“In fin dei conti. Capitoli di una messinscena”, a Trani il reading teatrale di Angelo Mellone

Trani. Palazzo delle Arti Beltrani inaugura la sezione “Teatro d’Autore” 2026: le ossessioni poetiche di Angelo Mellone vibrano sotto il cielo di San Lorenzo. Domenica 9 agosto, alla vigilia della notte delle stelle cadenti, il direttore del Daytime della RAI porta a Trani lo struggente racconto teatrale “In fin dei conti. Capitoli di una messinscena”, tratto dal suo libro edito da CartaCanta, in un perfetto dialogo tra versi e jazz d’eccellenza. Nello skyline delle emozioni prodotte dalla decima e prestigiosa stagione artistica del 2026, si staglia un evento dal forte magnetismo intellettuale, concepito per abitare la notte sacra ai desideri e alle stelle cadenti con la forza nuda della parola e del suono. La splendida Corte “Davide Santorsola” di Palazzo delle Arti Beltrani a Trani terrà a battesimo il debutto per quest’anno della sezione “Teatro d’Autore” con un protagonista di primissimo piano del panorama culturale e televisivo nazionale: Angelo Mellone. L’attuale direttore del Day Time della RAI sale sul palcoscenico per dare vita a “In fin dei conti. Capitoli di una messinscena”, un racconto teatrale denso e viscerale. Una scelta temporale non casuale, che affida alla vigilia della notte di San Lorenzo un viaggio lirico in cui la poesia si fa materia viva e si offre allo sguardo del cielo stellato. Manager di ferro della televisione pubblica ma al contempo intellettuale eclettico, scrittore e giornalista di razza capace di sdoppiarsi tra l’insegnamento accademico della comunicazione e la scrittura, Mellone porta a Trani una tappa fondamentale di un tour che sta toccando le principali città italiane. Lo spettacolo affonda le sue radici e prende slancio dal suo omonimo e fortunato libro di poesie pubblicato da CartaCanta Edizioni. Definito dalla critica letteraria più attenta come un autentico «testo-sismografo di una vita intensa e ferita, radicale e sparsa», il volume raccoglie i versi in cui l’autore affronta quelle che definisce le sue “ossessioni” più intime ed esistenziali. Sul palcoscenico, sotto la volta celeste di Trani, la patria diventa una presenza viva, un’unica donna amata. Un’esplorazione profonda e a tratti epica che svela la natura più autentica di Mellone, tarantino d’origine e romano d’adozione, che rivendica fieramente la propria identità definendo il Sud come l’unica e vera coordinata dell’anima. Lo spettacolo si configura come una lettura scenica spudorata e magnetica, capace di raccontare il Meridione non solo come amore, radici e famiglia, ma anche di metterne a nudo le ferite aperte, dall’emigrazione alla denatalità, fino all’impoverimento delle zone interne che resiste nonostante le lusinghe del turismo. Attraverso una narrazione che rifugge l’idea nostalgica e vittimistica per cercare un’identità futura, competitiva e positiva, Mellone solleva una questione profondamente culturale, capace di illustrare la vita e il suo rovescio verbale attraverso un crescendo rossiniano di emozioni. Egli conduce lo spettatore in un’esplorazione profonda che tocca l’idea di Nazione e la provincia, l’ombra degli antenati e il futuro dei figli, la sua Taranto e la nostalgia dell’origine, fino al mistero dell’amore di coppia. Lontano dai canoni del reading tradizionale, “In fin dei conti. Capitoli di una messinscena” si rivela una danza vorticosa di note e versi in cui ogni spettatore è chiamato a specchiarsi, scovando una riflessione ad alta voce in cui identificarsi e sentirsi parte di una memoria condivisa. A sostenere l’urgenza narrativa della voce e del pianoforte dell’autore c’è un collettivo di musicisti straordinari, capaci di tradurre la parola poetica in architettura sonora. La partitura dello spettacolo prende corpo e vibra grazie alle geometrie del contrabbasso di Pierluigi Balducci, al motore ritmico impresso dalla batteria di Francesco Pennetta, alle incursioni virtuose della chitarra di Salvatore Russo, ai fraseggi evocativi del clarinetto e del sax di Peppe Fornaro e al soffio nostalgico della fisarmonica di Francesco Longo. Una fusione perfetta in cui la musica jazz non fa da semplice commento, ma dialoga attivamente con la parola, moltiplicandone l’energia drammaturgica. Il Centro Culturale Polifunzionale della Città di Trani si conferma così un eccezionale e raffinato catalizzatore di anteprime culturali e progetti artistici unici sul territorio. La blasonata stagione artistica di Palazzo delle Arti Beltrani è realizzata da Delle Arti Odv Ets con il prezioso sostegno della Città di Trani, il patrocinio gratuito della Rete Musei di Puglia ed in stretta collaborazione con prestigiosi partner del territorio, tra cui spiccano i Conservatori “Niccolò Piccinni” di Bari e “Nino Rota” di Monopoli, e la media partner di Radio Selene. Il ricco cartellone estivo continua a mantenere la promessa di rivelarsi un fondamentale e insostituibile volano per l’appeal culturale e turistico della splendida città sul mare, offrendo alla platea del Palazzo un’esperienza suggestiva e un contatto diretto con artisti capaci di sfidare i confini dei generi nel nome della pura bellezza interpretativa.

 

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