Milano. Sabato 23 e domenica 24 maggio il Teatro Gerolamo ospiterà lo spettacolo della compagnia di Claudio Beccari che, dopo il successo ottenuto esplorando l’assurdo minimalismo di Achille Campanile, torna in scena per omaggiare un altro gigante della satira e del costume italiano: Marcello Marchesi. Lo spettacolo, intitolato significativamente “Con quella bocca può dire ciò che vuole”, vede protagonisti Marisa Della Pasqua, Valeria Falcinelli, Mario Scarabelli e lo stesso Beccari, accompagnati dalle note dal vivo del pianista Gianluigi Bozzi.
Incasellare Marchesi è un’impresa ardua, perché non può essere circoscritto ad un’unica definizione. È stato un vero e proprio “poligrafo” della creatività: giornalista, paroliere, autore televisivo e radiofonico, ma anche regista e attore. Il termine “matusa”, che oggi usiamo per indicare chi è rimasto indietro coi tempi, o il celebre aforisma “Anche le formiche nel loro piccolo si incazzano”, sono state coniate da lui e dalla sua penna affilata, che ben esprime quella che era la sua capacità di manipolare la lingua italiana.
È stato un pioniere della cultura popolare e proverbiale, con alcune sue espressioni che sono rientrate nell’immaginario collettivo, come “Non è vero che tutto fa brodo”. Inoltre, Marcello Marchesi è considerato il padre della pubblicità moderna in Italia, perché ha dato vita a slogan che hanno segnato un’epoca, e che ora verranno rievocati a teatro.
L’aspetto affascinante di Marchesi era il suo metodo di lavoro. Non stava seduto in uno studio polveroso, ma viveva la strada, la gente, la quotidianità, e prendeva ispirazione da ciò che vedeva con i suoi occhi. Girava con le tasche gonfie di foglietti, scontrini e ritagli di carta su cui scarabocchiava tutto quello che gli passava per la testa. Un gesto, una frase sentita al bar, un piccolo intoppo: tutto diventava materiale per una battuta o per uno dei suoi quattromila Caroselli.
“I pezzetti di carta mi ispirano, come mi ispirano i piccoli avvenimenti di cui è piena una giornata della vita”.
Lo spettacolo di Beccari scava proprio in questa montagna di appunti, per restituirci un ritratto fedele ma anche sorprendente. Questo perché, dietro la risata e il gioco di parole, Marchesi nascondeva uno sguardo molto lucido (e un po’ amaro) sulla realtà, del resto come ogni vero uomo di spettacolo e di forte ironia. Sotto quella ricerca della “futilità” e del divertimento a tutti i costi, emergeva spesso la critica a una società che stava diventando sempre più fredda e meccanica.
Andare al Teatro Gerolamo per immergersi nel passato e ricordare un grande uomo e un grande artista non significa solo vivere un po’ la nostalgia di una televisione che non c’è più, ma anche scoprire quanto quel “signore di mezza età” (definizione con cui Marchesi veniva riconosciuto) avesse capito, con decenni d’anticipo, i difetti e le nevrosi del mondo in cui viviamo oggi.
Crediti foto: Lorenzo Ceva Valla


