Roma. Dal 17 al 20 settembre Roma ospita la quarta edizione di “Cinema In Verde”, festival internazionale di cinema ambientale, promosso dall’agenzia di comunicazione green Silverback e da Sapienza Università di Roma – Polo Museale Sapienza Cultura, con il sostegno di Roma Capitale. Il festival oltrepassa i confini dell’Orto Botanico per raggiungere il pubblico in due diversi luoghi della città. Presso il Nuovo Teatro Ateneo dell’Università “La Sapienza” avrà luogo la programmazione diurna, con documentari, incontri e momenti di approfondimento. Il concorso per il Ginkgo d’Oro 2026 si terrà nell’Arena di Piazza Vittorio, entro la cornice di “Notti di Cinema”, grazie alla collaborazione con ANEC Lazio.
Ad aprire la cerimonia inaugurale le Karma B con Chiara Campione, direttrice di Greenpeace Italia. Ad essa prenderanno parte Sabrina Alfonsi, Assessora all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei rifiuti di Roma Capitale; Fabio Attorre, Direttore dell’Orto Botanico di Roma; Claudia Campanelli, Direttrice di “Cinema In Verde”; Simonetta Lombardo, CEO di Silverback e ideatrice della manifestazione.
La giornata conclusiva, prevista per domenica 20 settembre, sarà dedicata a LAND, progetto sviluppato da “Cinema In Verde” insieme ad ACS – Associazione di Cooperazione e Solidarietà. Il pubblico potrà assistere ai cortometraggi realizzati da 12 giovani “filmmaker” palestinesi provenienti dalla Cisgiordania e da Gaza, coinvolti in un percorso di formazione cinematografica e audiovisiva sviluppato nell’ambito di una “spring school” della durata di due mesi. Il progetto ha coinvolto, tra gli altri, Groenlandia, IED, Sapienza Università di Roma, Pandataria Film, Zen2030 e Intercultura. Una campagna di crowdfunding ha contribuito a sostenere le spese di viaggio, visto e assicurazione dei partecipanti, che sono stati ospitati a Roma da 11 volontarie. Il percorso formativo – realizzato con alternanza di lezioni teoriche, workshop, masterclass e attività di produzione – ha attraversato le varie fasi della produzione audiovisiva: dall’ideazione alla scrittura, dalla regia alla fotografia, fino al montaggio e al “sound design”. La preparazione dei giovani artisti sul campo è stata affiancata a incontri con professionisti del mondo del cinema, quali registi e autori.
Nella serata del 20 settembre sarà proclamato il vincitore del Ginkgo d’Oro 2026, a cui seguirà una nuova proiezione dell’opera selezionata. Sei titoli inediti in Italia competono per aggiudicarsi il premio, di fronte a una giuria presieduta da Matteo Rovere, regista e produttore.
Le produzioni presentate sono il simbolo di esperienze cinematografiche contemporanee provenienti da diversi Paesi, tra cui Francia, Giappone, Brasile, Perù, Norvegia, Svezia, Finlandia e Messico. Questi i titoli delle opere in gara: “Rembrandt” di Pierre Schoeller, “The Last Blossom” di Baku Kinoshita, “Nimuendajú” di Tânia Anaya, “Arru” di Elle Sofe Sara, “La Reserva” di Pablo Pérez Lombardini e “The Garden We Dreamed” di Joaquín del Pas. Si tratta di lungometraggi che affrontano la crisi ambientale da prospettive differenti in contesti geografici distanti tra loro.
Il cinema racconta il cambiamento climatico ponendo al centro il tema della sostenibilità, narrando storie che restituiscono la complessità delle trasformazioni in atto e delle responsabilità collettive che esse comportano. Le ondate di calore sempre più intense, la dispersione delle risorse, le migrazioni, la perdita di vite umane e animali e l’alterazione degli ecosistemi portano sotto lo sguardo di tutti l’urgenza di salvaguardare il pianeta. L’arte cinematografica diventa strumento di narrazione di questa crescente vulnerabilità, mostrando come la questione ambientale riguardi tanto i singoli individui, quanto l’intera società.
Le iniziative di “Cinema In Verde” sono gratuite, aperte al pubblico, fino a esaurimento posti con prenotazione obbligatoria. Non da ultimo, “Cinema In Verde” è concepito come un evento “green”, ossia a ridotto impatto ambientale. Il festival privilegia il ricorso a energia proveniente da fonti rinnovabili e incentiva il ricorso al trasporto pubblico, alla bicicletta e alla mobilità condivisa, invitando anche gli ospiti internazionali a preferire, ove possibile, il treno all’aereo. Inoltre, esso adotta una politica “plastic free”, utilizzando in prevalenza arredi a noleggio e proponendo una offerta di ristoro in larga parte vegetariana, con uso di stoviglie lavabili o compostabili. Le emissioni residue, ossia quelle che non possono essere eliminate, sono compensate attraverso progetti certificati di transizione a energie rinnovabili.
La coerenza tra il messaggio affidato al grande schermo, le scelte che presiedono l’organizzazione e la realizzazione della manifestazione rendono “Cinema in Verde” un festival realmente sostenibile. “Cinema in Verde” insegna come, tanto nell’arte quanto nella vita, sia possibile contrastare il cambiamento climatico, adottando un modello virtuoso di buone pratiche nell’impiego delle risorse e dei consumi, a tutela del pianeta e delle generazioni presenti e future.


