Caserta. Il 13 gennaio, nell’Auditorium Provinciale, gli studenti del Liceo Classico “Pietro Giannone” di Caserta hanno incontrato il conduttore Rai Massimiliano Ossini, ospite di un appuntamento dedicato al dialogo con i giovani. Durante l’incontro, Ossini ha presentato il suo libro “Oltre i limiti. Dall’Elbrus allo Stretto di Messina, le sfide impossibili che diventano di tutti”, condividendo esperienze personali e riflessioni sul valore della determinazione e del superamento dei propri confini.
I ragazzi hanno accolto l’ospite con grande entusiasmo, partecipando attivamente al confronto attraverso domande e interventi, in un clima di ascolto reciproco e coinvolgimento. A rendere la serata particolarmente significativa è stata l’organizzazione curata interamente dagli studenti del liceo, che hanno guidato l’intervista, proposto una lettura di alcuni brani del libro grazie agli allievi del laboratorio teatrale e arricchito l’evento con momenti musicali.
Suggestive sono state le esibizioni della band d’istituto, che ha emozionato il pubblico con la canzone “Esseri umani” di Marco Mengoni. Ossini ha fatto ripetere il ritornello del brano, invitando la platea a cantare insieme, creando un momento di coralità e condivisione, intensa e partecipe.
Massimiliano Ossini, oltre a essere un conduttore e uno scrittore, è anche un appassionato alpinista, che ha partecipato a impegnative spedizioni come quelle sul K2 e sul Kilimangiaro; attraverso la scrittura e la narrazione, Ossini ci fa entrare all’interno del suo mondo, raccontando la fatica, le sfide personali e le vittorie delle sue “imprese”.
“La montagna è una maestra di vita, perché orizzontalmente è tutto più semplice. Siamo abituati a parlare troppo e a non prestare attenzione. Importante è la filosofia del Monte Fuji: camminando verticalmente si impara ad ascoltare se stessi e gli altri. Non è tanto la meta la cosa importante, ma il modo in cui ci si arriva”.
Con queste parole Massimiliano Ossini ha aperto il suo intervento, rispondendo a una domanda sulla sua scalata al Monte Fuji, esperienza che ha fatto da preludio al racconto delle altre avventure descritte nel libro. Ogni impresa, come ha sottolineato il conduttore, ha lasciato un segno profondo nel suo percorso umano e professionale, contribuendo a formare una visione della vita basata su una parola, quella più volte ripetuta durante l’incontro, come un mantra da non dimenticare: “Kalipè”.
Kalipè è un augurio tipico delle zone himalayane e significa “va’ con passo corto e lento”. Questa parola invita a godersi il presente, il viaggio e il cammino, procedendo con passo lento ma costante, lasciandosi arricchire dalle nuove esperienze e affrontando con serenità le difficoltà, tenendo sempre presente un obiettivo. Kalipè è il passo lento che insegna a vivere.
Il momento più complicato della vita da alpinista, ha raccontato rispondendo a una delle numerose domande, è stato il K2; questa spedizione, compiuta con alpiniste italiane e pakistane, è stata documentata nel libro “K2. Un passo dalla vetta, un passo dalla vita”. La spedizione, spiega Ossini, è stata probabilmente la più difficile, segnata anche da tragici risvolti. È proprio in questa occasione che ha appreso la sua seconda parola preferita dopo Kalipè: rinuncia.
“Le ragazze si sono fermate al campo tre, io e gli altri al campo uno. La rinuncia non è sconfitta o incapacità: dopo questa impresa per me ha cambiato valore. Rinuncia significa intelligenza. Quando si sale in vetta bisogna sempre ricordare che si deve riscendere. La vera capacità è sapersi fermare prima che accada qualcosa di negativo”.
Anche il titolo del libro “Oltre i limiti” è emblematico del messaggio che Ossini ha voluto lanciare: i limiti reali non sono l’altitudine o le distanze, ma quelli che costruiamo dentro di noi, autosabotandoci il più delle volte. Uno dei primi che la mente impone è quello del diverso, il pensiero che non tutti abbiano le stesse possibilità. Lo sport può aiutare nel superamento di questa condizione e, a riprova di ciò, vi sono le sue stesse esperienza.
A siglare il superamento dei limiti è stata l’impresa sull’Elbrus, che ha anche celebrato l’amicizia con Andrea Lanfri, atleta paralimpico e alpinista che, in seguito a un incidente, ha rivoluzionato la propria vita, compiendo imprese che non avrebbe mai immaginato. L’idea di un viaggio dalla Georgia all’Elbrus nacque proprio come promessa a Lanfri, che a Uno Mattina firmò anche la bandiera portata in vetta da Ossini.
“Sport e natura sono il faro che dobbiamo usare per abbattere le barriere”. È questo uno dei messaggi più forti lanciati da Massimiliano Ossini durante l’incontro con gli studenti. Nel raccontare l’attraversamento dello Stretto di Messina, compiuto insieme a 15 atleti paralimpici, il conduttore ha posto l’accento sul valore dello sport come strumento di inclusione e di lotta contro la malattia, la diversità e la disabilità.
Un’esperienza intensa, in cui, come ha sottolineato Ossini, non contava chi arrivasse primo, ma che tutti raggiungessero il traguardo insieme, grazie al sostegno reciproco. Il mare, simbolicamente, ha unito due terre apparentemente distanti e, allo stesso tempo, ha unito le persone, dimostrando come il limite possa essere superato solo attraverso la condivisione e l’aiuto dell’altro.
Durante le due ore di condivisione di esperienze, Massimiliano Ossini è stato prezioso per i giovani, ai quali ha rivolto un chiaro invito: bisogna rallentare, ascoltarsi, vivere pienamente ogni esperienza. Un messaggio che si lega alla sua idea di una “città ideale”, fondata su relazioni autentiche, rispetto, attenzione verso l’altro e armonia con la natura, valori che lo sport e l’avventura continuano a trasmettere con forza.
Grazie alla competenza, all’impegno e alla sensibilità degli studenti del Liceo Giannone, l’incontro si è rivelato un autentico successo, capace di unire riflessione, emozione e partecipazione attiva.
Massimiliano Ossini ha salutato i ragazzi lasciando loro un vero e proprio mantra, un invito a guardare oltre i propri limiti e a non smettere di sognare: “Chi più in alto sale, più lontano vede. Chi più lontano vede, più a lungo sogna”, Walter Bonatti.
Crediti foto: Gianluca Saragò.


