L’Accademia di Belle Arti di Napoli partecipa al Performing Fest con l’opera “RE-Compose”

Catanzaro. L’Accademia di Belle Arti di Napoli presenta al “Performing Fest” di Catanzaro, in programma a Catanzaro dal 7 al 14 marzo, l’opera “RE-Compose” ideata durante il Campus Crossings di settembre scorso presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli che ha visto la partecipazione di oltre 40 allievi dell’area balcanica e mediterranea. Il festival è promosso dall’Accademia di Belle Arti di Catanzaro, come capofila, nell’ambito del progetto PNRR PERFORMING, come spazio di incontro tra ricerca, formazione e sperimentazione nelle arti performative.

Il progetto internazionale Crossings – Art Without Limits ha costruito una rete di collaborazione tra istituzioni artistiche di 10 Paesi dell’area mediterranea Albania, Kosovo, Serbia, Bulgaria, Turchia, Giordania, Libano, Egitto e Grecia, insieme all’Italia, partendo da Napoli per dare forma ad un laboratorio reale di cooperazione internazionale nel quale la differenza di lingue, storie e tradizioni è diventata la condizione stessa del lavoro comune.

L’opera “RE -COMPOSE”, con cui l’Accademia partecipa al Festival, è un’installazione nata da un nucleo di canne d’organo provenienti dalla Chiesa della Dormizione di Gerusalemme e dismesse da un organo situato sull’altare. Giunte a Napoli dopo una lunga sospensione nel settembre 2025, queste canne sono state rimesse in gioco nei laboratori dell’Accademia come materia viva di una nuova scultura sonora, sviluppata in collaborazione con il Conservatorio di Musica “San Pietro a Majella”. Non reliquie da conservare, ma frammenti capaci di tornare a risuonare in una forma altra, nella quale memoria, spazio e suono trovano una nuova possibilità̀ di relazione.

A dare forma a questo lavoro sono stati, giovani artisti provenienti da Tirana, Belgrado, Mitrovica, Sofia, Istanbul, Amman, Beirut, Il Cairo, Alessandria d’Egitto e Corfù, insieme agli studenti delle Accademie di Belle Arti di Napoli e di Catanzaro e del Conservatorio di Musica “San Pietro a Majella” di Napoli. Riuniti in gruppi di ricerca interdisciplinari dedicati a set design, costume design e sound sculpture, questi studenti hanno lavorato sotto la guida dei docenti Enzo Gagliardi, Rosaria Iazzetta, Mario Laporta e Stefania Oriente per l’Accademia, e Roberto Pugliese per il Conservatorio di Napoli, coadiuvati da tre ricercatrici: Ivana Palmieri, Giulia Mauro e Rita Passarelli.

Il percorso di “Re-Compose” e “Crossing” continua oltre Napoli, ora a Catanzaro, per proseguire verso Beirut nel dialogo avviato con i partner universitari libanesi: un gesto simbolico che prova a ri-comporre una nuova terra possibile, trasformando un oggetto segnato dalla storia in un luogo di incontro e di ascolto.

Accanto a “RE:COMPOSE” il festival di Catanzaro presenta altri due percorsi nati durante il Campus internazionale svoltosi a Napoli dal 16 al 24 settembre 2025 e tuttora in corso di sviluppo. Il primo è il progetto elaborato con l’Università di Mitrovica luogo di confine tra l’etnia serba e quella albanese, destinato a trovare compimento in Kosovo; il secondo è il percorso di teatro-danza sviluppato con il Cultural Center Jesuit di Alessandria d’Egitto, pensato per una successiva realizzazione nella città egiziana. A Catanzaro questi lavori vengono presentati come processi aperti, già avviati e ancora in cammino tra Napoli, Kosovo, Libano e Alessandria d’Egitto, mentre il Mediterraneo è in fiamme.

Le opere e i processi presentati a Catanzaro, che nascono da anni di lavoro ed hanno caratterizzato le attività̀ del PNRR di Napoli, mai come adesso parlano di pace, di trasformazione e di comunità̀. In un tempo segnato dalla guerra e dai conflitti, Crossings affida all’arte un compito essenziale: non cancellare le ferite della storia, ma provare ad attraversarle, immaginando ponti e possibili strade di ricomposizione.

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