“Ohi mà” de I Signori delle Moske racconta con delicatezza la fragilità giovanile

Caserta. È uscito oggi “Ohi mà”, il nuovo singolo de I Signori delle Moske tratto dall’album “Seducente Follia”, realizzato con la supervisione di Flex Recording Studio e arrangiato con il prezioso contributo di Max Gaudio, virtuoso musicista che ha inferto una carica di energia attraverso la chitarra elettrica ed il mandolino.

Il brano racconta un atto estremo, quello di togliersi la vita, da parte di un ragazzo, Aiello, troppo fragile per poter sopportare le pene del carcere e dell’internamento.
È una invocazione di aiuto dal ritmo pulsante, in lingua napoletana, una ballata oscura in cui si scopre il senso di una denuncia generale al sistema che troppo spesso schiaccia proprio i più deboli; quelli che nascono in contesti di disagio sociale, privi di strumenti culturali per riscattarsi.

“Non c’è carcere che fa più paura della povertà” – dice Donadoni, lui che attraverso un lungo percorso di riabilitazione e reinserimento alla fine pare proprio avercela fatta ed oggi, a colpi di canzoni e parole, non dimentica i compagni di viaggio perduti, riscattandoli per sempre dall’oblio.

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