Venezia. Il Carnevale è in arrivo: le giornate si riempiono di colori e fantasia, annunciando uno dei momenti più attesi dell’anno. Si tratta di una festa che affonda le radici in epoche lontane, le prime tracce del Carnevale risalgono infatti agli antichi riti pagani. Tra il 17 e il 23 dicembre a Roma si celebravano i Saturnali, dedicati al dio Saturno. In questa occasione, l’ordine sociale era invertito con l’eliminazione della distinzione tra schiavi e uomini liberi. Dopo l’avvento del Cristianesimo, queste celebrazioni non scompaiono ma sono reinterpretate in un’altra luce. Il Carnevale è stato collocato nel tempo che precede la Quaresima, i 40 giorni di penitenza e digiuno prima della Pasqua. La festa risponde all’esigenza di disciplinare il comportamento umano, segnando la soglia tra abbondanza e rinuncia. Durante il Carnevale tutto è concesso: scherzi, travestimenti ed eccessi che, in altri casi, sarebbero giudicati inaccettabili. In questa prospettiva, “ogni scherzo vale” non indica un’assenza totale di regole, ma una temporanea tolleranza della trasgressione. Lo stesso termine Carnevale racchiude questo significato. Esso, infatti, deriva dalla locuzione latina “carnem levare”, ossia “eliminare la carne”, per osservare le restrizioni quaresimali.
Nel Medioevo, il Carnevale continua a rappresentare una importante ricorrenza per la vita sociale. Le maschere nascondono l’identità delle persone e l’anonimato consente una sospensione provvisoria dei ruoli codificati entro le rigide barriere sociali. Satira e parodia divengono strumenti attraverso cui la società esprime critiche al sistema politico-governativo in modo controllato. Il Carnevale rafforza così il senso di appartenenza alla comunità, allevia le tensioni e riduce le disuguaglianze.
Nel Rinascimento il Carnevale raggiunge il massimo splendore, soprattutto a Venezia, dove le maschere costituiscono un simbolo di eleganza e mistero. Gli spettacoli artistici e musicali legati al Carnevale mutano il volto della città, rendendo Venezia un grande teatro a cielo aperto, in grado di attrarre visitatori da tutta Europa.
Il Carnevale contemporaneo conserva queste radici, pur assumendo forme variabili in base alle tradizioni locali. All’indomani dell’adozione della Convenzione di Parigi del 17 ottobre 2003, numerose celebrazioni carnevalesche presenti in diverse parti del mondo sono state riconosciute come patrimonio culturale immateriale dall’UNESCO (United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization), a testimonianza del valore storico e simbolico che esprimono per l’intera umanità. Tra queste, si ricordano il carnevale storico di Veselý Kopec, in Repubblica Ceca, il Carnevale di El Callao, in Venezuela, e il Carnevale di Basilea, il più grande carnevale della Svizzera.
Tra sfilate di carri e feste in maschera, il Carnevale incarna la piena libertà, narrata per mezzo della creatività e del gioco, elementi che trasformano strade e piazze in luoghi di incontro e partecipazione, coinvolgendo tutti i membri della collettività in una dimensione intergenerazionale e interculturale.


