che conferisce al frammento una forte componente sensuale. Il motivo dello svelamento richiama una lunga tradizione iconografica radicata nell’arte antica, nella quale nudità e panneggio agiscono come strumenti espressivi complementari. Alla superficie levigata del lato figurato si contrappone il verso della scultura, lasciato grezzo, con le tracce della sbozzatura, i segni degli strumenti e i margini irregolari ancora visibili. Mitoraj è intervenuto inoltre sul marmo con acqua e argilla rossa, modificandone l’uniformità e conferendogli una suggestione di antichità. Questa patina evoca l’azione del tempo e degli agenti esterni sulla materia, elemento centrale nella poetica dell’artista, che concepisce spesso le proprie figure come frammenti sopravvissuti, segnati dalla memoria e dal trascorrere del tempo.

La collocazione di “Tee Shirt” a Palazzo Massimo, in sostituzione della Venere accovacciata ma accanto ad un’altra copia antica della stessa Venere, seppur meno frammentaria, crea un rapporto diretto tra antico e contemporaneo. Le due opere condividono l’attenzione per la sensualità del corpo e per la sua capacità di farsi veicolo di una forte presenza fisica. Nella Venere la posa raccolta e la morbidezza delle forme evocano la dimensione intima del bagno; nell’opera di Mitoraj la maglietta sollevata scopre la parte inferiore del torso, mentre il trattamento del marmo suggerisce una materia morbida e sensibile, accentuando la componente sensuale della figura. È soprattutto il frammento a mettere in relazione le due sculture: se nella statua romana è il risultato delle vicende materiali attraversate dall’opera nel corso dei secoli, in Mitoraj diventa una scelta consapevole e un principio poetico, il corpo incompleto non rimanda semplicemente a ciò che è perduto, ma acquista una propria autonomia, evocando insieme bellezza, vulnerabilità e azione del tempo. La temporanea sostituzione della Venere accovacciata con “Tee Shirt” rende così visibile la persistenza e la trasformazione di temi e forme della scultura antica nella ricerca contemporanea.

Crediti foto: Museo Nazionale Romano.

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