Maddalena Casulana, quattro secoli dopo la musica delle donne chiede ancora riconoscimento

Casole d’Elsa. La festa dell’8 marzo riporta l’attenzione sulle donne che hanno contribuito alla cultura e alle arti. In ambito musicale, l’apporto creativo femminile è rimasto a lungo marginalizzato, in un contesto segnato da forti disuguaglianze di genere. Tra le figure che testimoniano le difficoltà di questo percorso emerge quella di Maddalena Casulana, musicista e compositrice emblema del Rinascimento, nata intorno al 1540 a Casole d’Elsa, in area toscana. La documentazione biografica relativa a Casulana è piuttosto scarsa. Le ricerche musicologiche più recenti hanno chiarito la sua origine senese, mentre studi precedenti avevano ipotizzato provenienze diverse, riportando i natali di Casulana a Vicenza, città che di fatto ha rappresentato uno dei principali centri dell’attività musicale dell’autrice. Il cognome Mezari, talvolta associato alla compositrice, è eredità del matrimonio di Casulana con Giacomo Mezari, membro dell’Accademia della Vittoria di Verona (1556). Maddalena Casulana è la prima compositrice il cui nome compare esplicitamente su una raccolta musicale a stampa. Il corpus delle opere a lei attribuito comprende due libri di madrigali a quattro voci, pubblicati rispettivamente nel 1568 e nel 1570, e un libro di madrigali a cinque voci del 1583. Si tratta di un repertorio profano di grande prestigio nel secondo Cinquecento, destinato a un pubblico colto e socialmente elevato. Si aggiungono a questi volumi anche diversi madrigali “sciolti”, inclusi in raccolte, tra cui il primo e il terzo libro de “Il Desiderio” (1566-1567) e “Il Gaudio” (1586). Le due raccolte sono state curate Giulio Bonagiunta, compositore e cantante, e pubblicate dal noto stampatore veneziano Girolamo Scotto. L’attività della compositrice sembra protrarsi almeno fino al 1591, anno in cui il catalogo dell’editore Giacomo Vincenti attesta la pubblicazione di due libri di madrigali spirituali a quattro voci. Questa data costituisce il termine cronologico più avanzato della presenza documentata della Casulana. Le parole che Casulana riporta nel 1568 nella dedica a Isabella d’Este del “Primo libro de’ madrigali a quattro voci” echeggiano oggi con sorprendente attualità. Nel testo, la compositrice non si limita a mostrare gratitudine verso la mecenate per il sostegno ricevuto, ma formula una riflessione sulla condizione della donna. Casulana denuncia, infatti, i pregiudizi culturali e sociali che impedivano alle autrici di sviluppare il proprio talento. L’intento di Casulana, ossia quello “mostrare al mondo […] il vano error de gl’huomini, che degli alti doni dell’intelletto tanto si credono patroni che par loro ch’alle Donne non possono medesimamente esser communi” può dirsi solo in parte realizzato. A distanza di oltre quattro secoli dalla vicenda artistica di Maddalena Casulana, il percorso verso una piena valorizzazione delle compositrici resta incompiuto e i libri di storia mancano ancora di pagine importanti che possano mettere in luce quanto sia stata – e continui a essere – fondamentale la partecipazione delle donne alla vita culturale.

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