Lago d’Iseo Jazz, la 34esima edizione del festival segna il ritorno sul palco di Enrico Intra

Iseo (BS). Il festival Lago d’Iseo Jazz-La Casa del Jazz Italiano vara la XXXIV edizione che, oltre alla sede storica di Iseo (Bs) e a quella, ormai perfettamente integrata nella rassegna, di Palazzolo sull’Oglio (Bs), si sposta anche a Predore, sulla sponda bergamasca del Sebino, grazie alla collaborazione con l’Accademia Tadini di Lovere, mantenendo il patrocinio di MIDJ, l’associazione che raggruppa i musicisti italiani di Jazz, oltre alla pluriennale collaborazione con Rai Radio Tre quale media partner dell’iniziativa, che darà vita alla consueta e apprezzatissima trasmissione dedicata all’antologia del festival. La manifestazione pone come sempre la musica al primo posto e lo fa in splendidi contesti ambientali: sul sagrato della Pieve di Sant’Andrea di Iseo, con tre chiese una di fronte all’altra; nel Parco delle Tre Ville di Palazzolo sull’Oglio, luogo altamente suggestivo e di grande impatto naturalistico; nel bellissimo auditorium costruito nella Chiesa di San Giovanni Battista a Predore e nella superba ambientazione del grande prato-solarium del Sassabenek, di nuovo a Iseo. Da quest’anno, la parte organizzativa viene assunta, oltre che dallo Sviluppo Turistico Lago D’Iseo, anche dall’associazione culturale Secondo Maggio, da 32 anni promoter a Milano della prestigiosa rassegna Atelier Musicale. I concerti della XXXIV edizione, come sempre aperti da un’agile guida all’ascolto che integra culturalmente la proposta musicale, presentano la consueta ed equilibrata presenza tra grandi personalità della scena jazzistica nazionale e talenti emergenti, progetti speciali e una grande varietà stilistica. Due appuntamenti sono legati al centenario della nascita di Miles Davis e John Coltrane: il primo, con protagonista il quintetto di Marco Mariani, unisce diverse generazioni di musicisti, tutti legati dalla comune esperienza ai milanesi Civici Corsi di Jazz, per esplorare la musica del famoso quintetto davisiano degli anni Sessanta. Il secondo prevede un progetto speciale di un grande “musicista per musicisti” quale Paolo Birro, che in piano solo esplorerà composizioni che fanno parte di tutto l’arco creativo del sassofonista americano. L’esperienza policulturale di Gianni Denitto entrerà in gioco nel concerto di apertura, in cui il suo gruppo di giovani musicisti suonerà pagine di grande varietà e brillantezza compositiva, mentre al mondo contemporaneo si indirizza la Freak Machine di uno dei maggiori trombettisti e autori del jazz europeo: Giovanni Falzone. Due singolari concerti saranno poi quelli di Claudio Angeleri, pianista e compositore di grande fama, che porterà il mondo del pop all’interno di un linguaggio modern mainstream, e della pianista Eugenia Canale, di formazione classica e jazzistica, che eseguirà i principali temi della “Turandot” pucciniana rivestendoli del linguaggio di vari stili del jazz. Infine, dopo aver festeggiato i suoi 90 anni la scorsa estate proprio su uno dei palchi del festival, Enrico Intra tornerà di nuovo protagonista, duettando con nuovi e formidabili talenti del jazz italiano con cui recentemente ha inciso un album per l’etichetta Alfamusic. L’incontro di stili e generazioni diverse e l’assoluta varietà di proposte rappresentano, nel loro insieme, un cartellone unico, che si può ascoltare solo sulle sponde del Sebino. Conosciamo meglio più da vicino il programma e i protagonisti. Con il gruppo del sassofonista Gianni Denitto, autore del disco “The Shadow Line” (classificato tra i 100 migliori album jazz del 2025 dalla rivista Jazzit), prende il via venerdì 19 giugno a Iseo, sul sagrato della Pieve di Sant’Andrea, la nuova edizione del festival. La proposta di Denitto trae ispirazione dall’omonimo romanzo scritto nel 1917 da Joseph Conrad: la musica è stata, infatti, composta pensando a un viaggio simbolico che attraversa le tappe dell’esperienza umana, tra grandezza e miseria. Come nel testo di Conrad, la “linea d’ombra” rappresenta un limite da sfidare e superare: il passaggio dalla giovinezza alla consapevolezza, ma anche il coraggio di oltrepassare i confini di ciò che ci definisce, per entrare in una dimensione nuova e trasformativa. Per realizzare questo progetto, Denitto ha scelto alcune delle migliori promesse del jazz italiano, a cui ha affidato arrangiamenti articolati e brillanti, in una linea decisamente legata al mainstream contemporaneo. Sassofonista di formazione classica e jazz, Denitto ha sviluppato nel tempo un fecondo rapporto con la musica elettronica, trovando una singolare sintesi con il suono acustico. Ha poi collaborato con musicisti di diverse tradizioni culturali, dall’Africa all’India, portando nel suo linguaggio spunti provenienti da un vasto universo sonoro, svolgendo nel contempo attività di insegnamento in accademie e conservatori di varie parti del mondo. Come strumentista, ha collaborato con l’Orchestra Sinfonica della Rai per la sua competenza nella musica eurocolta, mentre nel jazz è stato al fianco di artisti rilevanti quali Billy Cobham, Francesco Cafiso, Fabrizio Bosso, Miroslav Vitous, Flavio Boltro e Tullio De Piscopo (ma non solo), esibendosi in numerosi festival italiani e internazionali. Attualmente è vicepresidente di MIDJ e la sua presenza a Lago D’Iseo Jazz risponde alla duplice esigenza di portare nel nostro festival artisti riconosciuti e giovani talenti emergenti.

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