“Sguardi Laterali”: un progetto artistico per l’inclusione e il diritto alla bellezza

Napoli. La mostra “Sguardi Laterali – Prospettive diverse, legami comuni” è arrivata alla tappa conclusiva, segnando il compimento del percorso espositivo presso la Chiesa di San Giuseppe dei Nudi. “Sguardi Laterali” è un progetto artistico orientato all’inclusione e al riconoscimento della differenza come valore, finanziato dal Programma Nazionale Equità nella Salute (PN) – Piano Operativo della Regione Campania, oggetto dell’Accordo di Partenariato dell’Italia sulla Programmazione della politica di coesione 2021-2027.
Il progetto è stato sviluppato attraverso il contributo delle comunità locali e del territorio, con la supervisione scientifica della Prof.ssa Carmela Bravaccio (Università degli Studi di Napoli “Federico II”) e la curatela artistica del Prof. Fabio Dell’Aversana (Accademia di Belle Arti di Napoli). Esso ha proposto una rilettura del rapporto tra arte e società, alla luce del concetto di “sguardo laterale”: uno sguardo non giudicante, aperto ad accogliere e a indagare il mondo da prospettive diverse da quelle convenzionali. Laterale è lo sguardo di coloro che possiedono la capacità di decostruire i modelli dominanti, per osservare la realtà da altri punti di vista. È lo sguardo di chi non cerca conferme, ma si pone domande, ascoltando e lasciandosi guidare dall’empatia.
Dal punto di vista metodologico, il progetto ha adottato pratiche interdisciplinari che integrano arti visive, linguaggi digitali ed espressione performativa entro ambienti creativi flessibili. Questa scelta, ispirata a principi di accessibilità universale (universal design), riduce le barriere – non solo fisiche – che spesso si frappongono all’effettivo esercizio del diritto alla bellezza. In questa ottica, il processo creativo assume una valenza formativa, sociale e inclusiva. Il fulcro dell’esperienza progettuale è stato imperniato sull’incontro e la collaborazione tra giovani artisti emergenti e persone con neurodivergenze, con l’obiettivo di costruire uno spazio condiviso in cui l’arte diventa occasione di dialogo, relazione e partecipazione.
Tra gli artisti coinvolti, figurano Emanuela Auricchio, attivista con una “expertise” in arte urbana e pratiche collettive; Carmen Buonanno, artista visuale transdisciplinare; Elisa De Santis, autrice di opere grafiche e pittoriche; Andrea De Vita, scrittore e artista digitale; Caterina Di Gaetano (enkilada), artista che si occupa di fotografia, pittura e filosofia; Alessandro Fusco, artista ricercatore presso la Blue Art Academy.
Il percorso si è snodato attraverso diversi luoghi della Regione Campania, creando una rete di connessioni tra le persone e le opere. La mostra è stata inaugurata presso la Chiesa di Sant’Anna dei Lombardi di Napoli, per poi tornare, alla fine del percorso, nel capoluogo partenopeo. Il rientro a Napoli, di fatto, ha permesso una ri-composizione dell’esperienza, arricchita dalle trasformazioni intercorse durante il viaggio. Tra questi due estremi, si inseriscono “milestones” dotate di una propria specifica identità, parte integrante ed essenziale della narrazione: la Pinacoteca di Arte Contemporanea (Montoro), Casa Cimarosa (Aversa), il Conservatorio di Musica “Giuseppe Martucci” (Salerno) e la Biblioteca Provinciale “Antonio Mellusi” (Benevento). La varietà e l’eterogeneità dei contesti espositivi rispondono alla vocazione inclusiva del progetto. Spazi differenti, per funzione, identità e pubblico di riferimento, estendono le possibilità di accesso e intercettano comunità diverse, ognuna della quali apporta, con la propria storia e memoria, un valore aggiunto al progetto. Le opere presentate riflettono questa pluralità di approcci, evidenziando come la diversità possa tradursi in linguaggi e soluzioni artistiche innovative.
Nel corso dei saluti istituzionali che hanno inaugurato l’evento finale a Napoli, il Dott. Pietro Buono, Dirigente del Settore “Assistenza Territoriale” della Direzione Generale “Tutela della Salute e Coordinamento del SSR” della Regione Campania, ha posto l’accento sull’importanza di iniziative come “Sguardi Laterali”, auspicando che simili esperienze possano essere rese pienamente fruibili per la comunità in modo stabile e permanente. “La mostra Sguardi Laterali – ha affermato Buono – rappresenta un tassello significativo del percorso che la Regione Campania sta portando avanti attraverso il Programma Nazionale Equità nella Salute (PNES) 2021-2027, con l’obiettivo di promuovere inclusione, partecipazione e pari opportunità nei territori. Il progetto ha dimostrato come l’arte possa diventare uno spazio concreto di incontro tra prospettive differenti, capace di valorizzare la creatività di giovani talenti e di persone neurodivergenti, ponendo le basi per una cultura dell’inclusione e del riconoscimento reciproco. Attraverso un itinerario che ha attraversato città, comunità e luoghi simbolo della storia e della cultura campana, “Sguardi Laterali” ha saputo costruire un dialogo profondo tra dimensione estetica e sociale. L’idea dello sguardo laterale, che ha guidato l’intero progetto, ci invita ad adottare una postura nuova, aperta alla comprensione delle differenze e alla valorizzazione di linguaggi espressivi spesso ai margini dei circuiti tradizionali”. Anche il Dott. Massimo Di Gennaro, Direttore Innovazione, Logistica Integrata e Sanità Digitale di So.Re.Sa. S.p.A., ha espresso il proprio apprezzamento per “Sguardi Laterali”, inteso quale “laboratorio aperto, un cantiere permanente di ricerca che ha come obiettivo principale dimostrare che l’arte può essere spazio di ascolto, dialogo e riconoscimento reciproco, ricordando come la bellezza trovi il suo significato più profondo quando diventa occasione di incontro tra prospettive diverse e legami comuni”. Il progetto sollecita una riflessione sul valore dell’inclusione e sull’importanza di promuovere il diritto alla bellezza, condizione essenziale per la partecipazione alla vita sociale e per il pieno sviluppo della persona. Grazie a “Sguardi Laterali”, l’arte ha generato legami che continuano a vivere e a produrre esiti ben oltre i confini del singolo evento.

Crediti foto: Pasquale Basile.

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